Il Sudafrica è una repubblica dell'Africa del Sud. È situata nella punta meridionale dell'continente africano e confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est col Mozambico e lo Swaziland; il Lesotho è contenuto interamente all'interno dei suoi confini. Si affaccia inoltre sull'Oceano Atlantico e su quello Indiano. Cape Agulhas, il punto più a sud del continente, delimita il confine fra i due oceani (entrambi i primati sono spesso attribuiti erroneamente al più celebre Capo di Buona Speranza, che si trova sempre in Sudafrica, nei pressi di Città del Capo).
Il Sudafrica viene oggi considerato come la regione del mondo che più probabilmente merita l'appellativo di culla dell'umanità. I notevoli ritrovamenti fossili nella zona del Transvaal, e in particolare a Sterkfontein, Kromdraai e nelle caverne di Makapansgat, indicano la presenza di australopiteci in Sudafrica fin da 3 milioni di anni fa. Fra i fossili di ominidi sudafricani più importanti si possono ricordare il "Bambino di Taung", la "Signora Ples" e lo scheletro di "Little Foot". Reperti di epoca successiva mostrano l'evoluzione umana attraverso varie specie di Homo, inclusi Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens.
Circa 10.000 anni fa comparvero nella zona i cacciatori-raccoglitori San (o "boscimani"), la cui presenza è documentata anche da importanti pitture rupestri conservate in diversi siti archeologici del Sudafrica. 2.000 anni fa apparvero i Khoikhoi (o "ottentotti"), allevatori. Una terza ondata migratoria, fra il III secolo e il V secolo, portò nella regione i Bantu provenienti dalla zona del fiume Limpopo, in particolare dei gruppi Zulu e Xhosa. I Bantu si stabilirono prima nell'attuale KwaZulu-Natal e in seguito si diffusero anche in altre regioni. Gli Xhosa si spinsero più a sud, fino al Fish River, situato in quella che oggi è la Provincia Orientale del Capo. Di fronte a queste popolazioni dell'età del ferro, i San e i Khoikhoi dovettero arretrare, e finirono per trovarsi relegati nelle zone più aride della regione.
Il primo europeo a giungere in Sudafrica fu il portoghese Bartolomeu Dias, che nel 1486 oltrepassò il Capo di Buona Speranza. La sua impresa fu ripetuta pochi anni dopo da Vasco de Gama, che fu il primo a completare il viaggio dall'Europa alle Indie, coronando quello che per oltre cinquant'anni era stato il sogno di generazioni di navigatori.
Furono però gli olandesi i primi a creare un insediamento in Sudafrica. Il 6 aprile 1652, Jan van Riebeeck fondò quella che sarebbe poi diventata Città del Capo, come stazione di rifornimento per le imbarcazioni della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. I coloni olandesi si dedicavano principalmente all'agricoltura e all'allevamento, e ricevettero il nome di boeri, "contadini", o afrikaner.
I boeri furono inizialmente in buoni rapporti con le popolazioni locali, e si espansero lentamente per tutto il XVII e XVIII secolo. Quando i giunsero nella zona del Fish River, forti motivi d'attrito con gli Xhosa (specialmente concernenti l'uso del territorio per i pascoli) portarono a una serie di conflitti noti come Guerre della Frontiera del Capo. In questo periodo i coloni importarono schiavi dall'Indonesia, dal Madagascar e dall'India; nel lungo periodo, i matrimoni misti fra i discendenti degli schiavi e quelli dei coloni crearono un'etnia mista, i cosiddetti cape coloured, che oggi costituiscono la componente predominante della popolazione del Sudafrica.
