La fisica delle particelle è la branca della fisica che studia le costituenti elementari della materia e delle radiazioni, e l'interazione tra di esse. Viene anche chiamata fisica delle alte energie, poiché molte particelle elementari non si riscontrano libere in natura, e possono essere rilevate solo durante le collisioni energetiche di particelle più grosse, come avviene negli acceleratori di particelle.
La ricerca, nella moderna fisica delle particelle, è focalizzata sulle particelle subatomiche, che sono più piccole degli atomi. Queste includono i costituenti degli atomi come: elettroni, protoni, e neutroni (protoni e neutroni sono in realtà particelle composite, formate da quark), così come particelle prodotte da processi radioattivi e di dispersione, come: fotoni, neutrini, e muoni.
In senso stretto, il termine particella non è del tutto corretto. Gli oggetti studiati dalla fisica delle particelle, obbediscono ai principi della meccanica quantistica. Come tali, mostrano una dualità onda-corpuscolo, in base alla quale manifestano comportamenti da particella sotto determinate condizioni sperimentali e comportamenti da onda in altri. Teoricamente, non sono descritte ne come onde ne come particelle, ma come vettori di stato in un'astrazione chiamata spazio di Hilbert. Per una trattazione più dettagliata, si veda la teoria di campo quantistica. Seguendo le convenzioni dei fisici delle particelle, useremo "particelle elementari", per riferirci a oggetti come elettroni e fotoni, ben sapendo che queste "particelle" mostrano anche proprietà ondulatorie.
Tutte le particelle fino ad oggi osservate, sono state catalogate in una teoria di campo quantistica chiamata Modello Standard, che viene spesso considerata come la miglior conquista della fisica delle particelle finora conseguita. Il modello contiene 47 specie di particelle elementari, che rispondono delle altre centinaia di particelle scoperte fin dagli anni 60. Si è visto come il modello standard concordi con quasi tutti gli esperimenti finora condotti. Comunque, molti fisici delle particelle credono che sia una descrizione incompleta della natura, e che una teoria ancor più fondamentale attenda di essere scoperta. Negli ultimi anni, la misurazione della massa del neutrino, ha fornito la prima deviazione sperimentale dal modello standard.
La fisica delle particelle ha avuto anche un grande impatto sulla filosofia della scienza. Le idee riduzionistiche che motivano gran parte del lavoro in questo campo, sono state criticate da diversi filosofi e scienziati. Parte del dibattito è descritto più sotto.
La prima tavola periodica di Dmitri Mendeleev, del 1869 contribuì a cementare questa visione, prevalente per tutti il XIX secolo. Il lavoro di Joseph Thomson stabilì che gli atomi erano composti da elettroni leggeri e massicci protoni. Ernest Rutherford stabilì che i protoni erano concentrati in un nucleo compatto. Il nucleo era inizialmente ritenuto essere composto da protoni ed elettroni confinati (al fine di poter spiegare la differenza tra la carica elettrica e il peso atomico), ma fu in seguito scoperto essere composto da un nucleo di protoni e neutroni e da elettroni che orbitano attorno.
Negli anni 50 e 60 si svilupparono macchine in grado di produrre e rivelare un incredibile varietà di particelle. Si faceva riferimento a queste come allo "zoo delle particelle". Questo termine venne abbandonato dopo la formulazione del modello standard, durante gli anni 70, nel quale questo grande numero di particelle venne spiegato in termini della combinazione di un numero (relativamente) piccolo di particelle fondamentali.
Ulteriori sviluppi dovranno inoltre comprendere una teorica quantistica della gravitazione, per l'unificazione definitiva delle tre forze citate con la gravità: la relatività generale si basa infatti sul modello "classico" di spaziotempo continuo in cui il valore del campo gravitazionale può assumere un valore arbitrariamente piccolo. Essa è dunque incompatibile col modello standard, dove l'intensità dei campi dipende dalle particelle coinvolte e assume perciò solo determinati valori.
Ciononostante, per circa trent'anni il modello standard ha resistito alle evidenze sperimentali; solo ultimamente alcune osservazioni astronomiche sullo spostamento verso il rosso dei quasar più lontani, insieme ad alcuni risultati sperimentali sulla massa del neutrino e sulla misura del momento magnetico del muone, hanno introdotto il dubbio che non si tratti di un modello completo.
Oltre a questi, esistono molti altri laboratori nazionali e internazionali, che ospitano uno o più acceleratori di particelle.
Alcuni fisici dello stato solido mettono in dubbio ad un livello più profondo la nozione della fisica delle particelle come base per ogni altra conoscenza. Fanno notare che grandi numeri di oggetti possono subire comportamenti statistici ed avere proprietà indipendenti dalle proprietà delle particelle stesse.
Per di più, rilevano, ci sono sistemi con componenti radicalmente diversi che possono subire comportamenti molto simili, e si è argomentato che le somiglianze di comportamento possono essere meglio comprese attraverso regole universali indipendenti dalle proprietà dei componenti dei sistemi stessi. Queste regole o metodi o processi sarebbero "più reali della materia" in quando determinerebbero come gli osservatori condividano una comprensione della materia, e porrebbero limiti sulla fattibilità investigativa.
I riduzionisti tipicamente sostengono che tutto il progresso scientifico ha implicato forme di riduzionismo. Una breve contestazione di questo approccio, che tuttavia espone i problemi maggiori, è la seguente. Un computer è composto di circuiti elettronici, che eseguono delle istruzioni. Ora l'approccio riduzionista cerca di spiegare il software a partire dalle specifiche componenti elettroniche. Visto che il software, volendo, può essere eseguito su altre architetture, ed anche a mano, la cosa non ha ovviamente senso. Sarebbe come cercare di spiegare le variazioni Goldberg in termini di onde di pressione: se per ipotesi si potesse stimolare direttamente il nervo acustico per ottenere sensazioni uditive, tutta la spiegazione non avrebbe senso.
L'esistenza del modello standard, e la sua estensione, suscitano molte questioni fondamentali per l'epistemologia, la filosofia della scienza, la filosofia della matematica, la scienza cognitiva e persino la teologia. Il modello standard è "il livello fondamentale della realtà?" Oppure questa pretesa è stravagante, irragionevole, pericolosa o peggio? Si veda ontologia fondamentale della fisica delle particelle.
Per una discussione molto più generale dell'accettazione culturale di tali modelli come "reali", si veda ontologia fondamentale e cosmologia. La fisica delle particelle ha avuto un impatto importante sulla filosofia della scienza specialmente rispetto alla difficoltà della sua validazione empirica, e continua ad essere origine di qualche controversia - anche se meno che nel XX secolo quando, prima che il modello standard fosse stabilito, era stata descritta una sconcertante varietà di particelle; questo era talvolta chiamato lo "zoo delle particelle". Ora questo termine è generalmente deprecato.
Molti hanno obiettato che le potenziali scoperte, non giustificano i soldi spesi, e che in effetti la fisica delle particelle sottrae soldi a settori di ricerca più importanti e al sistema dell'istruzione. Proprio per questo tipo di lamentele, nel 1993, il congresso degli Stati Uniti fermò la costruzione del Superconducting Super Collider, dopo che erano già stati investiti 2 miliardi di dollari.
I sostenitori degli acceleratori di particelle, sostengono invece che questo tipo di investigazioni meriti un sovvenzionamento adeguato, e che anche altri campi della ricerca scientifica ne traggano beneficio in vari modi. Essi puntualizzano il fatto che tutti gli acceleratori odierni sono progetti internazionali e obiettano che i soldi spesi negli acceleratori sarebbero comunque spesi in ricerca scientifica ed istruzione.
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