Ciak.jpg Un film è un'opera d'arte cinematografica: la sua produzione è una materia estremamente complessa e costosa; per questo fin dai primi anni del 1900 sono diventati un prodotto industriale, oltre che artistico. Questa bivalenza ha portato da una parte ad avere film che mobilitano una macchina produttiva molto elaborata, dall'altra ad avere dei film che prescindendo dall'aspetto industriale, sono meramente delle opere d'arte, o meglio oggetti artigianali.
Breve scritto (solitamente la lunghezza di un soggetto va dalle 3 alle 10 cartelle) che racconta la trama del film, fornendo in modo succinto un'idea dei tempi, dei luoghi, dei personaggi. Precede il trattamento e la sceneggiatura.
È la descrizione dettagliata di ciò che dovrà essere il film, scena per scena, dialogo per dialogo compresa la descrizione di tutti i luoghi e gli oggetti presenti nell'inquadratura. La sceneggiatura viene scritta, solitamente, in forma letteraria e senza l'uso di termini tecnici (non si fa mai menzione, per esempio, del termine macchina da presa). Esistono tre diversi modi per scrivere sceneggiature: all'italiana, alla francese e all'americana. Quest'ultimo metodo è fortemente codificato ed è sicuramente il più diffuso. In esso una pagina corrisponde all'incirca a un minuto di film. Viene scritta con carattere Courier New corpo 12 e prevede:
- intestazione per ogni scena con numero (progressivo) di scena, indicazione spaziale (INT./EST.), location e indicazione temporale (GIORNO/NOTTE);
- sommaria descrizione dell'ambiente (se è la prima volta che lo si vede), dei personaggi (il cui nome va scritto tutto in maiuscolo se è la prima volta che appaiono), delle loro azioni (impaginazione: da colonna 5 a colonna 65) 60 battute per riga, giustificate);
- dialoghi, preceduti dal nome del personaggio (scritto in maiuscolo), non centrati (generalmente da colonna 20 a colonna 50) e di 30 battute per riga.
Operazione che consente di determinare tutte le pratiche necessarie per passare dalla sceneggiatura al set cinematografico. Il compito dello spoglio della sceneggiatura spetta solitamente all'aiuto regista.
Il film nella fase delle riprese viene "girato" su un supporto di pellicola negativa, esattamente come un rullino fotografico viene usato per le immagini riprese da una macchina fotografica. Una volta terminate le riprese giornaliere il materiale viene consegnato ad un laboratorio dove viene sviluppato. Dopo questa fase si passa, utilizzando un macchina che si chiama videoanalizer, a dare la posa al negativo, cioè a determinare la quantità di luce con cui ogni singola scena sarà stampata. Questo avviene di concerto con il direttore della fotografia, unico responsabile di questo processo. Attraverso una macchina che legge le indicazioni date in precedenza si arriva allo sviluppo del positivo che è l'immagine che poi tutti gli spettatori vedranno al cinema.
Filmproduktion | Film production | Procesul de producţie a unui film
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"Produzione cinematografica".
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