Un mostro è - in senso molto ampio - un essere vivente a cui sono attribuite una o più caratteristiche straordinarie, per le quali si discosta enormemente rispetto ad altri considerati nella norma, "ordinari". Il termine mostro ha in genere una connotazione negativa.
Se inteso in senso positivo, o perlomeno ambiguo, il mostro è accostabile ai mirabilia, ai freak e ai cosiddetti "fenomeni da baraccone"; se inteso invece in senso negativo, si carica - secondo il contesto - di una valenza fisica o morale. "Mostro", dunque, può essere definito sia chi presenta deformità anatomiche sia chi si comporta in un modo disumano; le due caratteristiche possono inoltre coesistere o essere anzi strettamente legate, secondo il modello greco contrapposto al καλός καί ἀγαθός ("bello e buono").
Da tale legame, tra l'altro, deriva il significato dato dalla cronaca nera, che per "mostro" intende un criminale i cui delitti, spesso a sfondo sessuale o inerenti al cannibalismo, sono particolarmente efferati (il "Mostro di Firenze", il "Mostro di Rostok").
Un'accezione particolare è infine quella di "mostro" come "prodigio", "persona particolarmente dotata", con riferimento di solito a un dato settore o a una certa attività. A volte, in questo significato è presente anche un vago sentimento di timore quasi reverenziale nei confronti di chi è definito, ad esempio, un "mostro di bravura".
A parte va poi considerata l'espressione "mostro sacro", riferita a una persona, un animale o un oggetto tenuti in tale considerazione da non non poter essere criticati o attaccati, sino a diventare - talvolta - un tabù.
Ulteriori classificazioni dei mostri sono possibili prendendo in esame altre importanti variabili. Tra queste, le tre principali riguardano il fatto che il mostro appartenga ad una specie in grado di riprodursi (i centauri) o sia invece un unicum (la Chimera), che sia nato da un parto della natura (i Titani) o per un esperimento umano (la "Creatura di Frankenstein", il Golem), o infine che sia percepito come un essere malefico o benefico (sfumature intermedie comprese).
Oltre alla quantità, l'aspetto del mostro può apparire abnorme anche nella qualità. In questo caso si parla più propriamente di "deformità", spesso associata al concetto di bruttezza: ad esempio l'essere zoppo (Efesto), gobbo (il Gobbo di Notre Dame) o sfigurato (il Fantasma dell'Opera).
L'incapacità di svolgere normali e semplici attività - secondo la diversa tradizione e sensibiltà di vari popoli - può a sua volta rientrare in questo tipo, a cui apparterrebbero quindi gli esseri viventi nati sordi o ciechi. Emblematico, in tal senso, è il racconto Il paese dei ciechi di Herbert G. Wells, dove i non vedenti si ritengono una razza superiore rispetto a chi è dotato della vista, tanto da considerarlo un mostro che, per poter sposare una di loro, dovrà privarsi degli abnormi organi chiamati "occhi".
Un caso particolare è infine costituito dai mostri che presentano parti del proprio corpo di un materiale diverso da quello comune, spesso di origine inorganica. È il caso dell'"uomo di bronzo" Talo, forgiato dal dio-fabbro Efesto. Si tratta, in ogni caso, di una tipologia particolarmente attestata in modo trasversale nelle varie epoche, da quella antica alla modernità. Tu, dopo l'avvento di robotica, cibernetica e bionica, alcuni mostri moderni sono da considerarsi piuttosto degli ibridi e appartenenti dunque al l'ibrido.
A questo tipo, inoltre, appartengono quegli esseri viventi che presentano caratteristiche in netto contrasto tra loro, tanto che dovrebbero eludersi a vicenda nelle creature "ordinarie": la vita e la morte (gli zombie, i vampiri), maschio e femmina (l'ermafrodita, uno degli archetipi junghiani).
Il primo fa riferimento alla cosiddetta "appartenenza di specie". Il mostro, infatti, può essere o meno in grado di riprodursi, presentandosi - secondo i casi - o come un esemplare unico o come una specie vera e propria, diffusa su un territorio nel quale prende più o meno parte alle dinamiche della catena alimentare, di generazione in generazione.
