La Svizzera (ted. Schweiz, fr. Suisse, romancio Svizra) è uno stato dell'Europa centrale.
Confina a nord con la Germania, a est con il Liechtenstein e l'Austria, a sud con l'Italia, a ovest con la Francia.
Il nome ufficiale è Confederazione Svizzera, ted. Schweizerische Eidgenossenschaft, fr. Confédération Helvétique, romancio Confederaziun Svizra, lat. Confoederatio Helvetica, da cui la sigla CH.
La capitale federale è Berna, che è anche capitale dell'omonimo cantone.
La Svizzera è una repubblica federale.
Le lingue ufficiali sono tedesco, francese e italiano. Inoltre il romancio ha lo status di quarta lingua nazionale.
La regione dell'attuale Svizzera fu occupata nell'antichità dalle genti celtiche degli Elvezi a nord delle Alpi, dei Leponti, degli Insubri a sud e dei Rezi a sud-est. La Rezia fu intensamente romanizzata durante l'Impero (corrisponde grossomodo all'attuale cantone dei Grigioni).
La storia della Svizzera ha inizio il primo agosto del 1291 quando i rappresentanti delle comunità montane di Uri, Svitto e Untervaldo (detti Cantoni primitivi o Waldstaetten) si riunirono sul prato del Rütli, sulle sponde del Lago dei Quattro Cantoni, e stipularono il giuramento di alleanza eterna che costituisce la nascita della Confederazione. Il Patto del Rütli (Patto Federale) costituiva una lega difensiva volta ad estromettere dalle valli gli Asburgo. A Morgarten (1315), Sempach (1386) e Näfels (1388) la fanteria confederata inflisse tre clamorose sconfitte agli Austriaci. Nel contempo nuovi cantoni aderivano alla confederazione: Con l'adesione di Lucerna, Zurigo, Glarona, Zugo e Berna si costituisce la cosidetta Confederazione degli Otto Cantoni.
Nel corso del XV secolo gli Svizzeri assoggettano i territori di Appenzello, Argovia e Turgovia e ottengono l'alleanza di Ginevra, Vallese, San Gallo e Grigioni. Nel XVI secolo Carlo il Temerario di Borgogna è sconfitto a Grandson e Morat. Adesione di Friburgo e Soletta. Nel 1501 aderisce Basilea. Intanto Uri, con l'aiuto di Untervaldo, passa a sud delle Alpi e conquista la valle settentrionale del fiume Ticino. Nel corso del secolo dilaga anche in Svizzera la Riforma Protestante introdotta da Ulrico Zwingli. Le guerre di religione che infuriano in tutta l'Europa non risparmiano il paese (lo stesso Zwingli muore sul campo di battaglia). Berna conquista il Canton Vaud e vi diffonde il Protestantesimo. E' nella città di Glarona (capoluogo dell'omonimo cantone) che viene arsa viva l'ultima "strega" in Europa, Anna Goeldi - siamo nel 1782.
Nel 1648 con la Pace di Westfalia viene riconosciuta l'indipendenza della Svizzera nei confronti dell'Impero. Nel 1798 la Svizzera è invasa dalle truppe rivoluzionarie francesi e trasformata in una repubblica unitaria: la Repubblica Elvetica. Non ci sono più cantoni ma solo delle semplici unità amministrative, sul modello dei Départements francesi. Nel 1803 Napoleone fa tornare la Svizzera uno stato confederale tramite l'Atto di Mediazione. Da questo momento non ci sono più territori soggetti ad altri cantoni (i baliaggi); ogni cantone è messo sullo stesso piano degli altri. ( Nascono così i cantoni di Argovia, Grigioni, San Gallo, canton Turgovia, Canton Ticino, Vaud). Nel 1847 i cantoni conservatori-cattolici costituiscono una propria lega (Sonderbund). La Guerra del Sonderbund è rapidamente vinta dai cantoni liberali. Nel 1848 entra in vigore una nuova costituzione. La Svizzera, da confederazione di stati, diventa uno stato federale sul modello degli Stati Uniti.
Nel 1977 Il Canton Giura si stacca da Berna e diventa il ventiseiesimo cantone. Nel 1971 in un referendum gli elettori maschi decidono che anche le donne hanno diritto al voto. Elisabeth Kopp del Partito Radical-Democratico è la prima donna eletta ministro.
