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Il tetano è una tossinfezione provocata dalla tossina prodotta dai bacilli del Clostridium tetani.

Cause


Come precedentemente indicato, il responsabile della malattia è il Clostridium tetani, che entra nel corpo umano attraverso una ferita, anche modesta, se questa non viene accuratamente disinfettata. Tra le ferite più tipiche, quelle trafittive, le fratture esposte, le piaghe e i decubiti, le ustioni, i morsi di animali, le punture, le iniezioni, le ulcere cutanee croniche, congelamenti.
In zone igienicamente depresse, il tetano si contrae anche attraverso infezioni del cordone ombelicale dei neonati, tetano dei neonati.
Anche l'aborto, praticato in ambienti non attrezzati o con strumenti non ben sterilizzati, può provocare l'introduzione dei bacilli del tetano nell'utero, permettendo l'instaurarsi del tetano da aborto. La presenza di frammenti di placenta, svia l’attività dei globuli bianchi dall'azione difensiva, mentre le contrazioni dell'utero, sottrae l'ossigeno presente. Sono possibili casi di tetano secondari all'uso di stupefacenti, in quanto l'eroina è spesso tagliata con chinino, che produce alterazioni della sede sottocutanea che favorisce lo sviluppo del bacillo.

Le spore hanno una resistenza notevole, se riscaldate a 80° resistono per sei ore, se sottoposte ad ebollizione (100°), vivono ancora per 3-4 minuti. Sono distrutte completamente solo da una ebollizione prolungata di almeno 15 minuti.
Le spore possono vivere nel terreno umido per anni. Terra e pulviscolo atmosferico, specialmente in campagna, sono ricche di spore tetaniche.
Il gran numero di spore tetaniche presenti nell'atmosfera è in contrasto con il basso numero di persone che si feriscono e si ammalano. La spiegazione sta nell'azione esercitata dai globuli bianchi presenti nel nostro organismo, che distruggono tutti i corpi estranei. Il bacillo poi, vive bene solo in mancanza di ossigeno, quindi in una ferita aperta il bacillo è bloccato. Ma se la ferita è alquanto chiusa, come quella derivante da un chiodo o da una scheggia di legno, e profonda, l'ossigeno che vi potrà entrare è scarso e il lavoro dei globuli bianchi sarà aumentato dall'introduzione di altri oggetti estranei (il terriccio, la ruggine, frammenti di legno) e dall'eliminazione del tessuto morto interno, lasciando maggiore spazio ai bacilli.
Nella ferita possono entrare anche altri germi che consumano ossigeno, preparando il terreno al bacillo del tetano.

Forme


Esistono varie forme di tetano clinico, da quelle iperacute, caratterizzate da 24 ore di incubazione e da 24-30 ore di decorso, a cui quasi sempre segue la morte, a quelle croniche che possono durare per mesi e la cui guarigione è la regola.

Sintomi


Incubazione

I sintomi non compaiono subito, dall'introduzione della spora passa un periodo che può variare da un giorno fino a qualche mese, normalmente da 4 a 14 giorni (periodo di incubazione).
La spora nella ferita produce i bacilli, che emettono due sostanze tossiche: la tetano lisina e la tetano spasmina. La tetano lisina agisce contro il globuli rossi, ma la più pericolosa è la tetano spasmina, neurotossica. Questa si dirige verso il cervello. Il bacillo non si muove dal punto infettato. È la tossina che invade l'organismo, localizzandosi nel tessuto nervoso. Il tempo che impiega a raggiungerlo corrisponde al tempo di incubazione: più questo tempo è breve e più la malattia sarà grave.

Periodo di invasione

Il tempo che intercorre tra il primo sintomo e la generalizzazione del fenomeno è detto periodo di invasione.
I sintomi iniziale sono irrequietezza ed abbattimento, la parte che era rimasta ferita tende ad irrigidirsi e a dolere. Compare mal di testa, quindi difficoltà nell'aprire la bocca, che col passare del tempo si serra completamente, anche i movimenti della testa diventano sempre più limitati, La colonna vertebrale si irrigidisce, anche la sola deglutizione della saliva diventa uno sforzo.
La contrazione muscolare si generalizza, la testa si rovescia all'indietro, gli occhi rimangono semichiusi. Le labbra sono stirate e lasciano i denti parzialmente scoperti. Tutti i muscoli sono tesi nello spasimo e sottopongono il paziente a forte dolore. Il corpo si arcua, tanto che sul letto poggiano solo testa e calcagni,
È sufficiente un piccolo stimolo, una luce improvvisa, una scossa del letto o un rumore, per scatenare l'accesso tetanico: alcuni gruppi muscolari si contraggono ritmicamente e velocemente, il viso si colora di rosso-violaceo e il respiro diviene affannoso. Solo dopo alcuni secondi (a volte anche mezzo minuto), l'accesso termina e riprende lo stato di contrazione.
Durante tutto lo svolgersi della malattia il malato rimane perfettamente cosciente.

