Carlomagno (2 aprile 742 - 28 gennaio 814) o Carlo Magno (in tedesco: Karl der Große, in francese Charlemagne, in Latino: Carolus Magnus) re dei Franchi dal 771, re dei Longobardi dal 774 e Imperatore del Sacro Romano Impero dal Natale dell' 800.
A lui, il maggiore dei figli di Pipino il Breve (714 - 768), primo dei re Carolingi, si suole attribuire la fondazione di un Impero dei Franchi nell'Europa occidentale.
Nella messa di Natale del 25 dicembre 800 in Roma, il Papa Leone III incoronò Carlomagno imperatore, titolo mai più usato in Occidente dalla abdicazione di Romolo Augusto nel 476. Esistono alcune fonti che parlano di questa incoronazione. In questo caso ne citiamo due: gli Annales e la Vita Karoli. Il primo dice che Carlo Magno venne incoronato imperatore seguendo il rituale degli antichi imperatori romani, gli venne revocato il titolo di patrizio ed acquisì il titolo di Augusto. Il secondo, dice che se quella sera Carlo avesse saputo le intenzioni del papa, anche se era una festività importante, non sarebbe entrato in chiesa. Quindi, secondo questo documento, Carlo Magno venne incoronato imperatore contro la sua volontà. La Vita Karoli cita anche "l'invidia degli imperatori romani", che in questo caso vanno intesi per i Bizantini, perché il papa incoronando Carlo Magno, sanciva che il suo impero era la continuazione dell'Impero Romano, negando invece questo ai Bizantini. Inoltre, Carlo Magno, vedendosi incoronato imperatore del Sacro Romano Impero, si rendeva conto che si contrapponeva all'impero bizantino, giusto perché era alleato del papa. Dato che Carlo Magno aveva già abbastanza problemi e nemici (gli Arabi, ad esempio), non aveva bisogno di crearsene altri. La Vita Karoli continua dicendo che egli vinse l'inimicizia dei Bizantini con numerose ambascerie e chiamandoli "fratelli" nelle epistole. Occorre tuttavia ricordare come l'incoronazione a imperatore fosse per più d'un verso riconducibile alla volontà franca (già espressa all'epoca di Pipino) di riconoscere reale la "falsa donazione di Costantino". In tale ottica, l'incoronazione del re franco a Imperatore sarebbe stato il corrispettivo per la legittimazione del potere temporale della Chiesa, in polemica tra l'altro con Costantinopoli e il suo cesaropapismo e per sottolineare come il potere imperiale dipendesse dal potere spirituale: cosa che, fino ad allora, l'Impero bizantino si era dimostrato tutt'altro che favorevole a riconoscere.
Proseguendo le riforme iniziate dal padre, Carlomagno liquidò il sistema monetario basato sul Sol de Oro. Egli ed il re Offa di Mercia ripresero il sistema creato da Pipino, stabilendo un nuovo standard, la libbra (pound, entrambe unità di moneta e peso allo stesso tempo) che valeva 20 sol (come per il solido e più tardi lo scellino) o 240 denier (come per denari ed eventualmente penny). Durante questo periodo la libbra ed il sol furono unità di conto, mentre solo il denier fu moneta reale.
Carlomagno applicò il nuovo sistema nella maggior parte dell'Europa continentale e lo standard di Offa fu volontariamente adottato in quasi tutta l'Inghilterra. Charlemagne.jpg
Quando Carlomagno morì, nell'814, fu inumato nella "sua" Cattedrale di Aquisgrana (ted. Aachen). Successore fu l'unico dei suoi figli che gli sopravvisse, Ludovico I il Pio. Dopo di questi il regno fu suddiviso fra i tre figli sopravvissuti, secondo la tradizione franca. Questi tre regni sono considerati l'embrione della Francia e del Sacro Romano Impero.
Dopo la morte di Carlomagno, il conio continentale degradò e molta parte d'Europa ricorse all'uso continuativo del conio inglese di alta qualità fino al XII secolo.
È difficile comprendere l'atteggiamento di Carlomagno verso le figlie. Nessuna di esse contrasse infatti un matrimonio regolare. Questo può essere stato un tentativo di controllare il numero delle potenziali alleanze.
Dopo la sua morte le figlie superstiti entrarono o furono costrette a entrare in monastero. Almeno una di esse, Bertha ebbe una relazione ufficialmente riconosciuta, se non un matrimonio, con Angilberto, membro della corte di Carlomagno.
Ciò fu favorito anche dalla costruzione della reggia reale di Aquisgrana. La dimora del re franco era, infatti, un luogo di ritrovo per diverse personalità di spicco del mondo religioso ed intellettuale dell'epoca. In questo periodo ci fu anche la nascita della scuola moderna, anche se, comunque, essa era un'istituzione di stampo religioso e non statale. Nonostante ciò, però, Carlo rimase analfabeta per la maggior parte della sua vita ed imparò a leggere e scrivere solo verso la fine dei suoi anni. Probabilmente soffriva di dislessia, lo si deduce dal fatto che amava profondamente la cultura ed era continuamente contornato dalle menti illuminate dell'epoca e, nonostante questo, non riusciva nemmeno comporre la sua firma. Fece forgiare un normografo d'oro che gli permise di apporre il suo nome autografo sui documenti reali.
La natura pan-europea degli indirizzi di Carlomagno si evince dalle origini di molti degli uomini di cultura che furono alla sua corte: Alcuino e Eginardo, Anglosassoni; Teodulfo, visigoto; Paolo Diacono, longobardo; Angilberto, franco.
Carlomagno godette di un importante seguito nella cultura europea. Uno di grandi cicli letterari medioevali, il Ciclo di Carlomagno, è incentrato sulle imprese di Rolando storico condottiero di Carlomagno sul confine bretone.
Lo stesso Carlomagno fu accostato alla santità nel Sacro Romano Impero dopo il XII secolo. Egli fu preso a modello di cavaliere come uno dei Nove Eroi.
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