L'avanzata napoleonica in Europa, con la successiva caduta dell'Olanda, portarono il Regno Unito a tentare a più riprese l'occupazione militare della Colonia del Capo, occupata nel 1797, durante la Quarta Guerra Anglo-Olandese, il Regno Unito occupò la Colonia del Capo, annessa formalmente nel 1806. Gli inglesi continuarono le guerre di frontiera iniziate dai boeri contro gli Xhosa, fondando insediamenti sempre più a est. I boeri non accettarono di buon grado l'occupazione britannica, specie quando il Regno Unito dichiarò formalmente l'abolizione dello schiavismo. Molti afrikaner del Capo si allontanarono dai possedimenti britannici spingendosi nell'interno del paese. Questi pionieri (noti come voortrekker) giunsero a fondare una serie di piccole repubbliche boere, in seguito unitesi nello Stato Libero di Orange e nella Repubblica del Transvaal.
La scoperta di miniere di diamanti (1867) e oro (1886) incoraggiò ulteriormente l'immigrazione e l'interesse dell'Impero Britannico per Cape Colony e per l'entroterra colonizzato dai boeri. Le mire espansionistiche inglesi, ben rappresentate da personaggi come Cecil Rhodes, sfociarono in due successive Guerre Boere. Nella prima di queste guerre (1880-1881), i boeri riuscirono ad avere la meglio; curiosamente, questo dipese anche dal colore mimetico delle loro divise kaki; il rosso vivo delle uniformi inglesi rendeva i soldati britannici degli ottimi bersagli. Nella Seconda Guerra Boera (1899-1902), gli inglesi tornarono in forze e senza le loro vistose giacche rosse. La guerra fu fortemente osteggiata dal Liberty Party nel Parlamento britannico come non necessaria e costosa, ma le enormi vene di diamanti e di oro presenti nelle repubbliche boere ono i Tories per premere sulla guerra. I boeri cercarono di allearsi con i tedeschi, che controllavano l'attuale Namibia, e questo fornì ulteriori pretesti per i fautori dell'espansione imperiale britannica a spese delle repubbliche boere.
La strenua resistenza dei boeri non fu sufficiente a impedire la vittoria finale britannica. Il comportamento degli inglesi durante le Guerre Boere fu in seguito ampiamente criticato; tra l'altro, vennero istituiti veri e propri campi di concentramento per i prigionieri, inclusi donne e bambini, e venne adottata una tecnica di terra bruciata, distruggendo sistematicamente raccolti e fattorie per ridurre gli afrikaner alla fame. Con il Trattato di Vereeniging, il Regno Unito ottenne formalmente il controllo dell'intero Sudafrica. In cambio, gli inglesi si addossarono il debito di guerra dei governi afrikaner. Nel trattato si specificava anche che i "neri" non avrebbero avuto diritto di voto in nessuna delle provincie del Sudafrica eccetto la Colonia del Capo.
La gestione britannica tentò una anglicizzazione della popolazione boera, con l'insegnamento obbligatorio della lingua inglese nelle scuole; questo programma ottenne l'unico risultato di alimentare il rancore dei boeri. Quando i liberali ottennero il potere in Gran Bretagna (1906), il programma fu abbandonato e l'afrikaans venne riconosciuto come lingua distinta dal neerlandese.
L'Unione Sudafricana prese parte alla Prima Guerra Mondiale a fianco del Regno Unito. Poco dopo ottenne un mandato della Società delle Nazioni per il controllo dell'Africa del Sud-Ovest (oggi Namibia), strappata ai tedeschi. Nonostante l'aumento del suo prestigio internazionale, l'Unione stava attraversando un periodo di forte crisi interna, con attriti sempre più violenti fra i nazionalisti boeri e la rappresentanza inglese.
Nel 1931, con l'approvazione dello Statuto di Westminster da parte del parlamento inglese, il Sudafrica ottenne piena indipendenza. Partecipò alla Seconda Guerra Mondiale a fianco degli Alleati, nonostante una parte significativa del National Party, il maggiore partito boero, simpatizasse apertamente per la Germania nazista. Le truppe sudafricane combatterono in Etiopia, Africa settentrionale ed Europa.