Terapia


Esistono terapie destinate a combattere i sintomi, rilassando i muscoli e diminuendo il dolore. In passato la maggiore causa di mortalità era dovuta all'asfissia, a causa della contrazione dei muscoli della respirazione, che oggi può essere combattuta attraverso la somministrazione di opportuni farmaci.
Tutte le azioni sono legate a diminuire i sintomi, in attesa che la tossina esaurisca spontaneamente la propria azione.
Viene inoculato un siero antitetanico per via intramuscolare, che serve ad impedire che la tossina ancora in circolo si leghi al sistema nervoso.
A volte può essere necessaria la tracheotomia e la respirazione forzata.

Mortalità


La frequenza di mortalità da tetano è in continua diminuzione e si aggira intorno al 30-40% dei casi, più grave nei bambini e negli anziani e nei pazienti in cui si ha la complicazione della polmonite.

Complicazioni


Possibili complicazioni sono l'atelettasia polmonare, a cui può seguire la polmonite, la stasi fecale e urinaria, la glossite traumatica, le fratture vertebrali, le ulcere da decubito.

Prevenzione


La prevenzione si attua principalmente attraverso la somministrazione di un vaccino.
La vaccinazione consiste nell'iniezione di un'anatossina, che stimola l'organismo a produrre anticorpi contro la tossina del tetano. Tutti i neonati vengono vaccinati per legge secondo una schedula vaccinale deteminata; una dose di richiamo viene effettuata a distanza di 4-5 anni dall'ultima dose, prima dell'inizio del ciclo scolastico primario; si effettuano in seguito i richiami ogni 10 anni. Dopo l'effettuazione della dose di richiamo a circa 15 anni di età, è un buon trucco mnemonico ricordarsi di effettuare una dose di richiamo in ogni anno in cui la propria età finisce per 5 (25, 35, 45 anni, etc.).
Per chi non fosse stato precedentemente vaccinato (la legge prevede l'obbligo fin dal 1968), la vaccinazione degli adulti si esegue somministrando due dosi di vaccino per via intramuscolare, ad una distanza di 4-8 settimane, seguita da una terza dose dopo 6-12 mesi. La protezione non è permanente, per restare protetti occorre una dose di richiamo ogni dieci anni.
In caso di ferita anzitutto pulirla e disinfettarla; fondamentale controllare il proprio stato vaccinale e, se è il caso, richiedere la somministrazione di vaccino e/o di immuniglobuline antitetaniche, il prima possibile nello stesso giorno in cui ci si è feriti, secondo il seguente schema:

Guida alla profilassi antitetanica d’urgenza
Storia vaccinale (dosi) Anni dall'ultima dose Vaccino Immunoglobuline
≥ 3 < 5 NO NO
≥ 3 5 - 10 NO, se piccola ferita superficiale pulita
dose di richiamo, in tutte le altre ferite
NO
≥ 3 > 10 dose di richiamo NO
< 3 o sconosciuta iniziare o completare ciclo vaccinale SI

Se il ciclo vaccinale di base (3 dosi) è stato completato non è mai necessario riprenderlo dall’inizio, qualunque sia l’intervallo trascorso dall’ultima dose.
Se l’intervallo di tempo dopo la 1ª dose supera un anno e dopo la 2ª dose 5 anni, il ciclo vaccinale va ripreso dall’inizio.
Le immunoglobuline specifiche antitetaniche umane si ottengono raccogliendo plasma da un gruppo selezionato di donatori con alti livelli di anticorpi antitetanici; un tempo si usava siero di animale, di cavallo o di bue. Il siero animale poteva dare reazioni allergiche, per questo motivo si somministrava in maniera frazionata.

Storia


La malattia venne descritta per la prima volta da Ippocrate_(Kos), già ai suoi tempi era molto conosciuta come il flagello delle partorienti.

Malattie infettive

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