Torcia-Olimpica.jpg I Giochi Olimpici Invernali, o Olimpiadi Invernali sono la controparte invernale delle Olimpiadi estive. In essi si disputano gare di sport invernali, che si svolgono su ghiaccio o neve, come il pattinaggio su ghiaccio e lo sci.
Le Olimpiadi invernali si disputano ogni quattro anni. Il 26 febbraio 2006 si è chiusa la XX Olimpiade Invernale a Torino (Italia). La prossima edizione è in programma a Vancouver (Canada) nel 2010.
Tre anni dopo, il conte italiano Eugenio Brunetta d'Usseaux propose al CIO di organizzare una settimana di sport invernali come parte del programma delle Olimpiadi estive del 1912 a Stoccolma. Gli organizzatori si opposero all'idea, poiché volevano promuovere i Giochi Nordici, una competizione di sport invernali a cadenza quadriennale tra concorrenti delle nazioni nordiche. Ad ogni modo, la stessa idea venne proposta nuovamente per i Giochi del 1916, che si dovevano tenere a Berlino. Venne programmata una settimana di sport invernali con pattinaggio di velocità, pattinaggio di figura, hockey su ghiaccio e sci nordico, ma le Olimpiadi del 1916 vennero cancellate a causa dello scoppio della prima guerra mondiale.
Nelle prime Olimpiadi del dopoguerra, i Giochi del 1920 di Anversa, ricomparve nel programma il pattinaggio di figura, mentre l'hockey su ghiaccio fece il suo debutto olimpico. Al congresso del CIO che si tenne l'anno dopo, si decise che la nazione organizzatrice dell'edizione successiva delle Olimpiadi (la Francia) avrebbe anche ospitato una distinta "Settimana internazionale degli sport invernali", sotto il patrocinio del CIO. Questa settimana si rivelò un grosso successo e nel 1925 il CIO decise di creare una manifestazione separata, i Giochi Olimpici Invernali, slegati dalle Olimpiadi estive. Le gare del 1924 vennero retroattivamente designate come la prima Olimpiade invernale alla sessione del CIO del 1926.
Finlandesi e norvegesi dominarono le gare. Il pattinatore finlandese Clas Thunberg vinse tre ori nella velocità, mentre il norvegese Thorleif Haug ne vinse altrettanti, due nello sci di fondo e il terzo nella combinata nordica. Inoltre si classificò terzo nel salto con gli sci, ma 50 anni dopo si scoprì che era stato commesso un errore di misurazione, e che il bronzo sarebbe dovuto andare allo statunitense Anders Haugen, che lo ricevette in una cerimonia speciale all'età di 83 anni.
La squadra canadese di hockey vinse facilmente il torneo. Rappresentati dai Toronto Granites, i canadesi segnarono 110 gol in 6 partite, concedendone solo 3.
Clas Thunberg vinse altre due medaglie d'oro, portando il suo totale a cinque. Johan Grøttumsbråten vinse anch'egli due medaglie, nella 18 km di fondo e nella combinata nordica. Gillis Grafström vinse il suo terzo titolo consecutivo nel pattinaggio artistico. La sua controparte femminile fu la norvegese Sonja Henie, all'epoca solo quindicenne. Per lei quello del 1928 si sarebbe rivelato il primo di tre titoli olimpici.
Il clima troppo caldo piagò le Olimpiadi nel loro quarto giorno. I 10.000 m di pattinaggio di velocità vennero abbandonati alla quinta coppia, mentre la 50 km di fondo fini con una temperatura di 25 gradi sopra lo zero, costringendo un terzo dei concorrenti ad abbandonare la competizione.
La gara del bob a due venne disputata per la prima volta, mentre nel pattinaggio di velocità si impiegò la partenza in gruppo, come si usava in Nord America. Questo diede ai pattinatori canadesi e statunitensi un vantaggio di cui beneficiarono vincendo tutte le medaglie disponibili meno due. Jack Shea e Irving Jaffee vinsero entrambi due medaglie d'oro. Ci furono tre sport dimostrativi a Lake Placid: corsa su slitta, il curling e il pattinaggio di velocità femminile.
Il pattinatore artistico svedese Gillis Grafström non riuscì a vincere il suo quarto oro consecutivo, venendo sconfitto dall'austriaco Karl Schäfer. Sonja Henie (pattinaggio artistico) e Billy Fiske (bob) difesero con successo i loro titoli. Uno dei membri dell'equipaggio vincitore dell'oro di Fiske era Eddie Eagan, che era stato campione olimpico di pugliato nel 1920. Ad oggi è l'unico atleta ad aver vinto l'oro sia nelle Olimpiadi estive che in quelle invernali.