Dopo la fine della guerra, nel 1948, il National Party vinse le elezioni, instaurando il regime di rigida segregazione razziale noto come apartheid. Durante i governi di Daniel François Malan (1948-1954), Johannes Gerhardus Strijdom (1954-1958) e Hendrik F. Verwoerd (1958-1966, la popolazione nera perse quasi completamente i propri diritti civili. La politica di questi governi di destra causò gravi contrasti interni e alienò al Sudafrica il sostegno della comunità internazionale, fino alla condanna da parte delle Nazioni Unite nel 1961 e le conseguenti sanzioni economiche.
Le opposizioni nere, tra cui l'African National Congress (ANC), furono messe fuori legge; molti attivisti scelsero la via della violenza. L'ANC si limitò a obiettivi strategici, come la distruzione delle centrali elettriche; a causa di una di queste azioni venne arrestato Nelson Mandela. Nell'ottobre del 1966, anche a causa della linea politica del governo sudafricano, le Nazioni Unite ritirarono il mandato concesso al Sudafrica per l'amministrazione della Namibia, ma il Sudafrica rifiutò di abbandonare la regione.
Subito dopo le elezioni, il governo dell'ANC adottò una politica di ricostruzione e di sviluppo che puntava a ricostruire l'economia. Questa politica fu sostituita dal GEAR, più conservatrice, utilizzando l'investimento estero. Il cambiamento fu molto controverso e causa di tensioni fra l'ANC e i suoi alleati di governo (South African Communist Party, sindacato COSATU).
Malgrado questi sforzi di miglioramento, l'economia nazionale rimase pigra. Nel maggio 2003, l'inflazione era all'11,2%, con il Rand che scese a meno della metà rispetto a dieci anni prima (rispetto al dollaro USA). Le riserve straniere rimasero basse. Il tasso di disoccupazione rimase a quasi il 30% della popolazione attiva Ancora oggi, approssimativamente il 60% della popolazione vive sotto la linea di povertà, guadagnando un reddito inferiore ai 250 Rand (circa 30$ USA, fonti febbraio 2003) al mese. Se la caduta dell'apartheid ha eliminato la disparità di bianchi e neri di fronte alla legge, le disuguaglianze economiche restano acute; più del 50% della popolazione riceve l'11% del reddito annuale nazionale, il 7% della popolazione riceve oltre il 40% del reddito del paese [http://www.polity.org.za/html/govdocs/reports/poverty.html?rebookmark=1.
Con il declino del pugno di ferro afrikaner, il Sudafrica ha conosciuto anche un aumento notevole della criminalità. La causa principale di morte per i maschi tra i 15-21 anni è l'omicidio. Johannesburg è oggi la città con il più alto tasso di crimine del mondo.
La crisi economica continua, e la corruzione politica (fenomeno diffuso in tutta l'Africa) colpisce anche qui: per esempio, uno scandalo recente coinvolse il ministro della difesa Tony Yengeni e la Daimler-Chrysler Aerospace. Tuttavia, la maggior parte di questi scandali non provocò le dimissioni dei funzionari interessati e la sfiducia nel sistema politico è piuttosto diffusa nella popolazione.
Il Sudafrica non è immune nemmeno al terrorismo, soprattutto legato ad alcune organizzazioni di destra che si oppongono al governo di maggioranza nero e tentano un ritorno all'apartheid. Ci sono state bombe a Soweto nel 2002, con arresti di presunti membri del gruppo Boeremag.
Nonostante questo quadro non roseo, l'economia sudafricana ha mostrato qualche segno di ripresa nel periodo 1999-2003, e pur con tutti i problemi ancora diffusi il Sudafrica mantiene la leadership come paese più industrializzato e moderno del continente. Ha la più grande concentrazione di industrie alimentari ed è l'unico stato dell'Africa a fare largo uso di energia nucleare.
