Si parla di rigetto quando il sistema immunitario di un paziente che è stato sottoposto a trapianto attacca il nuovo organo, riconoscendolo come estrane all'organismo. Il sistema immunitario infatti è in grado di distinguere tessuti estranei (non "self") e tenta di distruggerli, così come fa nei confronti di organismi infettivi come batteri o virus.
Tipi di rigetto
Rigetto iperacuto
Il
rigetto iperacuto avviene in pazienti con
anticorpi specifici al nuovo organo, preesistenti al trapianto; ad esempio con anticorpi al sangue di tipo ABO. Il rigetto iperacuto avviene in pochissimo tempo e il trapianto deve essere immediatamente sospeso. Questo rischio è particolare dei
trapianti di rene e per questo motivo vengono eseguite analisi preliminari citotossiche per prevenirlo. In altri tipi di trapianto si evitando di trapiantare tessuti incompatibili col sangue ABO. Il rigetto iperacuto è probabile negli
xenotrapianti (trapianti fra animali differenti).
Rigetto acuto
Il
rigetto acuto avviene in genere da cinque a dieci giorni dopo l'intervento se il paziente non sta ricevendo farmaci immunosoppressori. In caso contrario (cioè nel caso normale oggi), può svilupparsi in tempi lunghi e può causare danni definitivi all'organo trapiantato se non è subito riconosciuto. La probabilità di occorrenza è intorno al 65 per cento nei trapianti di rene, e fra il 50 e il 60 per cento nei
trapianti di fegato. Un episodio singolo non è grave se riconosciuto e trattato immediatamente; se il fenomeno capita più volte, tende a cronicizzarsi e a provocare il fallimento del trapianto.
Questo tipo di rigetto è il motivo primario per cui i pazienti trapiantati devono prendere farmaci per il resto della loro vita.
Rigetto cronico
Il
rigetto cronico indica tutti le perdite di funzionalità dell'organo trapiantato sul lungo periodo ed è associato alla
fibrosi dei
vasi sanguigni dell'organo; viene indicato così anche la reazione continua del sistema immunitario contro il nuovo organo. Il rigetto cronico causa in genere la perdita dell'organo e la necessità di un nuovo trapianto in una decina d'anni.
Genetica del Rigetto
Il rigetto è un fenomeno controllato geneticamente ad opera del prodotto di geni appartenenti al cosiddetto MHC, Major Histocompatibility Complex (Complesso Maggiore di Istocompatibilità). Un trapianto riesce pressochè sempre quando è un Autotrapianto (come lo spostamento di un lembo di pelle da una sede ad un altra), ha buone possibilità di successo se effettuato fra individui strettamente imparentati (Isotrapianto), ed è invece destinato a fallire (in mancanza di adeguati interventi immunosoppresivi) se effettuato fra individui estranei )allotrapianto) o peggio, appartenenti a specie diverse (xenotrapianto).
Prevenzione e cura
Il rigetto viene prevenuto da una combinazione di farmaci:
- inibitori della Calcineurina
- inibitori mTOR
- Anti proliferativi
- Corticosteroidi
- Anticorpi
- Anticorpi Monoclonali anti-IL-2Rα
- Anticorpi policlonali anti-T-cell
- globulina anti timocite (ATG)
- globulina anti linfocite (ALG)
Generalmente si usa una terapia tripla a base di inibitori della calcineurina, anti-proliferativi e corticosteroidi.
Cura del rigetto
Il rigetto acuto viene curato con una breve applicazione di
metilprednisolone in alte dosi che è normalmente sufficiente.
In caso contrario il trattamento può essere ripetuto e in casi più gravi possono essere necessari trasfusioni di
plasma sanguigno.
Il rigetto cronico è irreversibile e non può essere curato con successo; l'unica possibilità è un nuovo trapianto, se necessario.
Categorie da definire (medicina)
transplant rejection | Odrzucanie przeszczepu | Abstoßungsreaktion