Le città gemelle bavaresi di Garmisch e Partenkirchen si unirono per organizzare l'edizione del 1936 dei Giochi invernali. Lo sci alpino fece il suo debutto olimpico in Germania, ma i maestri di sci vennero esclusi dalla competizione, in quanto erano considerati professionisti. Questa decisione fece si che gli sciatori svizzeri e austriaci boicottassero le Olimpiadi. Anche la staffetta di fondo venne disputata per la prima volta, mentre la pattuglia militare e l'eisstock erano dimostrativi.
Il norvegese Ivar Ballangrud dominò le gare di pattinaggio di velocità, vincendone tre. La sua compatriota Sonja Henie vinse il terzo titolo consecutivo, passando al professionismo dopo i Giochi. Un altro norvegese, Birger Ruud, tentò una rara accoppiata, gareggiando nel salto con gli sci e nello sci alpino. Guidò la classifica della combinata dopo la gara di discesa libera, ma scese in quarta posizione dopo lo slalom. Egli vinse la gara di salto, disputata una settimana dopo.
Una sopresa si ebbe nel torneo di hockey, dove il Canada venne sconfitto per la prima volta e perse la medaglia d'oro che fu vinta dalla Gran Bretagna. C'è da dire che gran parte dei giocatori britannici era nata, o aveva vissuto, in Canada.
Lo skeleton rientrò in programma dopo 20 anni di assenza. Lo statunitense John Heaton vinse l'argento, come aveva già fatto nel 1928. Vincitore fu l'italiano Nino Bibbia, che conquisto la prima medaglia in assoluto per l'Italia alle Olimpiadi invernali. Questo sport scomparve nuovamente dopo Sankt Moritz, ricomparendo nel 2002. Vennero aggiunte anche altre quattro gare di sci alpino, che permisero al francese Henri Oreiller di vincere tre medaglie, compreso l'oro nella discesa libera e nella combinata. Il fondista svedese Martin Lundström vinse anch'egli due ori. La principale sorpresa si ebbe nella combinata nordica. Questa specialità era stata dominata dalla Norvegia, che aveva vinto tutte le medaglie dal 1924 al 1936. Ma nel 1948 il miglior norvegese si piazzò solo sesto, e il titolo andò a Heikki Hasu, dalla Finlandia.
Uno strano incidente avvenne nell'hockey su ghiaccio. A causa di una disputa, a Sankt Moritz giunsero due squadre statunitensi: una riconosciuta dal Comitato Olimpico Americano (AOC), e una dall'American Hockey Association (AHA). Il CIO scelse di non far partecipare nessuna delle due, ma la Svizzera permise alla squadra dell'AHA di competere ugualmente, mentre quella dell'AOC sfilò nella cerimonia di apertura. Dopo che il CIO minacciò di annullare l'intera competizione, la squadra dell'AHA venne rimossa dalla classifica e perse la sua quarta posizione.
Il pattinatore di velocità Hjalmar Andersen eccitò la folla di casa vincendo la medaglia d'oro in tre delle quattro gare in programma. La Germania ritornò ai Giochi Olimpici dopo 16 anni, anche se rappresentata solo dagli atleti della Germania Ovest. Il bobbista tedesco Andreas Ostler guidò il suo equipaggio alla medaglia d'oro. I quattro dell'equipaggio raggiungevano un peso record di 472 kg, mentre la federazione internazionale del bob aveva deciso appena prima dei giochi che il peso limite per il futuro sarebbe stato di 400 kg. La diciannovenne Andrea Mead Lawrence vinse due ori nello sci alpino, aggiudicandosi slalom speciale e gigante.
Lo sviluppo più importante di questa edizione fu il debutto dell'Unione Sovietica nelle Olimpiadi invernali. La nazione mostrò subito il suo potenziale vincendo più medaglie delle altre. Nel pattinaggio di velocità i pattinatori sovietici vinsero tre gare su quattro, con Yevgeni Grishin vincitore nei 500 e 1.500 m (la seconda a parimerito con il connazionale Yuri Sergeyev). I sovietici posero fine al dominio canadese nell'torneo olimpico di hockey, anche il primo medagliato non nordico nello sci di fondo fu un russo.
Stella dei giochi fu comunque un austriaco, lo sciatore Toni Sailer. Egli vinse tutte e tre le gare di sci alpino, evento che si verificava per la prima volta alle Olimpiadi. Il fondista Sixten Jernberg ottenne quattro medaglie per la Svezia, ma solo una era d'oro.