Il territorio sudafricano comprende tutta la porzione meridionale dell'"Africa alta", a sud della valle del Limpopo e della depressione del Kalahari. Esso poggia su un antichissimo zoccolo di rocce cristalline precambriane, venate da ricchi filoni auriferi e uraniferi nella regione del Witwatersrand (Transvaal); in gran parte però tale substrato è ricoperto da sedimenti della formazione detta Karoo, diffusa in tutta l'Africa meridionale, ma caratteristica soprattutto della regione del Capo. Di età da carbonifera (Paleozoico) a giurassica (Mesozoico), tali strati raggiungono anche i 7.000 m di profondità; sono anch'essi economicamente assai importanti per la presenza di vasti giacimenti carboniferi. Di struttura perciò essenzialmente tabulare, il territorio sudafricano si corruga solo nell'estrema sezione meridionale del Capo, dove si allinea, per effetto dell'orogenesi ercinica, una serie di catene, con allineamento per lo più da est a ovest, separate da lunghe valli; nelle depressioni formate dal corrugamento capide si stendono appunto il Grande Karoo e il Piccolo Karoo.
L'elemento morfologico prevalente è però l'orlo rialzato dell'altopiano; benché in più punti smembrato dall'erosione (il principale agente modellatore del territorio, che non fu più interessato da ingressioni marine dopo il Paleozoico, salvo lievi episodi marginali) in massicci isolati, come il Tafelberg (1.914 m) e il Kompasberg (2.504 m), il ciglio continentale forma una imponente muraglia a est, con i "Monti dei Draghi" o Drakensberg, caratterizzati da potenti effusioni basaltiche e con varie cime superiori ai 3.000 m (le massime quote si trovano però nel Lesotho). Tale margine rialzato, detto Great Escarpment ("Grande Scarpata"), verso ovest si abbassa progressivamente fino ai ripiani terrazzati della costa occidentale, mentre verso sud è fronteggiato dalle menzionate catene del Capo. Una stretta fascia alluvionale costiera orla quasi tutto il paese; la costa è molto regolare e generalmente importuosa, salvo che nella zona meridionale dove le catene del Capo si affacciano direttamente sul mare. Qui l'erosione marina ha intagliato in modo pittoresco i rilievi arenacei, originando una successione di promontori, con coste a falesia, e di brevi tratti di coste basse; il famoso Capo di Buona Speranza è però un antico isolotto roccioso saldatosi al continente. Piuttosto monotoni sono i tavolati dell'interno, di altezza media tra i 1.200 e i 1.800 m.
Fanno parte del Sudafrica anche due isole antartiche situate circa 1.770 km a sud-est di Port Elizabeth, le isole del Principe Edoardo.
Idrograficamente, il Sudafrica è diviso in diversi bacini, ma tributa essenzialmente nell'Oceano Atlantico. Il fiume principale è l'Orange (1860 km), che nasce nel Lesotho e il cui vasto bacino (1.020.000 km²) corrisponde a buona parte degli altipiani; il corso del fiume è però accidentato da rapide e cascate che ne rendono diffile la navigazione, ostacolata inoltre dal regime assai irregolare. Tra i suoi affluenti una certa importanza hanno il Vaal (1.200 km) e il Molopo (circa 1.000 km) che segna per lungo tratto il confine col Botswana ma che è quasi sempre asciutto. Scende all'Atlantico anche l'Olifants.
Tra i tributari dell'Oceano Indiano il principale è il Limpopo (1.600km): l'irregolarità del del profilo e del regime ne pregiudica però la navigazione. Gli altri fiumi nascono in genere nella Grande Scarpata e presentano in genere un andamento normale alla costa (fra i molti è celebre il Tugela che si origina ai confini col Lesotho e forma, con una serie di salti, le cascate omonime) tranne quelli della zona del Capo, dove il rilievo li costringe a lunghi percorsi longitudinali. Tra i laghi del Sudafrica vi sono il Grootvloer, formato dal fiume Sak (che però è pressoché asciutto per gran parte dell'anno) e il lago Sain Lucia nei pressi di Durban.
