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Neonatology
 

Il termine neonato (letteralmente, nato da poco tempo) si riferisce al bambino nelle prime quattro settimane di vita.

Alla nascita il neonato ha una lunghezza media di 50 cm ed un peso che si aggira fra i 3 e i 3,5 kg.

La vitalità del neonato viene valutata tramite un'apposita scala che va da 0 a 10, con una misurazione ad un minuto dalla nascita e una successiva a cinque minuti dalla nascita. Questa misurazione si esegue attraverso l'indice di Apgar: al valore 10 corrisponde una situazione ottimale, il neonato non è a rischio se raggiunge o supera il valore 7. Il neonato risulta a rischio se ad un minuto dalla nascita non supera il valore 4 e se non supera il valore 6 dopo cinque minuti dalla nascita.

Il nuovo arrivato


Appena venuto alla luce, il corpo del bambino ha proporzioni assai diverse da quelle del corpo dell'adulto: la testa è più grossa rispetto al corpo, il tronco è tozzo, l'addome sporgente e tondo, gambe e braccia sono relativamente corte.

Non appena lasciato libero di muoversi, il neonato riprende la posizione fetale, con braccia, gambe e testa fortemente flessi. Il corpo è ricoperto da una sostanza bianca, detta vernice caseosa, sotto di questa, la pelle ha un colore rosso acceso ed è coperta da una fine lanugine che scompare entro una settimana. La testa può essere calva o ricoperta da una capigliatura composta di capelli molto fini destinati a cadere e ad essere sostituiti rapidamente.

Le gambe sono leggermente arcuate e possono essere divaricate facilmente, senza grande resistenza, se si cerca di ruotarle verso l'esterno; nel caso vi sia resistenza, questa può essere il sintomo di una lussazione congenita dell'anca. Le mani sono chiuse a pugno e le dita si serrano facilmente attorno ad un piccolo oggetto o a un dito posto nel palmo.

Gli occhi sono aperti, ma non sono ancora in grado di mettere a fuoco le immagini, reagiscono alla luce e seguono gli oggetti grandi. Sulla membrana del timpano è presente uno strato mucoso, che rende il neonato temporaneamente sordo.

Mani e piedi sono spesso freddi rispetto al resto del corpo, in quanto la circolazione sanguigna periferica non è ancora perfetta. La pelle del neonato, se esposta al freddo, può ricoprirsi di chiazze paonazze, dovute alla reazione, ma opportunamente riscaldando il bambino il colorito roseo ricomparirà presto e si noterà anche una riduzione del pianto.

Respirazione

Non respira ancora, ma bastano pochi secondi di accumulo dell'anidride carbonica nel sangue, per stimolare i centri del respiro e provocare la prima inspirazione. L'aria entra per la prima volta nei polmoni e li distende, il bambino emette il primo vagito. I muscoli costali e il diaframma sono ancora impreparati e deboli per la respirazione, in loro aiuto intervengono i muscoli addominali.
La respirazione si mantiene frequente (30-50 atti respiratori al minuto) ed è spesso irregolare; bastano stimoli banali per alterarne il ritmo, come ad esempio un repentino cambiamento di posizione.

Cuore e circolazione sanguigna

Il cuore del neonato ha un ritmo accelerato: 130-140 battiti al minuto, che salgono fino a 180, durante il pianto o con i movimenti. Il sangue circolante equivale al 10% del resto del corpo (95 ml per ogni chilogrammo di peso).
I vasi sanguigni del neonato sono più resistenti di quelli dell'adulto, in particolare i capillari, ma questo non basta per metterli al riparo da emorragie, che, nel periodo neonatale, sono alquanto frequenti.

Le funzioni digestive

La bocca del neonato è particolarmente adatta al suo unico compito: succhiare.
La mandibola è quasi orizzontale, sfuggente, le labbra sono grosse. All'interno, in corrispondenza delle gengive da cui spunteranno gli incisivi, si trova una piega della mucosa, la plica di Magitot, che serve ad ottenere una perfetta chiusura della bocca intorno al capezzolo, essa scomparirà col tempo.
La superficie dell'intestino è in proporzione più vasta di quella dell'adulto. Fin dalla prima settimana è in grado di assimilare 500 grammi di latte al giorno. Se rapportata al suo peso, corrisponderebbe a 14 litri di latte giornalieri per un adulto.
Il latte rimane nello stomaco per due-quattro ore ed impiega sedici ore per percorrere tutto l'intestino. La posizione del bambino dopo il pasto favorisce lo svuotamento dello stomaco: in posizione eretta è più rapido, rispetto alla posizione sdraiata, ancor meno se in posizione prona (sdraiato sul ventre).
Il neonato svuota l'intestino molto presto, a volte già nella prima ora dalla nascita: il materiale espulso non è costituito da feci, ma da una sostanza particolare detta meconio, di colore verde scuro, gelatinosa e priva di odore.
Questa sostanza è sterile, in quanto nell'intestino del feto non sono presenti germi, che compariranno successivamente.
Nel momento in cui il neonato comincia ad alimentarsi, compariranno le feci di transizione, di colore verde-giallo, molto acquose, con caratteristiche intermedie tra il meconio e le vere e proprie feci da latte materno, che sono di colore giallo oro, pastose e con un odore acidulo.

