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L'Organizzazione Mondiale del Commercio od OMC (meglio conosciuta come World Trade Organization - WTO, con locuzione inglese) è un'organizzazione internazionale creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi internazionali relativi al commercio tra i 149 stati membri.

Il WTO è stato istituito il 1 gennaio 1995, alla conclusione dell'Uruguay Round, i negoziati che tra il 1986 e il 1994 hanno impegnato i paesi aderenti al GATT ed i cui risultati sono stati sanciti nell"Accordo di Marrakech" del 15 aprile 1994.

Il WTO ha assunto, nell'ambito della regolamentazione del commercio mondiale, il ruolo precedentemente detenuto dal GATT: di quest'ultimo ha infatti recepito gli accordi e le convenzioni adottati (tra i più importanti il GATT, il GATS ed il TRIPS) con l'incarico di amministrarli ed estenderli; a differenza del GATT, che non aveva una vera e propria struttura organizzativa istituzionalizzata, il WTO prevede invece una struttura comparabile a quella di analoghi organismi internazionali.

Obiettivo generale del WTO è quello dell'abolizione o della riduzione delle barriere tariffarie al commercio internazionale; a differenza di quanto avveniva in ambito GATT, oggetto della normativa del WTO sono, però, non solo i beni commerciali, ma anche i servizi e le proprietà intellettuali.

Tutti i membri del WTO sono tenuti a garantire verso gli altri membri dell'organizzazione lo "status" di "nazione più favorita" (most favored nation): le condizioni applicate al paese più favorito (vale a dire quello cui vengono applicate il minor numero di restrizioni) sono applicate (salvo alcune eccezioni minori) a tutti gli altri stati.

La sede del WTO si trova a Ginevra (Svizzera).

Funzioni del WTO


A norma dell'Articolo III dell'Accordo di Marrakech le funzioni dell'OMC sono le seguenti:
  1. L'OMC favorisce l'attuazione, l'amministrazione e il funzionamento del presente accordo e degli accordi commerciali multilaterali, ne persegue gli obiettivi e funge da quadro per l'attuazione, l'amministrazione e il funzionamento degli accordi commerciali plurilaterali.
  2. L'OMC fornisce un contesto nel cui ambito si possono svolgere negoziati tra i suoi membri per quanto riguarda le loro relazioni commerciali multilaterali nei settori contemplati dagli accordi riportati in allegato al presente accordo. L'OMC può inoltre fungere da ambito per ulteriori negoziati tra i suoi membri per quanto riguarda le loro relazioni commerciali multilaterali e da contesto per l'applicazione dei risultati di tali negoziati, secondo le modalità eventualmente decise da una Conferenza dei ministri.
  3. L'OMC amministra l'intesa sulle norme e sulle procedure che disciplinano la risoluzione delle controversie *

Inoltre:

5. Al fine di rendere più coerente la determinazione delle politiche economiche a livello globale, l'OMC coopera, se del caso, con il Fondo Monetario Internazionale e con la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo e con le agenzie ad essa affiliate.

Le due funzioni princiapli del WTO possono, dunque, essere identificate nelle seguenti:

  • quella di forum negoziale per la discussione sulla normativa del commercio internazionale (nuova ed esistente);
  • quella di organismo per la risoluzione delle dispute internazionali sul commercio.

Negoziazione delle normative sul commercio internazionale

Mentre la maggior parte delle organizzazioni internazionali operano secondo il criterio "un paese, uno voto" o anche secondo quello del "voto ponderato", molte delle decisioni prese in ambito WTO (come, ad esempio, l'adozione degli accordi o la revisione degli stessi) sono prese secondo il meccanismo del consenso: tale criterio non prevede l'unanimità delle decisioni ma che nessun paese membro consideri una decisione talmente inaccettabile da obiettarvi; le votazioni sono dunque utilizzate esclusivamente come meccanismo sussidiario o nei casi determinati dall'accordo istitutivo.

Il vantaggio dell'adozione delle decisioni sulla base del consenso risiede nel fatto che in tal modo si incoraggiano gli sforzi tesi a proporre ed adottare decisioni che siano le più largamente condivisibili e condivise; gli svantaggi di tale iter procedurale sono invece riscontrabili nell'allungamento dei tempi necessari e nel numero dei round negoziali necessari a raggiungere il consenso per l'adozione delle decisioni nonché nell'utilizzo di un linguaggio ambiguo nella stesura dei punti controversi nelle decisioni, in modo tale che la successiva interpretazione degli stessi risulta spesso difficoltosa.

