I Tinamiformi (Tinamiformes, Huxley 1872) sono un ordine di uccelli suddiviso in una sola famiglia, Tinamidi (Tinamidae), che include 9 generi, 47 specie, e 149 sottospecie.
Vi sono notevoli diversità nella grandezza dei tinami. Il più piccolo è il tinamo nano (Taoniscus nanus) con 14-15 cm e 43g, fino al tinamo grigio (Tinamus tao) alto 49 cm e il tinamo solitario (Tinamus solitarius) pesante 1800 g. I tinami hanno una corporatura molto compatta. Il collo appare lungo e sottile, in quanto coperto da penne molto corte. La testa è piccola e allungata, il becco leggermente incurvato, normalmente stretto e corto.Alcune specie hanno una cresta di penne, che viene sollevata quando l'uccello è allarmato (molto sviluppata nei timami crestati del genere Eudromia) e che viene rivolta in avanti. La coda è molto corta o rudimentale, quando presente, è solitamente coperta interamente dalle copritrici caudali e quindi difficilmente distinguibile da queste. Tutto questo, unito alla grande masse di penne sul dorso, gli danno un forma arrotondata.
Il gran sviluppo di penne sul dorso e sulla parte posteriore sono derivate da un meccanismo anti-predatorio: i membri dei Colombiformi e dei Galliformi, hanno penne del dorso e della parte posteriore che si staccano con grande facilita, cosi che, ai predatori che li attaccano, capitare di ottenere solo una manciata di penne.
Le zampe sono robuste, con tre dita frontali, e con un dito posteriore sollevato all'altezza del tarso oppure completamente assente. I tinami vivono virtualmente tutta la loro vita al suolo. Camminano silenziosamente, fermandosi spesso ad esaminare il terreno, mantenendo a volte tutto il peso del corpo su una sola zampa, preferendo sempre aggirare ogni forma di ostacolo. Sono buoni corridori, quando sono spaventati preferiscono camminare o correre, piuttosto che volare. In molte specie il piumaggio è talmente simile da generare confusione, in questi casi viene utilizzato il colore del tarso per l'identificazione.
Le ali arrotondate, sono piccole rispetto alla taglia, tanto che per loro, il volare, è un'attività molto faticosa e che non possono mantenere a lungo. Quando volano, si alzano rapidamente con potenti colpi delle ali, raggiunta l'altezza, si lasciano scivolare, battendo le ali sporadicamente, solo di rado effettuano piccole virate. Prima di atterrare, si solleva leggermente, frenando con alcuni colpi d'ala, portandosi in posizione eretta. A causa della loro coda quasi inesistente, sono impossibilitati a dirigere il volo, che può quindi finire contro un ostacolo, con conseguenze anche fatali. Sono stati trovati uccelli morti per lo scontro contro rami, cassette postali, fili e anche case. Molte specie, quando volano spaventate, emetto un grido rauco. Normalmente volano per una breve distanza, che può essere valutata attorno ai 500m.
I tinami hanno una circolazione sanguigna molto povera, in quanto i loro vasi sanguigni sono molto ridotti in diametro, ad aggravare la situazione, i polmoni e il cuore sono in proporzione piccoli (in un galletto domestico rappresentano il 12% del totale del peso del corpo, mentre nei tinami la proporzione è di solo 1,6-3,1%).
Il piumaggio è alquanto sobrio, tendente ad essere striato, barrato o chiazzato di scuro, aiutando l'uccello a nascondersi sul terreno; i colori predominanti sono: bruno scuro, rossiccio, camoscio, giallo o grigio. Le specie della foresta sono più scure ed a colorazione uniforme, mentre quelle delle aree più aperte tendono al grigio pallido, ocra o paglia, normalmente macchiettato, barrato o screziato di scuro, specialmente nelle parti superiori.
Il dimorfismo sessuale è presente in alcuni membri del genere Crypturellus; la femmina è più pesantemente barrata e brillante rispetto ai maschi. Altrimenti i sessi sono simili, con l'eccezione della grandezza, più rilevante nelle femmine che nei maschi.
La struttura microscopica delle penne dei tinami differisce da quella di tutti gli altri uccelli; le barbule sono unite fra loro solidamente , anziché agganciate fra loro. Si conosce poco a riguardo della muta in quest'ordine.
I maschi hanno un pene con una forma a cavatappi molto simile agli emipeni di certi rettili (Squamati), senza la caratteristica biforcazione. Le femmine hanno un piccolo organo fallico nella cloaca, questo permette una facile identificazione del sesso, specialmente durante la stagione riproduttiva, quando questi organi sono più grandi.
