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La pedagogia è la scienza che studia i processi educativi] o se si preferisce l'evento educativo- come dice Piero Bertolini - nella duplice accezione di trasmissione e trasformazione culturale, e la qualità delle relazioni interpersonali che le rende possibili.

Come afferma Cesare Scurati, la pedagogia è "la lettura della realtà sotto il profilo dell'educazione" e al tempo stesso, come sostiene Fausto Telleri, è il tentativo di progettare e realizzare un possibile mondo migliore. Il destinatario della pedagogia è innanzitutto il bambino, ma oggi si avverte anche la necessità che la scienza dell'educazione si occupi sia degli adulti (si parlerà allora di Androgogia) sia degli anziani (si parlerà di Geragogia).

La pedagogia si occupa, in particolare, degli aspetti di fondo, ovvero le finalità per le quali vale la pena di educare, i fini, i valori, gli obiettivi che si perseguono.

Il termine deriva dal greco παιδαγογια, da παιδος (paidos) « il bambino » e αγω « guidare, condurre, accompagnare ». Nell'antichità, il pedagogo era uno schiavo che accompagnava il bambino a scuola, portandogli il materiale, facendogli pure ripetere le lezioni e seguendolo nell'esecuzione dei compiti.

Che cos'è la pedagogia


La pedagogia si fonda sul concetto di educabilità dell'uomo: in altri termini si ritiene che l'uomo sia educabile in ogni momento della sua esistenza e che sia possibile perseguire detto obiettivo in maniera intenzionale e scientifica. Tradizionalmente si è creduto che la pedagogia, in quanto scienza teorica, potesse modificare unidirezionalmente l'azione educativa e la didattica. Oggi, invece, si afferma l'esistenza di una circolarità delle informazioni che vanno a integrare e a modificare sia la pedagogia (teoria) sia la prassi educativa. Educare significa promuovere l'altro, promuovere l'autonomia, l'autodeterminazione. La pedagogia trasfonde contenuti e fornisce impianti teorici e metodologici all'educazione.
Questa ha il fine di dare risposta al bisogno di adattarsi di fronte al mutamento, fornisce orientamento e fa leva sulla motivazione. Oggi, l'educazione, pedagogicamente intesa, mette al centro della sua analisi l'individuo nella sua totalità e nella sua globalità, ne conserva il punto di vista, e fornisce gli strumenti utili per giungere alla consapevolezza del proprio essere e del proprio agire. In specifico, la pedagogia costruisce teorie atte a comprendere e delineare il processo educativo.
Si relaziona sempre ad una concezione dell'uomo antropologia filosofica, dialoga quindi con la filosofia pur essendo da essa autonoma.
Essa si avvale dei contributi di numerose altre scienze umane.
Nella analisi/articolazione dei processi educativi fa riferimento ai dati culturali delle differenti etnie che ci fornisce l'antropologia, alle teorie dell'apprendimento e del comportamento elaborate dalla psicologia; alle analisi delle dinamiche sociali elaborate dalla sociologia; alle indicazioni emergenti dalla biologia... .
La verifica della sua efficacia viene, sempre più spesso, affidata alla operatività della "pedagogia sperimentale", sui grandi numeri, e su differenti tecniche di verifica e di valutazione di tipo qualitativo e quantitativo.

Aree di articolazione della pedagogia sono:

Teorie pedagogiche


Le teorie pedagociche di Kant e Durkheim non possono essere giudicate in modo univoco, poichè in ognuna si possono trovare elementi positivi come elementi negativi. La teoria kantiana è una forte spinta positiva nei confronti dell'uomo: la fiducia nell'essere umano porta il pensatore a vederlo come artefice di un miglioramento della sfera sociale. L'educare il fanciullo evitandogli completamente ogni rapporto con la realtà lo porterà ad una formazione tale da riuscire a cambiare in meglio la società che lo ospita.

Durkheim, al contrario, è restio ad educare in completa astrazione dalla realtà sociale, poichè ciò porterebbe ad una ritorsione dei costumi contro il soggetto, se questi non li rispettassse. Ogni società ha delle regole che se non conosciute vengono innocentemente ignorate, causando situazioni "illecite" che possono ritorcersi contro l'autore.

Rousseau, nell'Emilio, tratta anch'esso di un'educazione del fanciullo fuori dalla società, con molta analogia con la teoria kantiana. A ciò si può tuttavia controbattere che la completa astensione dalla società da parte del fanciullo, porta ad una non conoscenza diretta della società stessa. L'educatore può insegnare ad Emilio tutto ciò che riguarda i costumi, leggi e quant'altro, ma questo rimane solamente nella sfera teorica. La pratica è tutta un'altra cosa, che, senza una diretta esperienza di cosa voglia dire vivere immersi nella società, non può portare ad un successo. Durkheim, a questo punto, giustamente parla di un'educazione interna alla società stessa. Dopo la Rivoluzione Industriale, le caratteristiche della società hanno subito un enorme cambiamento e senza un rapporto diretto con esse non si potrebbe vivere in modo conforme a questi moderni usi e costumi. Ciò che Durkheim sbaglia è nell'attribuire maggior peso all'educazione che la società può dare in confronto a quella che possono dare gli insegnanti.

Immaginando astrattamente un figlio che vive totalmente immerso nella società (e quindi educato dalla società stessa) e privato della presenza dei genitori, che potrebbero avere il ruolo di insegnanti, non avrebbe le capacità per comprendere la società stessa e quindi non riuscirebbe a cogliere l'insegnamento che questa gli offre. Il rapporto che un educando ha con il proprio insegnante non è paragonabile a quello che ha con la sfera civile in cui è immerso. È un rapporto stabile, protetto da possibili traumi che la società può causare, ma soprattutto è un rapporto diretto tra due persone, delle quali una, dall'alto della sua esperienza, dona all'altra conoscenze teoriche che le saranno utili nella vita pratica. Con la sfera sociale si ha un rapporto più violento ne turbolento, che poco giova alla crescita interiore dell'educando. Inoltre, l'educazione imposta dalla società può avere molte strade ed è il fanciullo a dover scegliere quale intrapprendere, avendo il 50% di possibilità di percorerne una sbagliata. Cosa che non può accadere nel rapporto personale con l'insegnante, poichè è l'educatore stesso che indica all'allievo la strada da prendere.

Chi sono i pedagogisti


Lo specialista di processi educativi (ricerca e applicazione) di definisce pedagogista.

Il pedagogista è un professionista dotato di una formazione proveniente da più settori delle scienze sociali quali la pedagogia stessa, la psicologia, l'antropologia, la sociologia.

  • Il pedagogista opera nei settori dell'educazione dei minori e degli adulti, nella prevenzione e nella formazione.
  • Il pedagogista come libero professionista opera grazie agli stumenti propri della pedagogia sperimentale quali test, osservazione sistemica, colloqui, questionari, indagine statistica e clinico educativa.
  • Il pedagogista opera nei settori della sanità, della formazione, della scuola, nel sociale, assitenziale ad ed aziendale.

Molti i pedagogisti del '900, fra i quali possiamo citare, in ordine sparso, Montessori, Dewey, Decroly, le sorelle Agazzi, Bruner, Claparède, Anton Semionovic Makarenko, Credaro

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