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Il Raid su Dieppe fu una operazione militare svolta dagli alleati il 19 agosto 1942 con esito catastrofico.

L'operazione prevedeva lo sbarco di un contingente alleato sulle spiagge adiacenti alla cittadina di Dieppe (situata nel Nord della Francia ad un centinaio di km, verso est, dalle spiagge dello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944). Due furono le motivazioni per lo sbarco: primo, alleggerire il fronte russo, infatti, l'Armata Rossa era sul punto di rottura; secondo, imparare nozioni preziose sulle operazioni anfibie e sul vallo Atlantico, informazioni poi usate nelle successive operazioni anfibie per la liberazione dell'Europa.

Il piano


L'operazione fu inizialmente chiamata Rutter e successivamente fu rinominata Jubilee ed ebbe inizio il 13 maggio 1942 con lo scopo di distruggere varie installazioni militari presenti nel porto e le batterie costiere presenti vicino al porto. In tutto doveva durare 48 ore. L'operazione fu data in comando al generale Montgomery, il piano originale prevedeva lo sbarco di una forza d'assalto di 6.100 soldati composta di due brigate di fanteria canadese (5.000 soldati che non avevano mai partecipato ad azioni belliche ma solo ad addestramenti), unità di paracadutisti e un battaglione canadese di carri armati Churchill (30 in tutto); lo sbarco fu fissato per il 4 luglio del 1942.

Agli elementi delle due divisioni canadesi e al battaglione di carri armati Churchill fu dato il compito di sbarcare sulle spiagge e di sferrare l'attacco principale al porto; alle unità di paracadutisti fu affidato il compito di neutralizzare i cannoni delle due batterie costiere che sormontavano il porto di Dieppe. Successivamente, per maltempo, i lanci dei paracadutisti furono abbandonati a favore di un'incursione anfibia di gruppi di commando (1.000 uomini, divisi tra forze speciali inglesi, gruppi di Ranger statunitensi e forze francesi indipendenti) e a loro fu affidato il compito in precedenza dei paracadutisti.

Il piano prevedeva una forza d'appoggio composta di: bombardieri pesanti, caccia e navi di vario tonnellaggio per il cannoneggiamento navale (che insieme ai mezzi per il trasporto della forza d’assalto sommava 252 imbarcazioni); la forza di supporto fu cambiata, fu deciso di togliere il supporto dei bombardieri pesanti per il bombardamento preliminare (per evitare inimicizie con la popolazione di quella zona), inoltre, le navi di scorta non superavano le dimensioni del cacciatorpediniere ed erano in numero limitato (la Royal Navy fornì solo 8 cacciatorpediniere e qualche nave da cannoneggiamento, in conformità ad una direttiva dell'ammiragliato, datata 1940, che non permetteva l'uso di navi di tonnellaggio superiore al cacciatorpediniere nelle strettoie).

L'attacco


Montgomery fece svolgere due esercitazioni generali e prefissò la data, come già detto il 4 Luglio; i quei giorni le condizioni della Manica erano pessime e l’operazione fu rimandata di un mese. Nel frattempo, come Montgomery temeva, l'Asse intuì la preparazione di un’operazione anfibia (gli aerei da ricognizione notarono i movimenti di mezzi da sbarco verso i porti del Sud Inghilterra), l’Asse rafforzò le difese in tutta la Normandia e nel periodo tra il 10 e il 19 agosto la guarnigione a difesa della cittadina di Dieppe fu messa in massima allerta e l’effetto sorpresa, essenziale per la riuscita dell'operazione, svanì.

Tra luglio e agosto fu sostituito il capo in comando dell'operazione; Montgomery (che tornò in Africa) fu sostituito dall’ammiraglio Lord Louis Mountbatten (conoscitore delle tecniche di sbarco anfibio). La notte del 19 agosto i dragamine inglesi aprirono un varco nella Manica, il convoglio non ebbe problemi, fatta esclusione per il secondo gruppo di Commando che nell’avvicinamento alla costa incontrò un convoglio tedesco, in navigazione vicino alla costa, il combattimento uccise tutti i commando tranne 20 soldati che proseguirono verso l’obbiettivo. Il compito affidato ai commando fu svolto in parte, il primo gruppo rese inefficaci i cannoni della prima batteria costiera, il secondo riuscì a distrarre gli artiglieri tedeschi, che non ingaggiarono combattimenti con il convoglio.

La copertura aerea fu limitata, infatti, i caccia inglesi erano inferiori a quelli tedeschi, in quanto avevano meno autonomia di carburante rispetto ai caccia tedeschi decollati dai campi della Normandia. La forza d'attacco principale incontrò la difesa nemica integra, perché non ci furono bombardamenti pesanti preliminari e il cannoneggiamento navale era insufficiente, la fanteria canadese fu decimata dalle postazioni di mitragliatrici tedesche, i carri armati Churchill ebbero gran difficoltà ad arrivare sulla spiaggia, una parte affondò in mare (erano stati modificati in modo che l'acqua non arrivasse al motore e che il carro armato galleggiasse, ma le ondate impiegarono poco tempo a distruggere le modifiche e a far affondare i carri armati). I rimanenti corazzati si muovevano con difficoltà sui ciottoli, che ricoprivano la spiaggia, e furono facile bersaglio per le armi anticarro tedesche; oppure, non riuscirono a scavalcare il muro frangiflutti a fine spiaggia. Alcuni membri della fanteria riuscirono a addentrarsi nella città ma senza risultati.

Il fatto eclatante fu che il generale, che comunicava al comando l'andamento dell’operazione da un cacciatorpediniere, non ebbe chiara la situazione che si delineava sulla spiaggia per inadempienze e ritardi nel servizio di comunicazione (le informazioni che giungevano erano poche e pervenivano in ritardo a causa di un apparato disorganizzato).

Dopo nove ore di combattimenti fu decisa la ritirata, ma tale informazione giunse in ritardo per i motivi appena indicati. L'operazione ebbe termine con un prezzo altissimo; gli alleati persero 4.100 soldati (907 Canadesi uccisi e 1.874 catturati), un cacciatorpediniere e 3 mezzi da sbarco affondati, 550 marinai andarono dispersi (75 dei quali morti), la RAF perse 99 velivoli; L’Asse ebbe 314 vittime, 294 feriti, 37 catturati e 48 aerei distrutti.

L’operazione non portò a nessun dispiegamento di forze dell’Asse dal fronte russo alla Normandia, portò, invece, ad un rafforzamento delle fortificazioni; tuttavia, la lezione subita fu un ottima fonte d’informazioni per le future operazioni anfibie in Europa.

Operazioni del fronte occidentale

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