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L'Ungheria (Magyar Köztársaság in ungherese, IPA //) è una repubblica dell'Europa centrale e confina a nord con la Slovacchia, ad est con l'Ucraina e la Romania, a sud con la Serbia e la Croazia e ad ovest con l'Austria e la Slovenia.

Economia e trasporti


L'economia ungherese si appoggia molto sul settore industriale, soprattutto nell'area di Budapest. Ma è anche un paese agricolo, qui si coltivano legumi, cereali, frutta, ortaggi e peperoni rossi, da cui si ricava la paprica. Si allevano, inoltre, cavalli.

La rete dei trasporti è ben sviluppata. Le autostrade e le linee ferroviarie si estendono a stella a partire dalla capitale. Budapest è l'unica città ungherese dotata di aeroporto internazionale, con i due Terminal Ferihegy 1 e 2. La compagnia di bandiera è la Malév; recentemente hanno aperto collegamenti con Budapest numerose compagnie low-cost (fra cui l'ungherese Wizzair), incrementando notevolmente l'afflusso turistico.

Storia


Alle fine del I secolo a.C. le legioni romane conquistarono la parte a occidente del Danubio dell'attuale Ungheria, la quale divenne la provincia romana della Pannonia. In seguito alle invasioni barbariche, nel VI secolo d.C.. il territorio venne occupato dagli Avari. Nel 896 i Magiari, un popolo proveniente dagli Urali con altre tribù del ceppo ugrofinnico si insedia nelle pianure del medio Danubio.

Nel 1000 viene incoronato il primo re d'Ungheria, Stefano I (1000-1038) che tra l'altro convertì il popolo magiaro al cristianesimo. Durante il suo regno riuscí a stabilire uno stato feudale e costruire un paese potente nell'Europa Centrale. Dopo la sua morte venne canonizzato nel 1083, da allora è venerato e stimato come Santo Stefano D'Ungheria, fondatore dello Stato Ungherese. I suoi discendenti - i sovrani della dinastia Arpad - regnarono fino al 1301.

Durante i moti rivoluzionari del 1848 l'Ungheria dichiara la propria indipendenza dall'Impero Austro-Ungarico e si vorrebbe creare una repubblica. La rivolta fallisce e solo nel 1867 l'Impero austro-ungarico concede un'ampia autonomia.

Nel 1918, con la dissoluzione dell'Impero (in seguito alla sconfitta della Prima Guerra Mondiale), l'Ungheria ottiene l'indipendenza e viene proclamata la repubblica.

Nel 1919 comunisti e socialisti instaurano la Repubblica ungherese dei Soviet, il 31 luglio dello stesso anno viene proclamata la monarchia che da vita ad un regime totalitario fascista.

Il 21 giugno 1941 entra in guerra (Seconda Guerra Mondiale) a fianco della Germania e dell'Italia.

Alla fine della guerra viene invasa dall'Armata Rossa ed entra nell'area d'influenza dell'Unione Sovietica.

Il 23 ottobre 1956 inizia la rivolta d'Ungheria quindi, il primo novembre, l'Ungheria esce dal Patto di Varsavia e tre giorni dopo l'Armata rossa invade il Paese e i moti rivoluzionari che avevano provocato l'uscita dal Patto vengono sedati con l'intervento delle forze armate sovietiche. Resterà nel Patto di Varsavia fino al 1989.

Con la caduta della Cortina di ferro (scioglimento del Patto di Varsavia e dissoluzione dell'Unione sovietica) il paese si orienta verso modelli economici e politici dell'Europa occidentale.

Nel vertice UE di Copenaghen svoltosi il 13 dicembre 2002, venne deciso che dal 1 maggio 2004 l'Ungheria (assieme ad altri 9 stati) entrasse a far parte dell'Unione Europea, decisione che venne confermata il 12 aprile 2003 con un referendum al quale partecipò il 45% degli aventi diritto al voto e l'84% dei votanti votò a favore dell'UE.

Suddivisione amministrativa


L'Ungheria è suddivisa in 19 province (in ungherese al singolare megye, plur. megyék). Budapest è un distretto a sé stante.

Gastronomia


Il Gulash (Gulyás)

Un piatto tipico della cucina magiara è il Gulash (Gulyás in ungherese), una zuppa cremosa che i gulyásak (gulyásak = mandriani, da gulya che significa mandria) cucinavano dentro un grande paiolo messo sopra un fuoco di legna all'aperto quando trasportavano i pregiati manzi grigi dalle lunga corna dalla pianura della Puszta ai mercati di Moravia, Vienna, Norimberga e Venezia.
Questo piatto sostanzioso a base di carne, lardo, soffritto di cipolla e carote, patate e paprica era l'ideale per riscaldare i robusti bovari discendenti di una razza di cavalieri che era scesa in Europa verso il 950 dalla steppa asiatica.
Ma fu solamente verso la fine del XVIII secolo che la gulyásleves (la minestra dei mandriani) dalla prateria arrivò ad essere conosciuta dalle famiglie borghesi, per poi apparire sulla tavola del popolo insieme ad altri stufati di carne, di solito bovina, come i paprikás aggiustati con la farina, la paprica e la panna acida, o il pörkölt, chiamata anche la "rosolata della Puszta".
A varcare però i confini nazionali per entrare nei menù di tante nazioni fu solamente il gulasch.

La paprica (peperone)
Un antico detto ungherese afferma che:

La paprica (in ungherese la parola significa peperone, indica quindi anche l'ortaggio, non solo la spezia) si ottiene dal peperone fatto seccare e macinato, è una delle spezie comunemente usate nella preparazione dei cibi. Il peperone, importato dai Turchi, che a loro volta lo avevano preso in India dove era arrivato verso la metà del XVI secolo a bordo dei galeoni portoghesi che provenivano dal Brasile, venne accolto in Ungheria con molto entusiasmo, cambiando così la cucina ungherese.

Una leggenda dice che una giovane contadina ungherese che era stata costretta con la forza a vivere nell'harem del pascià turco di Buda, avesse spiato a lungo i giardini del palazzo mentre coltivavano i peperoni e che, una volta liberata, avesse insegnato ai contadini del suo villaggio a coltivare la paprica.

Nel secolo XIX i fratelli Pálfi di Seghedino togliendo, al momento della raccolta, le venature interne del frutto, dove si concentra la capsaicina, il principio attivo che dà il sapore piccante al peperoncino, ottennero della paprica con un sapore più dolce.

Il chimico Albert Szent-Györgyi, Premio Nobel nel 1937, ha contribuito a valorizzare questo vegetale scoprendo, proprio nel peperoncino, la fonte dell' acido ascorbico che ha fermato le morti per scorbuto, una malattia che aveva ucciso migliaia di marinai.

Il momento del raccolto viene vissuto come un rito gioioso. L' 8 settembre le donne, vestite con costumi sgargianti, raccolgono i peperoni nei campi e dopo averli infilzati con ago e filo fanno delle lunghe ghirlande che appendono a speciali sostegni di legno o ai muri delle case.
Zsigmond Moricz, romanziere ungherese della fine Ottocento così descriveva in un suo romanzo:

Voci correlate


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