Le funzioni del rene

La funzione renale non è diversa da quella dell'adulto, ma è solamente più ridotta. L'urina viene emessa fin dal primo giorno (15-20 millilitri); al decimo giorno di vita la quantità arriva fino a 200-300 ml. Nella prima settimana di vita, l'urina può presentare una leggera sfumatura rosata, dovuta all'alta concentrazione di acido urico. Questo è presente in modo eccessivo nel sangue e viene rapidamente eliminato dai reni, sotto forma di microscopici cristalli rosa, gli urati.
A volte il neonato non urina per 24, ed anche 36 ore, oltre questo limite è bene un tempestivo intervento del medico, affinché ne ricerchi la causa.

Scatola cranica

Nel neonato il cranio, non essendo completamente saldato lungo le linee di sutura, presenta ampie aperture in coincidenza con le cosiddette fontanelle. La più ampia di queste è quella anteriore o bregmatica, posta fra l'osso frontale e i due parietali: ha una forma a losanga, lunga 2,5-3 cm e larga 1,5-2 cm.

Assistenza al neonato


Nell’eventualità che il parto non avvenga in un ente ospedaliero o in presenza di assistenza medica, occorrerà occuparsi del neonato immediatamente.
La prima cosa da fare al momento della nascita è il controllo della respirazione del neonato, se non inizia, nemmeno dopo aver scosso il bambino con una certa energia, occorre rianimarlo con la respirazione bocca a bocca. La respirazione artificiale, compressione lieve del torace alternata ad uno spontaneo rilassamento, risulta più utile in presenza di una respirazione autonoma ma stentata.
La seconda attività consiste nella legatura del cordone ombelicale: i vasi, al termine della loro pulsazione, vanno ripiegati ad anello a 2-3 cm circa dall'addome e legati con un doppio giro di elastico. Segue la recisione del cordone all'estremo fissato alla placenta, a circa 5 cm dal laccio, assicurandosi che la legatura sia perfetta e che non fuoriesca sangue. Il moncone di cordone va pulito e ricoperto con una garza sterile e asciutta. Questo cadrà spontaneamente, tra il sesto e il settimo giorno della nascita, dopo essere divenuto nero e rinsecchito.

Diagnosi precoce


È possibile che il bambino possa presentare ritardi nello sviluppo neuropsicomotorio che potrebbero portare a serie conseguenze. È dimostrato che il 95% dei bambini con possibili ritardi trattati entro il 3° mese di vita si sono normalizzati. Esistono 12 categorie di parti "a rischio" in cui è consigliabile una visita di diagnosi precoce: -parti gemellari -neonati con crisi convulsive -parti prematuri -iperbilirubinemia a rischio e ittero neonatale grave -parti dismaturi -crisi ipoglicemiche ed ipocalcemiche con segni neurologici -indice di Apgar <3 al 1' min e <7 al 5' min -parti da madri diabetiche -parti da madri con gestosi -parti distocici (forcipe - ventosa - TC) -parti con infezione -neonati con infezioni in atto

Manifestazione fisio-patologiche


Nei momenti successivi al parto e nei primi giorni di vita si manifestano alquanto frequentemente particolari manifestazioni che sono al confine fra uno stato fisiologico (normale) ed uno patologico (anormale).

