Pseudoscienza è ogni disciplina che utilizza metodi non scientifici per tentare di spiegare eventi e fenomeni naturali, ma apparentemente insoliti, inspiegabili. Una pseudoscienza si avvale di metodi differenti dal metodo scientifico (o metodo sperimentale), che è alla base della scienza moderna. Il prefisso pseudo (dal greco pseudos, ossia falso) sta ad indicare che una pseudoscienza non ha nulla da condividere con la scienza.
Di contro, i sostenitori delle pseudoscienze le definiscono "scienze alternative", mettendo l'accento su un diverso approccio di analisi dei fenomeni e affermando che non si tratta di modi finti di spiegare i fenomeni insoliti. Tuttavia, il rifiuto del metodo galileiano rende le affermazioni delle pseudoscienze non verificabili, e, quindi, spesso arbitrarie.
La scienza non afferma l'assoluta verità delle proprie affermazioni; infatti una teoria scientifica deve essere ritenuta valida fino a quando essa riesce a spiegare i fenomeni noti e riesce a fornire previsioni che siano verificabili sperimentalmente. Una nuova teoria potrà superare le precedenti solo qualora riesca a prevedere o spiegare fenomeni non previsti o non spiegati fino ad allora.
Ad esempio, la teoria newtoniana della gravitazione universale, che sembrava poter spiegare ogni fenomeno fisico legato all'interazione tra corpi celesti, è stata superata dalla teoria della relatività di Einstein, che ha previsto e spiegato nuovi fenomeni di origine gravitazionale (ad esempio, la precessione del perielio di Mercurio e la deflessione dei raggi luminosi ad opera dei campi gravitazionali, per ricordarne alcuni).
La comunità scientifica è stata ripetutamente ed in varie epoche accusata di "assolutismo", che avrebbe spinto gli scienziati a considerare inattendibile quanto estraneo alla scienza, magari anche per mantenere i privilegi di casta; e in effetti, la citata rivoluzione copernicana demolì le convinzioni di generazioni di scienziati. A questa tesi si risponde affermando che all'epoca la scienza non si avvaleva ancora di un vero metodo scientifico, basando le sue affermazioni astronomiche sulle affermazioni della Bibbia, e adattava le proprie teorie con le affermazioni contenute nella Bibbia stessa.
Solo successivamente la rivoluzione copernicana prima e l'introduzione del metodo scientifico poi, conducono alla separazione tra scienza e religione cristiana. Contemporaneamente però inizia una lunga diatriba, che continua ancora oggi, tra chi sostiene che la scienza possa spiegare tutto e chi sostiene che invece sia la religione a poter spiegare ogni cosa.
La pseudoscienza vorrebbe spiegare con metodi alternativi taluni fenomeni che sono finora risultati inesistenti se indagati tramite il metodo scientifico (ad esempio, gli influssi degli astri sulla personalità degli individui, oppure la capacità di comunicare con il pensiero o di prevedere il futuro).
La scienza a sua volta risponde a simili obiezioni richiedendo la prova scientifica per le pretese fenomenologie pseudoscientifiche. Prova che però le pseudoscienze non possono dare in quanto rifiutano di usare il metodo scientifico. La questione pertanto si riduce a una scelta fra chi ammette la sola oggettiva razionalità scientifica e chi afferma che gli eventi si possono spiegare attraverso altre vie non necessariamente razionali e oggettivate dalla rilevazione empirica o sperimentale.
L'argomento attiene a componenti spirituali e talvolta etiche (come ad esempio nel caso di analisi di dogmi religiosi) della mentalità individuale, e la sua portata, come si vede, non è affatto esigua: è in discussione infatti la definizione degli ambiti e delle funzioni della scienza, la quale per sua regola non dovrebbe arrestarsi dinanzi a nulla, ma in realtà è comune concezione che non debba prevaricare gli intimi moti dello spirito.
Detto in parole più semplici, scienza e religione sono mutuamente esclusive per quanto riguarda il tentativo di spiegare il perché dei fenomeni, naturali o soprannaturali che siano.
Tra le pseudoscienze si annoverano l'astrologia (con innumerevoli seguaci in tutto il mondo, benché nulla di quanto affermi sia dimostrabile scientificamente), la chiromanzia. Molti ricercatori considerano una pseudoscienza anche l'omeopatia, che è incompatibile con le attuali conoscenze biochimiche e non fornisce dimostrazioni sperimentali dei suoi effetti curativi.