L'altitudine di presenza varia dal livello del mare fino a sopra i 5.000 m (Tinamotis pentlandii). Nell'areale settentrionale, tendono ad essere animali di foresta o di bosco, mentre in quella meridionale tendono a vivere in aree aperte o ad arbusti. Tinamus e Crypturellus sono generalmente abitatori della foresta tropicale, mentre i Nothocercus occupano le foreste d'altitudine nelle aree subtropicali e temperate, I tinami delle steppe, si trovano principalmente nelle praterie, negli arbusteti e nelle foreste aperte, ma , mentre i Tinamotis e i Nothoprocta si trovano tipicamente al di sopra della linea degli alberi, gli altri generi hanno una diffusione altitudinale molto inferiore.
I tinami sono gli abitatori del terreno per eccellenza, con ampia distribuzione, grande differenziazione e completa adattabilità agli habitat.
I tinami si bagnano frequentemente nell'acqua ed alcune specie fanno anche bagni di polvere, a volte le penne sono così impregnate di polvere, che l'uccello prende la colorazione del terreno in cui vive. Alcune specie fanno anche bagni di sole, rimanendo in piedi su una zampa con le ali aperte.
In cattività, gli adulti di tinamo solitario, defecano una sola volta al giorno, e l'atto, sebbene rapido, sembra richiedere un sforzo particolare, probabilmente perché l'uccello deve prestare attenzione nello spostare il denso piumaggio attorno alla cloaca, per evitare di sporcarsi mentre cade al suolo.
I richiami sono il modo più facile per distinguere fra loro le diverse specie sul campo. Ogni specie ha un diverso modo di vocalizzare, per esempio, il tinamo solitario ha undici distinte vocalizzazioni conosciute, legate a diversi momenti della sua vita (territoriali, corteggiamento, contatti parentali, ecc.).
Il richiamo viene emesso da entrambi i sessi per molte specie, e possono essere distinte fra loro. In alcune specie si ritrovano dialetti regionali, specialmente nel genere Crypturellus.
Gli uccelli cantano spesso durante la stagione riproduttiva, soprattutto al mattino presto e verso sera, ma possono essere sentiti anche in altri momenti del giorno e anche della notte. La frequenza e l'insistenza del richiamo è molto variabile da individuo a individuo e da un giorno ad un altro. Il tinamo cenerino canta ad intervalli di pochi minuti incessantemente dall'alba al crepuscolo, sono stati registrati individui cha hanno emesso 500 richiami nell'ambito di uno stesso giorno.
Alcune specie di habitat aperti, che vivono in gruppi più o meno organizzati, emettono un basso pigolio di contatto, per mantenere gli individui vicini fra loro e per indicare a gruppi vicini che il territorio è occupato, un comportamento che è similare a certi Galliformi, quali Odontophorus e Colinus.
I principali alimenti considerati sono: frutti (sia caduti che mangiati direttamente dalla pianta), semi, germogli, foglie tenere, gemme, fiori, steli e fusti teneri, radici e tuberi; insetti (formiche, termiti, scarafaggi, cavallette, emitteri, larve di lepidotteri), piccoli gasteropodi, vermi, anfibi, piccoli rettili e anche, per le specie più grandi, piccoli mammiferi.
I tinami vengono divisi in tre gruppi in base alla loro dieta vegetariana. I generi Tinamus, Nothocercus e Crypturellus si nutrono di grandi quantità di frutti; i generi Nothura, Nothoprocta e Eudromia sono gran consumatori di semi; le specie di altitudine come il tinamo della puna o il tinamo della Patagonia (Tinamotis ingoufi) si nutrono della parte vegetativa della piante, come foglie, gemme, fiori e fusti teneri.
Il cibo è normalmente preso da terra o direttamente dalla pianta fino ad un'altezza raggiungibile restando posati sul terreno, non è frequente vedere un uccello saltare per raggiungere un frutto o un insetto, arrivando ad alzarsi da terra fino a circa un metro. Il pasto comporta il muoversi all'intorno, beccando il terreno ogni pochi passi, alzando lo sguardo solo ogni tanto, verificando di non essere in pericolo. Quando deve nutrirsi con oggetti grossi, come frutti o tuberi, li rompe con il becco, facendone piccoli pezzi più facili da consumare. Semi con guscio o con lunge appendici a forma di ala, subiscono lo stesso trattamento. Quando sono alla ricerca di tuberi, scavano il terreno con il becco, ma non usano mai le zampe. Lo scavare alla ricerca di cibo è più frequente tra i generi Rhynchotus, Nothura e Nothoprocta, uccelli che abitano gli spazi aperti, la posizione delle narici sul becco di queste specie, è un probabile adattamento a questo tipo di attività.