Nel 1986 in un plebiscito gli elettori rifiutano di entrare nelle Nazioni Unite. Nel 1992 rifiutano di partecipare all'area economica europea. In questa occasione il paese si divide tra la Romandia (Svizzera Francese) favorevole a un'integrazione nell'Europa Unita e la Svizzera Tedesca e Italiana che vogliono mantenere la separazione culturale ed economica dagli "Europei". Si dice che la Svizzera Tedesca tema la Germania e la Svizzera Italiana tema l'Italia. Un accordo è invece raggiunto con le maggiori organizzazioni capitalistiche mondiali, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.
In seguito ad accuse da parte di organizzazioni ebraiche americane, secondo le quali, beni depositati da cittadini ebrei in banche svizzere, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale non sarebbero stati restituiti ai legittimi proprietari, due delle maggiori banche del paese patteggiano nel 1998 il pagamento di $1,25 miliardi alle suddette organizzazioni per essere distribuiti alle famiglie delle vittime dell'Olocausto.
Nel 1999 Ruth Dreifuss è la prima donna presidente. L'entrata ufficiale della Confederazione nelle Nazioni Unite è avvenuta il 10 settembre 2002.
| nome italiano | nome tedesco | nome francese | nome romancio | capitale | lingua/e |
|---|---|---|---|---|---|
| Argovia (AG) | Aargau | Argovie | Argovia | Aarau | ted. |
| Appenzello Esterno (*) (AR) | Appenzell-Ausserrhoden | Appenzell-Rhôdes-Extérieures | Appenzell dador | Herisau | ted. |
| Appenzello Interno (*) (AI) | Appenzell-Innerrhoden | Appenzell-Rhôdes-Intérieures | Appenzell dadens | Appenzello | ted. |
| Basilea Campagna (*) (BL) | Basel-Land | Bâle-Campagne | Basilea Champagna | Liestal | ted. |
| Basilea Città (*) (BS) | Basel-Stadt | Bâle-Ville | Basilea Citad | Basilea | ted. |
| Berna (BE) | Bern | Berne | Berna | Berna | ted., fr. |
| Friburgo (Friborgo) (FR) | Freiburg | Fribourg | Friburg | Friburgo (Friborgo) | fr., ted. |
| Ginevra (GE) | Genf | Genève | Genevra | Ginevra | fr. |
| Glarona (GL) | Glarus | Glaris | Glaruna | Glarona | ted. |
| Grigioni (GR) | Graubünden | Grisons | Grischun | Coira | ted., rom., it. |
| Giura (JU) | Jura | Jura | Giura | Delémont | fr. |
| Lucerna (LU) | Luzern | Lucerne | Lucerna | Lucerna | ted. |
| Neuchâtel (NE) | Neuenburg | Neuchâtel | Neuchâtel | Neuchâtel | fr. |
| Nidvaldo (*) (NW) | Nidwalden | Nidwald | Sutselva | Stans | ted. |
| Obvaldo (*) (OW) | Obwalden | Obwald | Surselva | Sarnen | ted. |
| San Gallo (SG) | Sankt Gallen | St-Gall | Son Gagl | San Gallo | ted. |
| Sciaffusa (SH) | Schaffhausen | Schaffhouse | Schaffusa | Sciaffusa | ted. |
| Svitto (SZ) | Schwyz | Schwytz | Sviz | Svitto | ted. |
| Soletta (SO) | Solothurn | Soleure | Soloturn | Soletta | ted. |
| Turgovia (TG) | Thurgau | Thurgovie | Turgovia | Frauenfeld | ted. |
| Ticino (TI) | Tessin | Tessin | Tessin | Bellinzona | it. |
| Uri (UR) | Uri | Uri | Uri | Altdorf | ted. |
| Vallese (VS) | Wallis | Valais | Valais | Sion | fr., ted. |
| Vaud (VD) | Waadt | Vaud | Vad | Losanna | fr. |
| Zugo (ZG) | Zug | Zoug | Zug | Zugo | ted. |
| Zurigo (ZH) | Zürich | Zurich | Turitg | Zurigo | ted. |
A livello federale il potere legislativo è esercitato da due camere, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati (elaborate sul modello del Parlamento americano). I cantoni svizzeri mantengono gran parte della loro sovranità. In alcuni piccoli cantoni (Appenzello, Glarona e Untervaldo) è ancora in vigore la pratica della Landsgemeinde: l'assemblea dei cittadini si riunisce all'aperto e vota per alzata di mano. Le lingue ufficiali della Svizzera sono tre: il tedesco, nella pratica lo svizzero-tedesco (Schwizerdütsch) che per inciso, è molto diverso dal tedesco ufficiale (65% della popolazione), il francese (dialetti francoprovenzali) (18%) e l'l'italiano (dialetti lombardi) (12%). A queste si aggiunge il romancio (meno dell'1%) parlato unicamente nel canton Grigioni
Le religioni prevalenti in Svizzera sono la cattolica (41,8%) e la protestante (35,3%). Vedi anche:
