Il Tie-Break è una forma abbreviata del gioco, introdotta per la prima volta nel tennis ma utilizzato anche in altri sport come nella pallavolo.
Nel 1971 venne introdotto anche al torneo di Wimbledon dove veniva giocato in tutti i set tranne l'ultimo quando si raggiungeva l' 8-8.
Dal 1976 si disputa per aggiudicare un set quando i giocatori si trovano sul punteggio di sei giochi pari. All'interno del Tie-break i punti vengono conteggiati mediante la numerazione tradizionale (1,2,3 ecc.) e non più con quella tipica del gioco del tennis (15, 30, 40, ecc.). Si aggiudica il Tie-break (e quindi il set) il giocatore che per primo totalizza almeno 7 punti con due punti di vantaggio sull'avversario.
Il giocatore si trova alla risposta nel dodicesimo gioco ha il diritto di servire il primo punto del Tie-break; successivamente i giocatori si alternano al servizio ogni due punti giocati, in modo da servire, ciascuno, un punto dal lato sinistro e uno da quello destro del campo. Ogni sei punti giocati si procede al cambio di campo, all'interno del quale i giocatori non possono sedersi (come nei cambi di campo seguenti il primo gioco di ogni set).
Nonostante esso sia mediamente più lungo di un game, viene conteggiato allo stesso modo ai fini del cambio delle palline nei tornei professionistici del circuito ATP (si effettua dopo i primi sette games e, successivamente, ogni nove games giocati).
Il Tie-Break è stato introdotto nel 1973 al fine di contenere la durata degli incontri che rischiava di protrarsi eccessivamente. Tuttavia la tradizione di non disputare il Tie-Break è stata mantenuta in alcuni casi: il cosiddetto "jeu decisif", infatti, non si disputa nel quinto set degli incontri dei tornei del Grande Slam e di Coppa Davis.
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