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Tra i fattori socioambientali di rischio vanno ricordati il fumo di sigaretta, il consumo di sale, acidi grassi insaturi e in genere sostanze che stimolano la secrezione acida (caffè).
Il batterio colonizza le cellule della mucosa, dove idrolizza i nutrienti che in questa sede sono molto abbondanti,producendo ammoniaca che inattiva l’effetto battericida dell’acidità gastrica e crea un microambiente favorevole al germe. L’innalzamento locale dell’acidità gastrica favorisce inoltre la retrodiffusione di ioni H+, dalla cellula parietale al lume, determinando una retrodiffusione ionica. Inoltre, produce lipasi e fosfolipasi che sembrano danneggiare direttamente la mucosa gastrica
L’ipersecrezione di acido cloridico e gli ioni H+ sono considerati un fattore aggressivo primitivo, che possono cioè provocare direttamente danni cellulari. Da questo punto di vista mantiene ancora la sua validità, anche se non assoluta, il vecchio detto inglese "no acid, no ulcer".
Le cellule di rivestimento della mucosa gastrica hanno un’azione prettamente difensiva nei confronti degli agenti lesivi: il polo apicale delle cellule epiteliali e le giunzioni serrate sono praticamente impermeabili agli ioni H+. Una seconda linea di difesa è rappresentata dal rapido turnover (1-3 giorni) delle cellule della mucosa gastrica, in modo da sostituire le cellule danneggiate o distrutte.
Lo strato mucoso possiede varie funzioni:
Quando l’eccessiva acidità del lume gastrico supera le capacità di difesa, interviene un altro meccanismo rappresentato dalla circolazione sanguigna sottomucosa che rimuove gli ioni H+.
Per quanto riguarda il meccanismo attraverso cui si realizza la protezione da parte delle prostaglandine, questo non è ancora del tutto chiaro. Sembra che agiscano favorenda la secrezione dello strato di muco.
Il dolore è di solito di tipo crampiforme o avvertito dal paziente come "senso doloroso di fame" o "vuoto di stomaco"
Classicamente presenta un ritmo a quattro tempi, e cioè pasto-benessere(circa 1 ora)-dolore(1-2 ore)-benessere
Classica anche la sede: in alto e a sinistra rispetto alla linea che congiunge lo sterno all'ombelico (linea xifo-ombelicale). Vi può essere irradiazione poteriore.
Le crisi dolorose si presentano tutti i giorni dopo i pasti, per un periodo ben definto di 2-3 settimane, e sono intervallate da periodi anche lunghi di benessere. I periodi dolorosi coincidono con le stagioni di transizione (primavera e autunno)
Nausea e vomito possono affliggerel'ulceroso dopo i pasti; la paura di soffrire determina una riduzione dell'appetito, con successivo dimagrimento.
Di fondamentale importanza è l'endoscopia associata alla biopsia, soprattutto per confermare la benignità o la malignità di un ulcera. Ogni ulcera gastrica, fino a prova contraria, deve essere considerata un carcinoma gastrico.
All'esplorazione endoscopica un'ulcera benigna si manifesta come una lesione rotondeggiante o ovolare, a bordi regolari, a fondo bianco e cremoso. L'ulcera maligna ha invece forma irregolare, margini granulosi vegetanti e fondo sanguinolento. Soltano numerose biopsie (fino a 6 - 10) forniscono dati sicuri sulla natura delle lesioni.
Se si vuole giungere ad una diagnosi eziologica , sono oggi a disposizione diverse tecniche sierologiche, radioisotopiche e colturali per la determinazione della presenza dell'Helicobacter pylori.
Assoluta sospensione del fumo di sigaretta, comunque dannoso, va assolutamente evitata anche l'assunzione di aspirina, FANS e corticosteroidi, soprattutto a stomaco vuoto.
La sintomatologia è caratterizzata da un aumento della frequenza e della durata delle crisi in corso di terapia e la comparsa di anoressia, vomito e calo ponderale.
Si possono considerare intrattabili le ulcere che dopo 4 mesi di corretto trattamento medico non risultano cicatrizzate, quelle che recidivano malgrado terapia medica e quelle che traggono scarso beneficio dall’assunzione di farmaci.
Può essere preceduta da una fase di riesacerbazioni dolorosa o comparire in pieno benessere. Le forme croniche possono causare anemizzazione . Le forme acute possono manifestarsi con melena e talora ematemesi e causare un anemia acuta o decadere in uno stato di shock.
Può verificarsi anch’essa dopo una storia d’ulcera o essere il sintomo d’esordio. Il dolore è violento ed improvviso, epigastrico, seguito rapidamente da una diffusione proporzionale quella della peritonite.
L’obbiettività rileva contrattura addominale e dolore di rimbalzo.
Le stenosi di entità modesta possono rendersi responsabili dell’intrattabilità dell’ulcera a causa del rallentamento dello svuotamento gastrico. Gradi più marcati possono tradursi in ripienezza epigastrica postprandiale, anoressia, calo ponderale, fino al vomito.
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"Ulcera gastrica".
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