L
| carbonio – azoto – ossigeno | |
| N P | |
| N-TableImage.png |
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Black, scopritore dell'aria fissa (anidride carbonica), aveva osservato che bruciando una sostanza "carboniosa" in un recipiente chiuso e assorbendo l'anidride carbonica che si sviluppa con potassa caustica (KOH), permane un residuo gassoso.
Rutherford studiò questo gas nel 1772, notò che non mantiene la combustione e la respirazione, che contrariamente all'anidride carbonica non viene assorbito da sostanze caustiche, ma non lo riconobbe come una distinta specie chimica e lo considerò come aria atmosferica saturata con flogisto. Fu Lavoisier a riconoscere che l'aria è una miscela di un gas attivo, che cioè mantiene la combustione e la respirazione (l'ossigeno) e un gas inattivo (l'azoto).
Azoto deriva dal francese azotè, voce formulata dallo stesso Lavoiser che significa "privo di vita" (dal greco ζωέ, zoè, "vita", preceduto dall'alfa privativo, e quindi "privo di vita").
Fu parallelamente adottata la denominazione nitrogène (generatore di nitron), proposta da Chaptal in seguito alla scoperta che l'acido nitrico e i nitrati contengono azoto; da questo nome deriva il simbolo N. Nella lingua inglese si è conservata la denominazione nitrogen, mentre in tedesco viene chiamato stickstoff.
L'azoto è il quinto elemento più abbondante nell'universo, il 19° sulla crosta terrestre, di cui costituisce lo 0.03% e il quarto nel corpo umano, di cui costituisce il 3%.
Sotto forma di molecola diatomica, N2 , è il costituente principale dell'atmosfera (78.08% in volume, nell'atmosfera di Marte costituisce il 2.6% in volume ).
È poi contenuto in depositi minerali come nitrato, soprattutto
L'azoto è contenuto, come ione ammonio, nei minerali rari buddingtonite e tobelite.
Ancora più rari sono i nitruri osbornite, carlbergite, roaldite, nierite e sinoite rinvenuti in meteoriti e il siderazoto di origine vulcanica (Vesuvio).
| Nuclide | Abbondanza | Massa | Spin | Emivita | Decadimento |
| 12N | - | 12.0186 | 1 | 0.011s | β+ |
| 13N | - | 13.0057 | 1/2 | 9.97m | β+ |
| 14N | 99.63 | 14.0031 | 1 | stabile | - |
| 15N | 0.37 | 15.0001 | 1/2 | stabile | - |
| 16N | - | 16.0061 | 2 | 7.13s | β- |
| 17N | - | 17.0084 | 1/2 | 4.17s | β- |
| 18N | - | 18.0141 | 1 | 0.62s | β- |
| 19N | - | 19.0170 | n.m. | 0.3s | β- |
| 20N | - | 20.0237 | n.m. | 0.1s | β- |
| 21N | - | 21.0270 | 1/2 | 87ms | β- |
| 22N | - | 22.0344 | n.m. | 18ms | β- |
| 23N | - | 23.0405 | n.m. | >200ns | n |
| 24N | - | 24.0505 | n.m. | <52ns | n |
Impiegando neutroni termici e quindi di minor energia rispetto a quelli dei raggi cosmici si ha invece:
| Ciclo del carbonio |
| 12C + p → 13N + γ | 13N → 13C + e+ + v
15NO(g) + 14NO3-(aq) ⇄ 14NO(g) + 15NO3-(aq) K = 1.055
grazie al quale si riescono a ottenere concentrazioni di 15N superiori al 99.5%.
Altre reazioni che sono state impiegate per l'arricchimento sono:
15NH3(g) + 14NH4+(aq) ⇄ 14NH3(g) + 14NH4+(aq)
15NO(g) + 14NO2(g) ⇄ 14NO(g) + 15NO2(g)
Anche la distillazione frazionata di NO è un altro buon metodo per l'arricchimento dell'isotopo 15N. Il prodotto finale conterrà anche una significativa concentrazione dell'isotopomero 15N18O, fonte utile del più pesante isotopo stabile dell'ossigeno.