Se è vero che la maggior parte dei mostri appartiene a un gruppo più ampio di suoi simili Pallasetlecentaure.jpg accanto ad Atena nel dipinto Pallade e il centauro di Botticelli]] (i centauri,i satiri, gli orchi, i draghi, etc.), sono altresì attestati diversi casi di creature che costituiscono un unicum nel loro genere. Si tratta, solitamente, di esseri generati per una punizione divina (Scilla), un esperimento umano (la Creatura di Frankenstein) o un accoppiamento aberrante tra specie fra loro incompatibili (il Minotauro).
Questa, tuttavia, è una regola che conosce varie eccezioni. La Fenice, per esempio, è un essere vivente sovrannaturale che rinasce dalle sue stesse ceneri, secondo un particolare fenomeno di palingenesi che lo rende unico oltre che immortale (lo stesso esemplare torna in vita, infatti, ogni 500 anni).
Un secondo parametro fa invece riferimento al modo naturale o artificiale con cui il mostro ha avuto origine. La maggior parte dei monstra risponde alla prima tipologia, ma esistono vari casi in cui è l'uomo, con le sue conoscenza, a dare vita a un nuovo essere. Ricordiamo, in particolare, la già citata Creatura di Frankenstein (frutto del delirio di onnipotenza dello scienziato), il Golem e l'homunculus (legati rspettivamente alla Cabala ebraica e all'alchimia), gli animali antropomorfi del dottor Moreau.
La sperimentazione, inoltre, può essere condotta dall'uomo anche su sé stesso, giungendo a risultati inquietanti come raccontato da Stevenson nel romanzo Lo stano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde.
Un terzo possibile parametro è il modo stesso in cui il mostro viene percepito e recepito da chi ne parla o scrive. Normalmente, infatti, il mostro è avvertito come una presenza negativa, in quanto orribile alla vista e crudele nel comportamento. Non sempre, tuttavia, ciò corrisponde a verità; in vari casi, anzi, la deformità o - più in generale - la "straordinarietà" di tale essere è motivo di timore reverenziale, rispetto, compassione. Ad esso, infatti, si attribuiscono spesso poteri sovrannaturali, oppure in lui si riconosce qualcosa di umano verso cui provare empatia, solidarietà, fratellanza, in nome del "genere umano" nel senso più ampio del termine.
In tali casi, però, il concetto di mostro si sovrappone s stratifica con quello di freak, come avviene per Elephant Man, Edward mani di forbice e, per l'appunto, i femomeni da baraccone di Freaks.
Nelle religioni antiche, così come nella mitologia, il mostro è una creatura dai caratteri ambigui, associata tanto al Bene quanto al Male. In ogni caso, tuttavia, è vista come un essere sacro e, in quanto tale, inviolabile. Profanare il corpo di un mostro (anche con la sola vista) o ucciderlo richiede solitamente la purificazione, come nel caso del mito di Apollo e Pitone, o la morte del responsabile, senza distinzione tra umani e dei.
Oltre ai gia citati centauri e satiri, possiamo annoverare i mostri dei sepolcri egizi, gli dei antropomorfi e i faraoni stessi tornati in vita. Inoltre, Nettuno invia un mostro marino a favore dei Greci per fare divorare l'Indovino troiano che diffidava del dono ardito. Anche gli dei orientali talvolta vengono raffigurati mostruosi, si pensi alla dea Kali con sei braccia.
In epoca cristiana abbiamo la comparsa del mostro percepito in chiave più negativa, come una creatura che, in generale, incarna il male.
La Grande Bestia, mostro sotto ogni punto di vista, viene rappresentata spesso con aspetto straordinario: corna e zoccoli, deformità anatomiche, denti aguzzi, attributi sessuali vergognosi e insieme seni femminili ad indicare la perversione (mentre, nelle religioni antiche, l'androgino è un archetipo più sfumato). Dante la dipinge come un demonio gigante, intrappolato per sempre nella sua ira, che riversa con veemenza su chi ha tradito Dio.
