Trieste (in sloveno Trst, in tedesco Triest, in ungherese Trieszt ) è un comune con 209.000 abitanti, al confine con la Slovenia. È capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Friuli-Venezia Giulia.
In tempi antichi (II secolo AC), Trieste diventò colonia romana con il nome di Tergeste. Essa prosperò sotto i romani e dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente fu sotto il controllo di Bisanzio fino al 788, quando passò sotto il controllo dei franchi. Nel XII secolo divenne un comune libero e dopo secoli di battaglie contro la rivale Venezia, Trieste si pose sotto la protezione(1382) del duca d'Austria conservando però una certa autonomia fino al XVII secolo.
Nel periodo che va dall'armistizio (8 settembre 1943) all'immediato dopoguerra, Trieste fu al centro di una serie di vicende che hanno segnato profondamente la storia della città e della regione circostante e suscitano ancora oggi accesi dibattiti. Durante l'occupazione nazista la Risiera di San Sabba- oggi Monumento Nazionale - venne destinata a campo di prigionia e di smistamento per i deportati in Germania e Polonia e a campo di detenzione ed eliminazione di partigiani italiani e slavi, detenuti politici ed ebrei. La Risiera fu l'unico campo di concentramento in Italia e nell'Europa Meridionale, munito di forno crematorio, messo in funzione il 4 aprile 1944. Karte Triest.png
Fu triestina la prima staffetta partigiana d'Italia: Ondina Peteani, deportata ad Auschwitz n.81672.
Il 30 aprile 1945 il CLN di Trieste, al comando del colonnello Antonio Fonda Savio liberò una buona parte della città dai nazisti ma poche ore più tardi Trieste venne occupata dalle forze titoiste del IX Corpus.
Tra il 1 maggio 1945 e il 12 giugno 1945 vide il suo massimo picco la tragedia delle foibe, sulla quale ancora oggi, a 60 anni di distanza, divampa furioso il dibattito tra i diversi schieramenti ideologici sul numero e la qualifica delle vittime.
La città di Trieste fu occupata dagli Jugoslavi il 1° maggio 1945 alle ore 6 antimeridiane, con l'ingresso delle avanguardie composte da alcune migliaia di partigiani di Tito, affiancati da alcune truppe del IX Corpus e da cinque carri armati. Le truppe iugoslave regolari affluirono in seguito e si stanziarono nella città. Iniziarono così i 43 giorni di Trieste.
Nonostante che la maggioranza delle truppe tedesche (che ovviamente non si erano ritirate) fossero state disarmate dai partigiani del CLN triestino durante l'insurrezione del 30 aprile e buona parte della città fosse sotto il controllo del C.V.L.,il 1° maggio (quando le prime formazioni militari jugoslave fanno la loro apparizione a Trieste )in città resistevano ancora alcuni residui reparti di soldati tedeschi . Dei 56 centri di resistenza tedesca efficienti al sorgere del 30 aprile, restavano ancora in possesso del Maggior Generale Linkebach (dal 23 Comandante di tutte le forze tedesche dislocate in Trieste) un esiguo numero di basi munitissime, tra cui la Villa Geiringer, sede del Comando generale, il Castello di San Giusto, il Palazzo di Giustizia, la stazione delle FF.SS. ed il porto. Agli assalti contro i tedeschi avevano partecipato, assieme ai patrioti del C.L.N., le Guardie di Finanza e numerosi elementi della Guardia Civica già organizzata clandestinamente dal Comitato, mentre nei rioni popolari e nelle zone periferiche erano intervenuti pure gruppi di comunisti. Agli scontri violenti che si susseguirono nelle zone centrali, non parteciparono gruppi controllati dal movimento sloveno che, invece, intervennero frammentariamente nei rioni periferici e non corrisponde ai fatti l’azione da essi vantata in difesa degli impianti portuali.
Il congiungimento tra gli insorti italiani e le avanguardie della IV Armata jugoslava avviene al centro cittadino verso le 9.30. Un reparto avanzato, agli ordini del Tenente Bozo Mandac della XIX Divisione d’assalto, appoggiato da carri armati leggeri, si attesta presso i Portici di Chiazza. Dopo uno scambio di formalità tra Ercole Miani e altri rappresentanti del Comitato, l’ufficiale comunica che il suo compito è quello di attaccare i capisaldi tedeschi. In linea di massima, fino alle ore 12.00 del 1° maggio, il comportamento delle truppe jugoslave regolari si mantiene normale. Successivamente, per il sopravvenire di elementi faziosi, aizzati dal Comitato sloveno, si profila un cambiamento radicale della situazione, contrassegnato dall’accanirsi di sentimenti ostili verso i patrioti del C.V.L. Così si verificano, di fronte alle pretese jugoslave della consegna delle armi da parte dei patrioti, alcuni scontri a fuoco tra jugoslavi e italiani. A Roiano, a Rozzol e in altri punti della città ci scappano morti e feriti.
Verso le prime ore del pomeriggio del 2 maggio, arrivano a Trieste le avanguardie dei reparti corazzati neozelandesi. Con il loro arrivo , gli ultimi presidi tedeschi ancora resistenti in città decidono di sospendere il fuoco e si arrendono agli neozelandesi. In precedenza gli ultimi presidi tedeschi si erano rifiutati di arrendersi alle forze jugoslave e cercato di trascinare a lungo le trattative,in attesa proprio dell’arrivo degli alleati.
Quindi , il 2 maggio 1945 giunsero gli Alleati (neozelandesi e britannici), anche se la città rimase sotto controllo jugoslavo fino al 12 giugno.
Con l'annessione di Istria e Dalmazia alla Jugoslavia, Trieste fu anche al centro dell'esodo istriano.
