Lo Stato è quel soggetto (ente sovrano, originario ed indipendente) che comanda anche mediante l'uso della forza armata, della quale detiene il monopolio.
Il concetto di Stato può essere definito in due modi:
- Stato comunità: popolo, stanziato su un territorio individuato, che è organizzato attorno ad un potere centrale.
- Stato governo: organizzazione o apparato burocratico di vertice, dotato di mezzi materiali e giuridici tali da permettere che possa comandare sul popolo all'interno di un determinato territorio.
Da quest'ultima definizione emerge che lo Stato è anche un ente territoriale, in quanto individuato da una porzione di territorio che è soggetta alla sua sovranità.
Stato sovrano: dal latino superanus, colui che sta al di sopra; lo Stato è superiore ad ogni altro soggetto entro i suoi confini.
Per essere tale, la sovranità deve manifestarsi come "indipendenza" nei rapporti reciproci; per tale ragione, allora, lo Stato è indipendente e sovrano; sovrano al suo interno, indipendente nei confronti degli altri Stati.
Lo Stato è originario poiché i suoi poteri derivano solo da sé stesso e da nessun altro. Con ciò si sostiene che esso non è subordinato ad altri soggetti e quindi è indipendente e sovrano.
Definizioni
Numerosi studiosi di
politica hanno cercato di dare definizioni più precise del concetto di Stato, cercando di enunciare anche le condizioni necessarie affinché esso possa essere considerato tale. Per
Max Weber per Stato si deve intendere «un'impresa istituzionale di carattere politico in cui l’apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione della forza legittima in vista dell’attuazione degli ordinamenti». Un'altra defizione è tentata da
Charles Tilly: «Un’organizzazione che controlla la popolazione occupante un determinato territorio costituisce uno Stato se e in quanto 1) si differenzia rispetto ad altre organizzazioni che operino sul medesimo territorio; 2) è autonoma; 3) è centralizzata; 4) le sue parti componenti sono formalmente coordinate le une con le altre».
Lo Stato moderno
Lo Stato moderno si afferma in
Europa tra il XV e il XVII secolo. La sua formazione avviene attraverso un progressivo accentramento del potere e della territorialità dell’obbligazione politica. Infatti scompaiono le frammentazioni del
sistema feudale in favore di un potere centrale, e anche la
Chiesa si subordina allo Stato. Avviene una concentrazione del potere su uno specifico territorio. E' in questo periodo, infatti, che nasce il concetto di confine; precedentemente vi era stato il concetto di
marca, un territorio neutrale tra due entità politiche. Lo Stato acquiscise poi il monopolio legittimo dell'uso della forza, che avviene tramite la
burocrazia e la
polizia; la forza è necessaria per mantenere l'ordine interno e difendere la comunità da attacchi esterni. Infine lo Stato moderno si basa sull'impersonalità del comando politico: la legittimazione proviene da regole, da un'obbedienza non dettata dalla paura ma dal riconoscimento da parte dei soggetti della legittimità del potere esercitato.
Dallo Stato assoluto allo Stato sociale
Fondamentale per la nascita dello Stato moderno fu l’affermarsi di un’
economia monetaria: chi opera in uno Stato viene in questo modo ricompensato con salari e non più in natura, come accadeva nel sistema feudale. Questo porta alla nascita di una burocrazia efficiente e legata allo Stato. Attraverso la
tassazione, inoltre, lo Stato può mantenere la sua burocrazia. La prima forma di Stato fu lo
Stato assoluto. Esso nacque grazie ai conflitti militari: è una “macchina da guerra” perché nasce dall’esigenza della guerra. L'esigenza della guerra porta alla nascita del prelievo fiscale per pagare le spese belliche, porta alla crescita dell’amministrazione statale per far funzionare lo sforzo bellico, porta all'accumulo di debiti per cui è necessario aumentare l’intervento statale nell’economia. Tuttavia al termine del conflitto è necessario assicurare ai cittadini dei diritti che erano stati loro promessi in tempo di guerra per ottenere consenso. Di qui si passa dunque allo
Stato democratico, poiché il bisogno di legittimazione del potere centrale necessita lo sviluppo di un consenso possibile solo trasformando i sudditi in cittadini. In tempi recenti lo Stato democratico si è evoluto in
Stato del benessere (
welfare state), sempre più teso a garantire il benessere dei cittadini da cui gli deriva il consenso e la legittimazione.
Concezione cristiana dello Stato
Per la
Dottrina sociale cristiana, lasciati ai cittadini la responsabilità ed il compito di determinare, a seconda delle mutevoli esigenze, l'organizzazione politica, tecnica ed istituzionale dello Stato, questo deve rispondere, sempre e comunque, ad alcuni requisiti:
- Favorire la convivenza civile
- Garantire la giustizia
- Perseguire il bene comune, dell'intera comunità e non di un gruppo a detrimento delle legittime esigenze degli altri
- Garantire ed assicurare le giuste libertà individuali e sociali
- Rispettare la libertà religiosa ed i diritti della Chiesa.
Attualmente lo Stato che maggiormente si avvicina al concetto ideale di Stato della dottrina sociale cristiana è senza dubbio lo Stato democratico.
Concezione comunista dello Stato
Per la teoria
marxista-
leninista lo Stato è destinato a scomparire, anche se non è precisato quando. Intanto, lo Stato è un'organizzazione che non tanto degenera garantendo i privilegi di pochi, quanto che non può mai, per la sua natura, perseguire il bene comune. Lo Stato, cioé, è per il
comunismo, sempre
classista e si fonda, per sua natura, sulla costrizione e la violenza.
Diceva Lenin: Lo Stato é il prodotto e la manifestazione dell'antagonismo inconciliabile delle classi...
Per Engels, inoltre: Lo Stato è, per principio, lo Stato della classe più potente, della classe economicamente e politicamente dominante...
Da ciò deriva, secondo il comunismo, la inevitabilità di annientare e conquistare lo Stato borghese con la violenza (sempre Lenin affermava: Lo Stato borghese non muore, ma è annientato dal proletariato nel corso della rivoluzione...) e la necessità della dittatura del proletariato e di uno Stato ancora più forte per annientare la borghesia (...tra la Società capitalistica e la Società comunista, si pone il periodo rivoluzionario di trasformazione dalla prima nella seconda, cui corrisponde un periodo di transizione nel quale lo Stato non potrebbe essere altro se non la dittatura rivoluzionaria del proletariato di Karl Marx).
Circa la natura del nuovo stato proletario, ecco cosa ha scritto Lenin: ...esso sarà al tempo stesso democratico e dittatoriale; è, anzi, lo Stato più tirannico che la storia abbia conosciuto. Questa concezione spiega, al di là dei crimini commessi, quanto è accaduto nei paesi del comunismo reale per buona parte del XX secolo.
Voci correlate
Antropologia politica | Stato | Diritto costituzionale
دولة | Държава | রাষ্ট্র | Bro | Estat | Stát | Stat | Staat (Politik) | Κράτος | State | Ŝtato | Estado | Riik | Valtio | État | Steat | Država | Stato | 国家 | 국가 (정치학) | Улс | Staat | Stat | Stat | Państwo | Estado | State | Država | รัฐ | Devlet | Держава