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DivingCubaMariaLaGorda.jpg La subacquea, o scuba diving, è l'uso di un equipaggiamento di respirazione autonomo per immergersi e rimanere sottacqua per lunghi periodi di tempo. Si può distinguere tra subacquea ricreativa e subacquea tecnica/professionale.

All'inizio i primi palombari, pionieri della subacquea, si immergevano con attrezzature pesanti ed ingombranti, che rendevano possibili spostamenti limitati muovendosi sul fondale, ed erano direttamente dipendenti dalla superficie, dalla quale giungeva l'aria attraverso sistemi di compressori che alimentavano lo scafandro. Oggigiorno i subacquei grazie alle nuove attrezzature, sempre più leggere, tecnologiche e comfortevoli, sono autonomi dalla superficie e possono spostarsi nuotano quasi senza fatica, ma durante le immersioni può anche accadere di muoversi sfruttando un veicolo a propulsione, secondo le esigenze, o semplicemente sfruttando le correnti marine.

La parola SCUBA è un acronimo per la frase in lingua inglese Self Contained Underwater Breathing Apparatus, ovvero "apparato di respirazione subacqueo autonomo".

Le due tipologie di equipaggiamenti per la subacquea sono l'erogatore a circuito aperto detto A.R.A. (Auto Respiratore ad Aria), sviluppato da Jacques Cousteau con il nome di Aqua-lung, e il Rebreather, a circuito chiuso o semichiuso.

Storia della subacquea


Uomini e donne praticano da secoli immersioni in apnea.

Una prova indiretta ci giunge da antichi manufatti di provenienza sottomarina trovati sulla terraferma (ad esempio ornamenti di madreperla) e rappresentazioni di subacquei in antichi disegni. Nell'antica Grecia chi si immergeva in apnea era noto per aver cacciato spugne e per essere stato impegnato in imprese militari.

Inoltre merita attenzione la storia di Scilla di Scione (circa 500 a.C.), forse la più famosa, come raccontato dallo storico greco del V secolo a.C. Erodoto (e citata in numerosi testi moderni). Durante una campagna navale, il greco Scilla fu fatto prigioniero e imbarcato dal re persiano Serse I. Quando Scilla seppe che Serse stava per attaccare una flotta greca, afferrò un coltello e saltò fuori bordo. I persiani non riuscirono a trovarlo in acqua e credettero che fosse annegato. Scilla li sorprese di notte e si fece strada tra tutte le navi della flotta di Serse, liberandole dagli ormeggi. Usò un giunco cavo come boccaglio per non essere visto. Poi nuotò per circa 15 chilometri per raggiungere i greci oltre Capo Artemisio.

Il desiderio di andare sottacqua è probabilmente sempre esistito: per cercare cibo, scoprire manufatti, riparare navi (o affondarle) e forse solo per osservare la vita del mare. Tuttavia, finché gli esseri umani non trovarono un sistema per respirare sottacqua, le immersioni sono state necessariamente brevi e convulse.

Uno dei maggiori ostacoli dell'immersione era restare sottacqua per un periodo di tempo sempre maggiore. Respirare attraverso un giunco cavo permette al corpo di restare sommerso, ma le canne di giunco più lunghe di mezzo metro non funzionano bene; la difficoltà di inspirare contro la pressione dell'acqua limita sensibilmente la lunghezza del boccaglio. Si provò anche a respirare da una borsa piena d'aria portata sottacqua, ma fallì a causa dell'inalazione del diossido di carbonio.

Nel XVI secolo si iniziò ad utilizzare campane subacquee rifornite d'aria dalla superficie, il primo vero sistema per rimanere sottacqua per un tempo illimitato. La campana era tenuta ferma alcuni piedi sotto la superficie, il fondo aperto all'acqua e la parte superiore riempita di aria compressa dalla pressione dell'acqua. Un subacqueo in posizione eretta avrebbe avuto la testa fuori dall'acqua. Poteva lasciare la campana per un minuto o due per raccogliere spugne o esplorare il fondo, per poi tornare per un breve lasso di tempo finché l'aria nella campana diventava irrespirabile.

Nel XVI secolo in Inghilterra e Francia, degli scafandri fatti di pelle venivano usati a profondità di quasi 20 metri. L'aria veniva pompata dalla superficie con l'aiuto di pompe manuali. Presto vennero realizzati dei copricapi di metallo per resistere a pressioni ancora maggiori e i palombari andarono più in profondità. Entro il 1830 il copricapo rifornito d'aria dalla superficie era sufficientemente perfezionato da permettere vasti lavori di recupero.

A partire dal XIX secolo, due delle principali strade di investigazione, una scientifica e una tecnologica, accelerarono notevolmente l'esplorazione subacquea. La ricerca scientifica fu portata avanti dal lavoro di Paul Bert e Scott Haldane, provenienti rispettivamente dalla Francia e dalla Scozia. I loro studi aiutarono a spiegare gli effetti della pressione dell'acqua sul corpo e a definire i limiti di sicurezza per le immersioni con aria compressa. Allo stesso tempo i progressi tecnologici - pompe ad aria, scrubber, erogatori, ecc. - hanno reso possibile la permanenza dell'uomo sottacqua per lunghi periodi di tempo.

A partire dagli anni '70 si sviluppa a fianco del crescente fenomeno del turismo internazionale, un turismo della subacquea mirato alla semplice "visita" dell' ambiente sottomarino. In Italia negli ultimi dieci anni si è sviluppato in modo esponenziale il turismo subacqueo, con diversi tour operator specializzati e scuole di subacquea reperibili in ogni citta` o centro turistico.

Diving Issues


Attrezzature che permettono di immergersi

Le due più comuni attrezzature sono:

Il bisogno di vedere sott' acqua

Il problema della visione subacquea viene risolto con l' uso di una maschera subacquea (costruita fondamentalmente in gomma o silicone e vetro) o da un elmo da immersione. Occasionalmente i reparti militari specializzati in queste attivita` (uomini rana) utilizzano speciali lenti a contatto allo scopo di evitare il riflesso del cristallo della maschera da parte di una torcia o faro nemico.

Evitare la perdita di calore corporeo

Questo causa l'ipotermia. L'acqua conduce il calore dal subacqueo 25 volte più dell'aria. Tranne che in acque molto calde, il subacqueo ha bisogno dell'isolamento termico che gli viene fornito da una muta subacquea.

Evitare tagli ed escoriazioni cutanee

Le mute aiutano anche ad evitare che la pelle del subacqueo sia danneggiata da oggetti sottomarini ruvidi o appuntiti e da animali marini o coralli.

Immersioni prolungate e più profonde

Esistono tecniche specifiche per affrontare immersioni prolungate :
  • immersioni tecniche - Immersioni più profonde di 40 metri;
  • immersioni assistite dalla superficie - diving assistito dalla superficie, grazie all'uso di uno scafandro;
  • immersioni in saturazione - ambienti subacquei riscaldati sotto pressione e una decompressione graduale, parecchi giorni, in una camera di decompressione alla fine dell'immersione.

Muoversi sott'acqua

Ci sono cose talmente evidenti che sfuggono alla nostra attenzione e rischiano di passare quasi inosservate senza suscitare il nostro giusto interesse ed approfondimento.

Voci correlate


Fonti


  • The Diving Manual, BSAC, ISBN 0953891925
  • The Club 1953-2003, BSAC, ISBN 095389195X

Collegamenti esterni


Subacquea

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