La bicicletta è un veicolo a due ruote a propulsione umana, con trazione sulla ruota posteriore mediante catena di trasmissione.
Il conducente viaggia normalmente in posizione seduta su una sella o sellino di forma approssimativamente triangolare, posta circa sulla verticale del movimento centrale. Da questa posizione, gode di una ottima visuale sull'ambiente circostante e sull'eventuale traffico.
Sulla ruota posteriore è normalmente montato un meccanismo di ruota libera, che permette alla bicicletta di avanzare per inerzia senza dover muovere i pedali. Alcune biciclette montano invece il cosiddetto scatto fisso, in cui vi è un solo ingranaggio, solidale col mozzo. Con questo sistema vi è una trasmissione diretta del moto dai pedali alla ruota e, smettendo di pedalare o pedalando all'indietro, si frena. È il caso tipico delle bici da pista, usate nei velodromi senza freni e senza cambio, ma anche di bici usate normalmente da un numero oggi crescente di persone in varie situazioni.
Spesso è presente anche un cambio di velocità, costituito da ingranaggi multipli sulla ruota posteriore ed eventualmente sulla corona, o più raramente da sistemi di ingranaggi contenuti nel mozzo della ruota posteriore.
Lo sterzo è basato su una forcella che regge la ruota anteriore, incernierata in un canotto quasi verticale, solidale con un manubrio di varia foggia.
I freni possono agire sul mozzo della ruota (a disco o a tamburo) o sui cerchioni (a bacchetta, cantilever, v-brake, ... ). Esiste anche, sebbene in disuso, un meccanismo di freno a contropedale, che frena la ruota posteriore se i pedali vengono ruotati in direzione opposta al movimento. I comandi dei freni sono normalmente sul manubrio.
A seconda della forma del telaio, si possono definire le seguenti classificazioni per le biciclette moderne:
Le biciclette reclinate, generalmente abbinate all'utilizzo di una carenatura aerodinamica, sono i più veloci veicoli a propulsione umana (HPV, Human Powered Vehicle) e detengono sostanzialmente tutti i record di velocità in questa categoria: 130,36 km/h nei 200 m (Sam Whittingham, 2004) e 84,215 km nel record dell'ora (sempre Sam Whittingham, 2004).
Il termine bicicletta da stazione indica un mezzo robusto e generalmente ben funzionante, ma di aspetto poco appetibile, atto a essere depositato presso nodi di interscambio del trasporto pubblico senza grossi rischi di furto.
Per le biciclette esiste una gamma infinita di accessori e personalizzazioni: parafanghi e paracatena (carter), luci a dinamo o elettriche, computer di bordo, portapacchi, borse e cesti per il trasporto di oggetti, sound system ambulanti (a batteria o a dinamo), campanelli e trombe per la segnalazione acustica, abbigliamento specializzato: scarpe, pantaloni imbottiti, tute, caschi, guanti, manubri e selle di ricambio, indicatori di direzione e di frenata...
Esistono anche accessori per integrare la propulsione umana con l'energia di un motore elettrico o a scoppio, e biciclette progettate e costruite per integrare queste tecnologie, chiamate biciclette a pedalata assistita. In Italia la velocità massima sviluppabile da una bicicletta a pedalata assistita è fissato dal Codice della Strada a 25 km/h. Il motore può essere direttamente accoppiato ad una ruota (spesso quella anteriore) mediante ruote in gomma che fanno attrito sul cerchione, oppure collegato alla catena, oppure essere integrato nel mozzo della ruota stessa. Questi ausili possono essere usati più o meno occasionalmente per superare salite o per incrementare la velocità.
Tra le biciclette a pedalata assistita si sta studiando anche l'utilizzo dell'energia solare per migliorare l'autonomia di viaggio, attraverso quella che viene definita la bicicletta fotovoltaica.
La manutenzione della bicicletta è alla portata di chiunque per difficoltà tecnica e attrezzatura richiesta, accentuandone l'aspetto di mezzo popolare e indifferente alle classi sociali, e favorevole invece all'autoriparazione dei propri strumenti.
Con l'aumento del traffico urbano, tuttavia, il trasporto motorizzato individuale ha raggiunto i limiti del suo sviluppo, almeno per quanto riguarda i territori fortemente urbanizzati, e l'utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto è ridiventato concorrenziale.
Sui percorsi urbani congestionati la bicicletta si dimostra spesso il mezzo più veloce. Il vantaggio aumenta notevolmente se si includono i tempi e/o costi di parcheggio, e diventa incolmabile se vengono conteggiate anche le ore di lavoro necessarie a mantenere una autovettura.
Molti ciclisti asseriscono inoltre che nel traffico urbano la bicicletta sia meno stressante dell'automobile, sia per la maggiore agilità che permette di aggirare gran parte degli ingorghi che per gli effetti positivi della moderata attività fisica, specie se gli spostamenti sono tutelati da piste ciclabili.