Le discipline pseudoscientifiche sostengono di basarsi su fatti ed eventi apparentemente reali e dimostrati, anche se talvolta si fondano solo su sensazioni, impressioni e desideri dei cosiddetti "ricercatori" che se ne occupano.
Anche nell'architettura si hanno alcune teorie discutibili, ed infatti discusse, come quella che vorrebbe indagare presunti benefici effetti dell'opportuna esposizione dell'abitazione rispetto alla rete di Hartmann, secondo il quale tutta la Terra sarebbe percorsa da un "reticolo di energia" (chiamato appunto rete di Hartmann); alcuni nodi di questa rete sarebbero "positivi", mentre altri sarebbero "negativi" e costruire una casa su un nodo "negativo" risulterebbe in effetti disastrosi sugli abitanti.
In realtà, parlare di "reticolo di energia" equivale a parlare di "reticolo di calore" (essendo il calore una delle varie forme in cui l'energia si può presentare), espressione evidentemente priva di senso.
Secondo Karl Popper anche la psicoanalisi, il marxismo e lo storicismo, che si sono presentati come teorie scientifiche, sono delle pseudo-scienze, in quanto non soddisfano il requisito fondamentale di controllabilità sperimentale che sta alla base del metodo scientifico. Si tratta di teorie altamente esplicative, nel senso che sembrano avere una spiegazione valida per ogni fenomeno da esse preso in considerazione. Questo è però anche il loro punto debole, in quanto il loro potere esplicativo si sottrae a qualsiasi controllo empirico riproducibile sperimentalmente, cioè, per usare la terminologia di Popper, non sono "falsificabili". Secondo l'epistemologo austriaco, infatti, ogni teoria scientifica deve essa stessa offrire i criteri in base ai quali essa possa essere controllata, messa in discussione ed eventualmente confutata su base sperimentale (criterio di falsificazione). Psicoanalisi, marxismo e storicismo non soddisfano questo requisito.
Il Premio Randi (la somma di un milione di dollari che verrà consegnata a chiunque riesca a dimostrare l'esistenza di poteri paranormali) è disponibile anche per chi fosse in grado di dimostrare sperimentalmente la validità delle affermazioni di molte pseudoscienze (come, ad esempio, prevedere il futuro con l'oroscopo o distinguere una soluzione omeopatica con diluizione superiore a 12 CH dall'acqua distillata). Nessuno ha ancora vinto il premio.
In Italia opera il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) che, sulle orme dell'omologo CSICOP (Committee for the Scientific Investigation of Claims Of the Paranormal) cerca di diffondere la pratica della sperimentazione e dell'osservazione oggettiva di fronte a presunti fenomeni paranormali.
Ad esempio, si hanno alcune discipline autodichiarate che si occuperebbero degli influssi negativi che ammanterebbero i destini delle persone: si parla in concreto di alcune correnti (non tutte) dell'occultismo, dello spiritismo, della magia bianca e della magia nera, che avrebbero come funzione precipua quella di rimuovere fastidiosi inconvenienti della quotidianità come il malocchio ovvero di superare inopportuni ostacoli pratici alla comunicazione con i propri defunti. Su tali materie operano infatti un numero ingente di sedicenti maghi e medium, pochi dei quali invero rifiutano congrua remunerazione, il ché legittima il dubbio sulla reale finalità d'azienda.
Se da un lato tali attività sono sospette di frode in danno della buona fede dei (paganti) clienti, va però rilevato che a un così vasto numero di operatori necessariamente debba corrispondere un ben più vasto uditorio di potenziali clienti che ne vanno a costituire un vero e proprio mercato a causa della diffusione della loro credenza in simili materie. Coloro, cioé, che "tolgono il malocchio" esisterebbero poiché vi sono coloro (e non son pochi) che credono che in primo luogo il malocchio esista e, in subordine, che possa esser tolto così come sarebbe stato applicato; una delle linee difensive più comuni di tali operatori è infatti che essi andrebbero a soddisfare un fabbisogno da essi non creato (sebbene spesso si astengano da azioni che tale fabbisogno potrebbero sopprimere).
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