La comunità pitagorica fu la scuola fondata da Pitagora a Crotone intorno al 520 a.C., sull'esempio delle comunità orfiche e delle sette religiose d'Egitto e di Babilonia, terre che egli aveva conosciuto in occasione dei suoi precedenti viaggi di studio.
La scuola di Crotone ereditò dal suo fondatore la dimensione misterica e la passione per la matematica, l'astronomia, la musica e la filosofia.
Dottrina e Storia
La sola dottrina filosofica che gli si può attribuire con certezza è quella della
metempsicosi, cioè della trasmigrazione dell'
anima, dopo la
morte, in corpi di animali o di altri uomini. Pitagora considerava il corpo come una prigione dell'anima e la vita corporea come una punizione. La filosofia è la via per liberare l'anima dal corpo, via che esige la
sapienza da un lato e dall'altro i riti purificatori, che la setta praticava. La
scienza viene così ad assumere per i Pitagorici il valore di un mezzo per purificare l'anima e condurla alla salvezza e alla liberazione. Accanto alla scienza, la setta dei Pitagorici praticava un certo numero di regole
ascetiche ed anche, a quanto pare, la
comunione dei beni. Essa considerava Pitagora come il depositario di una sapienza divina e quindi vietava di apportare alla sua dottrina alcuna modificazione (
Ipse dixit). Quando nelle città greche dell'
Italia meridionale si determinò un movimento
democratico che distrusse le istituzioni
aristocratiche fondate dai Pitagorici, questi furono massacrati o costretti a fuggire e le sedi delle loro scuole vennero incendiate. Si ha allora notizia di filosofi pitagorici al di fuori della
Magna Grecia. Il primo di essi è
Filolao, contemporaneo di
Socrate, che soggiornò a
Tebe negli ultimi decenni del V secolo. Nello stesso tempo visse Timeo eli Locri, che Piatene fece protagonista del dialogo omonimo. Più tardi, nel IV secolo, visse Archila, signore di Taranto. Le dottrine di questi Pitagorici ci sono note solo attraverso testimonianze di altri scrittori antichi e specialmente di
Aristotele.
Durante la sua esistenza, la scuola fu coinvolta nelle vicende politiche della città di Crotone: nel 508 a.C. Pitagora fu addirittura costretto ad abbandonarla e a rifugiarsi a Metaponto (dove secondo alcune ricostruzioni sarebbe morto) per sfuggire alla vendetta di Cilone, un nobile crotonese, che a causa del suo carattere collerico ed eccessivamente vendicativo non era stato ammesso all'interno della comunità.
Nel tempo, la scuola si divise in numerose fazioni prima di essere dispersa da un nuovo attacco di natura politica intorno al 460 a.C.. I superstiti si rifugiarono a Tebe e in altri centri del Mediterraneo sud-orientale, ma da quel momento la setta fu definitivamente sciolta.
Esponenti
Pitagora divise i pitagorici in due gruppi:
- I matematici (mathematikoi), ovvero la cerchia più stretta dei seguaci, i quali vivevano all'interno della scuola, si erano spogliati di ogni bene materiale e non mangiavano carne. Ai matematici, gli unici ammessi direttamente alle lezioni di Pitagora, era imposto l'obbligo del silenzio e del segreto, in modo che gli insegnamenti impartiti all'interno della scuola non diventassero di pubblico dominio;
- Gli acusmatici (akusmatikoi), ovvero la cerchia più esterna dei seguaci, ai quali non era richiesto di vivere in comune, o di privarsi delle proprietà e di essere vegetariani.
