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In medicina, il termine sindrome è associato a certe condizioni cliniche che occorrono contemporaneamente e non ad una malattia nel senso stretto del termine.

E' un'insieme di sintomi che si manifestano assieme e che sono collegabili a fattori della fisiologia e patologia.

Il termine sindrome deriva dal greco e significa "che agiscono contemporaneamente". Il termine è spesso utilizzato quando la ragione di una data patologia non è ancora stata scoperta ma se ne identificano gli effetti comuni.

Sindrome da fatica cronica

Sindrome dell'X fragile

Malattia di tipo genetico, caratterizzata da ritardo mentale, con ritardi e disturbi nello sviluppo del linguaggio. Incidenza: 1/1.200 nati maschi, 1/200 nate femmine

Sindrome del grido di gatto ( Cri Du Chat )

Malattia di tipo genetico, causata dalla delezione di parte del cromosoma 5 ("delezione 5p-"). Individuata dal medico francese Jérôme Lejeune nel 1963. Incidenza: 1/50.000 nati La sindrome prende nome dal pianto lamentoso simile al miagolio del gatto caratteristico dei soggetti affetti i quali presentano anche menomazioni fisiche e mentali; la morte soppraggiunge nel periodo infantile.

Sindrome da immunodeficenza acquisita (AIDS)

Sindrome da sforzo ripetuto (Sindrome da uso eccessivo, Malattia dello scrivano)

Sviluppo di ripetute contrazioni dei muscoli durante lo svolgimento di attività particolari.

Sindrome da shock tossico

Malattia rara causata dal batterio Staphylococcus aureus.

Sindrome del bambino iperattivo

Sindrome infantile caratterizzata da ipercinesia, scarsa concentrazione, difficoltà di controllo degli impulsi, tolleranza minima alla frustrazione e, solitamente, anche da problemi comportamentali.

Sindrome del tunnel carpale

Sindrome di Cushing

Sindrome di Down

Sindrome di Guillaume Barré

Sindrome di Klinefelter

La sindrome di Klinefelter è provocata da una aberrazione di un cromosoma sessuale. Il cariotipo riscontrabile più frequentemente è il 47 (XXY). Colpisce i maschi che presentano alta statura, articolazioni particolarmente snodabili, cardiopatie, insufficienza valvolare causata da una patologia alla cartilagine, ritardo mentale lieve.

Sindrome di Marfan

Sindrome di Osgood-Schlatter

Sindrome di Reye

Sindrome di Stoccolma

La sindrome di Stoccolma, storicamente, è collegata al comportamento di ostaggi che, in mano ai sequestratori, finivano per simpatizzare con gli stessi ed a considerarli non dei delinquenti bensì degli amici.

Le vittime iniziano con l’identificarsi con i loro carcerieri, all’inizio come meccanismo di autodifesa, per paura di ritorsioni o violenza, in generale. Piccoli gesti di apparente gentilezza o cordialità da parte de sequestratori sono spesso amplificati in modo esagerato perché nella prospettiva dell’ostaggio è molto difficile, vedi impossibile, avere una percezione chiara della realtà in queste circostanze. I tentativi di liberazione sono, per questo motivo, visti come una minaccia perché l’ostaggio corre il rischio di essere ferito o ucciso nel corso dell’evento. È importante notare che questa sintomatologia è conseguenza di uno stress emotivo intenso, quasi estremo, alle volte anche fisico. Il comportamento è comunemente considerato come un meccanismo strategico di sopravvivenza da parte di vittime di abusi personali anche in ambito familiare (moglie, figli) anche in scenari di guerra e tra i sopravvissuti dei campi di concentramento.

Sindrome di Tourette

Sindrome di Turner

Sindrome respiratoria acuta grave (SARS)

Sindrome temporomandibolare

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