Al contrario, d'estate, quando in ambito continentale si instaurano condizioni di bassa pressione, le masse d'aria umida provenienti dall'Oceano Indiano al seguito dell'aliseo di sud-est investono le coste orientali e la Grande Scarpata irrorandole di abbondanti precipitazioni (1000-1500 mm). In particolare il Natal gode di un clima caldo umido, che fa di questa provincia l'area più favorevole alla coltivazione di colture tropicali.
Man mano che si prosegue verso l'interno le precipitazioni diminuiscono: sugli altopiani si aggirano sui 500-800 mm annui. In modo più netto si riducono proseguendo verso ovest fino a toccare i 60 mm a Port Nolloth, sull'Atlantico. Le escursioni termiche, sensibili sugli altopiani, sono alquanto contenute sulle coste.
Il Sud Africa è diviso in nove province
| Province del Sudafrica | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Provincia | Capoluogo | Abitanti capoluogo | Superficie (km²) | Abitanti | Densità (ab./km²) |
| Western Cape (Provincia del Capo Occidentale) | Città del Capo | ca. 2.984.100 | 129.370 | ca. 4.893.900 | 37,82 |
| Northern Cape (Provincia del Capo Settentrionale) | Kimberley | 166.100 | 361.830 | ca. 814.200 | 2,25 |
| Eastern Cape (Provincia del Capo Orientale) | Bisho | 137.900 | 169.580 | ca. 6.514.500 | 38,41 |
| KwaZulu-Natal | Ulundi | 15.200 | ca. 92.000 | ca. 10.070.500 | 109,46 |
| Free State | Bloemfontein | 349.000 | 129.480 | ca. 2.749.300 | 21,23 |
| North West | Mmabatho | 50.900 | ? | ca. 3.865.100 | ? |
| Gauteng | Johannesburg | 1.975.500 | ca. 17.000 | ca. 9.839.100 | 578,77 |
| Mpumalanga | Nelspruit | 112.400 | ? | ca. 3.327.100 | ? |
| Limpopo | Pietersburg | 104.000 | ? | ca. 5.482.300 | ? |
PIL(2003):157964 milioni di dollari PIL/ab(2003):3409 dollari Inflazione(2003):7,7% Disoccupazione(2002):30% forza lavoro(2002) in percentuale:primario 13,secondario 27,terziario 61
Il Sudafrica è un paese in via di sviluppo a reddito medio, con abbondanti risorse, ben sviluppato in finanza, comunicazioni, energia e settori dei trasporti, la borsa valori è fra le prime dieci del mondo. Tuttavia, anche se lo sviluppo è stato positivo per dieci anni consecutivi, non ha ridotto il 30% di disoccupazione e rimangono i problemi dell'era dell'apartheid, la povertà e la mancanza di potere economico fra i gruppi svantaggiati. Altri problemi sono il crimine, la corruzione e AIDS. All'inizio di 2000, il presidente Mbeki promise di promuovere sviluppo economico e l'investimento straniero, tagliare le spese e privatizzare.
Punti di forza: è l'economia più sviluppata dell'Africa; altamente diversificata e con infrastrutture moderne. Il settore finanziario è molto forte negli investimenti mobilizzati. Il settore manifatturiero è in crescita. Le risorse naturali sono varie, in particolari minerali di importanza strategica.
Punti di debolezza: le incertezze politiche scoraggiano gli investimenti stranieri, Crescita troppo debole per superare le privazioni della maggioranza nera. Boom demografico. Il calo del prezzo dell'oro minaccia molti settori.
