| idrogeno – elio | |
| H Li | |
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Allo stato elementare esiste sotto forma di molecola biatomica, H2, che a pressione atmosferica e a temperatura ambiente (298K) è un gas incolore, inodore, altamente infiammabile. L'idrogeno è l'elemento più leggero e più abbondante di tutto l'universo. È presente nell'acqua (11,19%) e in tutti i composti organici e organismi viventi. L'idrogeno forma composti con la maggior parte degli elementi, spesso anche per sintesi diretta. Le stelle sono principalmente composte di idrogeno nello stato di plasma. Questo elemento è usato nella produzione di ammoniaca, nell'idrogenazione degli oli vegetali, in aeronautica (nei dirigibili come combustibile alternativo) e, di recente, come riserva di energia nelle pile a combustibile.
Sottoposte a pressioni eccezionalmente alte, come quelle che si trovano al centro dei giganti gassosi (Giove ad esempio), le molecole perdono la loro identità e l'idrogeno diventa un metallo liquido. Al contrario, in condizioni di pressione estremamente bassa, le molecole H2 possono subire dissociazione se sottoposte a radiazione di opportuna frequenza e gli atomi individuali possono sopravvivere per un tempo sufficiente per esser rilevati. Nubi di H2 si formano e sono associate con la nascita delle stelle.
Questo elemento gioca un ruolo vitale nel fornire energia all'universo, attraverso processi di fusione nucleare che rilasciano enormi quantità di energia tramite la combinazione di due atomi di idrogeno in uno di elio.
Essendo il prozio (v. isotopi) il più semplice elemento chimico, è stato studiato dalla meccanica quantistica in maniera approfondita, vedi ad esempio l'articolo sull'energia degli stati stazionari dell'atomo di idrogeno.
Sulla Terra la fonte più comune di questo elemento è l'acqua, che è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno (H2O). Altre fonti sono: la maggior parte della materia organica (che comprende tutte le forme di vita conosciute), il carbone, i combustibili fossili e il gas naturale. Il metano (CH4), che è un sottoprodotto della decomposizione organica, sta diventando una fonte di idrogeno sempre più importante.
La via industriale più comune per produrlo è quella della gassificazione del carbone, che prevede il trattamento del carbone con vapore acqueo (processo del gas d'acqua): C + H2O → CO + H2
la reazione è endotermica, ossia richiede calore per compiersi; il calore viene fornito miscelando al vapore acqueo una frazione di ossigeno in modo che avvenga contestualmente anche la reazione esotermica (che genera calore)
C + O2 → CO2
L'ossido di carbonio prodotto nel primo stadio viene successivamente trattato con altro vapore acqueo a 500°C su catalizzatore a basi di ossidi di ferro e di cromo
CO + H2O → CO2 + H2
La miscela gassosa ottenuta viene quindi purificata per distillazione frazionata.
In maniera analoga l'idrogeno può essere prodotto partendo dal metano
12 CH4 + 5 H2O + 5 O2 → 29 H2 + 9 CO + 3 CO2
Per produrre idrogeno è quindi necessaria energia: per estrarlo dall'acqua tramite elettrolisi, ad esempio, si deve disporre di energia elettrica. Per questo l'idrogeno non è una fonte di energia, ma piuttosto un mezzo per trasportare e immagazzinare l'energia disponibile (ovvero un vettore).
Qualora giungessero a buon fine le ricerche per ottenere energia attraverso la fusione nucleare controllata, la grande densità di energia prodotta potrebbe rendere trascurabile il problema della disponibilità e della produzione industriale dell'idrogeno.
Una via alternativa, particolarmente promettente a livello di ricerca universitaria, è la produzione biologica di idrogeno da biomasse residuali per fermentazione. La fermentazione biologica è uno stadio della digestione anaerobica (uno stadio iniziale) e può essere fotobiologica (in presenza di luce) o no (dark fermentation). Soprattutto quest'ultima tecnologia si sta rivelando promettente perché da un lato consente di produrre elevate quantità di idrogeno, il cui utilizzo come combustibile non determina la produzione di NOx, solfuri, particolati, ecc.. e dall'altro consente lo smaltimento di alcune tipologie di rifiuti organici (compresi i rifiuti urbani) che altrimenti andrebbero a finire in discarica.
Un sistema amatoriale per produrre una mediocre quantità di idrogeno utilizzando dei prodotti di facile recupero è quello che sfrutta la reazione dell'idrossido di sodio (comunemente chiamato soda caustica) con l'alluminio. Per ottenere una reazione soddisfacente bisognerebbe utilizzare della polvere di alluminio, o comunque dei piccoli pezzi di quest'ultimo. La componente principale per innescare la reazione è l'acqua: senza di essa l'alluminio non si riesce a combinare con la soda caustica. Infatti
2 NaOH + 2 Al + 2H2O → 2 NaAlO2 + 3 H2
La reazione, essendo esotermica, comporta una notevole produzione di calore, ne consegue quindi una produzione non indifferente di vapore acqueo, che il più delle volte deve essere eliminato utilizzando, ad esempio, un elemento igroscopico come il cloruro di calcio. L'alluminio, sciogliendosi nell'idrossido di sodio, crea un terzo composto, che assume un colore grigio scuro sostituendosi all'acqua, alla sodia caustica e allo stesso alluminio, l'alluminato di sodio.
Tuttavia i modi per produrre idrogeno da una reazione chimica simile sono molti, questo è solo uno dei più conosciuti ed economici.
L'idrogeno si combina con l'ossigeno formando acqua, H2O, liberando molta energia in questo processo. L'ossido di deuterio è meglio noto come acqua pesante. L'idrogeno forma un vasto numero di composti con il carbonio. A causa della loro associazione con gli esseri viventi, questi composti sono chiamati "organici", e gli studi relativi alle loro proprietà formano la chimica organica.
L'esistenza di queste due forme pone un inconveniente nella produzione industriale di idrogeno liquido: quando viene liquefatto, l'idrogeno è generalmente una miscela para:orto circa 25:75; lasciato a sé, nell'arco di un mese la miscela si arricchisce della forma para, che diventa il 90%; questa conversione libera calore che fa evaporare gran parte dell'idrogeno, che viene perso. Per ovviare a ciò, la liquefazione dell'idrogeno viene condotta in presenza di un catalizzatore a base di ossido di ferro; in questo modo l'idrogeno liquido ottenuto è composto per oltre il 99% dalla forma para.
L'idrogeno è l'unico elemento a cui si attribuiscono nomi differenti per alcuni dei suoi isotopi.
Sono stati osservati anche gli isotopi 4H, 5H e 6H, ma sono tanto instabili che, al momento, non si è neppure riusciti a stimare l'ordine di grandezza dei loro tempi di dimezzamento.
L'idrogeno è un gas altamente infiammabile e forma con l'aria miscele esplosive. Reagisce inoltre violentemente con il cloro e il fluoro.
L'acqua pesante (o ossido di deuterio) D2O è tossica per molte specie. La quantità necessaria a uccidere un uomo comunque è notevole.
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