La tensione superficiale (generalmente indicata con γ) è una particolare proprietà dei fluidi che opera lungo la linea di separazione (interfaccia) tra il fluido stesso ed un materiale di un'altra natura, ad esempio un solido, un liquido o un gas. Dal punto di vista termodinamico può essere definita come il lavoro per unità di area richiesto per formare una nuova superficie.
,
dove è l'energia libera di Gibbs e è la superficie.
Da ciò è possibile dedurre la prima equazione di Kelvin che fornisce l'entalpia superficiale (o energia superficiale)
volume molare della sostanza
temperatura critica
costante per ciascuna sostanza.
Ad esempio, per l'acqua k = 1.03 erg/°C, V= 18 ml/mol e TC= 374°C.
è una costantedi ciascun liquido e n è un fattore empirico, il cui valore è 11/9 per i liquidi organici.
.
Tale equazione è applicabile a qualsiasi superficie:
tensione di vapore standard di un determinato liquido ad una data temperatura e pressione.
volume molare.
Le molecole sulla superficie possiedono una energia potenziale superiore a quella delle molecole all'interno del liquido, sicché se si vuole aumentare la estensione della superficie libera di un liquido occorre spendere un'energia proporzionale all'aumento di superficie.
Se il liquido viene sottoposto ad una trasformazione che alteri esclusivamente la sua superficie S, si ha una variazione dell'energia interna, ΔU, che è praticamente pari alla variazione di energia potenziale dello strato superficiale, e quindi proporzionale all'incremento ΔS della superficie. Tale variazione di energia interna (per il Primo principio della termodinamica) è in parte (Q) fornita dall'energia cinetica delle molecole dell'ambiente ed in parte (L) corrispondente ad un lavoro meccanico che deve essere fornito dall'esterno.
Si definisce tensione superficiale (o energia libera superficiale) di un liquido la quantità di lavoro richiesto per aumentare la estensione della sua superficie di una unità mantenendo costante la temperatura del sistema, cioè l'aumento di energia libera (ΔF=ΔU-Q) per unità di superficie. Tensione_superficiale1.JPG Nel momento in cui si debba tenere conto di ciò che si trova al di fuori del liquido, non è più sufficiente considerare le sole forze di coesione, in quanto la presenza di un altro corpo ha influenza sui valori della tensione, nel senso che le molecole di questo svolgono anch'esse delle azioni (le forze di adesione) sulle molecole dello strato superficiale del liquido. In effetti, per ragioni del tutto simili a quelle sopra indicate, anche la superficie dei solidi possiede un'energia libera superficiale, ΔS, ma a causa della mancanza di mobilità di tale superficie questa energia libera non è direttamente osservabile, né misurabile con metodi diretti.
Quando liquido e solido vengono in contatto, quindi, a causa delle interazioni tra le differenti fasi viene a stabilirsi una tensione interfacciale definita come l'energia addizionale per unità di area dovuta alla formazione di una interfaccia (supponendo anche la presenza di un gas) solido/liquido e solido/gas.
Tensione_superficiale2.JPG Il profilo di una porzione di liquido posta su di una superficie solida formerà con essa un angolo θ (vedere figure) che sarà maggiore o minore di 90° a seconda che in P prevalga in modulo il risultante delle forze di coesione, Fc, (tangente al profilo del liquido in P e rivolto verso l'interno), oppure il risultante delle forze di adesione,Fa, (normale alla superficie solida rivolto verso di essa). Dette SLG, SSL e SSG, rispettivamente le superfici di separazione liquido/gas, solido/liquido e solido/gas, ed indicate con σ, ɣSL, ɣSG le loro energie libere, l'energia libera totale è:
F=σ*SLG + ɣSL*SSL + ɣSG*SSG
Il liquido si dispone in modo da minimizzare l'energia libera totale delle superfici (è trascurabile, per piccoli volumi, il termine gravitazionale dell'energia ρ*V*g*zG rispetto a quello superficiale σ*S). Un'utile espressione dell'angolo di contatto θ è fornita dalla condizione di equilibrio, data dall'equazione di Young:
σcos(θ)=(ɣS - ɣSL) - (ɣS - ɣSG) ≅ ɣS - ɣSL
Soltanto σ e θ sono determinabili sperimentalmente, si trovano tuttavia nella letteratura scientifica delle relazioni sperimentali per il calcolo di ɣS e ɣSL, come ad esempio la relazione di Grifalco e Good (1957-60):
ɣSL=ɣS+σ-2Φ*,
con Φ=
e VS e VL volumi molari di solido e liquido.
Le condizioni limite θ=0° e θ=180° esprimono nell'ordine:
1) bagnabilità completa con la formazione di uno strato di liquido di spessore molecolare, e
2) totale assenza di bagnabilità.
In conclusione, la bagnabilità, favorita da basse energie interfacciali, elevate energie superficiali ɣS e modeste tensioni superficiali, a parità di liquido bagnante (σ) e di tipo di materiale solido, risulta fortemente influenzata dallo stato di levigatezza e dalla presenza di impurità sulla superficie del materiale stesso.
Povrchové napětí | Oberflächenspannung | Surface tension | Tensión superficial | Pintajännitys | Tension superficielle | מתח פנים | 表面張力 | Oppervlaktespanning | Overflatespenning | Napięcie powierzchniowe | Tensão superficial | Поверхностное натяжение | Površinska napetost | Ytspänning | Sức căng bề mặt | 表面張力
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