Gli insetti sono inghiottiti interi, i più grandi sono prima uccisi con colpi di becco. I tinami della foresta hanno la tendenza a frugare nella lettiera del suolo con il becco, nella speranza di trovare insetti o altri invertebrati. Si possono trovare anche vicino a luoghi di scarico dei rifiuti, dove possono trovare vermi o piccoli molluschi. Sono spesso ritrovabili in compagnia di altri animali che si nutrono di insetti, come formichieri o furnaridi. Lo cotorna macchiata, segue spesso il bestiame, nutrendosi degli animali che questi disturbano (cavallette, grilli, ecc.); può anche nutrirsi di zecche, che cadono dal loro ospite, quando sono piene sangue.
Molte specie sono costrette a bere con regolarità, altre possono farne a meno per brevi periodi, ottenendo l'acqua nutrendosi di piante succulente, le specie che vivono in habitat aridi possono bere raramente o non bere affatto.
Il periodo riproduttivo varia secondo la specie. Nelle specie che abitano in foreste con piccole variazioni stagionali, la riproduzione può avvenire in ogni periodo dell'anno, pur essendoci periodi più favorevoli. Al contrario, gli abitatori di zone soggette a marcata stagionalità, i periodi riproduttivi sono molto ristretti.
Tutte le specie, di foresta o di prateria, sono molto territoriali, anche se in alcuni casi la territorialità è limitata al periodo riproduttivo. Il territorio è marcato con la voce, con i canti degli uccelli all'interno del loro territorio a cui rispondono i loro vicini. Quando un estraneo si introduce nel territorio, l'uccello dello stesso sesso accorre per scacciarlo, creando una furiosa mischia, usando zampe e ali come armi. Entrambi i sessi difendono il territorio.
Il maschio attrae una, due o più femmine con il suo canto continuo. Il nido è sempre sul terreno, nelle aree aperte viene posizionato in un luogo riparato (ad esempio da un arbusto o in un'area dove l'erba è più folta ed alta), nelle foreste si trova alla base dei tronchi degli alberi, unica eccezione il tinamo di Bonaparte, che utilizza cavità sotto le rocce o di terreni in pendio.
Molte specie non costruiscono un vero nido, deponendo le uova su un sottile strato di foglie od erbe. Altre, come il tinamo ornato, costruiscono un nido circolare usando punte di erba posate su una base di zolle d'erba.
Le uova dei tinami sono tra le più belle del mondo, sono lucide ed assomigliano alla porcellana o al metallo. Il loro colore è molto vario, possono essere verdi, blu, turchese, porpora, violetto, grigio acciaio, cioccolato o giallo. Sono di norma uniformemente colorate, senza punti o macchie, solo nel genere Tinamotis possono essere coperte da piccoli puntini bianchi. Col procedere dell'incubazione le uova sbiadiscono, Le uova sono grandi, se confrontate con la grandezza degli uccelli ed hanno una caratteristica forma ellittica o sferica, anziché ovale.
Quando la femmina ha deposto le uova, le abbandona al maschio perché le porti a maturità, andando, e questo vale per molte specie, alla ricerca di un nuovo maschio con cui accoppiarsi. Il nido può contenere fino a 16 uova, deposte da diverse femmine. Le maschi più anziani curano più uova rispetto a quelli più giovani, in quanto in grado di attrarre più femmine. Solo un uovo, massimo due. Sono presi in cura dal maschio di tinamo variegato.
L'incubazione è relativamente breve, 16 giorni nei Crypturellus, 19-20 per i Tinamus ed Eudromia. In questo periodo il maschio canto molto poco o resta completamente silenzioso. Nel caso lasci momentaneamente il nido per alimentarsi, ricopre le uova con erba. Quando l'uccello è in cova lascia raramente il nido, anche in caso di pericolo. Quando è costretto a fuggire, esegue azioni che distraggono l'assalitore dal nido, cercando di evitare la predazione del nido. A volte si finge ferito, oppure cerca di volare ricadendo subito a terra; gli stessi stratagemmi vengono applicati in presenza dei pulcini.
