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La radioterapia è una terapia consistente nell'utilizzo di radiazioni ionizzanti per scopi medici, in particolare nel trattamento di tumori o il controllo di cellule maligne, che potrebbero svilupparsi in tumori; è talvolta erroneamente confusa con la radiologia (che consiste invece nell'utilizzo di radiazioni per nell'imaging e nella diagnosi medica). Clinac 2100 C with patient.JPG

Viene generalmente utilizzata come trattamento palliativo per allieviare il dolore e migliorare la qualità della vita nei casi in cui non sia possibile l'utilizzo di terapie specifiche o sintomatiche.

L'irradiazione totale del corpo consiste in una particolare tecnica radioterapica utilizzata per preparare il paziente a ricevere un trapianto di midollo osseo. Alcune aplicazioni della radioterapia sono legate al trattamento di situazioni non maligne, quali ad esempio l'ipertiroidismo.

La difficoltà dell'utilizzo di questa tecnica consiste nei pericoli indotti dalle stesse radiazioni ionizzanti e la probabilità che le stesse inducano l'insorgenza di tumori (ad esempio l'angiosarcoma).

Applicazioni


La radioterapia è generalmente utilizzata nella cura di tumori maligni. Può essere utilizzata come terapia primaria e viene generalmente associata ad altre terapie come l'intervento chirurgico, la chemioterapia o terapie ormonali. In genere i vari tipi di tumori possono essere trattati con la radioterapia in diversi modi. L'obiettivo che si prefigge la tecnica (radicale, coadiuvante o palliativo) dipende dal tipo di tumore, la sua localizzazione, lo stadio di avanzamento ed in generale dalle condizioni del paziente.

La radioterapia si utilizza generalmente per il trattamento di grosse masse tumorali, oppure nel trattamento di noduli che potrebberi evolvere in tumori. Per cercare di non arrecare danno ai tessuti sani, vengono utilizzate tecniche per concentrare le radiazioni sulla massa tumorale con la massima precisione e da angolazioni differenti, in modo da far assorbire la minor dose possibile ai tessuti non interessati.

Effetti collaterali


La radioterapia è un metodo di cura praticamente indolore. Nei casi in cui vengano utilizzate basse dosi (trattamenti palliativi) risulta inoltre avere anche effetti collaterali nulli o minimi (ad esempio, modeste irritazioni cutanee della zona bombardata). Nei casi in cui invece vengano utilizzate dosi elevate questo trattamento induce vari tipi di effetti collaterali che possono manifestarsi durante il trattamento stesso (effetti collaterali di tipo acuto) oppure nei mesi o gli anni successivi al trattamento (effetti collaterali di lungo termine).

La natura degli effetti collaterali dipende dall'organo trattato e dal tipo di terapia utilizzata. Ogni individuo può presentare delle reazioni proprie alla quantità di dose assorbita, inoltre trattamenti successivi indotti sugli stessi siti trattati in precedenza possono causare particolari problemi: ogni tessuto presenta una tolleranza massima alla radiazione, quindi trattare in periodi diversi dei tessuti che hanno ricevuto la massima dose anche anni prima può causare vari problemi.

Molti effetti collaterali sono previsti ed attesi. Uno degli obiettivi principali della moderna radioterapia è quello di ridurre al minimo gli effetti collaterali e di aiutare i pazienti a capire e accettare quegli effetti collaterali che non sono eliminabili.

Effetti collaterali acuti

  • Danneggiamento dei tessuti epiteliali
  • Infiammazioni e ingrossamenti della zona irradiata
  • Infertilità
  • Affaticamento.

Effetti collaterali a lungo termine

Questi effetti possono risultare anche minimi e dipendono dal tessuto che riceve il trattamento.
  • Fibrosi
  • Perdita dei capelli
  • Secchezza delle fauci
  • Cancro

Dosaggio


La radioterapia, così come l'utilizzo di farmaci chimici presentano degli effetti biologici. Risulta quindi importante considerare non solo la dose totale del trattamento ma anche il frazionamento della terapia in periodi diversi.

Generalmente l'irradiazione avviene quotidianamente (o per cicli settimanali) e la dose varia dal tipo di tumore, dall'affiancamento di questa terapia ad altre terapie quali la chemioterapia, l'intervento chirurgico o l'utilizzo di altri farmaci.

Nei casi di trattamenti radicali (coi quali si vuole curare il tumore), la dose tipica fornita ai tumori epiteliali solidi varia in dai 50 ai 70 Gray (Gy) o più, per i linfomi le dosi sono pari a 20 - 40 Gy, suddivisi in frazioni quotidiane (per gli adulti le dosi quotidiane possono essere di 1.8 - 2 Gy /giorno). Il metodo di fornire piccole e frequeenti dosi è utilizzato per permettere alle cellule e ai tessuti sani di riparare i danni indotti dalle radiazioni.

Principi di funzionamento


La radioterapia si basa sul principio d'indirizzare la radiazione ionizzante sulle cellule cancerogene per danneggiarne il DNA. Le cellule sane dispongono di meccanismi atti a riparare i danni che possono avvenire sul loro DNA, ma nelle cellule cancerogene questi meccanismi sono molto meno efficienti. La principale limitazione dell'uso di questa tecnica consiste nel fatto che le cellule di tumori solidi risultano essere in debito di ossigeno (questo stato viene chiamato di ipossia) e questo le rende tanto più resistenti alle radiazioni quanto minore è la presenza di ossigeno, perché l'ossigeno "fissa" i danni del DNA impedendo alla cellula di ripararli.

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