Come in genere tutti i settori produttivi del paese, anche nell'ambito dell'agricoltura l'intervento del governo è stato decisivo; esso si è soprattutto esplicato nei provvedimenti presi per assicurare un sufficiente approvvigionamento idrico in un territorio che perde, per evaporazione o per straripamento, la maggior parte delle acque convogliate dai fiumi. Sin dal 1971 opera la Water Research, commissione istituita appunto per coordinare e promuovere le più opportune ricerche e salvaguardie idrologiche; ma già nel 1966 era stato varato un grandioso progetto per la sistemazione della valle del fiume Orange, con la creazione di tre grandi laghi artificiali in grado di alimentare 20 stazioni idroelettriche nonche una vasta rete di canali. Nel complesso il 13,6% della popolazione attiva è occupata nel settore agricolo. Arativo e colture arborescenti ricoprono il 10,8% della superficie territoriali; un quarto di questi corrispondo al "triangolo del mais" tra Mafikeng, il Lesotho e lo Swaziland, sono destinati al mais, che in parte è esportato. È invece destinata eminentemente al mercato interno la produzione, molto inferiore, del frumento (15-20 milioni di q), diffuso soprattutto nel settore sud-occidentale della Provincia del Capo e nella parte orientale dello Stato Libero dell'Orange; tra i cereali minori figurano il sorgo (4 milioni di q), l'orzo, l' avena, il Miglio. Sempre al mercato interno sono destinate le patate (12,5 milioni di q) e varie colture orticole ( pomodori, piselli, cipolle, fagioli, ecc.). Abbastanza netta è, come in altri stati africani, la demarcazione tra agricoltura di sussistenza e la ben più fiorente agricoltura industriale di piantagione; qui al primo posto si colloca la canna da zucchero (22 milioni di q di zucchero prodotti annualmente), concentrata nella fascia costiera del Natal, cui fanno seguito il tabacco (340.000 q), prodotto soprattutto nel Transvaal e in talune zone della Provincia del Capo, e il cotone (1,5 milioni di q tra fibra e semi), diffuso negli altopiani. Importantissima è infine la frutticoltura, in buona parte destinata all'esportazione e che, grazie alla varietà delle condizioni climatiche presentate dal paese, consente la crescita di specie sia proprie delle aree temperate sia tipiche di quelle tropicali. La vite (14,6 milioni di q di uva) prospera nella cuspide sud-occidentale della Provincia del Capo e da elevati quantitativi di vini molto pregiati (9,4 milioni di hl annui); sempre nella provincia del Capo si coltivano mele (4,5 milioni di q), pesche (1,7 milioni di q), pere, prugne, albicocche. L'agrumicoltura (6,5 milioni di q tra arance, pompelmi e limoni) è ottimamente rappresentata, oltre che nella Provincia del Capo, nella fascia costiera del Natal specie attorno a Durban; sempre nell'area costiera del Natal si produce frutta tropicale (ananas 2,6 milioni di q, banane 1,8 milioni di q, manghi, papaie, ecc.). Ben sfruttate sono anche le non cospicue risorse forestali che forniscono annualmente 19 milioni di m³ di legname, coprendo il 90% del fabbisogno interno.
Anche per i minerali metalliferi la Repubblica Sudafricana è dotatissima, specie per quelli di ferro (15,6 milioni di t), presenti soprattutto nel Natal, ma ancor più per la cromite (1,9 milioni di t, secondo produttore mondiale), il manganese (1,4 milioni di t, secondo produttore mondiale) e l'antimonio (5.260 t, quarto produttore mondiale); cospicua è anche la produzione di vanadio (16.300 t) e di nichel (30.000 t). A grande distanza rame (209.000 t), stagno, tungsteno. Tra i minerali non metalliferi prevalgono l'amianto (146.000 t), i fosfati naturali (2,9 milioni di t), la mica e lo zolfo. Grandiose saline (626.000 t di sale) si trovano a Port Elizabeth e a Brantford.
Università:
Trattati ambientali:
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