I pulcini nascono nello stesso periodo, sono ricoperti di piumino biancastro, grigiastro o giallastro con punteggiatura scura, che ne permette la mimetizzazione. Dopo poche ore dalla nascita, il maschio li porta fuori dal nido, richiamandoli con la voce. Quando un pericolo è vicino, si blocca, nascondendo i pulcini sotto il corpo e le ali. I pulcini appena nati sono generalmente in grado di nutrirsi da soli, ma nei primi giorni il maschio cattura per loro insetti, che deposita poi di fronte a loro. La mortalità nei primi giorni è alta, ma i giovani crescono velocemente, all'età di 1-3 settimane, possono già involarsi per posarsi su rami all'altezza di un metro dal terreno. La maturità sessuale viene raggiunta all'età di un anno
Durante il XX secolo, sono stati fatti molti tentativi di introdurre o reintrodurre i tinami a fini della caccia. Le specie più adatte a questi scopi sono quelle degli spazi aperti. Il tinamo rosso è stato reintrodotto nello stato di Rio de Janeiro (Brasile). Sono stati fatti tentativi di introduzione anche in Europa (Francia, Germania e Ungheria), ma senza successo. Simili tentativi negli USA hanno avuto pochi frutti.
| Introduzione di Tinamiformi negli Stati Uniti d'America | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Specie | Oregon | Florida | Alabama | Texas | Colorado | Oklahoma | Nebraska | California |
| Tinamo ornato | 473 (1966-1974) | -- | -- | -- | -- | -- | -- | -- |
| Tinamo rosso | 110 (1966-1974) | -- | -- | -- | -- | -- | -- | -- |
| Cotorna macchiata | -- | 128 (1966, 1971) | 47 (1969) | 136 (1969) | -- | -- | -- | -- |
| Cotorna di Darwin | -- | -- | -- | -- | 164 (1970) | 100 (1970) | -- | -- |
| Martinetta dal ciuffo | -- | -- | -- | -- | -- | -- | 256 (1971) | 217 (1969) 1.200 (1971-1977) |
Nel 1885 il tinamo del Cile (Nothoprocta perdicaria) è stato introdotto nell'isola di Pasqua, dove tuttora è ancora presente, comunque non è riuscito a prosperare quanto ci si attendesse, anche per l'introduzione del caracara chimango (Milvago chimango) nel 1928,
Nessuna specie di tinami è mai stata addomesticata, nonostante esso viva abbastanza bene in cattività. Allevamenti sono stati tentati all'inizio del 1900 in Francia, Gran Bretagna, Germania e Danimarca, per scopi venatori. In cattività sono avvenute ibridazioni tra con-generi, che hanno prodotto occasionalmente individui fertili. I tinami sono frequenti nei giardini zoologici dell'America meridionale.
Parecchie specie tendono ad entrare nei campi coltivati a grano, orzo, mais, riso (per le varietà a crescita all'asciutto), sorgo, miglio, ecc. Queste invasioni sono più frequenti dopo la mietitura, quando parte del raccolto finisce a terra, ma sono anche conosciuti assalti a campi non completamente maturi. Alcune specie della puna, provarono danni alle piantagioni di patate. Ma si conoscono anche specie che sono considerate d'aiuto agli agricoltori, come per le specie del genere Nothoprocta che si nutre di notevoli quantità di insetti infestanti dei campi.
Immense aree di foresta vengono distrutte nella zona neotropicale, sia per commercializzare il legname, che per creare nuovi pascoli o nuovi campi agricoli, che sono comunque produttivi per pochissimi anni, a causa della povertà del suolo. Così le specie che rischiano di più sono quelle forestali, incapaci di adattarsi alla nuova situazione, non sopravvivono e scompaiono.
Molte specie sono presenti in aree molto ristrette, questo comporta una maggiore vulnerabilità, come accade per il tinamo Magdalena (Crypturellus erythropus saltuarius) che è stata scoperto nella valle Magdalena, al nord della Colombia, nel 1943, ma che da allora non è stato più rivisto.
Alcune specie minacciate per la distruzione del loro habitat sono: Nothoprocta kalinowskii, Nothoprocta taczanowskii, Nothura minor, Tinamus osgoodi, Crypturellus noctivagus, Crypturellus ptaritepui.
Altro problema, che colpisce soprattutto le specie medio-grandi, è prodotto dalla caccia sportiva, con cani e fucili. I cani ritrovano facilmente gli animali nelle aree aperte, e, vista la loro difficoltà a volare, sono facilmente catturabili. Questo tipo di caccia è frequente nelle pianure di Brasile, Uruguay, Paraguay, Argentina e Cile e nelle zone montane di Ecuador, Perù e Bolivia.
L'Argentina esporta grandi quantità di uccelli congelati negli USA sotto il nome di "South American partridges" (pernice sudamericane), queste esportazioni stanno provocando forti critiche da parte di associazioni ambientaliste statunitensi, che ne chiedono l'immediata proibizione.
Тинамуподобни | Tinamuer | Steißhühner | Tinamou | Tinamo | Tinamit | Tinamiformes | טינמאים | Tinamuovke | シギダチョウ目 | ტინამუსნაირნი | Tinamoes | Kusakowate (ptaki) | Tinamiformes | Tinamotvaré | Dolgonoge kure | 䳍形目
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