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La fecondazione consiste nell'unione di due gameti, quasi sempre diversi. In tal caso si chiamano femminile e maschile.
Con la fusione, essi diventano un'unica cellula, che contiene, allo stato potenziale, tutti i caratteri morfologici e funzionali di un nuovo essere vivente.

Affinché la fecondazione possa avvenire i due gameti devono essere affini fra di loro (provenire cioè dalla stessa specie) e devono essere fecondabili (abbiano completato la loro maturazione).

Biologia umana


Nella fecondazione umana, l'uovo è costituito dall'ovocito, espulso dall'ovaia, mentre la cellula maschile è costituita dallo spermatozoo.
La fecondazione avviene generalmente nella tuba. La fecondabilità dell'ovocito è alquanto breve, circa 24 ore, se la fecondazione non avviene in questo periodo, l'ovocito degenera e viene distrutto.

Nel caso in cui la natura, per cause sue proprie, non renda possibile il concepimento, anche dopo ripetuti tentativi, la scienza moderna mette a disposizione delle metodiche di fecondazione in vitro (fecondazione omologa e fecondazione eterologa). Il tema è oggetto di contese culturali, ideologiche e politiche.

Fisiologia

Con il coito, l'organo copulatore maschile (pene), immette nella vagina lo sperma, con il suo contenuto di spermatozoi.
L'ambiente vaginale è alquanto acido e questo non favorisce la vita degli spermatozoi. Entro mezz'ora, devono raggiungere il canale cervicale dell'utero, dove troveranno un ambiente più adatto. In quel punto, le ghiandole del canale cervicale, in corrispondenza con l'ovulazione, emettono un fluido che protegge e facilita il cammino degli spermatozoi. Questi raggiungono la cavità uterina e quindi le tube, di cui percorrono circa i due terzi. Tutto il percorso si svolge in circa due ore.
Qui si svolge l'incontro tra gli spermatozoi e l'ovocita, che le sostanze emesse dalla parete della tuba, avranno parzialmente "denudato", facilitando l’accessibilità degli spermatozoi. Gli spermatozoi si portano tutt'intorno all'ovocita e, grazie a particolari sostanze da loro emesse, denudano completamente l'ovocita, che si presenta circondato solamente dalla zona pellucida, Nel punto in cui uno spermatozoo è entrato in contatto con l'ovulo, questo emette un'estroflessione cuneiforme (cono d'entrata), da cui lo spermatozoo penetra, coda compresa.
La testa dello spermatozoo si trasforma in un globo (pronucleo maschile), che si avvicina al nucleo dell'ovocita (pronucleo femminile), mentre la coda si dissolve. Nel frattempo, l'ovocita emette il secondo globulo polare.
I due pronuclei entrano in contatto e in venti minuti si fondono, formando il nucleo di segmentazione, che possiede 46 cromosomi (23 di parte maschile e 23 di parte femminile). Subito dopo avviene la prima divisione, il nuovo essere monocellulare diviene bicellulare.
Le suddivisioni si susseguono rapidamente, per cui l'embrione, passa da 2 a 4, 8, 16 cellule, ecc. Man mano che si formano, le cellule si dispongono come i granelli di una mora, tanto che l'embrione in questo stadio viene chiamato morula.

Nel frattempo che l'embrione si ingrandisce, si sposta, sospinto dal liquido della tube, verso l'utero. La migrazione verso l'utero necessita di 5 giorni.
Le cellule della morula, non si riproducono con la stessa intensità: quelle periferiche sono più rapide; all'interno si forma una cavità che viene riempita di un liquido per azione secretiva delle cellule più interne. Dallo stato di morula si è passati a quello di blastula. La parete della blastula prende il nome di trofoblasto. Sono passati 7 giorni dalla fecondazione e l'embrione si trova libero nella cavità uterina.
Quando la blastula si è completamente formata, si annida nello spessore dell'endometrio. Il trofoblasto è in grado di perforare l'endometrio: mentre lo perfora, la blastula tende ad appiattirsi, e, quando è completamente all'interno, si scava una specie di nido. Il tempo necessario per l'annidamento è di un giorno circa.
La penetrazione della blastula si arresta agli strati superficiali, in quanto l'azione del trofoblasto fa reagire la mucosa, che si trasforma in decidua, bloccando la penetrazione del trofoblasto. La reazione deciduale inizia nel punto in cui si è annidata la blastula, ma prosegue in tutto l'endometrio. Questo indurimento interessa soprattutto lo strato superficiale (strato compatto), mentre la parte profonda, che contiene le ghiandole dilatate e piene di secreto, forma lo strato spugnoso.
La parte decidua al di sotto dell'embrione è detta decidua basale, quella che lo riveste decidua capsulare, tutta la restante decidua parietale.
L'annidamento avviene normalmente nel fondo dell'utero, ma può verificarsi in qualsiasi punto della mucosa uterina ed anche al di fuori di essa (gravidanza ectopica)
Il trofoblasto produce anche un ormone (gonadotrpina coriale), che stimola il corpo luteo dell'ovaia, trasformandolo in corpo luteo gravidico, che entra in azione producendo notevoli quantità di progesterone. Questo ormone ha anche la capacita di ridurre l’eccitabilità della muscolatura uterina, riducendone le contrazioni ed i rischi di espulsione dell'embrione.
La gonadotropina coriale viene espulsa attraverso l'urina ed è la sostanza che agisce sui test di gravidanza.
Man mano che l'embrione si sviluppa, determina una sporgenza nella cavità uterina. Questa si ingrandisce, finche la decidua capsulare (quella che riveste l'embrione) viene a contatto con la decidua parietale. Le due decidue si fondono e l'embrione viene a trovarsi in una cavità completamente chiusa.

fisiologia | Bioetica

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