Un’immagine è una rappresentazione secondo coordinate spaziali indipendenti di un oggetto o di una scena.
Essa contiene informazioni descrittive riferite all'oggetto, alla scena che rappresenta. Un’immagine è quindi una distribuzione (bi o tri-dimensionale) di un’entità fisica.
Il linguaggio delle immagini è intrinsecamente indeterminato, evocativo, dotato di segni che assumono valore simbolico in relazione al significato che attribuiamo a ciò che osserviamo o al valore pragmatico degli scopi della comunicazione
La computabilità delle immagini invece risulta ben definita e formalizzata
Nell’analisi è necessario avere dispositivi in grado di creare una rappresentazione numerica della distribuzione di luminosità di una scena.
Nella sintesi: è necessario disporre di rappresentazioni geometrico matematico di forme così da ricavare delle distribuzioni di luminosità che appaiano sullo schermo di un computer.
Il linguaggio delle immagini è altamente evocativo
In ambito multimediale le immagini e la comunicazione visiva rivestono un ruolo fondamentale
Le immagini nella comunicazione multimediale costituiscono una sorta i linguaggio (visuale) che si affianca e si integra con quello testuale, possono diventare metafore,allegorie visive che potenziano l’usabilità dei sistemi interattivi o riproducono con esattezza di dettagli il reale.
L'analisi delle immagini consiste nell'estrazione di informazioni da immagini di una scena reale. Si basa sulla possibilità di formulare una rappresentazione matematica della distribuzione di luminosità di un’immagine. n’immagine può essere definita come una funzione bidimensionale f(x,y) con x ed y coordinate spaziali ed f(x,y) ampiezza della funzione (intensità, livello di grigio dell’immagine nel punto).Quando x, y ed f sono quantità discrete finite, l’immagine è chiamata immagine digitale e può essere elaborata.
Le immagini sono generate dalla combinazione di una sorgente di energia e dalla riflessione (per immagini a raggi X: assorbimento) dell’energia emessa dalla sorgente da parte di oggetti di una scena. Occorre un “sensore” sensibile all’energia prodotta dalla sorgente che raccolga l’energia “irradiata” dalla scena.
Nella maggior parte dei casi è coinvolta l’energia elettromagnetica (immagini “visibili”, Immagini all’infrarosso,radar, raggi X….), ma si hanno anche immagini di altra natura (basate ad esempio su ultrasuoni) o patterns di illuminazione generati dal computer. Per casi specifici come la microscopia elettronica e il gamma imaging le immagini prodotte come distribuzione di quantità non visibili vengono opportunamente trasdotte in immagini visibili da opportuni dispositivi chiamati fotoconvertitori.
Perché le immagini siano elaborate al computer occorre trasformarle in una rappresentazione numerica/digitale, un processo chiamato digitalizzazione. Il problema enorme sta nel fatto che nella natura la distribuzione di energia elettromagnetica è continua (campo dei numeri R), nell'eleborazione digitale si ha una rappresentazione digitale (campo dei numeri Z). La definizione di algoritmi per l’elaborazione delle immagini deve porsi a valle di considerazioni legate al mondo fisico (proprietà intrinseche dell’entità rappresentata) al modello del sensore ed al modello percettivo del fruitore dell’immagine.
Dopo questa premessa si comprende appieno il bisogno di affinare degli algoritmi di conversione analogico digitale per due finalità: 1) miglioramento della qualità delle immagini ai fini di una ispezione ed interpretazione visuale da parte di esperti
2) elaborazione ai fini di un riconoscimento automatico dei contenuti di un immagine.
Questi studi vengono approfonditi da due discipline:
In seguito al processo di acquisizione dell'immagine si effettuano dei miglioramenti, questa fase viene chiamata pre-elaborazione. Questa fase si basa su tecnicne simili a quelle del ritocco fotografico, ma a differenza di quest'ultimosolitamente si basano su processi automatizzati e standardizzati.
Miglioramento della qualità delle immagini:
In situazioni non tipiche si hanno altre sorgenti per la formazione dell’immagine diverse dalla radiazione. Si può avere la formazione di un'immagine tramite raggi X, ciò che l’immagine riproduce è la distribuzione spaziale dell’energia assorbita dagli oggetti che compongono la scena, o anche tramite la microscopia elettronica dove un fascio di elettroni colpisce la scena; l’energia degli elettroni riflessi (secondari) viene convertita in energia elettromagnetica e forma l’immagine
C'è da tenere presente, inoltre, che punti diversi sulle superfici degli oggetti avranno nell'immagine valori diversi di intensità in funzione della quantità di energia radiante incidente sulla superficie, del modo in cui esse riflettono, del modo in cui l'energia riflessa è raccolta dal sensore, del modo in cui il sensore risponde all'energia con cui è colpito.
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