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- | Pisastemma.png | Pisa Calcio.
Il Pisa Calcio (già Pisa Sporting Club) è la principale società calcistica di Pisa. Tra le più antiche squadre di calcio italiane, vanta 13 partecipazioni nella massima serie, una finale scudetto (1921) e due Mitropa Cup vinte nel 1986 e nel 1988. Milita attualmente (stagione 2005/2006) nel campionato di serie C1 girone B.
I primi giocatori erano soprattutto studenti e la squadra partecipò inizialmente a tornei con altre rappresentative cittadine fino a che, nel novembre del 1914, sotto la guida del nuovo Presidente, Giacomo Picchiotti, cominciò l'attività ufficiale del Pisa S.C. con l'iscrizione alla Coppa Federale Toscana.
In quegli anni il Pisa S.C. dominò sulle altre squadre toscane (Firenze FC, US Livorno, AS Lucchese, AC Viareggio, Prato FC, S.S. Gerbi Pisa, Libertas Firenze), conquistando 5 titoli di Toscana consecutivi dal 1914 al 1921 (dal 1917 al 1919 le attività furono sospese a causa della I Guerra Mondiale) ma non riuscì ad andare oltre la poule per il titolo Centro-Meridionale.
Il 26 ottobre 1919 fu inaugurato il nuovo stadio, l'Arena Garibaldi, e nella stagione successiva il Pisa S.C. si presentò con una squadra forte, una società competente, uno stadio nuovo e capiente, ma soprattutto l'ingaggio del grande allenatore Joseph Ging, ex-capitano della nazionale ungherese. Nonostante la squadra favorita per la vittoria del titolo regionale fosse l'U.S. Livorno, che rimase in prima posizione per gran parte del campionato, nella partita decisiva disputata all'Arena Garibaldi, il Pisa superò il Livorno per 3-0 aggiudicandosi così la Coppa Toscana per la quinta volta consecutiva.
Entrambe le squadre passarono alla fase interregionale con il Naples e la Bagnolese e si dimostrarono nettamente più forti delle squadre campane, ritrovandosi in finale per il titolo centro-meridionale il 3 luglio 1921 a Bologna.
Moltissimi tifosi partirono per Bologna e spinsero la squadra allo storico successo sugli amaranto: Pisa S.C. - U.S. Livorno 1-0.
Il Pisa S.C., neocampione Centro-Meridionale disputò la finalissima per il titolo italiano contro la fortissima e pluriscudettata Pro Vercelli ma il 24 luglio 1921 a Torino non bastò una strepitosa prestazione del portiere neroazzurro Gianni (11 presenze in Nazionale) a contrastare i piemontesi: Pro Vercelli- Pisa 2-1.
A partire dalla stagione 1921-22, a seguito della riforma dei campionati, vi fu l'istituzione della serie A a due gironi ed il Pisa fu inserito nel girone B. Per quattro anni la squadra guidata da Ging ottenne ottimi risultati, piazzandosi rispettivamente al terzo, quarto, sesto e quinto posto. Sebbene il Pisa di quegli anni fosse una delle squadre più forti d'Italia, non ci fu mai il giusto spunto per vincere il girone. Nel campionato 1925-26, in seguito all'abbandono dell'allenatore Ging e alla cessione avventata di alcuni giocatori, la squadra non si dimostrò all'altezza e retrocesse per la prima volta in I Divisione (l'attuale serie B).
Nei primi due anni di I Divisione il Pisa si piazzò al 13° posto, riuscendo a salvarsi nelle ultime giornate. Nella stagione 1928-29, in seguito ad un'ulteriore riforma dei campionati, la conquista del 5° posto finale non bastò ad evitare la retrocessione nella neonata serie C, in cui la squadra militò per quattro stagioni disputando campionati di centro-classifica.
Nel campionato 1933-34 la dirigenza costituì una rosa solida ed il nuovo allenatore, l’ungherese Orth, ripagò la fiducia portando il Pisa al 2° posto e conquistando la possibilità di giocarsi la promozione in un quadrangolare di spareggio con Parma, Piacenza e Udinese. Nella finale disputata a Roma i neroazzurri batterono i friulani per 3 a 1 e tornarono in serie B. Seguirono stagioni con esiti alterni fino alla sospensione, dal 1943 al 1946, dovuta alla II Guerra Mondiale.
Nella stagione 1947-48 la squadra concluse al 2° posto, ad un punto dal Palermo, il girone C di serie B ma il torneo non fu omologato perché due giocatori della Nocerina affermarono di essere stati pagati dal Palermo per perdere la partita contro i rosanero. L'inchiesta fu comunque archiviata ed il Palermo fu promosso in serie A, proprio ai danni del Pisa. La stagione 1951-52 segnò il ritorno in serie C dopo 15 anni e, nel giro di due anni, i neroazzurri si ritrovarono nel campionato di IV serie (l'attuale C2).