Mano a mano che l'Homo sapiens acquista consapevolezza di una propria supposta "unicità" (riflessa soprattutto nei miti e negli studi storico-filosofici, come anche in quelli scientifici), la categoria di "mostro" tende sempre più a contrapporsi a quella di "essere umano". I confini si fanno più netti: alla mostruosità fisica si accompagna sovente quella morale. Un esempio significativo è dato dal determinismo genetico di pseudoscienze come la fisiognomica.
Fin dall'antichità, comunque, il tema dell'Homo sapiens tramutato in animale, di solito per una maledizione, è tipico – oltre che dei racconti mitologici – anche delle fiabe e del folklore in generale. Tra i casi più significativi vi sono La bella e la bestia, Melusina e il topos del principe trasformato in ranocchio. Una rivisitazione moderna, che capovolge tuttavia la prospettiva, è nel film d'animazione Shrek, dove l'elemento bestiale è a tutti gli effetti positivo quanto quello umano (vedi anche Il mostro nella parodia e nella satira).
L'età moderna, tuttavia, ha conosciuto e conosce tuttora numerose eccezioni a tale tendenza, ormai - tra l'altro - da considerarsi non più come "pensiero dominante" presso la comunità scientifica e, meno, la società. Arte, filosofia e cinema, oltre alle nuove conoscenze biologiche e genetiche, hanno contribuito a ridefinire le categorie "mostruosità/normalità" secondo criteri meno nitidi, e con varie zone d'ombra ancora da indagare. Tra gli intellettuali che, più di altri, hanno tentato di scardinare il confine fra umano e bestiale, si ricordano in particolare Mary Shelley, Tod Browning e Jean Cocteau.
Non sempre, tuttavia, il processo messo in atto dall'attività onirica o durante la veglia ha connotazioni negative. Se il soggetto ha un buon rapporto con sé stesso e, di conseguenza, con il mondo esterno, la sua rappresentazione del mostro sarà in realtà uno specchiarsi per vedere in esso la propria identità nascosta. Si tratta, in questo caso, della ricognizione, con la quale l'individuo riconosce sé stesso nell'altro, senza avvertire una cesura netta fra mondo interiore e mondo esteriore. La proiezione, al contrario, proietta nel mostro (cioè l'altro), tutto ciò che il soggetto non accetta in sé stesso, frapponendo una soluzione di continuità fra l'Io e il mondo: il primo viene vissuto come un baluardo, dimora del giusto e del bello, assediato dal secondo, ricettacolo dell
Visto in questa chiave, il mostro è quindi un indice o una cartina al tornasole di come viene interpretata l'alterità.
Spesso i soggetti più propensi a operare una ricognizione piuttosto che una proiezione sono quelli in età adolescenziale, che tendono a simpatizzare con la condizione di reietto, goffo e incompreso del mostro. Gli adulti, invece, s'identificano generalmente con creature il più possibile ordinarie ed armoniche, viste, in quanto tali, come portatrici di ordine fisico e morale.
Un caso significativo che mette in luce tale inclinazione, è dato dal racconto fantascientifico La sentinella di Fredric Brown, nel quale il lettore è portato a solidarizzare totalmente col protagonista, dando per scontato che si tratti di un umano in guerra con orribili alieni su un altro pianeta; salvo scoprire, nel finale, che il protagonista è l'alieno, mentre i nemici che combatte sono mostri “con solo due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante, e senza squame”. L'empatia fra il soggetto (che ritiene sé stesso la norma) ed il mostro si fonda, dunque, su un equivoco che, una volta risolto, spiazza le convinzioni e proiezioni iniziali del soggetto.
La branca che si occupa dei mostri embrionali prende il nome di teratologia, dal greco τέρας ("prodigio", "portento", "essere mostruoso"). Lo studioso Geoffroy Saint-Hilaire ha anche elaborato una loro classificazione, accettata da gran parte della comunità scientifica.
