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Il Sudafrica è una repubblica dell'Africa del Sud. È situata nella punta meridionale dell'continente africano e confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est col Mozambico e lo Swaziland; il Lesotho è contenuto interamente all'interno dei suoi confini. Si affaccia inoltre sull'Oceano Atlantico e su quello Indiano. Cape Agulhas, il punto più a sud del continente, delimita il confine fra i due oceani (entrambi i primati sono spesso attribuiti erroneamente al più celebre Capo di Buona Speranza, che si trova sempre in Sudafrica, nei pressi di Città del Capo).

Storia


Preistoria

Il Sudafrica viene oggi considerato come la regione del mondo che più probabilmente merita l'appellativo di culla dell'umanità. I notevoli ritrovamenti fossili nella zona del Transvaal, e in particolare a Sterkfontein, Kromdraai e nelle caverne di Makapansgat, indicano la presenza di australopiteci in Sudafrica fin da 3 milioni di anni fa. Fra i fossili di ominidi sudafricani più importanti si possono ricordare il "Bambino di Taung", la "Signora Ples" e lo scheletro di "Little Foot". Reperti di epoca successiva mostrano l'evoluzione umana attraverso varie specie di Homo, inclusi Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens.

Circa 10.000 anni fa comparvero nella zona i cacciatori-raccoglitori San (o "boscimani"), la cui presenza è documentata anche da importanti pitture rupestri conservate in diversi siti archeologici del Sudafrica. 2.000 anni fa apparvero i Khoikhoi (o "ottentotti"), allevatori. Una terza ondata migratoria, fra il III secolo e il V secolo, portò nella regione i Bantu provenienti dalla zona del fiume Limpopo, in particolare dei gruppi Zulu e Xhosa. I Bantu si stabilirono prima nell'attuale KwaZulu-Natal e in seguito si diffusero anche in altre regioni. Gli Xhosa si spinsero più a sud, fino al Fish River, situato in quella che oggi è la Provincia Orientale del Capo. Di fronte a queste popolazioni dell'età del ferro, i San e i Khoikhoi dovettero arretrare, e finirono per trovarsi relegati nelle zone più aride della regione.

La colonizzazione olandese e l'occupazione britannica

Il primo europeo a giungere in Sudafrica fu il portoghese Bartolomeu Dias, che nel 1486 oltrepassò il Capo di Buona Speranza. La sua impresa fu ripetuta pochi anni dopo da Vasco de Gama, che fu il primo a completare il viaggio dall'Europa alle Indie, coronando quello che per oltre cinquant'anni era stato il sogno di generazioni di navigatori.

Furono però gli olandesi i primi a creare un insediamento in Sudafrica. Il 6 aprile 1652, Jan van Riebeeck fondò quella che sarebbe poi diventata Città del Capo, come stazione di rifornimento per le imbarcazioni della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. I coloni olandesi si dedicavano principalmente all'agricoltura e all'allevamento, e ricevettero il nome di boeri, "contadini", o afrikaner.

I boeri furono inizialmente in buoni rapporti con le popolazioni locali, e si espansero lentamente per tutto il XVII e XVIII secolo. Quando i giunsero nella zona del Fish River, forti motivi d'attrito con gli Xhosa (specialmente concernenti l'uso del territorio per i pascoli) portarono a una serie di conflitti noti come Guerre della Frontiera del Capo. In questo periodo i coloni importarono schiavi dall'Indonesia, dal Madagascar e dall'India; nel lungo periodo, i matrimoni misti fra i discendenti degli schiavi e quelli dei coloni crearono un'etnia mista, i cosiddetti cape coloured, che oggi costituiscono la componente predominante della popolazione del Sudafrica.

L'avanzata napoleonica in Europa, con la successiva caduta dell'Olanda, portarono il Regno Unito a tentare a più riprese l'occupazione militare della Colonia del Capo, occupata nel 1797, durante la Quarta Guerra Anglo-Olandese, il Regno Unito occupò la Colonia del Capo, annessa formalmente nel 1806. Gli inglesi continuarono le guerre di frontiera iniziate dai boeri contro gli Xhosa, fondando insediamenti sempre più a est. I boeri non accettarono di buon grado l'occupazione britannica, specie quando il Regno Unito dichiarò formalmente l'abolizione dello schiavismo. Molti afrikaner del Capo si allontanarono dai possedimenti britannici spingendosi nell'interno del paese. Questi pionieri (noti come voortrekker) giunsero a fondare una serie di piccole repubbliche boere, in seguito unitesi nello Stato Libero di Orange e nella Repubblica del Transvaal.