La situazione finanziaria si fece drammatica, tuttavia nella stagione 1954-55 la squadra si comportò dignitosamente classificandosi al 5° posto. Il campionato seguente riportò invece un evento sfortunato: a metà stagione, di ritorno dalla trasferta di Fabriano, il pullman che trasportava il Pisa ebbe un pauroso incidente nel quale molti giocatori rimasero feriti, quindi impossibilitati a scendere in campo per diverso tempo.
La società si vide allora costretta a disputare partite schierando giocatori del settore giovanile, il campionato fu compromesso e si concluse con un'altra inesorabile retrocessione. I neroazzurri si ritrovarono a giocare in Promozione (l'attuale serie D).
La società si rinnovò ampiamente, il Presidente Enrico Ciaranfi ed il Segretario Antonio Bellani crearono uno staff competente, affidando al tecnico Umberto Mannocci una squadra "fatta in casa" ma molto solida che, inanellando una vittoria dopo l'altra, risvegliò l'entusiasmo della tifoseria. Il 2 giugno 1957, nell'ultima giornata di campionato, il Pisa secondo in classifica affrontò il Grosseto capolista.
Il match fu intenso e nervoso ma una rete di Ricoveri permise ai neroazzurri di imporsi per 1 a 0 e di conquistare quindi il meritato ritorno in IV serie. Il Pisa S.C. vinse con largo margine anche il successivo campionato di IV serie, riconquistando la serie C.
Nel 1978 si aprì una nuova era per il calcio pisano: la società fu acquistata da Romeo Anconetani, o più semplicemente “Romeo” per tutti i pisani, che divenne subito famoso come ammazza-allenatori ma anche come grande talent scout. Nel campionato 1978-79, nella neonata serie C1, Romeo alternò alla guida del Pisa ben tre tecnici: Giampietro Vitali, Gianni Seghedoni e infine Pier Luigi Meciani che portò i neroazzurri, trascinati da Claudio Di Prete e Giorgio Barbana, a conquistare la serie B dopo sette anni. Da ricordare la trasferta di Pagani, nell'ultima giornata, dove il Pisa fu seguìto da oltre 2.000 tifosi e si impose per 1 a 0. Anche nella stagione successiva, 1979-80 in serie B, i tecnici furono tre: iniziò il confermato Meciani, sostituito poi da Sergio Carpanesi e da Beppe Chiappella che portò la squadra al 14° posto, con salvezza raggiunta solamente all'ultima giornata grazie all' 1-0 sulla Sambenedettese con goal di Aldo Cantarutti.
Dopo il settimo posto della stagione 1980-81, in quella successiva fu ingaggiato il giovane allenatore Aldo Agroppi: nonostante lo scetticismo degli addetti ai lavori l'obiettivo dichiarato era la promozione nella massima serie. Le vittorie nelle trasferte di Perugia, Reggio Emilia e Pescara dimostrarono che Anconetani ancora una volta aveva visto giusto e la squadra riconquistò la serie A il 13 giugno 1982 dopo 13 anni di attesa.
La focosa personalità di Romeo Anconetani divenne in questi anni famosa in tutta Italia, e con essa anche la favola del Pisa, che dal 1982 al 1991 disputò 6 campionati di serie A alternati a 3 promozioni dalla serie B. Il miglior piazzamento in serie A rimane l’11° posto della stagione 1982-83 con Luis Vinicio sulla panchina dei neroazzurri. Purtroppo il Pisa non si ripeté la stagione successiva. Nella storica e decisiva trasferta contro il Milan, nella quale raggiunsero lo stadio di San Siro ben 10.000 tifosi pisani con 5 treni speciali e 30 pullman, i rossoneri si imposero per 2-1 con reti di Antonino Criscimanni, Oscar Damiani e Luther Blissett e per il Pisa fu di nuovo serie B.
Anconetani non si perse d'animo e creò immediatamente un buon gruppo che, sotto la regia di Gigi Simoni, vinse il campionato cadetto del 1984-85 insieme al Lecce. Seguì un solo anno di serie A (1985-86): il Pisa, allenato da Vincenzo Guerini, sembrava essere ormai salvo ma nel finale di stagione i neroazzurri ebbero un inspiegabile calo che portò la squadra al 14° posto (decisive le ultime 3 sconfitte consecutive con Roma, Verona e Fiorentina), quindi nuovamente in serie B. Ma nella stessa stagione il Pisa conquistò la sua prima Mitropa Cup: nel Novembre del 1985, all'Arena Garibaldi i neroazzurri sconfissero gli ungheresi del Debrecen per 2-0 con reti di Wim Kieft e Stefano Colantuono.