Ambrogio Lorenzetti 008.jpg in un particolare del ciclo di affreschi sugli Effetti del cattivo governo di Ambrogio Lorenzetti]]
I demoni o diavoli, nella religione cristiana, ebraica e Islamica (che li considerano angeli decaduti), sono spesso raffigurati come esseri deformi e mostruosi, ibridi fra umani e bestie, con una connotazione sempre negativa. Fra le caratteristiche a loro solitamente attribuite vi sono la coda, delle ali di pipistrello e le corna, come nell
Frequente, specie nel Medioevo, è la rappresentazione di comuni mortali (re, giudici, etc.) sotto forma di demoni, per sottolinearne la natura abietta e crudele nascosta da sembianze umane.
Una trattazione sistematica delle gerarchie infernali è nella Pseudomonarchia Daemonum (del 1577, in appendice al grimorio De prestigiis daemonum di Johann Weyer) e nel saggio-manuale Le livre rouge di Dourcet-Valmore''.
I draghi sono creature mitico-leggendarie, apparentate ai rettili ma interpretate in modo molto diverso dai vari popoli. Presenza benefica nella mitologia cinese, in cui presenta un aspetto composito di varie parti di animali ( l'ibrido), è un invece un essere demoniaco nel folklore europeo, dove acquista le ali e la capacità di sputare fuoco, oltre che di volare ( il sovrannaturale).
I folletti, detti anche piccolo popolo e spiritelli, sono minuscole creature del folklore, specie dell'nord Europa. Spesso dispettosi ma non malvagi, non presentano sembianze mostruose nel senso di "orribili"; semplicemente la loro altezza li ascrive al abnormità e deformità secondo la classificazione dei mostri normalmente accettata.
Gli gnomi, spesso confusi con i folletti, sono nel folklore europeo delle creature fatate simili a uomini minuscoli. Descritti per la prima volta da Paracelso, sono spesso raffigurati come baffuti e barbuti, oltre che dotati di caratteristici cappelli a cono, spesso di colore rosso.
Pur non avendo un aspetto spaventoso, sono ugualmente da considerarsi dei "mostri" per via delle dimensioni: l'altezza abnorme, infatti, li classifica come abnormità e deformità.
I lupi mannari, detti anche licantropi o uomini-lupo, sono creature mostruose della mitologia e del folklore, divenute tipiche anche di letteratura e cinema horror.
Si tratta di normali esseri umani, la cui trasformazione in lupi dipende dal ciclo lunare e, in particolare, dal plenilunio. Spesso la condizione del licantropo è interpretata come una punizione divina e una sorta di malattia trasmissibile ad altri individui attraverso il morso (e dunque il sangue).
Descritti per la prima volta nel mito greco di Licaone, compaiono in numerosi racconti folklorici medievali e moderni, dove è attestata la notizia secondo la quale possono essere uccisi solo con pallottole d'argento.
Gli orchi (ogres in inglese), nel folklore e nelle fiabe dei paesi europei, specialmente nordici, sono mostri antropomorfi giganteschi, crudeli e divoratori di carne umana. Hanno una barba folta e irsuta ed un vente prominente.
L'orco del folklore è correlato a quello della mitologia norrena (orc in inglese), da cui non sempre è chiaramente distinguibile.
Con il termini strega s'intende tradizionalmente una persona che esercita la stregoneria e si ritiene dotata di poteri occulti, attribuiti in genere a rapporti con il Diavolo ( il sovrannaturale).
Secondo i casi, la strega è raffigurata come "straordinariamente bella" o "straordinariamente brutta". Nella fiaba Biancaneve e i sette nani, ad esempio, Crimilde è all'inizio la donna "più bella del reame", poi divenuta seconda alla figliastra e infine resa per sempre deforme da un suo stesso filtro (dettaglio che implica la morale della punizione divina).
Anche il carattere della strega è soggetto a interpretazioni e percezioni diverse, che vanno da un'efferata crudeltà a una disinteressata generosità (con varie sfumature intermedie). In varie fiabe, ad esempio, è questa creatura ad aiutare l'eroe regalandogli un oggetto magico o rivelandogli un segreto utile, spesso dopo avergli fatto superare delle prove.
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