L'acido nitrico, l'ammoniaca, i sali di ammonio, l'azoto molecolare, gli ossidi NO e NO2, sono disponibili in commercio con diversi gradi di arricchimento dell'isotopo 15N; da questi si possono ottenere i traccianti impiegati in numerosi ambiti di ricerca, molti dei quali sfruttano le tecniche di risonanza magnetica nucleare.
Entrambi gli isotopi stabili dell'azoto (14N e 15N) hanno spin nucleare e possono dunque essere sfruttati nelle tecniche di NMR. La sensibilità con cui può essere rivelato 14N è di circa un millesimo rispetto a quella di 1H, ma superiore di circa 5 volte rispetto a quella di 13C. Per 15N è notevolmente inferiore sia a 1H che a 13C. 14N ha inoltre un momento di quadrupolo nucleare che comporta l'allargamento delle linee, un inconveniente che può indurre in taluni casi a preferire 15N nonostante la scarsa abbondanza e la minore sensibilità.
Gli studi NMR dei nuclidi di azoto hanno ormai acquisito notevole importanza e versatilità, il loro impiego spazia dall'indagine strutturale a quella sui meccanismi di reazione, dal riconoscimento di nuove specie allo studio della natura dei legami di specie contenenti azoto.
| Caratteristiche atomiche | |
| Configurazione elettronica fondamentale | 1s22s22p3 |
| Stati | 4S, 2D, 2P |
| Energia di 1° ionizzazione (eV) | 14.534 |
| Energia di 2° ionizzazione (eV) | 29.601 |
| Energia di 3° ionizzazione (eV) | 47.448 |
| Energia di 4° ionizzazione (eV) | 77.462 |
| Energia di 5° ionizzazione (eV) | 97.880 |
| Energia di 6° ionizzazione (eV) | 552.061 |
| Energia di 7° ionizzazione (eV) | 667.033 |
| Affinità elettronica (eV) | -0.07 |
| Elettronegatività (Pauling) | 3.04 |
| Elettronegatività (Mulliken) | 3.08 |
| Elettronegatività (Allred-Rochow) | 3.07 |
| Polarizzabilità | - |
| Raggio atomico (Å) | 0.74 |
| Raggio ionico di N3- (Å) | 1.71 |
| Raggio di Van Der Waals (Å) | 1.55 |
L'atomo di azoto ha 5 elettroni nel guscio di valenza, lo stato elettronico fondamentale è 4S.
L'energia di 1° ionizzazione ha un valore particolarmente elevato, contrariamente a quanto si potrebbe prevedere dall'andamento periodico è maggiore del valore per l'ossigeno. Anche l'affinità elettronica assume un valore che devia, in questo caso in maniera molto più marcata, dalla periodicità della proprietà, presentando addirittura un valore negativo.
Questi dati si ripresentano per tutti gli elementi del gruppo, anche se in misura più sfumata man mano che aumenta il numero atomico e possono essere giustificati, nell'ambito del modello orbitalico, considerando che gli elettroni nello stato fondamentale dell'atomo di azoto si dispongono riempiendo per metà il guscio p. Tale disposizione, con un solo elettrone per ogni orbitale p minimizza le repulsioni interelettroniche e rende relativamente stabile l'atomo rispetto sia alla perdita che al guadagno di un elettrone.
Per quanto riguarda invece l'elettronegatività e il raggio atomico i valori rispettano bene la regolarità dell'andamento periodico.
L'azoto atomico può essere prodotto da N2, a bassa pressione, con scariche elettriche. Ha un tempo di vita relativamente lungo perché la ricombinazione ha ordine di reazione 3
L'unico allotropo rilevato in natura è la molecola diatomica N2, che viene di norma chiamato semplicemente azoto o più formalmente diazoto. Dal 1890 è nota la specie chimica N3- , chiamato ione azoturo, tende a formare composti esplosivi con metalli: gli azoturi di piombo, mercurio e bario, per esempio, vengono impiegati nelle capsule di detonazione. Recentemente è stata riportata la sintesi della specie N5+ in ambiente superacido. Nonostante appaia piuttosto rischioso, il prossimo passo potrebbe essere la combinazione di N3- e N5+ per preparare un "sale" che contenga solo azoto. Sarebbe sorprendente scoprire che una tale forma allotropica dell'azoto sia stabile. È stata inoltre proposta la possibile esistenza di cluster di atomi di azoto simili ai fullereni sulla base di calcoli quantomeccanici, che risulta però difficoltoso verificare sperimentalmente.
