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Il Mandorlo (Prunus dulcis o Prunus amygdalus o Amygdalus communis, Philip Miller) è una pianta della famiglia delle rosaceae.

Storia


Si ritiene originario dell'Asia centrale (precisamente di un territorio comprendente la Cina occidentale, Afganistan e Iran). Le prime notizie sul mandorlo risalgono a Plinio che lo descrive con il nome Amygdalus. Si desume che questa pianta fosse già coltivata in Grecia e Turchia nel VII secolo A.C.

A partire dal XVI secolo il mandorlo si è espanso anche in America (con gli spagnoli), in particolare in California dove nel primo '900 sono stati fatti i primi impianti specializzati.

Produzione


I mandorleti hanno subito negli ultimi 30 anni una notevole espansione in Iran e in California.

In Italia c'è stata una controtendenza e la coltivazione del mandorlo ha subito una drastica riduzione in superficie e quantità prodotta. Infatti la produzione italiana in mandorle nel '90 è diminuita del 50% rispetto al '60. Nell'ambito europeo la Spagna produce di più (2400000q) e l'Italia deve importare per soddisfare il fabbisogno interno. La produzione italiana è concentrata in Sicilia e Puglia che da sole forniscono il 90% della produzione nazionale.

A livello mondiale la California produce 1/3 della produzione mondiale (1200000q) di mandorle in guscio. Ma se consideriamo le produzioni in sgusciato la California ne produce il 60%, questo è dovuto all'uso in California di cultivar a guscio leggero e cartaceo con rese anche del 60% in seme contro la resa spagnola e italiana (cultivar vecchie a guscio spesso e legnoso) che è del 25-30%.

Biologia


Il mandorlo viene incluso da alcuni autori nel genere Prunus e con questo inquadramento botanico prende il nome di Prunus amygdalus. All'A. communis appartengono 8 sottospecie di cui solo tre hanno interesse nella coltivazione: SSP amara (mandorla amara), SSP sativa (mandorla dolce) e SSP fragilis (mandorle dolci a guscio cartaceo).

Gli alberi sono simili a quelli del pesco da cui si differenziano per il maggior sviluppo, le foglie più strette e chiare, per la fioritura precoce e i fiori bianchi o rosati. Il frutto è una drupa deiscente di forma ovoidale più o meno compressa, costituita da un epicarpo (buccia) verde e tomentoso, dal mesocarpo fibroso e asciutto e da un endocarpo (guscio) più o meno legnoso con presenza di pori. L'epicarpo e il mesocarpo formano il mallo che a maturazione si fende lungo la linea di sutura e libera il guscio. All'interno del guscio ci sono 1-2 semi, costituiti dal tegumento esterno di colore brunastro, venato e rugoso, che avvolgono i cotiledoni.

Le mandorle secche (U.R.<10%) hanno un valore energetico di 500-600 kcal/100g e sono costituite dal 50% in lipidi. La differenziazione delle gemme a fiore avviene nel periodo luglio-settembre; la fioritura è molto precoce (gennaio-marzo) per cui il mandorlo è soggetto a brinate primaverili. Fruttifica sui rami misti e soprattutto sui dardi fioriferi, trattandosi di una specie in prevalenza autoincompatibile richiede impollinazione incrociata. I numerosi biotipi sono classificati in base ai caratteri fenologici, biologici, morfologici e alla destinazione del prodotto. Fra i caratteri fenologici si considera la fioritura:

  • Precocissima: 50% dei fiori aperti in gennaio
  • Precoce: 50% dei fiori aperti a metà febbraio
  • Media: 50% dei fiori aperti a fine febbraio
  • Tardiva: 50% dei fiori aperti a metà marzo
In base al sapore della mandorla le cultivar sono distinte in seme amaro e dolce. Altro parametro è la resa in sgusciato che va dal 25% (guscio spesso e legnoso) al 60% (guscio cartaceo e sottile). Altro parametro è la % in semi doppi (risultano deformati) che deprezzano il prodotto. Per i caratteri biologici le cultivar sono divise in autoincompatibili e autocompatibili.

Esigenze colturali, propagazione


Il mandorlo tollera le alte temperature estive, la siccità e i terreni calcarei e clorosanti. Resiste alle minime invernali fino a -22°C purchè si verifichino nel periodo di pieno riposo vegetativo. Piogge e abbassamenti termici durante e dopo la fioritura diminuiscono l'allegagione e favoriscono la Monilia.