Tra le scorrettezze pericolose per il ciclista, oltre ai classici non rispetto del segnale di stop, velocità eccessiva, mancato uso degli indicatori di direzione, parcheggio sulle piste ciclabili, è degna di menzione l'incauta apertura di sportelli di auto parcheggiate a lato strada, che costituisce uno degli incidenti tipici per i ciclisti urbani. Anche lo scorretto uso delle rotonde espone i ciclisti, che stanno percorrendo la rotonda, al rischio di vedersi tagliare la strada o peggio venire investiti dagli automobilisti al momento che questi si apprestano ad uscire dalle rotonde.
Per rispondere a questi problemi, ma soprattutto per il gusto immediatista dell'atto, in molte grandi e medie città si è sviluppato negli ultimi anni un fenomeno spontaneo detto massa critica.
La postura del ciclista a velocità superiori ai 20-25 km/h comincia a essere molto importante. La postura meno efficiente è quella a busto eretto che si assume sulle biciclette olandesi, in quelle da corsa si offre meno superficie alla resistenza dell'aria e ancor a meno nelle biciclette reclinate o recumbent. La larghezza dei pneumatici è quindi un fattore che assume pesi diversi a seconda della velocità. Per velocità elevate (sopra i 20-25 km/h) i penumatici stretti (es. 23 mm) offrono un minore resistenza all'aria e quindi sono più performanti. A velocità basse sono preferibili pneumatici più larghi perché rotolano meglio in quanto la loro deformazione, dovuta allo schiacciamento, rispetto alla forma teorica circolare è inferiore perché l'impronta a terra è maggiore anche nella sua larghezza. Per un ciclista di 70 Kg la potenza necessaria per viaggiare a 20 Km/h, a seconda della posizione in sella, è di circa 55-65 Watt su una bicicletta da corsa (con partenza lanciata). La potenza che la bicicletta richiede può variare da poche decine di Watt fino a punte di 2000-2100 Watt (anche se per brevissimi momenti). Il consumo di energia (a 15-20 Km/h) è quindi di circa 12-16 kJ per chilometro a seconda della velocità. Tanto per dare un'idea se tutta l'energia contenuta in 100 grammi di patate arrivasse ai pedali si potrebbero percorrere dai 21 ai 28 chilometri. La situazione che massimizza la percorrenza, a parità di energia spesa, è quando la velocità corrisponde sempre a quella media sull'intero percorso.
La seguente tabella illustra, a titolo indicativo, la relazione fra velocità, energia e potenza necessaria all'avanzamento della bicicletta. I parametri usati sono: peso del ciclista 75 kg, peso della bicicletta 10 kg, pneumatici da corsa.
| V (km/h) | P (Watt) | E (kJ/km) | P (Watt) |
|---|---|---|---|
| mani sulle manette dei freni | Energia al km | mani sulle impugnature basse | |
| 5 | 5 | 3,6 | 5 |
| 10 | 15 | 5,4 | 14 |
| 15 | 32 | 7,7 | 29 |
| 20 | 60 | 10,8 | 55 |
| 25 | 103 | 14,8 | 94 |
| 30 | 166 | 19,9 | 149 |
| 35 | 251 | 25,8 | 224 |
| 40 | 363 | 32,7 | 323 |
| 45 | 504 | 40,3 | 448 |
| 50 | 680 | 49,0 | 602 |
| 55 | 894 | 58,5 | 790 |
| 60 | 1150 | 69,0 | 1015 |
| 65 | 1450 | 80,3 | 1279 |
| 70 | 1800 | 92,6 | 1587 |
Fattori che al loro aumentare fanno aumentare i consumi (o energia necessaria per avanzare):
Fattori che al loro aumentare fanno diminuire i consumi (o energia necessaria per avanzare):
| numero | bici per 1000 abitanti | percorrenza media per abitante km | rete ciclabile prevista | di cui realizzata | |
|---|---|---|---|---|---|
| Olanda | 16 milioni | 1010 | 1019 | 6000 | 30% |
| Danimarca | 5 milioni | 980 | 958 | 3665 | 100% |
| Germania | 72 milioni | 900 | 300 | 35000 | n.d. |
| Svezia | 4 milioni | 463 | 300 | n.d. | n.d. |
| Italia | 25 milioni | 440 | 168 | 12000 | 10% |
| Francia | 21 milioni | 367 | 87 | 8000 | 20% |
| Gran Bretagna | 17 milioni | 294 | 81 | 16000 | 50% |
| Irlanda | 1 milione | 250 | 228 | n.d. | n.d. |
| Spagna | 9 milioni | 231 | 24 | n.d | n.d. |
| Grecia | 2 milioni | 200 | 91 | n.d | n.d. |
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