La scoperta di miniere di diamanti (1867) e oro (1886) incoraggiò ulteriormente l'immigrazione e l'interesse dell'Impero Britannico per Cape Colony e per l'entroterra colonizzato dai boeri. Le mire espansionistiche inglesi, ben rappresentate da personaggi come Cecil Rhodes, sfociarono in due successive Guerre Boere. Nella prima di queste guerre (1880-1881), i boeri riuscirono ad avere la meglio; curiosamente, questo dipese anche dal colore mimetico delle loro divise kaki; il rosso vivo delle uniformi inglesi rendeva i soldati britannici degli ottimi bersagli. Nella Seconda Guerra Boera (1899-1902), gli inglesi tornarono in forze e senza le loro vistose giacche rosse. La guerra fu fortemente osteggiata dal Liberty Party nel Parlamento britannico come non necessaria e costosa, ma le enormi vene di diamanti e di oro presenti nelle repubbliche boere ono i Tories per premere sulla guerra. I boeri cercarono di allearsi con i tedeschi, che controllavano l'attuale Namibia, e questo fornì ulteriori pretesti per i fautori dell'espansione imperiale britannica a spese delle repubbliche boere.

La strenua resistenza dei boeri non fu sufficiente a impedire la vittoria finale britannica. Il comportamento degli inglesi durante le Guerre Boere fu in seguito ampiamente criticato; tra l'altro, vennero istituiti veri e propri campi di concentramento per i prigionieri, inclusi donne e bambini, e venne adottata una tecnica di terra bruciata, distruggendo sistematicamente raccolti e fattorie per ridurre gli afrikaner alla fame. Con il Trattato di Vereeniging, il Regno Unito ottenne formalmente il controllo dell'intero Sudafrica. In cambio, gli inglesi si addossarono il debito di guerra dei governi afrikaner. Nel trattato si specificava anche che i "neri" non avrebbero avuto diritto di voto in nessuna delle provincie del Sudafrica eccetto la Colonia del Capo.

La gestione britannica tentò una anglicizzazione della popolazione boera, con l'insegnamento obbligatorio della lingua inglese nelle scuole; questo programma ottenne l'unico risultato di alimentare il rancore dei boeri. Quando i liberali ottennero il potere in Gran Bretagna (1906), il programma fu abbandonato e l'afrikaans venne riconosciuto come lingua distinta dal neerlandese.

L'Unione Sudafricana e l'era dell'apartheid

Dopo otto anni dalla fine della Seconda Guerra Boera, il 31 maggio 1910, le quattro colonie sudafricane (Colonia del Capo, Natal, Stato Libero dell'Orange e Transvaal) vennero unificate in un dominion autonomo in seno al Commonwealth.

L'Unione Sudafricana prese parte alla Prima Guerra Mondiale a fianco del Regno Unito. Poco dopo ottenne un mandato della Società delle Nazioni per il controllo dell'Africa del Sud-Ovest (oggi Namibia), strappata ai tedeschi. Nonostante l'aumento del suo prestigio internazionale, l'Unione stava attraversando un periodo di forte crisi interna, con attriti sempre più violenti fra i nazionalisti boeri e la rappresentanza inglese.

Nel 1931, con l'approvazione dello Statuto di Westminster da parte del parlamento inglese, il Sudafrica ottenne piena indipendenza. Partecipò alla Seconda Guerra Mondiale a fianco degli Alleati, nonostante una parte significativa del National Party, il maggiore partito boero, simpatizasse apertamente per la Germania nazista. Le truppe sudafricane combatterono in Etiopia, Africa settentrionale ed Europa.

Dopo la fine della guerra, nel 1948, il National Party vinse le elezioni, instaurando il regime di rigida segregazione razziale noto come apartheid. Durante i governi di Daniel François Malan (1948-1954), Johannes Gerhardus Strijdom (1954-1958) e Hendrik F. Verwoerd (1958-1966, la popolazione nera perse quasi completamente i propri diritti civili. La politica di questi governi di destra causò gravi contrasti interni e alienò al Sudafrica il sostegno della comunità internazionale, fino alla condanna da parte delle Nazioni Unite nel 1961 e le conseguenti sanzioni economiche.

