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In linguistica, s'intende per pseudoetimologia un'etimologia errata o falsa.

Con lo stesso significato, a volte, si adopera l'espressione etimologia popolare, in quanto gran parte degli etimi diffusi per via popolare sono fantasiosi tentativi di ricostruzione a posteriori. Un classico esempio è la legenda della fondazione di Roma da parte dell'eroe eponimo Romolo, quando in realtà è il nome di quest'ultimo a derivare da Roma.

Origine


La parola è un composto di tre termini greci: étymon, ("vero significato di una parola") e logía avevano già dato origine al greco etymología ("scienza del vero significato delle parole"); in epoca moderna si è aggiunto il prefisso pseudo- (dal tema del greco pséudein, dire il falso) per indicare quelle ipotesi su un'origine della parola che non corrispondano alla verità, per un errore consapevole o inconsapevole da parte di chi le avanza.

Retorica


Col termine pseudoetimologia si indica anche, in retorica, il procedimento con cui si riuniscono in una frase parole che abbiano una somiglianza formale, ma una radice diversa. Per esempio, nel verso di Torquato Tasso
Girò tre volte a l'orïente il vólto (Gerusalemme liberata, XIII)
La parola vólto richiama il participio del verbo volgere, sinonimo di girare, anche se in realtà è un sostantivo maschile con una radice etimologica ben diversa.

Esempi di pseudoetimologie "d'autore"


  • L'espressione "A bizzeffe" secondo il filologo Paolo Minucci (1688) sarebbe derivata dal latino Bis F ("due volte effe"); in realtà proveniva dall'arabo bizzēf.

Figure retoriche

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