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Pendolo_semplice.jpg

Il pendolo, detto anche pendolo semplice, è un sistema fisico molto semplice, costituito da un filo inestensibile e da una massa m fissata alla sua estremità.

I primi esperimenti fatti su tale sistema risalgono a Galileo Galilei, che ne ha anche descritto dettagliatamente il moto.

Tale sistema può essere studiato molto semplicemente andando ad esaminare il tipo di moto che la massa, sottoposta alla forza di gravità, compie. La massa in questione oscilla, lungo una traiettoria circolare. Si può quindi scrivere la sua velocità angolare:

\omega = \frac {\operatorname {d} \vartheta}{\operatorname {d} t}

Quello cui, però, si è interessati è l'accelerazione:

\alpha = \frac {\operatorname {d} \omega}{\operatorname {d} t} = \frac {\operatorname {d}^2 \vartheta}{\operatorname {d} t^2}

Ora, per ogni posizione del pendolo, descritta dall'angolo θ misurato rispetto alla verticale, e detta l la lunghezza del filo, si può determinare il modulo dell'accelerazione tangenziale (vedi moto circolare):

a = - g\sin\theta

Poiché il sistema è in equilibrio, la somma di quest'ultima e di quella calcolata in precedenza deve essere nulla. Si ottiene, così:

\frac {\operatorname {d}^2 \vartheta}{\operatorname {d} t^2} + \frac {g}{l} \sin \vartheta = 0

che risulta essere l'equazione del moto del pendolo.

Per angoli piccoli (formalmente, quando sinθ ~ θ) l'equazione diventa:

\frac {\operatorname {d}^2 \vartheta}{\operatorname {d} t^2} + \frac {g}{l} \vartheta = 0

che è un'equazione differenziale del II ordine e facilmente risolvibile. Diventa così possibile determinare anche il periodo di una oscillazione completa, ovvero il tempo impiegato dal pendolo per andare da un estremo all'altro e ritornare nell'estremo iniziale. Si ha infatti che l'accelerazione del pendolo è:

a = - g \sin\vartheta

Ma \sin\vartheta è il rapporto tra la lunghezza l del pendolo e la sua posizione x, sicché l'accelerazione diventa:

a = - \frac{g}{l} x

che è del tipo a = - \omega^2 x del moto circolare uniforme. Da questo deriva che

\omega=\sqrt{\frac{g}{l}}

e in definitiva

T = 2 \pi \sqrt \frac {l}{g}

Si può notare che, per angoli piccoli, la legge di oscillazione è indipendente dalla massa e dall'ampiezza dell'oscillazione stessa, ovvero dall'angolo tra la posizione iniziale e quella centrale di minimo.

Dal punto di vista dell'energia, infine, nelle posizioni estreme si ha solo potenziale gravitazionale, ovvero la particella ha solo energia di posizione e non di movimento, mentre nel punto di minimo vi è solo energia cinetica, ovvero la particella ha solo energia di movimento e non di posizione.

Pendolo fisico


Quanto detto sino ad ora vale per oggetti considerabili come puntiformi. In tal caso, il peso lo si pensa concentrato nel centro di massa. Tuttavia si tratta di un'approssimazione, e per corpi di dimensioni non trascurabili è opportuno effettuare nuove considerazioni. la forza netta agente sul pendolo è:

F = ma = -mg\sin\vartheta

Il momento risultante sul pendolo è pertanto il prodotto tra tale forza e la distanza dal perno del centro di massa del corpo. In formule si ha:

I\alpha = Fd \; \Rightarrow \; I\alpha = -mgd\sin\vartheta

dove I rappresenta il momento di inerzia del pendolo rispetto al centro di rotazione, che è il perno attorno al quale avviene la rotazione. Anche qui vale quanto detto prima per l'angolo \vartheta, e quindi si arriva a

\frac{\operatorname{d}^2 \vartheta}{\operatorname{d} t^2} + \frac {mgd}{I} \vartheta = 0

da cui si ricava, in modo analogo al pendolo semplice, il periodo:

T = 2\pi\sqrt{\frac{I}{mgd}}

Fisica

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