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L'ustione è una lesione provocata dal calore, che agisce coagulando le proteine protoplasmatiche e danneggiando le cellule. Può essere determinata da irraggiamento, da contatto o da una fiamma libera, da sostanze chimiche e dall'elettricità.
Gli effetti del calore sono in rapporto alla temperatura raggiunta dal tessuto, dalla rapidità del riscaldamento e dalla durata dell'esposizione.

Cause di ustioni


La cause più frequenti di ustione sono i liquidi bollenti e le fiamme conseguenti da incendio o da esplosione. Le ustioni dovute a solidi surriscaldati sono più rare e più limitate. Altre cause abbastanza frequenti sono i raggi ultravioletti e la corrente elettrica.
Lesioni assimilabili alle ustioni vengono provocate da certe sostanze chimiche (causticazione) e da radiazioni ionizzanti. Ustioni si producono anche nei punti di ingresso e uscita in caso di folgorazione, in alcuni casi possono anche essere interne. Tali lesioni passano comunque in secondo piano rispetto al rischio di arresto cardiaco.

Gradi di ustione


La gravità di un'ustione non è determinata dalla sua profondità, quanto dalla sua estensione superficiale.
Le ustioni sono definite localizzate se non superano il 18-20% della superficie corporea (12-15% nel bambino), se superano questo valore sono dette diffuse.
Dal punto di vista istologico si hanno ustioni epidermiche, dermiche (superficiali e profonde) e sottodermiche.
Il criterio medico-legale divide le ustioni in tre gradi:
  • ustione di primo grado (arrossamento della pelle)
  • ustione di secondo grado (formazione di flittene, bolle traslucide riempite di liquido)
  • ustione di terzo grado (profonde lesioni dei tessuti).

Ustioni di primo grado

Il danno è limitato alla formazione di una semplice eritema con lieve essudazione. L'eritema guarisce quasi sempre senza lasciare traccia, a volte può produrre una pigmentazione più o meno scura.
Un esempio tipico è costituito dall'arrossamento della pelle dopo esposizione solare in alta montagna o al mare. Il bruciore, alquanto fastidioso nella prima notte, si attenua gradatamente nei giorni successivi. Segue un inscurimento della cute e quindi l'eliminazione dello strato corneo, che si desquama in piccole lamelle. Se l'ustione avviene frequentemente, l'imbrunimento della pelle della parte lesa può divenire definitivo.

Ustioni di secondo grado

L'essudazione è cospicua, i liquidi che fuoriescono da vasi sanguigni e linfatici si accumulano, provocando bolle e larghe flittene.
Le vescicole appaiono pochi minuti dopo l'ustione, ma possono comparire anche a qualche ora da essa. Le bolle possono formarsi nei diversi strati dell'epidermide (bolle superficiali) o tra l'epidermide e il derma (bolle profonde). Le vescicole contengono liquido chiaro e limpido, di carattere sieroso, questo fuoriesce facilmente, sia che le vescicole si aprano spontaneamente che se vengono aperte. Sotto di esse si evidenzia il derma superficiale (corion) di colore rosso vivo, molto sensibile e dolente, questo diviene facilmente preda di germi, andando incontro a rischi di suppurazione. È per questo che occorre proteggere le vescicole affinché non si rompano ed eventualmente prendere le dovute precauzioni sulle zone che si sono aperte.
Nella fase di rigenerazione delle cellule ustionate, sopra l'epidermide si forma di solito una crosta brunastra, quando il derma è ricostruito, la crosta cade spontaneamente in breve tempo.
La cute nuova si rende identica a quella circostante con completa restitutio ad integrum (senza tracce della lesione subita).

Ustioni di terzo grado

Si ha la necrosi dei tessuti, con formazione di escare (placche nerastre) di tessuti devitalizzati che si demarcano con difficoltà.
La distruzione dei tessuti può arrivare in profondità, fino alle ossa o alle visceri, arrivando alla carbonizzazione di una parte (ad esempio un arto) o di tutto il corpo.
Il tessuto può andare incontro a cancrena secca se questo è stato sottoposto ad un forte disidratamento. In questo caso si presenta molto duro e di colore nero. Oppure il tessuto può essere vittima di cancrena liquida, come nel caso di ustione da vapore acqueo surriscaldato, in tal caso il tessuto è molle e biancastro.
Nei casi più gravi sopraggiunge la morte, altrimenti il tessuto in cancrena viene eliminato, con una formazione cicatriziale che inizia dal tessuto sano circostante. Queste cicatrici si presentano sporgenti e sono lente a completarsi; possono andare incontro anche a ritrazione, causando deformità, gravi limitazioni ai movimenti e gravi alterazioni estetiche.
Le ustioni da corrente elettrica sono sempre di terzo grado.

Ustioni profonde o estese


Per le ustioni profonde o estese si hanno reazioni generali che vanno dalla febbre allo shock. Lo shock interviene in presenza anche di un solo 15-20% di superficie corporea ustionata, a causa della perdita di liquidi che si verifica sia sulla superficie che per l'essudazione dei tessuti.

Valutazione della percentuale di superficie corporea ustionata


Per la valutazione della percentuale di superficie corporea ustionata vi sono diversi metodi.
Il più semplice è la regola del 9 di Wallace, in cui le varie aree del corpo assumono una percentuale del 9% o multipli di questo. Si hanno cosi:

Terapia


Le ustioni di primo grado vanno prima pulite con blandi antisettici, quindi medicate con garze non aderenti. L'applicazione di compresse d'acqua fredda può alleviare il dolore e limitare il danno ai tessuti.
L'ustione di secondo grado deve essere detersa con soluzione salina sterile e trattata con antisettici. Sofferenza e malessere vanno attenuati con la somministrazione di analgesici e antinfiammatori.
Per le ustioni di terzo grado l'unico intervento possibile consiste nella somministrazione di liquidi, nella maggior quantità possibile.
La terapia locale tende alla limitazione dell'essudazione, all'impedire infezioni e a favorire i processi di guarigione. Nelle lesioni estese occorre prevenire lo shock con trasfusioni di sangue e di plasma, conservazione dell'equilibrio idrosalino, ecc.


Collegamenti esterni

Malattie

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