Tra i metodi di purificazione (tesi a ridurre il tenore di ossigeno) resi oggi obsoleti dal miglioramento delle colonne di frazionamento si annoveravano:
| Caratteristiche strutturali di N2 | ||
| Gruppo puntuale | D∞h | |
| Distanza di legame | 14N2 | 110.010 |
| 14N15N | 110.003 | |
| 15N2 | 109.998 | |
| Massa molecolare | 14N2 | 28.0062 |
| 14N15N | 29.0032 | |
| 15N2 | 30.0002 | |
| Momenti d'inerzia 14N2 | Ia = 0 | |
| Ib = 1.407×10-43 | ||
| Ib = 1.407×10-43 | ||
| Caratteristiche elettroniche di N2 | |
| Configurazione elettronica | (σg1s)2(σu*1s)2(σg2s)2(σu*2s)2(πu2p)4(σg2p)2 |
| Stati | 1Σg+ |
| Energia di legame 14N2(KJ mol-1) | 941.7 |
| Energia di ionizzazione (eV) | 15.59 |
| Momento di dipolo (Debye) | 0 |
| Polarizzabilità (10-30m3) | 1.77 |
Il primo picco che si osserva nello spettro fotoelettronico UPS He I , quello a 15.59eV, porta a N2+ (2Σg+) strappando un elettrone dall'orbitale σg2p. Mostra una struttura vibrazionale molto modesta, vi è solo un debole picco secondario distanziato dal primo di circa 0.267eV, quindi la costante vibrazionale di N2+ (2Σg+) è 1906.87 N m-1. È un valore inferiore a quello di N2 ma ancora elevato, sintomo del fatto che il contributo legante dell'orbitale σg2p è scarso.
Il secondo picco, che porta a N2+ (2Πu), presenta invece una struttura vibrazionale molto marcata. Si può notare che il picco più intenso della serie è quello del primo stato vibrazionale eccitato, ciò significa che la distanza di legame in N2+ (2Πu) è sensibilmente superiore a quella di N2 (1Σg+). L'espulsione di un elettrone πu2p comporta quindi un importante indebolimento del legame, come si può anche dedurre dalla separazione dei livelli vibrazionali di N2+ (2Πu)
che è di circa 0.224eV, con una costante vibrazionale che questa volta diminuisce decisamente (1351.46 N m-1).
L'ultimo picco che si può osservare in UPS è a 18.75eV, porta a N2+ (2Σu+), la struttura vibrazionale è simile a quella del primo picco, questa volta la separazione dei livelli vibrazionali è 0.296eV e quindi la costante vibrazionale uguale a 2356.35 N m-1. È un valore superiore a quello di N2 (1Σg+) e infatti l'elettrone espulso proviene da un orbitale debolmente antilegante (σu*2s).