I più recenti fallimenti del modello decisorio del WTO basato sul consenso si sono avute alle conferenze di Seattle del 1999 e di Cancún del 2003, fallimenti prevalentemente dovuti al rifiuto, da parte di alcuni paesi in via di sviluppo, di accettare le proposte di decisione avanzate (da parte degli USA e dell'Unione Europea in primis); inoltre il round negoziale denominato Doha round, che ha avuto inizio con la Quarta Conferenza Ministeriale del WTO tenutasi a Doha in Qatar nel novembre 2001, ha presentato fasi altamente conflittuali senza il raggiungimento di alcun accordo nonostate i continui incontri negoziali tenutisi, di volta in volta, a Cancún, Ginevra, e Parigi.

Risoluzione delle dispute internazionali

Al pari delle altre organizzazioni internazionali, il WTO non ha un effettivo e significativo potere per sostenere le proprie decisioni nelle dispute fra paesi membri: qualora un paese membro non si conformi ad una delle decisioni dell'organo di risoluzione delle controversie internazionali costituito in ambito WTO quest'ultimo ha, solamente, la possibilità di autorizzare delle "misure ritorsive" da parte del paese ricorrente ma manca della possibilità di adottare ulteriori azioni ritorsive; ciò comporta, ad esempio, che i paesi ad economia maggiormente sviluppata e solida possono sostanzialmente ignorare i reclami avanzati dai paesi economicamente più deboli dal momento che a questi ultimi semplicemente mancano i mezzi per poter porre in atto delle "misure ritorsive" realmente efficaci nei confronti di un'economia fortemente più solida che obblighino quindi il paese verso il quale il reclamo è indirizzato a cambiare le proprie politiche; un esempio di tale situazione è rintracciabile nella controversia DS 267 che ha dichiarato illegali i sussidi statunitensi alla produzione del cotone.

Stati membri


Al momento della sua istituzione il WTO contava 76 stati membri (membri originali del WTO essendo i paesi aderenti, alla data di entrata in vigore dell'accordo istitutivo del WTO, al "GATT 1947" nonché le Comunità Europee); nei successivi dieci anni altri 72 stati si sono uniti all'organizzazione (da ultimo l'Arabia Saudita, l'11 dicembre 2005): l'elenco aggiornato degli stati membri del WTO può essere reperito a questo link.

I seguenti paesi non-membri sono presenti come "osservatori" (e, tra questi, molti hanno fatto richiesta di adesione all'organizzazione): Algeria, Andorra, Azerbaijan, Bahamas, Bielorussia, Bhutan, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Guinea Equatoriale, Etiopia, Iran, Iraq, Kazakistan, Laos, Libano, Libia, Russia, Samoa, Santa Sede, São Tomé e Príncipe, Serbia e Montenegro (ciascuna delle due republiche ha richiesto, separatamente, l'affiliazione), Seychelles, Sudan, Tagikistan, Tonga, Ucraina, Uzbekistan, Vanuatu, Vietnam e Yemen.

L'Iran ha richiesto l'affiliazione fin dal 1996, ma gli USA, accusando il governo di Tehran di supportare il terrorismo internazionale, hanno bloccato la domanda del paese asiatico per 22 volte: nel marzo del 2005 gli USA hanno affermato di voler abolire il proprio veto verso l'Iran come parte di un accordo più generale collegato al controllo del nucleare. La Russia, pur avendo fatto domanda per divenire stato membro (dell'allora GATT) fin dal 1993, non lo è ancora diventata.

