Il termine castità, nell'accezione comune, si riferisce alla condizione di chi sceglie di astenersi dall'avere rapporti sessuali, per esempio per motivi etici o religiosi. Per estensione, la parola può venire applicata per riferirsi alla condizione di verginità (vedi la locuzione "casto e puro"); oppure anche all'astinenza sessuale non volontaria (vedi per esempio cintura di castità).
In molti contesti religiosi e culturali il termine castità viene inteso in accezioni specifiche. Nel cattolicesimo e in altre dottrine cristiane, in particolare, la castità è una virtù, strettamente correlata alla temperanza, e viene intesa come un astenersi dagli eccessi o dalle implicazioni peccaminose del sesso (in questo senso, la castità viene considerata conciliabile con i rapporti sessuali fra coniugi). In questa accezione, la castità è per i cattolici la virtù opposta al vizio capitale della lussuria.
Le opinioni non religiose sulla castità (sia intesa come astinenza che intesa nel senso cattolico) sono varie; c'è chi la ritiene dannosa per la salute e l'equilibrio mentale delle persona.
In tempi antichi il valore della castità era oggetto di dibattito sia nella sfera eterosessuale che in quella omosessuale. In particolare, Socrate era un sostenitore delle relazioni pedofile caste tra uomini e ragazzi, in contrapposizione alle relazioni pedagogiche sessuali prevalenti all'epoca. Platone, che trasmise molti di questi insegnamenti ai posteri, è diventato l'eponimo di questo tipo di castità, noto come amore platonico. A causa delle varie proibizioni di intimità sessuali nelle religioni abramitiche (Giudaismo, Cristianesimo, Islam) derivanti dal Decalogo e dalla legge mosaica, il termine è stato spesso associato nella cultura occidentale con l'astinenza sessuale. Tuttavia, in un un contesto religioso, il termine è applicabile a persone di tutti gli stati sociali, e ha implicazioni ben oltre la sfera dell'astinenza sessuale.
La proibizione di alcuni di questi atti si ritrova direttamente nella Bibbia e nel Corano, altri, come la proibizione della contraccezione artificiale, sono derivati dall'interpretazione della tradizione e non sono riconosciuti da tutte le confessioni.
Il celibato (o "consacrazione alla verginità") è usualmente riferito al clero o ad appartenenti ad ordini religiosi, è il voto con cui la persona si impegna a vivere senza gratificazioni sessuali e senza contrarre matrimonio. Un voto di castità può essere preso anche da laici come parte di una vita religiosa organizzata, come un volontario atto di devozione o come parte di una vita ascetica, spesso devota alla contemplazione. Nella cultura popolare, il voto di castità ha anche una interpretazione più pragmatica; si può fare voto di castità (per esempio per un determinato periodo di tempo) con intento scaramantico e superstizioso, per esempio per "ottenere" che si avveri un determinato desiderio.
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