Secondo la tradizione, la scuola pitagorica sopravvisse al suo fondatore e contò più di 218 allievi maschi. Essi furono (per luogo di provenienza in ordine alfabetico):
- Empedocle;
- Ippomedonte, Timostene, Eveltone, Trasidamo, Critone, Polittore;
- Neocrito;
- Miltiade, Ante, Odio, Leocrito;
- Caronda, Lisiade;
- Callimbroto, Dicone, Nasta, Drimone, Senea;
- Proro, Melanippo, Aristangelo, Teodoro ;
- Pitodoro, Ippostene, Butero, Senofilo;
- Crisippo;
- Ippostrato, Dimante, Egone, Emone, Sillo, Cleostene, Agela, Episilo, Ficiada, Ecfanto, Timeo, Buto, Erato, Itaneo, Rodippo, Briante, Evandro, Millia, Antimedonte, Agea, Leofrone, Agilo, Onata, Ippostene,Cleofrone, Alcmeone, Damocle, Milone, Menone;
- Malione;
- Parmenide;
- Diocle, Echecrate, Polimmesto, Fantone;
- Abari;
- Gittio, Senone, Filodamo, Evete,Eudico, Stenonida, Sosistrato, Eutinoo, Zaleuco, Timare;
- Autocarida, Cleanore, Euricrate;
- Occelo e Occilo fratelli, Aresandro, Cerambo;
- Brontino, Parmisco, Orestada, Leone, Damarmeno, Enea, Chilante, Melesia, Aristea, Lafaone, Evandro, Agesidamo, Senocade, Eurifemo, Aristomene, Agesarco, Alcia, Senofante, Trasea, Eurito, Epifrone, Irisco, Megistia, Leocide, Trasimede, Eufemo, Procle, Antimene, Lacrito, Damotage, Pirrone, Ressibio, Alopeco, Astilo, Lacida, Antioco, Lacrale, Glicino;
- Eetio, Fenecle, Dessiteo, Alcimaco, Dinarco, Metone, Timeo, Timesianatte, Eumero, Timarida;
- Laramno.
- Atamante, Simo, Prosseno, Cranao, Mie, Batilao, Fedone;
- Aristide, Demostene, Aristocrate, Fitio, Elicaone, Mnesibulo, Ipparchide, Eutosione, Euticle, Opsimo, Calaide, Selinuntio;
- Metopo, Ippaso, Prosseno, Evanore, Leanatte, Menestore, Diocle, Empedo, Timasio, Polemeo, Endio, Tirreno'';
- Melisso, Lacone, Archippo, Elorippo, Eloride, Ippone;
- Poliade, Demone, Stratio, Sostene;
- Leptine, Fintia, Damone;
- ''Filolao, Eurito, Archita, Teodoro, Aristippo, Licone, Estio, Polemarco, Astea, Cenia, Cleone, Eurimedonte, Arcea, Clinagora, Archippo, Zopiro, Eutino, Dicearco, Filonide, Frontida, Lisi, Lisibio, Dinocrate, Echecrate, Pactione, Acusilada, Icco, Pisicrate, Clearato, Leonteo, Frinico, Simichia, Aristoclida, Clinia, Abrotele, Pisirrodo, Briante, Elandro, Archemaco, Mimnomaco, Acmonida, Dicante, Carofantida;
- Nausitoo.
Sempre la tradizione vuole che le pitagoriche più famose fossero 17 (in ordine alfabetico):
- Abrotelea, figlia di Abrotele di Taranto;
- Boio e Babelica di Argo;
- Chilonide, figlia di Chilone spartano;
- Cleecma, sorella dello spartano Autocarida.
- Cratesiclea, della Laconia, moglie dello spartano Cleanore;
- Echecratia di Fliunte;
- Filtide, figlia di Teofrio di Crotone e sorella di Bindaco;
- Lastenia, arcade;
- Miia, moglie di Milone di Crotone;
- Occelo ed Eccelo, sorelle dei lucani Occelo e Occilo;
- Pisirrode di Taranto;
- Timica, moglie di Millia di Crotone;
- Teadusa, della Laconia;
- Teano, moglie di Brotino di Metaponto;
- Tirsenide di Sibari;
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