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L'Ucraina è uno stato (603.700 km², 46.958.740 abitanti al 1 dicembre 2005, capitale Kiev) dell'Europa dell'Est. Ha uno sbocco sul Mar Nero a sud e confina con la Russia ad est, la Bielorussia a nord e con Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldova ad ovest.

L'Ucraina è una repubblica, il presidente della repubblica attuale è Viktor Yushchenko mentre il primo ministro è Yuriy Yekhanurov.

La lingua ufficiale è l'ucraino.

Storia


Il primo popolo ad insediarsi sul territorio dell'attuale Ucraina furono gli sciti dal dal VII al IV secolo AC a cui seguirono invasioni di altri popoli (tra cui ostrogoti, unni e i kazari turco-iraniani) La prima unificazione del territorio risale all'invasione di un popolo scandinavo, i Rus che conquistarono la città di Kiev nel 882 e ne fecero il centro di un regno chiamato Rus' di Kiev la cui estensione andava dalle rive del Volga al Danubio fino al Mar Baltico.
Nel 988 il sovrano del regno di Rus' di Kiev si convertì al cattolicesimo di Costantinopoli, iniziò un periodo di forte influenza bizantina sulla cultura del regno. Intorno alla fine del XV secolo vi fu un'imponente ondata immigratoria da parte di esuli e rifugiati ortodossi, genericamente definiti kazaks, cosacchi (parola che in turco significava fuorilegge) che diedero vita ad uno stato relativamente autonomo pur essendo prima sotto la dominazione polacca e in seguito sotto quella russa, lo stato venne poi smembrato e diviso fra questi due paesi. Da questa divisione nacque, intorno al 1840 un forte movimento nazionalista ucraino che spinse i russi a vietare l'uso della lingua.
In seguito alla caduta dello zar, dopo la prima guerra mondiale, l'Ucraina perse l'occasione per ottenere l'autonomia, nessuna delle fazioni in campo fu in grado di ottenere sufficiente sostegno popolare.
Vi fu un lungo periodo di guerra civile e di anarchia con continui cambi di fazioni al potere. Ponendo termine ad un periodo di aspre lotte la Polonia infine si appropriò di alcune zone dell'Ucraina occidentale, i sovietici ottennero il resto del paese e nel 1922 l'Ucraina entrò ufficialmente a far parte dell'URSS.

Stalin utilizzò in Ucraina una politica tesa a dimostrare i pericoli del nazionalismo e quindi a confermare la sua ideologia. A partire dal 1929 operò una sistematica nazionalizzazione delle piccole imprese agrarie che in Ucraina erano numerosissime (la cosiddetta dekulakizzazione, dal termine Kulaki, piccolo proprietario terriero) e una politica di collettivizzazione dei terreni. Sedò con numerose deportazioni la ribellione degli agricoltori e nel 1932 procedette ad un sistematico ammasso delle derrate e dei raccolti il cui risultato fu una carestia che costò al paese circa 7 milioni di morti (il cosiddetto holodomor ucraino). Ulteriori perdite avvennero in seguito a deportazioni ed esecuzioni. Vennero distrutte oltre 250 chiese e cattedrali. La seconda guerra mondiale fu causa di altre devastazioni e di morte (oltre 6 milioni di persone vi persero la vita).

A partire dal 1990 si diffuse nel paese un movimento nazionalista, il Movimento del Popolo Ucraino per la Ricostruzione e nel luglio del 1990 il parlamento proclamò la repubblica. Nel 1991 il partito comunista ucraino venne dichiarato fuorilegge e la popolazione votò all'unanimità per l'indipendenza.
Il primo presidente fu Leonid Kravchuk. I rapporti con la Russia furono inizialmente molto tesi, restavano da risolvere la questione degli armamenti nucleari sul territorio ucraino e il controllo della flotta del Mar Nero ancorata a Sebastopoli. L'economia del paese conobbe un periodo di crisi dovuto alla mancanza di riserve energetiche, si ebbero tassi elevatissimi di inflazione e le tensioni interne aumentarono. Kravchuk fu sconfitto nel 1994 da Leonid Kuchma, riformatore filo-russo rieletto poi nel 1999. Alla fine degli anni '90 i rapporti fra Ucraina e NATO furono causa di nuove tensioni con la Russia.
Nel 2000 viene formato un governo riformista con a capo Viktor Yushchenko.