Al quinto giorno di occupazione iugoslava, cinque persone furono uccise dalle truppe titoiste, che aprirono il fuoco su una dimostrazione di piazza in favore del ritorno di Trieste all'Italia.
Le rivendicazioni jugoslave e italiane nonché l'importanza del porto di Trieste per gli Alleati furono la spinta nel 1947, sotto l'egida dell'ONU, alla istituzione del "Territorio libero di Trieste" (TLT), in pratica uno stato a sé. Per l'impossibilità di nominare un Governatore scelto in accordo tra angloamericani e sovietici, il TLT rimase diviso in due zone d'occupazione militare: la Zona A amministrata dagli Alleati e la Zona B amministrata dagli jugoslavi. Questa situazione continuò fino al 1954 quando il problema venne risolto semplicemente spartendo il territorio libero di Trieste secondo le due zone già assegnate: anzi, la Jugoslavia riuscì a strappare ancora qualche territorio, arrivando fino ai monti che sovrastano la periferia della città. Tale situazione provvisoria fu resa definitiva nel 1975, col Trattato di Osimo intercorso tra Italia e la allora Jugoslavia.
Alcuni movimenti locali rimarcano tuttavia che gli articoli del Trattato di Pace - firmato e ratificato dall'Italia e dalle 21 nazioni ammesse alla Conferenza di Parigi del 1947 - che istituivano il TLT, de jure mai sono stati abrogati. Recentemente, rispondendo a una loro petizione, il Segretariato delle Nazioni Unite ha confermato per iscritto che tuttora qualsiasi Paese membro dell'ONU potrebbe richiedere la messa all'ordine del giorno della designazione del Governatore del Territorio Libero.
1700: ca. 5.000
1800: ca. 30.000
1850: ca. 70.000
1910: ca. 235.000
La_Borsa_25.7.04.JPG Trieste ha un porto di notevoli dimensioni con diversi terminal, da quello container, alle banchine per i traffici RO-RO con la Turchia, principale "porta" europea dei prodotti turchi, fondamentali per lo scalo. Da ricordare la rilevante movimentazione del caffè (un terzo delle importazioni nazionali). Riguardo al traffico passeggeri è in crescita l'attività croceristica. Parlando di attività economiche legate al porto, a Trieste trovano sede la Fincantieri ed l'Italia marittima di navigazione, una società del gruppo Evergreen.
Nel settore dell'industria ci sono stabilimenti che trattano la meccanica industriale e navale (cantieri), la metallurgia (ferriera). Uno dei principali insediamenti industriali è la fabbrica della Wärtsilä Italia, ex Grandi Motori, dove si producono motori navali e componenti per centrali elettriche. Lo stabilimento, in continua crescita, ha ricevuto anche delle commesse per le ricostruzioni di centrali in Iraq.
A Trieste si trovano anche i laboratori della Telit, un'importante compagnia operante nel settore delle telecomunicazioni. Da Trieste inoltre partono alcuni importanti oleodotti che riforniscono l'intera Europa centrale.
Nel settore alimentare possiamo ricordare importanti società come Illy (caffè), Principe e Sfreddo (salumi), Pasta Zara.
Oltre il 90% di tutte le aziende industriali e buona parte di quelle artigianali trovano la loro sede nella zona industriale sita nelle valli di Zaule e delle Noghere, a cavallo dei Comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle, amministrati dall' EZIT Ente per la zona industriale di Trieste.
Importantissimo è per Trieste l'apporto economico della ricerca scientifica e del terziario avanzato. La città è sede di importanti compagnie assicurative come Generali, RAS e Lloyd Adriatico.
È altresì da notare che al di là del confine avviene la stessa cosa in senso inverso, cioè è fortemente presente la comunità italiana istriana venetofona che mantiene stretti legami culturali con la madrepatria ed in particolare con la città di Trieste. Fino alla prima guerra mondiale la comunità di lingua tedesca superava il 5% della popolazione del comune mentre la slovena raggiungeva il 24,80% (revisione del censimento 1910); poi la prima è quasi scomparsa e la seconda è stata ridotta dal ventennio fascista fu proibito agli sloveni di usare la propria lingua e in molti casi vennero italianizzati nomi e cognomi. Attualmente nel centro urbano sono superate in consistenza da altre comunità, in particolare dalle nutrite comunità cinese (attiva nel commercio), serba e croata (lavoratori nell'edilizia). Prima della seconda guerra mondiale e la conseguente occupazione nazista, inoltre, esisteva anche una florida comunità ebraica che poi si è progressivamente ridotta e attualmente conta circa 700 membri.
Municipiots.jpg Scrittori di lingua italiana:
Scrittori dialettali:
Scrittori di lingua tedesca:
Scrittori di lingua slovena:
Altri scrittori:
Nella città, sede universitaria dal 1924, trovano sede numerose organizzazioni scientifiche internazionali e il principale parco scientifico italiano. Trieste infatti è diventata nota come Città della scienza e ospita una comunità scientifica ed universitaria molto conosciuta e rinomata all'estero che richiama ogni anno migliaia di studenti da tutto il mondo e di tutte le culture.
A Trieste si trova la sede della CEI (Central European Initiative), un ente internazionale con lo scopo di favorire la cooperazione e lo sviluppo nell'Europa centrale; vi fanno parte 17 paesi dall'Italia alla Bielorussia.
Trieste possiede numerosi e rinomati musei. Ecco un elenco:
Sono molti i triestini celebri nell'ambito di storia, cultura, scienza, sport.
Oltre agli scrittori già ricordati, sono di origine triestina:
Trieste è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
Rioni tradizionali e frazioni
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