Nella stagione 1986-87 la squadra fu di nuovo affidata a Gigi Simoni, un idolo della tifoseria, che dopo un campionato avvincente compì il miracolo in una giornata che entrò nella storia della società: la trasferta di Cremona. Ai neroazzurri serviva la vittoria, necessaria per scavalcare i grigiorossi in classifica e conquistare così la promozione. La squadra fu seguita da 6.000 tifosi, che la spinsero ad un clamoroso successo per 2 a 1 grazie anche ad una grande prova di Lamberto Piovanelli che siglò il raddoppio dopo il goal iniziale di Claudio Sclosa su rigore.
Il successivo campionato di serie A (1987-88) si concluse con una bella salvezza conquistata dal gruppo che era stato affidato al tecnico Giuseppe Materazzi. La squadra si classificò al 13° posto grazie anche alla vittoria per 2-0 sul Torino nell'ultima giornata, con una doppietta del difensore Mario Faccenda. Quella stagione sarà anche ricordata per il goal che Carlos Dunga (capitano del Brasile ai Mondiali di Francia'98) segnò da centrocampo nella porta di Walter Zenga nella partita Pisa-Inter vinta per 2 a 1. Fu inoltre conquistata di nuovo la Mitropa Cup: il 30 maggio 1988 all'Arena Garibaldi, ancora una volta una squadra ungherese, il Vàci Izzó usci' sconfitta nella finale finita 3 a 0, regalando cosi' il secondo trofeo internazionale alla bacheca nerazzurra.
Nella stagione 1988-89 la squadra non riuscì a ripetersi, raggiundo la semifinale di Coppa Italia ma disputando una stagione deludente. Il Pisa riconquistò subito la serie A, anche se il campionato successivo (1990-91) fu l'ultimo torneo disputato nella massima serie dalla formazione pisana. Alla guida della squadra fu chiamato il tecnico rumeno Mircea Lucescu, poi esonerato, ed il Pisa salutò la serie A. I neroazzurri disputarono due campionati in serie B dai risultati deludenti, nonostante la presenza di giocatori come Christian Vieri e Roberto Muzzi, ed il terzo campionato, stagione 1993-94, determinò l'amara fine del Pisa Sporting Club.
La squadra retrocesse e si trovò di colpo in grosse difficoltà economiche a causa dell'inaspettata retrocessione. Fu costruita una nuova squadra ma Romeo Anconetani non riuscì a far fronte al deficit finanziario, così nell'agosto del 1994 il Pisa Sporting Club non fu ammesso al campionato e la città sprofondò nel più profondo sconforto.
| Portieri | |
|---|---|
| Flag of Italy.svg Christian Puggioni (capitano) | |
| Flag of Italy.svg Marco Giambruno | |
| Flag of Italy.svg Joachim Spina |
| Allenatore |
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| Flag of Italy.svg Ferruccio Mariani |
| Data | Competizione | Stadio | Ospitante | Ospite | Risultato | Marcatori | - bgcolor="#FFFFFF" | 4/7/1921 | Campionato Italiano Finale | Stadio ?, Torino | Flag of Italy.svg Pro Vercelli | Flag of Italy.svg Pisa S.C. | 2:1 | - | 17/11/1985 | Mitropa Cup Finale | Arena Garibaldi, Pisa | Flag of Italy.svg Pisa | Flag of Hungary.svg Debrecen | 2:0 | Colantuono, Kieft | - bgcolor="#FFFFFF" | 30/5/1988 | Mitropa Cup Finale | Arena Garibaldi, Pisa | Flag of Italy.svg Pisa | Flag of Hungary.svg Váci Izzó Munkás | 3:0 | Cecconi, Sclosa, Bernazzani | - | 4/6/1991 | Mitropa Cup Finale | Stadio Comunale di Torino, Torino | Flag of Italy.svg Torino | Flag of Italy.svg Pisa | 2:1 | Polidori (P), Martin Vásquez, Carillo | - bgcolor="#FFFFFF" | 13/4/2000 | Coppa Italia Serie C Finale d'andata | Stadio Partenio, Avellino | Flag of Italy.svg Avellino | Flag of Italy.svg Pisa | 1:0 | Scichilone | - bgcolor="#FFFFFF" | 27/4/2000 | Coppa Italia Serie C Finale di ritorno | Arena Garibaldi, Pisa | Flag of Italy.svg Pisa | Flag of Italy.svg Avellino | 3:0 | Andreotti, Savoldi, Ferrari |
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