Nell'aprile 2001 la maggioranza parlamentare si discioglie e il primo ministro Viktor Yushchenko, viene destituito, inizia un periodo di instabilità. Dopo il breve mandato di Anatoliy Kinakh, dal 21 novembre 2002 fu nominato primo ministro Viktor Fëdorovich Yanukovich.

I risultati delle elezioni presidenziali dell'ottobre/novembre 2004, dopo proteste popolari per sospetti di brogli a favore del primo ministro Yanukovych (sostenuto dal presidente uscente Kuchma) e la cosiddetta "Rivoluzione arancione" da parte dei sostenitori di Yushchenko sono stati sospesi dalla Corte Suprema.
Le elezioni si sono ripetute il 26 dicembre 2004 e il nuovo presidente è Viktor Yushchenko che è entrato in carica il 23 gennaio. Tale rivoluzione ha visto il forte sostegno degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, che hanno salutato con favore la caduta di un'altra autocrazia post-sovietica. In seguito alle elezioni per la Rada, il parlamento ucraino, tenutesi il 26 marzo 2006, la "coalizione arancione" presieduta da Yushchenko è uscita notevolmente ridimensionata a causa della vittoria del filorusso Yanukovich. Ragione del ritorno al passato dell'Ucraina è stata la pessima gestione della crisi del gas da parte del governo in carica, unita ad una scarsa crescita economica.

Geografia


Le città più importanti sono: Kiev (Kyiv; 2,643,000 ab.), Kharkiv (1,455,000), Donetsk (1,132,000), Dnipropetrovsk (1,049,000), Odessa (Odesa; 1,013,000), Zaporizhzhia (900,000), Leopoli (Lviv; 830,000).

Il paesaggio ucraino consiste prevalentemente di fertili pianure o steppe attraversate da diversi fiumi, tra cui il Dnepr (Dnipro), il Donets ed il Dniester (Dnister), che vanno a gettarsi nel Mar Nero e nel più piccolo Mar d'Azov. Nella parte sudoccidentale il delta del Danubio costituisce il confine con la Romania. Le poche catene montuose presenti sono ad ovest le propaggini dei Carpazi (la cui cima più alta è l'Hora Hoverla con 2061 m) e nella penisola di Crimea.

Il clima è temperato continentale.

Geografia umana

Etnie

  • Ucraini : 78 %
  • Russi : 17 %
  • Bielorussi : 1 %
  • Altri : 5 %

Religione

In Ucraina la religione prevalente è quella cristiana ortodossa: a causa di recenti, gravi contrasti giurisdizionali che hanno portato a veri propri scismi, i cristiani ortodossi dell'Ucraina fanno attualmente capo a tre denominazioni in concorrenza fra di loro.

Per quanto riguarda i cattolici, essi fanno capo alla Chiesa greco-cattolica ucraina (che comprende anche eparchie al di fuori dell'Ucraina) ed alla Chiesa cattolica ucraina (latina). L'Ucraina è il Paese dell'Europa dell'est in cui i contrasti tra ortodossi e cattolici, dopo la caduta del comunismo, hanno portato alle maggiori tensioni.

Geografia politica

Suddivisioni
L'Ucraina è divisa in 24 province (область - oblast al plurale області - oblasti) e una repubblica autonoma (автономна республіка - avtonomna respublika), Crimea. Vi sono inoltre due città (місто - misto, plurale - міста - mista), Kiev e Sebastopoli che hanno statuto speciale.

Economia


Un paese grande con 47 milioni di abitanti e con un vasto mercato interno.

Non è stato sempre così. Per valutare giustamente il percorso che l’Ucraina ha compiuto dall’indipendenza basti confrontare la situazione economica di 10 anni fa con quella attuale. Nel 1994, il livello di iperinflazione in Ucraina superava il 10.650 %. Il denaro non valeva la carta sulla quale veniva stampato. Solo nel 1993 i redditi della popolazione sono diminuiti del 44 %.

