Il sodio cromoglicato è il sale bisodico del cromoglicato, un composto chimico di formula C23H16O11, dotato di attività farmacologica. É infatti in grado di stabilizzare i mastociti determinando, in tal modo, un miglioramento in alcune patologie di natura allergica, soprattutto asma.
Si tratta di un composto stabile ma insolubile in acqua. Al pH fisiologico il composto è ionizzato in buona parte.
Il sodio cromoglicato, inoltre, trova applicazione in altre patologie d’ordine allergico quali riniti e congiuntiviti e di natura alimentare.
Non tutte le persone, però, possono trovar giovamento dall’uso del sodio cromoglicato anche se pare che i bambini rispondano meglio degli adulti. Non esistendo, però, nulla che possa al momento predire la riuscita della terapia si può solo tentare un trattamento della durata di almeno 4-6 settimane.
In caso di polveri inalabili si utilizza una dose iniziale di 20 mg circa 4 volte al giorno, aumentabile fino a 6-8 volte al dì a seconda dei casi. Qualora si debba intraprendere un esercizio fisico se ne può assumere una dose un mezz’ora prima dell’attività.
Una dose di circa 10 mg 4 volte al giorno la si può usare in caso d’inalazione per aerosol.
Nelle allergie alimentari si utilizza una dose di 200 mg 4 volte al giorno prima dei pasti. In bambini di età compresa tra i 2 ed i 14 anni, invece, si utilizza un dosaggio di 100 mg. Il dosaggio può essere aumentato, in caso di necessità, fino ad un massimo di 40 mg/kg al giorno. Qualora non si riuscisse ad evitare il contatto con alimenti allergenici (per esempio durante i pasti al ristorante od alla mensa) si può utilizzare una dose singola di sodio cromoglicato un quarto d’ora prima del pasto per cercare d’evitare lo scatenarsi della sintomatologia.
Per il trattamento della congiuntivite allergica si possono utilizzare appositi colliri a base di sodio cromoglicato da utilizzarsi 4 volte al giorno.
Per il trattamento della rinite allergica il sodio cromoglicato viene considerato di prima scelta nei bambini anche se antiistaminici e cortisonici locali vengono considerati più efficaci. La dose utilizzata è di uno spruzzo per narice 2-4 volte al giorno. In caso di riniti allergiche stagionali la terapia dovrebbe cominciare 2 o 3 settimane prima dell’arrivo della stagione in questione.
A causa del suo scarso assorbimento sistemico gli effetti collaterali sono poco frequenti.
Essi comprendono xerostomia, irritazione della gola, tosse, senso di affanno o di costrizione toracica. Talvolta può comparire un episodio di broncospasmo transitorio che dopo poco tempo svanisce e che, comunque, può essere trattato con un broncodilatatore. In caso di uso di colliri può aversi un transitorio senso di bruciore e sono stati riportati alcuni casi di alterazione del gusto con comparsa d’un senso d’amaro in bocca.
Nell’uso orale per il trattamento delle allergie alimentari talvolta può aversi senso di nausea, dolori articolari e rash cutaneo.
In rari casi si può avere comparsa di dermatiti, gastroenteriti o miositi ed, ancor meno volte, infiltrati polmonari eosinofili con anafilassi.
Non sono noti casi di pericolosità del sodio cromoglicato in gravidanza o durante l’allattamento per cui viene ritenuto sicuro da utilizzare anche se è bene che ciò avvenga sotto controllo medico.
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