| Caratteristiche spettroscopiche di N2 | |
| Costante rotazionale 14N2(cm-1) | 1.9987 |
| Costante della distorsione centrifuga al 1° ordine (cm-1) | 5.744×10-6 |
| Frequenza vibrazionale fondamentale 14N2(cm-1) | 2358.07 |
| Energia di punto zero 14N2(eV) | 0.1462 |
| Costante vibrazionale 14N2(N m-1) | 2293.8 |
| Caratteristiche termodinamiche di N2 | |
| Punto di fusione (p = 1bar) | 63.179K |
| Entalpia di fusione (KJ mol-1) | 0.719 |
| Punto di ebollizione (p = 1bar) | 77.244K |
| Entalpia di vaporizzazione (KJ mol-1) | 5.586 |
| Entropia molare a 298K (J K-1 mol-1) | 191.61 |
| Cp,m a 298K (J K-1 mol-1) | 29.125 |
| Cv,m a 298K (J K-1 mol-1) | 20.818 |
| Coefficiente di Joule-Thompson a 298K (K atm-1) | 0.27 |
| Caratteristiche di N2 in fase gassosa | ||
| Densità (Kg m-3, 1bar, 298K) | 1.1308 | |
| Temperatura critica | 126.3K | |
| Pressione critica (atm) | 33.54 | |
| Volume critico (cm3 mol-1) | 90.10 | |
| Collision cross section (nm2) | 0.43 | |
| Parametro a dell'eq. di Van Der Waals (atm L2 mol-2) | 1.408 | |
| Paremetro b dell'eq. di Van Der Waals ( 10-2L mol-1) | 3.913 | |
| Paremetro ε del potenziale di Lennard-Jones (K/k) | 91.85 | |
| Paremetro r0 del potenziale di Lennard-Jones (pm) | 391.9 | |
| Costante della legge di Henry a 298K (K/torr) per H2O | 6.51×10-7 | |
| Entalpia di fisisorbimento (max osservata) (KJ mol-1) | -21 | |
| Entalpia di chemisorbimento (KJ mol-1) | Ta | -589 |
| Fe | -293 | |
| Proprietà di trasporto di N2 in fase gassosa (p 1bar, T 298K) | |
| Conducibilità termica (W m-1 s-1) | 0.025724 |
| Conducibilità elettrica | - |
| Viscosità (μP) | 178.05 |
| Velocità del suono (m s-1) | 351.98 |
| Proprietà di trasporto di N2 in fase liquida (p 1bar, T 77.244K, p.eb.) | |
| Conduttività termica (W m-1 s-1) | 0.14605 |
| Conduttività elettrica | - |
| Viscosità (μP) | 1613.7 |
| Velocità del suono (m s-1) | 852.53 |
Nel primo caso la molecola di diazoto non viene particolarmente influenzata dalla coordinazione, mentre nei complessi con gli elementi del 6° gruppo viene attivata nei confronti di forti elettrofili e forti nucleofili.
3. Fissazione biologica.
A temperature elevate N2 mostra una reattività maggiore combinandosi direttamente con berillio, magnesio, calcio, stronzio, bario, torio, uranio, alluminio, scandio, titanio, vanadio, cromo, manganese, ittrio, zirconio, afnio, molibdeno, tungsteno, torio, uranio, plutonio e tutti i lantanoidi con formazione dei rispettivi nitruri.
Scaldando il coke all'incendescenza in atmosfera di azoto si ha la sintesi di cianogeno, (CN)2.
La reazione che più è stata studiata per via dell'enorme interesse pratico è la sintesi dell'ammoniaca secondo il processo Haber:
Data l'elevata endotermicità della reazione, nel metodo Birkeland-Eyde si operava ad elevata temperatura insufflando aria su un arco elettrico di forma circolare.
Questa reazione è responsabile ogni anno della conversione di circa 30 milioni di azoto in monossido e biossido; 20 milioni di tonnellate sono prodotte nelle combustioni, soprattutto nei motori a scoppio delle automobili, mentre circa 10 milioni di tonnellate a causa dei fulmini.
Questo fenomeno influisce notevolmente sulla chimica dell'atmosfera.
Nella troposfera gli ossidi di azoto catalizzano la formazione di ozono secondo il seguente ciclo:
Sia l'ozono che il biossido di azoto sono dannosi per gli animali attaccando la mucosa respiratoria.
Nella stratosfera invece, gli ossidi di azoto possono distruggere lo strato di ozono necessario per l'assorbimento della radiazione UV di alta frequenza:
L'apparente comportamento contraddittorio è determinato dal fatto che la concentrazione di ozono e ossigeno atomico nella stratosfera è molto superiore rispetto alla troposfera.