Le opposizioni nere, tra cui l'African National Congress (ANC), furono messe fuori legge; molti attivisti scelsero la via della violenza. L'ANC si limitò a obiettivi strategici, come la distruzione delle centrali elettriche; a causa di una di queste azioni venne arrestato Nelson Mandela. Nell'ottobre del 1966, anche a causa della linea politica del governo sudafricano, le Nazioni Unite ritirarono il mandato concesso al Sudafrica per l'amministrazione della Namibia, ma il Sudafrica rifiutò di abbandonare la regione.

La caduta dell'apartheid e il Sudafrica moderno

Negli anni '90, causa del crescere delle pressioni internazionali e della situazione di conflitto etnico interno al paese, il regime dell'apartheid iniziò a vacillare. Nelson Mandela, divenuto un'icona del movimento anti-apartheid, fu scarcerato l'11 febbraio 1990 per ordine di F.W. de Klerk. Il 27 aprile 1994 si tennero le prime elezioni democratiche con suffragio esteso ai neri; fu eletto lo stesso Mandela, a cui successe poi un altro nero, Thabo Mbeki. Il Sudafrica aggiunse nove lingue africane native all'afrikaans e all'inglese come lingue ufficiali.

Subito dopo le elezioni, il governo dell'ANC adottò una politica di ricostruzione e di sviluppo che puntava a ricostruire l'economia. Questa politica fu sostituita dal GEAR, più conservatrice, utilizzando l'investimento estero. Il cambiamento fu molto controverso e causa di tensioni fra l'ANC e i suoi alleati di governo (South African Communist Party, sindacato COSATU).

Malgrado questi sforzi di miglioramento, l'economia nazionale rimase pigra. Nel maggio 2003, l'inflazione era all'11,2%, con il Rand che scese a meno della metà rispetto a dieci anni prima (rispetto al dollaro USA). Le riserve straniere rimasero basse. Il tasso di disoccupazione rimase a quasi il 30% della popolazione attiva Ancora oggi, approssimativamente il 60% della popolazione vive sotto la linea di povertà, guadagnando un reddito inferiore ai 250 Rand (circa 30$ USA, fonti febbraio 2003) al mese. Se la caduta dell'apartheid ha eliminato la disparità di bianchi e neri di fronte alla legge, le disuguaglianze economiche restano acute; più del 50% della popolazione riceve l'11% del reddito annuale nazionale, il 7% della popolazione riceve oltre il 40% del reddito del paese [http://www.polity.org.za/html/govdocs/reports/poverty.html?rebookmark=1.

Con il declino del pugno di ferro afrikaner, il Sudafrica ha conosciuto anche un aumento notevole della criminalità. La causa principale di morte per i maschi tra i 15-21 anni è l'omicidio. Johannesburg è oggi la città con il più alto tasso di crimine del mondo.

La crisi economica continua, e la corruzione politica (fenomeno diffuso in tutta l'Africa) colpisce anche qui: per esempio, uno scandalo recente coinvolse il ministro della difesa Tony Yengeni e la Daimler-Chrysler Aerospace. Tuttavia, la maggior parte di questi scandali non provocò le dimissioni dei funzionari interessati e la sfiducia nel sistema politico è piuttosto diffusa nella popolazione.

Il Sudafrica non è immune nemmeno al terrorismo, soprattutto legato ad alcune organizzazioni di destra che si oppongono al governo di maggioranza nero e tentano un ritorno all'apartheid. Ci sono state bombe a Soweto nel 2002, con arresti di presunti membri del gruppo Boeremag.

Nonostante questo quadro non roseo, l'economia sudafricana ha mostrato qualche segno di ripresa nel periodo 1999-2003, e pur con tutti i problemi ancora diffusi il Sudafrica mantiene la leadership come paese più industrializzato e moderno del continente. Ha la più grande concentrazione di industrie alimentari ed è l'unico stato dell'Africa a fare largo uso di energia nucleare.

Geografia


Geografia fisica

Morfologia

Il territorio sudafricano comprende tutta la porzione meridionale dell'"Africa alta", a sud della valle del Limpopo e della depressione del Kalahari. Esso poggia su un antichissimo zoccolo di rocce cristalline precambriane, venate da ricchi filoni auriferi e uraniferi nella regione del Witwatersrand (Transvaal); in gran parte però tale substrato è ricoperto da sedimenti della formazione detta Karoo, diffusa in tutta l'Africa meridionale, ma caratteristica soprattutto della regione del Capo. Di età da carbonifera (Paleozoico) a giurassica (Mesozoico), tali strati raggiungono anche i 7.000 m di profondità; sono anch'essi economicamente assai importanti per la presenza di vasti giacimenti carboniferi. Di struttura perciò essenzialmente tabulare, il territorio sudafricano si corruga solo nell'estrema sezione meridionale del Capo, dove si allinea, per effetto dell'orogenesi ercinica, una serie di catene, con allineamento per lo più da est a ovest, separate da lunghe valli; nelle depressioni formate dal corrugamento capide si stendono appunto il Grande Karoo e il Piccolo Karoo.