La propagazione avviene per seme o per innesto. Nella mandorlicotura industriale la propagazione per seme avviene solo per avere dei portainnesti. Di solito si fa innesto a gemma nei vivai. Il principale portainnesto è il franco ottenuto da seme amaro o dolce. Il franco presenta una limitata resistenza ai nematodi e ai marciumi radicali. In U.S.A. in particolari impianti si usa pesco, mentre in Francia si ricorre al GF305. Ci sono anche albicocco e susino (presenta scarsa affinità di innesto). I portainnesti ibridi (pesco X mandorlo sono GF677 e gli HANSEN 2168 e 536).

Il mandorlo vive 50 anni su franco e 25 su pesco. I sesti d'impianto usati sono 6 X 6, piante allevate a vaso con 3-4 branche impalcate a 80-100 cm per favorire gli scuotitori. Molto impianti si fanno mettendo a dimora in dicembre-gennaio il franco e innestandolo l'anno seguente. La tecnica più razionale è usare piante già innestate. Bisogna prevedere degli impollinatori. La potatura di allevamento anche con interventi al verde mira a far entrare le piante prima in produzione (4° anno). La potatura di produzione è limitata. Le esigenze nutrizionali non sono elevate (N in autunno e alla scamiciatura dei frutticini). P e K saltuariamente. Le esigenze del mandorlo in fatto di irrigazione sono sottovalutate: si pensa che sia tipica di ambienti aridi, ma ha bisogno di acqua. L'acqua migliora quantità e resa in sgusciato. La raccolta tradizionale è manuale ed è a settembre (si raccattano i frutti caduti o si fa la "bacchiatura"dei rami). Nei mandorleti specializzati si usano scuotitori e raccattatrici (prima del raccolto bisogna livellare il terreno). La separazione dei semi dal mallo (smallatura) viene fatta meccanicamente ed è seguita dall'asciugatura al sole. In California si producono 20-30q di sgusciato/ha, ma per considerare lo sforzo produttivo della pianta bisogna considerare anche il guscio e il mallo. Peso medio dei frutti:

NONPAREIL 1g
TUONO 1,5g
AVOLA 1,6g
Per avere 20q/ha di Nonpareil devo avere 2 milioni di frutti/ha (7200 frutti per albero). Per avere 20q/ha di Tuono devo avere 1,3 milioni di frutti/ha (4800 frutti per albero) e cioè il 35% in meno come sforzo produttivo. La regola dice che il Mandorlo allega il 25-40%. Allora per avere 2 mil.di frutti devo avere 8 mil.di fiori. Ci si può aiutare con le cv autofertili e con i pronubi. A parità di condizioni colturali le cv autofertili producono il doppio di quelle autosterili.

Le mandorle possono essere raccolte e consumate in aprile-maggio come frutti freschi interi prima della lignificazione del guscio, oppure come semifreschi a giugno-luglio (previa smallatura e sgusciatura. Le mandorle sono usate per confetti, farine, paste, industria dolciaria e estrazione di olio.

Cultivar


Le cultivar italiane suggerite sono:
  • FALSA BARESE (autocompatibile, fioritura tardiva, raccolta 20-30 settembre, resa in sgusciato 34-37 %, semi doppi 0-3 %)
  • FASCIONELLO (autoincompatibile, fioritura precoce, raccolta 1-10 settembre, resa in sgusciato 23-25 %, semi doppi 5-10 %)
  • FILIPPO CEO (autocompatibile)
  • GENKO (autocompatibile, fioritura tardiva, raccolta 20-30 settembre, resa in sgusciato 33-37 %, semi doppi 0-4 %)
  • TUONO (autocompatibile, fioritura tardiva, raccolta 20-30 agosto, resa in sgusciato 38-40 %, semi doppi 10-20 %)
  • PIZZUTA D'AVOLA (autoincompatibile, fioritura precocissima, raccolta 1-10 settembre, resa in sgusciato 21-23 %, semi doppi 0-3 %)

Le cultivar straniere sono:

  • FERRAGNES (Francia; fioritura tardiva, raccolta 10-20 settembre, resa in sgusciato 36-40 %, semi doppi 0-3 %)
  • NONPAREIL (U.S.A.)
  • MERCED (U.S.A.)
  • DESMAYO ROJO (Spagna)

Le mandorle a guscio tenero:

  • SANTORO
  • FRAGILE DI TERLIZZI

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