Organizzazione del WTO


Secondo quanto sancito dall'Articolo IV dell'Accordo Istitutivo, l'OMC presenta la seguente struttura organizzativa:
  • una Conferenza dei Ministri (composta da rappresentanti di tutti gli stati membri del WTO) che si riunisce almeno una volta ogni due anni: tale Conferenza Ministeriale svolge le funzioni dell'OMC ed è abilitata a prendere decisioni in relazione a tutti gli aspetti contemplati negli accordi commerciali multilaterali sottoscritti.
  • un Consiglio Generale, composto anch'esso dai rappresentanti di tutti gli stati membri, il quale - negli intervalli tra una riunione e l'altra della Conferenza dei ministri - esercita le funzioni proprie di quest'ultima; il Consiglio Generale si riunisce, inoltre, ogniqualvolta necessario per esercitare le funzioni dell'organo di conciliazione previsto nell'intesa sulla risoluzione delle controversie nonché quelle dell'organo di esame delle politiche commerciali.
  • un "Consiglio per gli scambi di merci" (che sovrintende al funzionamento degli accordi commerciali multilaterali relativi allo scambio di merci - c.d. "GATT 1994"), un "Consiglio per gli scambi di servizi" (che sovrintende al funzionamento dell'accordo generale sugli scambi di servizi - c.d. "GATS") ed un "Consiglio per gli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio" (quest'ultimo denominato "Consiglio TRIPS", dall'acronimo dell'accordo che ne è alla base); questi tre Consigli, che operano sotto l'indirizzo del Consiglio Generale, svolgono le funzioni ad essi attribuite dai rispettivi accordi e dal Consiglio Generale e si riuniscono ogniqualvolta sia necessario per esercitare le loro funzioni; la partecipazione a tali Consigli è aperta ai rappresentanti di tutti i paesi membri.
  • una serie di comitati specifici (il "comitato commercio e sviluppo", il "comitato restrizioni per motivi di bilancia dei pagamenti" ed il "comitato bilancio, finanze e amministrazione"), per l'esercizio di specifiche funzioni attribuite loro dall'accordo istitutivo dell'OMC e dagli accordi commerciali multilaterali, nonché le eventuali ulteriori funzioni ad essi attribuite dal Consiglio Generale (ad esempio, nel quadro delle sue funzioni, il "comitato commercio e sviluppo" riesamina periodicamente le disposizioni speciali degli accordi commerciali multilaterali a favore dei paesi membri meno sviluppati e riferisce al Consiglio Generale perché siano prese le opportune iniziative).
  • un Segretariato, diretto da un Direttore Generale.

Il Direttore Generale del GATT/WTO

Il Direttore Generale del WTO detiene il più importante ufficio permanente in ambito WTO: è, infatti, responsabile della supervisione delle funzioni amministrative in seno all'organizzazione; dal momento che le decisioni politiche sono però prese dai rappresentanti degli stati membri (tramite le Conferenze ministeriali o il Consiglio Generale dell'organizzazione) il potere reale della carica è piuttosto ridotto ed è, principalmente, di tipo burocratico amministrativo.

Attualmente la carica è coperta dal tailandese Supachai Panitchpakdi al quale succederà - dal 1 settembre 2005 - il francese Pascal Lamy. La carica è stata formalmente istituita (in ambito GATT) nel 1965, sebbene possa essere vista come la continuazione del precedente ufficio di Segretario Esecutivo; l'elenco dei detentori dell'incarico è il seguente:

Cronologia


Critiche al WTO


Alla fine degli anni '90 il WTO è diventato il principale oggetto delle critiche e delle proteste del movimento no-global.

Il WTO promuove, infatti, la globalizzazione dell'economia ed il commercio libero, da alcuni considerati problematici. I trattati raggiunti in ambito GATT e WTO sono stati accusati di privilegiare le multinazionali e le nazioni sviluppate. Pur essendo la partecipazione al WTO da parte delle nazioni un atto volontario e non obbligatorio i critici sostengono, inoltre, che la mancata partecipazione di uno stato a tale organizzazione si sostanzierebbe, nella pratica, in un embargo il che crea un sistema internazionale di regole economiche rigide che non incoraggiano in alcun modo il cambiamento e la sperimentazione.

Anche il processo decisionale dell'organizzazione è stato fatto oggetto di critiche: i "tre grandi" membri del WTO (USA, Unione Europea e Giappone) sono stati accusati di utilizzare l'OMC per esercitare un'eccessiva influenza sugli stati membri più deboli; infine i critici ritengono che alcuni degli stati membri abbiano ratificato i trattati del WTO senza seguire un iter democratico ovvero anche a detrimento degli interessi dei propri cittadini o dell'ecologia locale.

Articoli collegati


Collegamenti esterni


Siti anti-WTO

Riferimenti


  • Flemisch, Christiane A. "Umfang der Berechtigungen und Verpflichtungen aus völkerrechtlichen Verträgen. Die Frage der unmittelbaren Anwendbarkeit, dargestellt am Beispiel des WTO-Übereinkommens." Peter Lang Verlag, Frankfurt am Main; Berlin; Bruxelles; New York; Oxford; Wien; 2002, ISBN 3-631-39689-9
In italiano si vedano, tra gli altri:
  • Picone, Ligustro, "Diritto dell'Organizzazione mondiale del commercio", Padova, CEDAM, 2002;
  • Venturini, "L'Organizzazione Mondiale del Commercio", Milano, Giuffrè, 2005

E, sui rapporti con la Comunità Europea:

  • Ruotolo, "Organizzazione mondiale del commercio e ordinamento comunitario nella giurisprudenza della Corte di Giustizia: un nodo ancora irrisolto", in "Diritto del Commercio internazionale", Milano, Giuffré, 2000

Ulteriori riferimenti sono disponibili presso la WorldTradeLawnet Bibliography.

Economia internazionale | Organizzazioni internazionali

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