L'elemento morfologico prevalente è però l'orlo rialzato dell'altopiano; benché in più punti smembrato dall'erosione (il principale agente modellatore del territorio, che non fu più interessato da ingressioni marine dopo il Paleozoico, salvo lievi episodi marginali) in massicci isolati, come il Tafelberg (1.914 m) e il Kompasberg (2.504 m), il ciglio continentale forma una imponente muraglia a est, con i "Monti dei Draghi" o Drakensberg, caratterizzati da potenti effusioni basaltiche e con varie cime superiori ai 3.000 m (le massime quote si trovano però nel Lesotho). Tale margine rialzato, detto Great Escarpment ("Grande Scarpata"), verso ovest si abbassa progressivamente fino ai ripiani terrazzati della costa occidentale, mentre verso sud è fronteggiato dalle menzionate catene del Capo. Una stretta fascia alluvionale costiera orla quasi tutto il paese; la costa è molto regolare e generalmente importuosa, salvo che nella zona meridionale dove le catene del Capo si affacciano direttamente sul mare. Qui l'erosione marina ha intagliato in modo pittoresco i rilievi arenacei, originando una successione di promontori, con coste a falesia, e di brevi tratti di coste basse; il famoso Capo di Buona Speranza è però un antico isolotto roccioso saldatosi al continente. Piuttosto monotoni sono i tavolati dell'interno, di altezza media tra i 1.200 e i 1.800 m.

Fanno parte del Sudafrica anche due isole antartiche situate circa 1.770 km a sud-est di Port Elizabeth, le isole del Principe Edoardo.

Idrografia

Idrograficamente, il Sudafrica è diviso in diversi bacini, ma tributa essenzialmente nell'Oceano Atlantico. Il fiume principale è l'Orange (1860 km), che nasce nel Lesotho e il cui vasto bacino (1.020.000 km²) corrisponde a buona parte degli altipiani; il corso del fiume è però accidentato da rapide e cascate che ne rendono diffile la navigazione, ostacolata inoltre dal regime assai irregolare. Tra i suoi affluenti una certa importanza hanno il Vaal (1.200 km) e il Molopo (circa 1.000 km) che segna per lungo tratto il confine col Botswana ma che è quasi sempre asciutto. Scende all'Atlantico anche l'Olifants.

Tra i tributari dell'Oceano Indiano il principale è il Limpopo (1.600km): l'irregolarità del del profilo e del regime ne pregiudica però la navigazione. Gli altri fiumi nascono in genere nella Grande Scarpata e presentano in genere un andamento normale alla costa (fra i molti è celebre il Tugela che si origina ai confini col Lesotho e forma, con una serie di salti, le cascate omonime) tranne quelli della zona del Capo, dove il rilievo li costringe a lunghi percorsi longitudinali. Tra i laghi del Sudafrica vi sono il Grootvloer, formato dal fiume Sak (che però è pressoché asciutto per gran parte dell'anno) e il lago Sain Lucia nei pressi di Durban.

Clima

Il clima del Sudafrica è notevolmente vario in rapporto sia alla grande estensione territoriale, sia all'altitudine, sia all'esposisizione al mare. La latitudine subtropicale e il profondo influsso marittimo sono all'origine del clima mediterraneo che caratterizza l'apice meridionale del territorio sudafricano: qui le temperature sono miti e le precipitazioni superano i 600 mm; le piogge sono legate all'avanzata di fonti freddi di origine antartica durante l'inverno, mentre quasi tutto il resto dell'Africa australe nello stesso periodo è sovrastato da un'area anticiclonica che impedisce l'afflusso di masse d'aria umida degli oceani circostanti.

Al contrario, d'estate, quando in ambito continentale si instaurano condizioni di bassa pressione, le masse d'aria umida provenienti dall'Oceano Indiano al seguito dell'aliseo di sud-est investono le coste orientali e la Grande Scarpata irrorandole di abbondanti precipitazioni (1000-1500 mm). In particolare il Natal gode di un clima caldo umido, che fa di questa provincia l'area più favorevole alla coltivazione di colture tropicali.