Asfissia

Appena estratto dalla cavità uterina, il neonato non respira immediatamente. Dopo alcuni secondi oppure dopo qualche atto respiratorio disordinato, il respiro si arresta, per riprendere qualche attimo dopo con un ritmo regolare.
Può capitare che il bambino non riesca a respirare, rimanendo in una fase di apnea e diventi asfittico. I motivi possono essere diversi: un precoce distacco dalla placenta, il cordone ombelicale che si è avvolto attorno al collo, un parto difficile e lungo, un'alterazione nei centri respiratori, una malformazione polmonare a livello degli alveoli o la presenza di materiale nelle vie aree (sangue, muco o liquido amniotico) aspirati durante il parto.
L'arresto del respiro prolungato oltre i cinque minuti può creare danni anni al cervello, anche se sono stati registrati neonati sopravvissuti ad un'apnea di 15 minuti.
L'asfissia iniziale è detta "cianotica" a causa della colorazione rosso-bluastra della cute, a cui segue quella "bianca", in quanto la cute diviene pallida, mentre una sfumatura cianotica rimane sulle labbra, sulle mani e sui piedi. Il cuore batte debolmente e a ritmo accelerato. Se il bambino non riprende a respirare, il suo stato va progressivamente peggiorando.
Questo quadro si risolve con l'asportazione del materiale che ostacola il flusso dell'aria e con la somministrazione d'ossigeno, sempre che non via sia una situazione irreparabile come ad esempio in una malformazione congenita del cuore o delle vie respiratorie.

Ittero

La comparsa di un colorito leggermente giallastro (ittero) nella pelle e nella sclera del neonato è fisiologica. Il colorito è determinato dalla in quantità superiore alla norma della bilirubina nel sangue.
La bilirubina deriva dalla distruzione dell'emoglobina rilasciata alla morte dei globuli rossi. Normalmente passa attraverso il fegato dove si unisce all'acido glicuronico, perde la sua tossicità e si versa insieme alla bile nell'intestino e, dopo aver avuto effetti nel processo digestivo, viene eliminata con le feci, alle quali conferisce il colore bruno.
Se le cellule epatiche non sono in grado di coniugare la bilirubina, questa non raggiunge l'intestino, ma ritorna nel sangue, depositandosi nella cute e nelle mucose, rendendole itteriche quando raggiunge valori superiori alla norma.

Quando la respirazione diviene efficiente, il sovrannumero di globuli rossi presenti nel feto si riduce, liberando emoglobina. Conseguentemente viene prodotta bilirubina che entra nel fegato per essere coniugata ed eliminata. Le cellule epatiche del neonato non sono in grado di affrontare questo intenso lavoro, restituendone una parte al sangue con le conseguenze descritte.
L'ittero si attenua e scompare nel giro di 10-15 giorni ma deve in ogni caso essere tenuto sotto controllo. Se la concentrazione di bilirubina supera il valore soglia determinata in apposite tabelle e dipendente dal peso il neonato viene sottoposto a fototerapia.

Malattia emorragica

Malattie emorragiche nel bambino sono abbastanza frequenti e sono da imputare ad una quantità di piastrine inferiore a quella normalmente presente in età più avanzata. Possono essere scarsi anche alcuni fattori coagulanti, come la prototrombina, il fattore VII, il fattore X, il PTC o il PTA.
La perdita di sangue può avvenire nell'intestino e si evidenzierà con feci di colore nero, oppure con la presenza diretta di sangue nel materiale espulso. Possibili anche cefalo-ematomi esterni, spesso provocati da traumi durante il parto. La quantità di sangue fuoriuscito si raccoglie nello spessore di una delle ossa del cranio, tra le lamine ossee ed il foglietto che le ricopre, il periostio. A causa di questa presenza, la testa si presenta asimmetrica, ma, a parte quello estetico, non esistono problemi a carico del bambino. L'ematoma si riassorbe lentamente e scompare senza lasciare tracce.
Più raro ma più grave il cefalo-ematoma interno. La raccolta emorragica è all'interno del cranio e se ha una massa consistente può creare problemi con la pressione che esercita sul tessuto cerebrale.
La malattia emorragica nel neonato è spesso legata alla deficienza di vitamina K, che viene sintetizzata nell'intestino dalla flora batterica, che in un neonato è scarsamente presente. Questa vitamina viene accumulata nel fegato per la produzione del complesso prototrombico. La migliore terapia per questa malattia è la somministrazione di vitamina K, associata a vitamine C e P. Occorre pero fare attenzione a non superare la dose massima di vitamine, in quanto può perdere l'effetto curativo e divenire tossico, soprattutto per i globuli rossi.

Ernia ombelicale

Un altro problema, solitamente non grave, che può colpire il neonato è l'ernia ombelicale. Una piccola porzione di intestino fuoriesce dalla cavità addominale a livello dell'ombelico. Il problema può essere determinato dall'addome del bambino, che è alquanto espanso, con muscoli addominali ancora non ben uniti fra loro.
L'ernia ombelicale non è particolarmente pericolosa, raramente si "strozza", e scompare col passare del tempo. Se l'ernia è di piccole dimensioni non necessita di alcun trattamento, nel caso sia voluminosa può occorrere una fasciatura che la contenga oppure semplicemente ripiegare la cute verticalmente ai due lati dell'ombelico ed unirle fra loro con un cerotto.

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