Le lingue parlate in Svizzera sono fondamentalmente 4, ossia - in ordine per popolarità - il tedesco, il francese, l'italiano e il romancio. Le prime tre sono lingue nazionali e ufficiali, il Romancio è solo lingua "nazionale". Vale a dire che ogni documento ufficiale pubblicato in Svizzera deve essere disponibile in tedesco, francese e italiano, se ne fornisce una versione in romancio solo su richiesta. A queste si deve aggiungere l'insubre, parlato in Canton Ticino e in alcune valli del Canton Grigioni. Nonstante le lingue ufficiali siano quattro, la maggior parte degli svizzeri ha una sola lingua madre e impara a scuola un'altra lingua nazionale e l'inglese. Ogni cittadino svizzero ha il diritto di potersi rivolgere alle istituzioni nazionali in una delle tre lingue ufficiali e di ricevere risposta in tale lingua. Questo plurilinguismo, però, non vale a livello dei cantoni e dei comuni, in cui ogni territorio decide indipendentemente anche su questo punto. Nel 2000 il tedesco era parlato dal 63,7% degli svizzeri (in 17 dei 26 cantoni si parla tedesco), il francese dal 20,4% e l'italiano dal 6,5%. La variante di tedesco parlata in Svizzera presenta delle differenze sostanziali con il cosidetto Hochdeutsch (tedesco standard). Si parla, infatti, di tedesco svizzero o alemanno (Schweizerdeutsch, in tedesco o Schwyzerdütsch, in tedesco svizzero) in riferimento alla variante non standard parlata in Svizzera e in Liechtenstein. Il tedesco svizzero, però, è presente pressoché esclusivamente nella lingua parlata; nello scritto e in situazioni formali solitamente viene utilizzato lo Hochdeutsch. La situazione linguistica della Svizzera tedesca è molto controversa, perché non solo convivono queste due varianti della lingua tedesca - Hochdeutsch e Schweizerdeutsch -, ma anche perché all'interno dello svizzero tedesco si possono distinguere centinaia di dialetti diversi.
In generale la Svizzera affronta la politica europea, così come quella estera, con prudenza e pragmatismo. Dopo il fallimento di alcuni referendum su un'eventuale adesione, la Svizzera ha scelto una via bilaterale (basata cioè su accordi bilaterali).
Nel 2000 un importante pacchetto di accordi sulla libera circolazione delle persone ha avuto l'avallo popolare. Nel giugno del 2005 la Svizzera ha aderito agli accordi di Schengen, negoziandone l'attuazione pratica in modo di mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione. Il 25 settembre 2005, un altro referendum ha esteso i precedenti accordi bilaterali ai 10 Paesi entrati nell'UE nel 2004.
Il famoso cioccolato svizzero ha una storia molto lunga e complicata, che inizia con la grande migrazione dei Maya nell’America del sud. Lì stabilirono le prime piantagioni di cacao. In seguito le coltivazioni di cacao vennero mandate avanti finché, nel 1504, durante il suo quarto viaggio, Colombo non scoprì il chicco di cacao. Il navigatore inizialmente, non se ne interessò e li lasciò perdere. Il cacao rimase sconosciuto finché, nel 1528, Cortez non portò in Europa la pianta e gli utensili per la preparazione della bevanda degli indiani, che veniva chiamata “Xocolatl”, da cui deriva “cioccolata”. Durante il 1600 gli europei iniziano ad interessarsi al “cioccolato” ed iniziano a scrivere libri sull’argomento, ma solo dopo il 1615 si introdusse l’usanza di bere la cioccolata nelle corti. Nel 1569, però, papa Pio V assaggiò la bevanda e la trovò così sgradevole, che vietò di berla. Soltanto nel 1662 anche la chiesa iniziò ad accettarla. Nel 1697 il sindaco di Zurigo, Heinrich Escher, fece una vacanza in Spagna, dove assaggiò il cioccolato e ne rimase estremamente colpito. Però solo nel 1819 venne aperta la prima fabbrica di cioccolato in Svizzera da Francois-Louis Cailler. Nel 1875 lo svizzero Daniel Peter introduce nel mercato il primo cioccolato al latte. Ora la Svizzera è conosciuta in tutto il mondo per il suo buonissimo cioccolato…
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