Man mano che si prosegue verso l'interno le precipitazioni diminuiscono: sugli altopiani si aggirano sui 500-800 mm annui. In modo più netto si riducono proseguendo verso ovest fino a toccare i 60 mm a Port Nolloth, sull'Atlantico. Le escursioni termiche, sensibili sugli altopiani, sono alquanto contenute sulle coste.

Temperatura e precipitazioni
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Popolazione


Al censimento dell'ottobre 1996 la popolazione del Sudafrica ammontava a 40.583.611 persone, con una densità di popolazione di 36 per km². Le valutazioni demografiche per questo paese non possono prescindere da una valutazione degli effetti dell'AIDS, diffusissimo qui come in altre nazioni africane: esso causa una speranza di vita più bassa, una più alta mortalità infantile e non, popolazione più bassa e tassi di accrescimento e cambiamenti nella ripartizione demografica dall'età e dal sesso diversi rispetto al previsto (luglio 2002 est.)

Etnie

Neri 75,2% (zulu 23%, xhosa 9%, ndebele, setswana, siswati, tshivenda, sesotho, xitsonga), bianchi 13,6% (inglesi, afrikaans), "cape coloured" 8,6%, indiani 2,6%.

Religione

Cristiani 68%, musulmani 2%, hindu 1,5%, animisti 28,5%.

Governo


Il Sud Africa è diviso in nove province

Province del Sudafrica
Provincia Capoluogo Abitanti capoluogo Superficie (km²) Abitanti Densità (ab./km²)
Western Cape (Provincia del Capo Occidentale)Città del Capoca. 2.984.100129.370ca. 4.893.90037,82
Northern Cape (Provincia del Capo Settentrionale)Kimberley166.100361.830ca. 814.2002,25
Eastern Cape (Provincia del Capo Orientale)Bisho137.900169.580ca. 6.514.50038,41
KwaZulu-NatalUlundi15.200ca. 92.000ca. 10.070.500109,46
Free StateBloemfontein349.000129.480ca. 2.749.30021,23
North WestMmabatho50.900?ca. 3.865.100?
GautengJohannesburg1.975.500ca. 17.000ca. 9.839.100578,77
MpumalangaNelspruit112.400?ca. 3.327.100?
LimpopoPietersburg104.000?ca. 5.482.300?

Economia


PIL(2003):157964 milioni di dollari PIL/ab(2003):3409 dollari Inflazione(2003):7,7% Disoccupazione(2002):30% forza lavoro(2002) in percentuale:primario 13,secondario 27,terziario 61

Il Sudafrica è un paese in via di sviluppo a reddito medio, con abbondanti risorse, ben sviluppato in finanza, comunicazioni, energia e settori dei trasporti, la borsa valori è fra le prime dieci del mondo. Tuttavia, anche se lo sviluppo è stato positivo per dieci anni consecutivi, non ha ridotto il 30% di disoccupazione e rimangono i problemi dell'era dell'apartheid, la povertà e la mancanza di potere economico fra i gruppi svantaggiati. Altri problemi sono il crimine, la corruzione e AIDS. All'inizio di 2000, il presidente Mbeki promise di promuovere sviluppo economico e l'investimento straniero, tagliare le spese e privatizzare.

Punti di forza: è l'economia più sviluppata dell'Africa; altamente diversificata e con infrastrutture moderne. Il settore finanziario è molto forte negli investimenti mobilizzati. Il settore manifatturiero è in crescita. Le risorse naturali sono varie, in particolari minerali di importanza strategica.

Punti di debolezza: le incertezze politiche scoraggiano gli investimenti stranieri, Crescita troppo debole per superare le privazioni della maggioranza nera. Boom demografico. Il calo del prezzo dell'oro minaccia molti settori.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 35,9 milioni kw.
Pesca: 15.500 tonnellate.
Petrolio: non produttore, raffinazione 10.000 b/g.
Allevamento: pecore 13,5 milioni, capre 12,5 milioni, bovini 5,3 milioni.
Minerali:Oro, argento, diamanti, carbone, ferro, uranio, rame, platino, amianto e pietra calcarea.

