In fisica, il fotone (dal Greco φως "phos", che significa Luce) è un quanto del campo elettromagnetico. È considerato una delle particelle elementari del modello standard. Il termine fotone fu coniato da Gilbert Lewis nel 1926.
Simbolo
Normalmente è associato al simbolo
(
gamma), anche se nella fisica delle alte energie viene usato solo per i fotoni ad alta energia (i fotoni con livello di energia immediatamente inferiore ad esempio vengono indicati con
X e chiamati
raggi X).
Proprietà
I fotoni vengono spesso liberamente associati con la
luce visibile, alla quale sono correlati solo per uno stretto spettro di frequenze. In realtà i fotoni sono associati ad ogni tipo di radiazione elettromagnetica. Ma anche qui, la radiazione si incontra comunemente allo stato quantico, che non corrisponde a fotoni puri, ma a superposizioni di differenti fotoni, ivi comprese le superposizioni coerenti (dette anche
stati coerenti) che descrivono la luce coerente, come quella emessa da un
laser ideale, o le superposizioni caotiche (dette anche stati termici) che descrivono la luce in equilibrio termico (radiazione del
corpo nero). Apparecchiature speciali come i
micromaser possono creare una luce composta da fotoni puri.
Dualismo onda-corpuscolo
Sotto alcuni aspetti il fotone agisce come una particella, ad esempio quando viene rivelato da un
fotomoltiplicatore (
effetto fotoelettrico). Sotto altri aspetti, esso si comporta come un'onda, ad esempio quando viene osservato dalla strumentazione ottica (fenomeni di
diffrazione e
interferenza). In accordo con il così detto
dualismo onda-corpuscolo in
meccanica quantistica, è naturale per il fotone mostrare ciascuno dei due aspetti della sua natura, a seconda delle circostanze.
Produzione
I fotoni possono essere prodotti in molti modi, inclusa l'emissione da elettroni che cambiano di stato o di
orbitale. Possono essere anche creati per transizione nucleare,
annichilazione particella-antiparticella o qualsiasi fluttuazione del
campo elettromagnetico.
Stato quantistico
Lo stato quantico associato ad un fotone è lo
stato di Fock, indicato con |
n>, che significa
n fotoni nel campo elettromagnetico modale. Se il campo è multimodo, il suo stato quantico è un prodotto tensoriale degli stati fotonici, ad esempio,
-
con ki il possibile momento dei modi e nki il numero di fotoni in un dato modo.
Vita media
I fotoni, come già detto, sono ritenuti particelle fondamentali. La loro vita è infinita: possono infatti essere creati e distrutti interagendo con altre particelle, ma non è noto che possano decadere spontaneamente.
Spin e Massa
Hanno
spin 1 e sono quindi classificati come
bosoni. Essi mediano l'interazione elettromagnetica; costituiscono i
bosoni di gauge dell'
Elettrodinamica quantistica (QED), che è una
teoria di gauge U(1). Hanno
massa invariante pari a zero ma una quantita di energia definita (e finita) alla velocità della luce. Nonostante ciò, la teoria della
relatività generale dice che sono influenzati dalla
gravità, e questo è confermato dalle osservazioni.
Una particella non relativistica di spin 1 è dotata di tre possibili proiezioni dello spin (−1, 0 e +1). Tuttavia, le particelle di massa nulla, come il fotone, hanno solo due proiezioni di spin, in quanto la proiezione zero richiede che il fotone sia fermo, e questa situazione non esiste, in accordo con la teorie della relatività. Tali proiezioni corrispondono alle polarizzazioni circolari destra e sinistra delle onde elettromagnetiche classiche. La più familiare polarizzazione lineare è data dalla sovrapposizione delle precedenti.
Fotoni nel vuoto
Nel
vuoto, i fotoni si muovono alla
velocità della luce c, definita pari a 299.792.458 m/s (questa è una definizione e quindi non soffre dell'incertezza sperimentale), o circa 3x10
8 m/s. La relazione di dispersione è lineare e la costante di poporzionalità è la
costante di Planck h; ciò porta alle utili relazioni:
E =
h ν (con
E l'energia del fotone e ν la frequenza del fotone) e
p =
h ν /
c (
p è il momento).
Fotoni nella Materia
Nella Materia, si accoppiano alle eccitazioni del mezzo e si comportano differentemente. Ad esempio quando si accoppiano ai
fononi o agli
eccitoni producono i
polaritoni. La loro dispersione li permette di acquisire una massa effettiva, e quindi la loro velocità scende sotto quella della luce nel vuoto.
Interazione Radiazione-Materia
Esistono diversi meccanismi di interazione Radiazione-Materia. A seconda dell'energia dei fotoni incidenti, gli effetti più probabili possono essere schematizzati come segue:
Voci correlate
Fisica | Ottica | Particelle subatomiche
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