Gli ossidi di azoto sono inoltre tra i maggiori responsabili dell'elevata acidità delle piogge in alcune aree particolarmente sottoposte a inquinamento atmosferico. Infatti il biossido reagisce con l'acqua formando acido nitrico:
| Numero di coordinazione | Geometria | Esempi |
| 0 | azoto atomico | |
| 1 | NO, N2, C2N2, CN-, RCN, NNO | |
| 2 | lineare | HNNN, NO2+ |
| angolare | NO2-, NH2-, FNO, NO2 | |
| 3 | piramidale | NH3, N2H2, Ammine, NCl3 |
| planare | HNO3, ClNO2 | |
| 4 | tetraedrica | NH4+, NF3O, NF4+ |
| 5 | bipiramide trigonale | *+ |
| 6 | ottaedrica | nitruri interstiziali |
| 8 | cubica | nitruri ternari |
La lunghezza tipica dei legami a idrogeno N-H··N si aggira intorno ai 3.0Å. Legami di questo tipo sono responsabili dell'elevato punto di ebollizione dell'ammoniaca se paragonato a quello degli altri idruri degli elementi del 15° gruppo della tavola periodica. Questo costituisce un esempio classico degli effetti del legame a idrogeno.
Legami a idrogeno in cui sono coinvolti atomi di azoto giocano un ruolo fondamentale nell'accoppiamento dei nucleotidi nella struttura del DNA, tenendo "incollati" i due filamenti che formano la doppia elica.
Viene di seguito riportata una tabella che raccoglie i potenziali standard per alcune semi-reazioni in cui compaiono specie chimiche contenenti azoto.
| Semi-reazione di riduzione | E°(V) |
| H2N2O2 + 2H+ + 2e- → N2 + 2H2O | +2.65 |
| HN3 + 3H+ + 2e- → NH4+ + N2 | +1.96 |
| N2O + 2H+ + 2e- → N2 + H2O | +1.77 |
| NO+ + e- → NO | 1.46 |
| 2NH3OH+ + H+ + 2e- → 2N2H5+ + 2H2O | +1.42 |
| NH3OH+ + 2H+ + 2e- → NH4+ + H2O | +1.35 |
| HNO2 + 4H+ + 4e- → N2O + 3H2O | +1.29 |
| N2H5+ + 3H+ + 2e- → 2NH4+ | +1.275 |
| N2O4 + 2H+ + 2e- → 2HNO2 | +1.065 |
| N2O4 + 4H+ + 2e- → 2NO + 2H2O | +1.035 |
| HNO2 + H+ + e- → NO + H2O | +0.983 |
| NO3- + 4H+ + 3e- → NO + 2H2O | +0.957 |
| NO3- + 3H+ + 2e- → HNO2 + H2O | +0.94 |
| 2HNO2 + 4H+ + 4e- → H2N2O2 + 2H2O | +0.86 |
| 2NO3- + 4H+ + 2e- → N2O4 + 2H2O | +0.803 |
| 2NO + 2H+ + 2e- → H2N2O2 | +0.712 |
| HN3 + 11H+ + 8e- → 3NH4+ | +0.695 |
| H2N2O2 + 6H+ + 4e- → 2NH3OH+ | +0.387 |
| N2 + 5H+ + 4e- → N2H5+ | -0.23 |
| 3/2N2 + H+ + e- → HN3 | -3.09 |
Stikstof | نيتروجين | Nitróxenu | Азот | Azot | Nitrogen | Dusík | Nitrogen | Kvælstof | Stickstoff | Άζωτο | Nitrogen | Nitrogeno | Nitrógeno | Lämmastik | Nitrogeno | نیتروژن | Typpi | Azote | Nitróxeno | חנקן | Dušik | Nitrogén | Nitrogeno | Nitrogen | Nitro | Nitur | 窒素 | 질소 | Nitrogenium | Stikstof | Azoti | Azotas | Slāpeklis | Hauota | Азот | Stikstof | Nitrogen | Nitrogen | Azot | Azoto | Azot | Азот | Dušik | Nitrogen | Dusík | Dušik | Азот | Kväve | நைட்ரஜன் | ไนโตรเจน | Azot | نىتروگىن | Азот | Nitơ | 氮