Settori Economici

Agricoltura

Come in genere tutti i settori produttivi del paese, anche nell'ambito dell'agricoltura l'intervento del governo è stato decisivo; esso si è soprattutto esplicato nei provvedimenti presi per assicurare un sufficiente approvvigionamento idrico in un territorio che perde, per evaporazione o per straripamento, la maggior parte delle acque convogliate dai fiumi. Sin dal 1971 opera la Water Research, commissione istituita appunto per coordinare e promuovere le più opportune ricerche e salvaguardie idrologiche; ma già nel 1966 era stato varato un grandioso progetto per la sistemazione della valle del fiume Orange, con la creazione di tre grandi laghi artificiali in grado di alimentare 20 stazioni idroelettriche nonche una vasta rete di canali. Nel complesso il 13,6% della popolazione attiva è occupata nel settore agricolo. Arativo e colture arborescenti ricoprono il 10,8% della superficie territoriali; un quarto di questi corrispondo al "triangolo del mais" tra Mafikeng, il Lesotho e lo Swaziland, sono destinati al mais, che in parte è esportato. È invece destinata eminentemente al mercato interno la produzione, molto inferiore, del frumento (15-20 milioni di q), diffuso soprattutto nel settore sud-occidentale della Provincia del Capo e nella parte orientale dello Stato Libero dell'Orange; tra i cereali minori figurano il sorgo (4 milioni di q), l'orzo, l' avena, il Miglio. Sempre al mercato interno sono destinate le patate (12,5 milioni di q) e varie colture orticole ( pomodori, piselli, cipolle, fagioli, ecc.). Abbastanza netta è, come in altri stati africani, la demarcazione tra agricoltura di sussistenza e la ben più fiorente agricoltura industriale di piantagione; qui al primo posto si colloca la canna da zucchero (22 milioni di q di zucchero prodotti annualmente), concentrata nella fascia costiera del Natal, cui fanno seguito il tabacco (340.000 q), prodotto soprattutto nel Transvaal e in talune zone della Provincia del Capo, e il cotone (1,5 milioni di q tra fibra e semi), diffuso negli altopiani. Importantissima è infine la frutticoltura, in buona parte destinata all'esportazione e che, grazie alla varietà delle condizioni climatiche presentate dal paese, consente la crescita di specie sia proprie delle aree temperate sia tipiche di quelle tropicali. La vite (14,6 milioni di q di uva) prospera nella cuspide sud-occidentale della Provincia del Capo e da elevati quantitativi di vini molto pregiati (9,4 milioni di hl annui); sempre nella provincia del Capo si coltivano mele (4,5 milioni di q), pesche (1,7 milioni di q), pere, prugne, albicocche. L'agrumicoltura (6,5 milioni di q tra arance, pompelmi e limoni) è ottimamente rappresentata, oltre che nella Provincia del Capo, nella fascia costiera del Natal specie attorno a Durban; sempre nell'area costiera del Natal si produce frutta tropicale (ananas 2,6 milioni di q, banane 1,8 milioni di q, manghi, papaie, ecc.). Ben sfruttate sono anche le non cospicue risorse forestali che forniscono annualmente 19 milioni di m³ di legname, coprendo il 90% del fabbisogno interno.

Allevamento
Nel complesso per le sue caratteristiche climatiche la Repubblica Sudafricana si presta all'allevamento del bestiame: ben il 66% del territorio nazionale è occupato da prati e pascoli permanenti, La distribuzione attuale del bestiame è condizionata dalla estensione e dalla natura dei pascoli; così i bovini (11,9 milioni di capi) sono concentrati nelle aree più umide dell'est e del nord (Natal, Transvaal, sezione orientale della Provincia del Capo, Orange settentrionale); più importante è l'allevamento degli ovini (32,6 milioni di capi), che si accontentano di pascoli magri e aridi e che sono quindi diffusi in tutta la vastissima regione centrale. Il Sudafrica è un grande produttore di lana (500.000 q l'anno); ma gli ovini forniscono pure le pregiate pelli karakul. Fra i caprini (5,8 milioni di capi) sono di particolare rilievo le capre d'angora (1 milione); si allevano inoltre suini, cavalli e volatili da cortile.

Pesca
Anche la pesca (878.000 t annue) riveste notevole importanza, essendo un settore modernamente attrezzato e organizzato; i prodotti più abbondanti (sardine, acciughe, sgombri, merluzzi) sono tratti dalle fredde acque atlantiche.