D’allora abbiamo scelto la strategia delle riforme economiche radicali. All'inizio sono state prese misure urgenti per stabilizzare il sistema finanziario. È seguita quindi una vasta privatizzazione. L’Ucraina vanta una radicale riforma agraria che ha restituito la terra a coloro che la lavorano, sono stati sciolti dei kolchoz e sono state create cooperative sulla base della proprietà privata. Al tempo stesso, lo Stato ha continuato a sostenere lo sviluppo dei settori strategici di alta tecnologia, come l’ingegneria aeronautica, l’industria spaziale, la costruzione di macchine utensili.

I primi risultati sono apparsi già negli anni 1996-97. Tuttavia la crisi finanziaria globale del 1998 ha notevolmente deprezzato questi progressi e la crescita economica è ripresa solo nel 2000. I risultati parlano chiaro. Negli ultimi quattro anni il prodotto interno lordo è cresciuto di un terzo, la produzione industriale – del 60 %. Solo nei primi sette mesi del 2004 l'incremento del Pil ha raggiunto il 13,5%. Nei primi sette mesi del 2004 il volume dei crediti bancari è poi aumentato del 19,2 %, mentre l’inflazione si è attestata al 4,4%. Una crescita record è stata raggiunta nell’industria metalmeccanica, nella poligrafia, nella costruzione di automobili, nella siderurgia: ritmi di crescita non raggiunti con i proventi dal settore petrolifero (l’Ucraina non ha peraltro risorse sufficienti), ma grazie allo sviluppo dell’industria di trasformazione.

La crescita economica ha determinato un impatto positivo sulla situazione nel settore sociale. Siamo consapevoli che il tenore di vita degli ucraini è ancora lontano dagli standard europei, ma i redditi e i salari crescono a ritmi sostenuti. Nel primo semestre del 2004 il reddito pro capite della popolazione è cresciuto del 15,5%, triplicandosi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il progresso dell’Ucraina nel settore della stabilizzazione macroeconomica e finanziaria è stato valutato positivamente dalla comunità internazionale. L’anno scorso il rating creditizio è stato migliorato due volte.

L’economia ucraina è una delle più aperte fra i paesi post-sovietici. Negli ultimi quattro anni le esportazioni quasi sono raddoppiate. Secondo le stime dell' “Economist Intelligence Unit”, entro il 2008 il Pil dell’Ucraina dovrebbe più che raddoppiare. Non a caso alcuni osservatori hanno iniziato ad annoverare il Paese tra le nuove “tigri” dell’Europa orientale, e molti giudicano favorevole il clima per gli investimenti.

Tuttavia non ci fermiamo ai risultati ottenuti. In Ucraina esiste già l’economia di mercato, funzionano i suoi meccanismi. Ma abbiamo il compito di riformarla strutturalmente, il che significa uno sviluppo accelerato dell’industria meccanica, innanzitutto dei settori spaziale e aeronautico. L’Ucraina risolverà questi compiti impegnativi in stretta collaborazione con i suoi partner europei, con l’Italia in primis.

Per l’Ucraina l’Italia è un partner strategico. Da alcuni anni è il secondo partner commerciale dell’Ucraina e il primo importatore nell’Europa Occidentale. Ciononostante è probabile che le enormi opportunità del mercato ucraino non siano appieno utilizzate dalle due parti. Le aziende ucraine ed italiane potrebbero realizzare congiuntamente progetti tecnologici, agire insieme sui mercati europeo ed internazionale. Desta particolare preoccupazione il fatto che il livello della collaborazione economica tra i nostri due paesi resti indietro rispetto allo sviluppo dei contatti politici.

Cultura


L'ucraino è la lingua ufficiale ma 13 altre lingue minoritarie sono riconosciute (tra cui il russo, dominante all'est del paese e in Crimea)

Bandiera


La bandiera Ucraina è rettangolare con proporzioni 2:3. Presenta due bande orizzontali di uguali dimensioni blu (sopra) e oro (sotto). I colori sono mutuati dalle armi del principato di Galizia ovvero un leone d'oro in campo blu. Apparsa per la prima volta nella forma attuale nel 1848, è stata adottata ufficialmente nel gennaio 1918 durante il breve periodo di indipendenza; reintrodotta in maniera definitva il 21 Gennaio 1992, con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la proclamazione della sovranità nazionale. Nella tradizione popolare i colori indicano il cielo (blu) e il frumento (oro), una delle principali risorse del paese.

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