Risorse minerarie

= Oro e diamanti
= Il Sudafrica è per tradizione il paese dei diamanti e dell'oro; tuttavia le sue risorse sono molto più varie e in taluni casi grandiose. Benché sia ormai estratto a notevole profondita e quindi a costi crescenti, l'oro (650-700.000 kg annui, 62% della produzione mondiale) è una sbalorditivo primato sudafricano; l'area di estrazione più famosa è il Rand (Transvaal); ad essa si sono aggiunti numerosi altri giacimenti, come quelli di Odendaalsrus e di Elsburg: si tratta nel complesso di una cinquantina di miniere. I minerali auriferi contengono anche una notevole quantita di uranio, che viene lavorato in diversi impianti (6.500 t di ossido di uranio); rilevantissima anche l'estrazione di argento (161.000 t). Quanto ai diamanti, lo stato ha una produzione colossale (8,7 milioni di carati tra gemme vere e proprie e diamanti industriali); tale attivita fa capo alla compagnia De Beers, che controlla gran parte del commercio mondiale delle pietre. Per i diamanti vanno soprattutto ricordate le miniere di Kimberley (Provincia del Capo), Premier (Transvaal), Jagersfontein e Koffiefontein. Diamanti alluvionali si estraggono dal letto del Vaal e presso Port Nolloth alla foce dell'Orange; con imbarcazioni appositamente attrezzate vengono estratti diamanti anche dal fondo del mare. All'oro e ai diamanti si deve aggiungere il platino (78.500 kg).

= Carbone e petrolio
= Importanti sono anche i giacimenti di carbone (174 milioni di t); la più cospicua area carbonifera si estende dal Natal fino a comprendere tutto il Transvaal centrale; altre miniere si trovano nello Stato Libero d'Orange. I primi ritrovamenti di una certa entita di petrolio, ubicati nei fondali sottomarini al largo delle coste del Capo, sino al 1982, ma il petrolio rinvenuto non è sufficiente perché ne risulti economica l'estrazione. In effetti quasi la metà degli idrocarburi impiegati non sono provenienti dal petrolio, ma sono dei succedanei ottenuti per sintesi dal carbone nei colossali impianti dei complessi SASOL (South African Coal, Oil and Gas Corporation). Altri minerali.

Anche per i minerali metalliferi la Repubblica Sudafricana è dotatissima, specie per quelli di ferro (15,6 milioni di t), presenti soprattutto nel Natal, ma ancor più per la cromite (1,9 milioni di t, secondo produttore mondiale), il manganese (1,4 milioni di t, secondo produttore mondiale) e l'antimonio (5.260 t, quarto produttore mondiale); cospicua è anche la produzione di vanadio (16.300 t) e di nichel (30.000 t). A grande distanza rame (209.000 t), stagno, tungsteno. Tra i minerali non metalliferi prevalgono l'amianto (146.000 t), i fosfati naturali (2,9 milioni di t), la mica e lo zolfo. Grandiose saline (626.000 t di sale) si trovano a Port Elizabeth e a Brantford.

Industria

= Potenzialità industriali
= Il settore in maggior espansione è quello industriale, che attualmente partecipa per due quinti alla formazione del prodotto nazionale. Una delle caratteristiche dell'industria nazionale è la presenza di un forte settore pubblico, che ha istituito grandi societa, come la SASOL, la ISCOR (South African Iron and Steel Industrial Corporation), la ESCOM (Electricity Supply Commission), la SOEKOR (Southern Oil Exploration Corporation), ecc. Sotto egida governativa viene sostenuta la realizzazione di vari progetti economici di grandi proporzioni. Il potenziamento industriale ha avuto come logica premessa un'attentta politica economica di sviluppo energetico; la produzione di energia (164.000 milioni di kWh) supera già quella di molti paesi europei. L'energia prodotto è quasi esclusivamente di energia termica, alimentata da carbone locale e da petrolio d'importazione; sono in atto però sia il potenziamento delle centrali idriche, legato soprattutto alle grandi opere in corso sul fiume Orange, sia un vasto programma di creazione di centrali nucleari.

= Produzione industriale
= L'industria nacque come attività di trasformazione delle risorse minerarie locali; oggi il suo panorama è assai diversificatoe ha assunto proporzioni rilevanti anche in vari settori manifatturieri. Cospicua è l'industria siderurgica, che si avvantaggia della presenza si ferro e carbone: localizzata specialmente nel Rand (Johannesburg, Pretoria, Vereeninging), produce oltre 14,6 milioni di t tra ghisa e acciaio. A fianco di essa operano complessi metallurgici diversi: del rame, dello stagno, dell'alluminio (che lavora bauxite d'importazione), ecc., che operano sia per richieste interne che per l'estero. Vasta è la gamma di prodotti dell'industria meccanica: automobili, veicoli, aerei, navi, apparecchiature elettriche; collegati con l'industria dell'automobile, gli stabilimenti per la produzione della gomma (6,8 milioni di pneumatici). Ha assunto proporzioni molto rilevanti la produzione chimica, dislocata in vari centri ma soprattutto operante a Sasolburg, nel Rand, dove si produce benzina sintetica ricavata dal carbone, acido solforico, superfosfati, materie plastiche, caucciu sintetico; altri grandi complessi sono a Modderfontein (ammoniaca sintetica), Somerset West (resine sintetiche, coloranti), Phalaborwa (fertilizzanti), ecc. Il settore petrolchimico, pure in costante espansione, è presente con varie raffinerie ubicate in prevalenza nei centri portuali d'importazione (Città del Capo, Durban), nonché a Sasolbourg. Il settore tessile si segnala per i cotonifici e i lanifici, con la collegata industria dell'abbigliamento. Lavorano materie prime nazionali varie altre industrie, dall'alimentare alla calzaturiera e alla manifattura dei tabacchi; il Sudafrica ha una buona produzione di cemento e di carta.

Trasporti
Strade: 33.800 km (la guida è a sinistra)
Autostrade: 1.142 km
Ferrovie: 22.916 km
Porti: Città del Capo, Durban, East London, Mosselbaii, Port Elizabeth, Richards Bay, Saldanha
Marina mercantile: 8 navi per 371.000 tsl
  • portacontainer 6
  • petroliere 2
Aeroporti: 740 (2001)
  • Jan Smuts International (Johannesburg)

Turismo
1 visitatore l'anno ogni 8 abitanti.
Lesotho 30%, Zimbabwe 14%, Swaziland 14%, Botswana 10%, Namibia 5%, altri 27%.

Esportazioni

Gran Bretagna 12%, USA 6%, Giappone 5%, Germania 4%, Zimbabwe 4%, Mozambico 2,5%, altri 62,5% (2001 st.)..

Importazioni

Germania 13%, USA 12%, Gran Bretagna 11%, Arabia Saudita 7%, Giappone 7%, Iran 5%, altri 45% (2001 st.)

Cultura


Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 85%.
Studenti universitari: 617.897.

Istruzione

L'istruzione è obbligatoria tra i 7 e gli 11 anni. L'istruzione primaria dura 7 anni; l'istruzione primaria è divisa in una sezione inferiore (due anni) e una superiore; l'istruzione secondaria è quadriennale e comprende una sezione inferiore triennale che termina con un esame (Junior Certificate) e una sezione superiore, che si conclude con un esame di ammissione universitaria (Matriculation).

Università:

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 5% del territorio protetto (4 % è parzialmente protetto).

Trattati ambientali:

Flora
In relazione alle variazioni climatiche, la copertura vegetale è alquanto differenziata; sugli altipiani predominano le praterie temperate, che trapassano in steppe cespugliose e xerofile verso le aree meridionali ed occidentali meno piovese; sul versante orientale si incontrano savane arbustive, spesso associate a piante d'alto fusto come acacia e baobab, e lembi di foresta tropicale, con carattere di foresta a galleria lungo i corsi di alcuni fiumi (Tugela). La copertura vegetale tipica della fascia sud-occidentale del paese, che gode di clima mediterraneo, è la macchia sempreverde; si trova in questa zona il Cape Floral Kingdom, una delle sei ecoregioni floristiche principali del mondo.

Parchi nazionali

Politica


Presidente: Thabo Mbeki.
Primo Ministro: dal 1984 il presidente è anche capo dell'esecutivo.

Sistema bicamerale:

  • Assemblea Nazionale - 400 membri
  • Consiglio nazionale delle province - 90 membri (10 membri per ogni provincia)
vedi anche:

Politica estera

Bibliografia


Collegamenti esterni


Voci correlate


Montagne

  • Monti dei Draghi (3482 m)
  • Monte della Bussola (2502 m)
  • Monti Neri (2325 m)
  • Njesuthi (3408 m)
  • Swart Peak (1280 m)

Fiumi

  • Auob
  • Brak
  • Buffels
  • Caledon
  • Doring
  • Fish River
  • Gourits
  • Groot
  • Groot Letaba
  • Hartbees
  • Harts
  • Kariega
  • Kuruman
  • Limpopo
  • Mogaiakwena
  • Molopo
  • Moshaweng
  • Nossob
  • Olifants (Sud Africa - Provincia del Capo)
  • Olifants (Sud Africa - Transvaal) (Rio dos Elefantes)
  • Orange (Oranje)
  • Pongolo
  • Renoster
  • Riet
  • Sak
  • Sand
  • Sout
  • Tugela
  • Vaal

Laghi

  • Grootvloer
  • Saint Lucia

Mari

Isole

  • Marion
  • Prince Edward

Sudafrica

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