Solo due atleti riuscirono a vincere più di una medaglia d'oro a Squaw Valley, entrambi erano pattinatori di velocità sovietici. Yevgeni Grishin bissò la prestazione del 1956 vincendo i 500 e i 1.500 m. Ancor più notevole il fatto che andò ancora a pari merito per l'oro nei 1.500, questa volta con il norvegese Roald Aas. La russa Lidia Skoblikova vinse sulle due distanze più lunghe nelle gare inaugurali delle donne. Avrebbe aggiunto a questi altri, quattro titoli nel 1964. I 10.000 m maschili videro Knut Johannesen prendersi l'oro con un tempo di 46 secondi inferiore al record del mondo.
Il 35enne Veikko Hakulinen (Finlandia) vinse oro argento e bronzo in questi Giochi, compresa una vittoria di misura nella staffetta 4 x 10 km di fondo. Sorpresa nel torneo di hockey dove gli USA, giocando in casa, sconfissero i favoriti sovietici, canadesi e cecoslovacchi.
Due atleti sovietici ebbero grande successo in questa edizione. La pattinatrice Lidia Skoblikova si portò a casa la vittoria in tutte le gare di pattinaggio di velocità, mentre la sua compatriota Klavdia Boyarskikh fece lo stesso nel fondo femminile, vincendo tre ori. Altri due fondisti, Eero Mäntyranta e Sixten Jernberg, ottennero due ori ciascuno.
Le sorelle francesi Marielle e Christine Goitschel occuparono le prime due posizioni sia nello slalom speciale che nel gigante, scambiandosi l'ordine d'arrivo. Da ricordare anche Eugenio Monti, che prestò un pezzo di ricambio del suo bob ai britannici Tony Nash e Robin Dixon, permettendogli di vincere l'oro nel bob a due.
Nello sci alpino Jean-Claude Killy guidò le buone prestazioni della squadra di casa. Vincendo tutte e tre le gare eguagliò il risultato ottenuto da Toni Sailer nel 1956. La terza medaglia d'oro di Killy fu comunque leggermente controversa, a causa della squalifica dell'austriaco Karl Schranz. A questi era stato concesso di ripetere la seconda manche dopo che era stata interrotta dagli spettatori. La giuria decise in seguito che Schranz aveva saltato una porta prima dell'interruzione, e lo squalificò come vincitore. Un altro caso controverso si ebbe nello slittino femminile. Le tedesche dell'est erano terminate al primo, secondo e quarto posto, ma vennero squalificate per aver riscaldato le lame dei loro slittini, il che non è consentito dal regolamento.
Altri atleti di successo furono il bobbista italiano Eugenio Monti, che vinse nel bob a due e nel bob a quattro dopo una lunga carriera olimpica, e la svedese Toini Gustafsson, che vinse entrambe le gare individuali nello sci di fondo, e vi aggiunse un argento ottenuto con la squadra di staffetta. Nel fondo maschile i norvegesi Ole Ellefsæter e Harald Grønningen, vinsero anch'essi due medaglie.
Le stelle principali dei Giochi furono, senza dubbio, il pattinatore di velocità olandese Ard Schenk e la fondista sovietica Galina Kulakova. Schenk vinse tre delle quattro gare di pattinaggio (fallendo nei 500 m), mentre la Kulakova vinse tutte e tre le gare a cui prese parte. La svizzera Marie Thérès Nadig e il sovietico Vyacheslav Vedenin fecero ritorno a casa con due medaglie d'oro ciascuno.
Sapporo portò anche diversi vincitori a sorpresa. Nel salto con gli sci, Wojciech Fortuna, dalla Polonia, vinse la prima medaglia d'oro per il suo paese, mentre la nazione ospitante si portò a casa le vittorie nelle altre gare di salto, anch'essa ottenendo il primo oro olimpico. Nello sci alpino, lo spagnolo Francisco Fernández Ochoa fu il vincitore a sorpresa dello slalom speciale.
Una curiostià storica, I Giochi del 1972 furono gli ultimi in cui uno sciatore avrebbe vinto l'oro usando sci esclusivamente in legno; fu il norvegese Magne Myrmo, che vinse la 50 km di fondo, così come avrebbe fatto nei seguenti Campionati del mondo. Dopo di lui, tutte le nazioni di vertice nello sci di fondo avrebbero schierato atleti che utilizzavano sci fabbricati principalmente in fibra di vetro e materiali sintetici.
Nessun atleta riuscì a vincere tre medaglie d'oro, ma alcuni ci andarono vicini. La sciatrice tedesca occidentale Rosi Mittermaier vinse due ori, e arrivò a 12 centesimi di secondo dal vincere il terzo. La fondista sovietica Raisa Smetanina vinse anch'ella due ori e un argento, mentre la compatriota Tatyana Averina ottenne due ori e due bronzi nel pattinaggio di velocità.
I bobbisti della Germania Est, Nehmer and Germeshausen, collezionarono due medaglie d'oro, vincendo sia nel bob a due che in quello a quattro. Anche il biatleta russo Nikolay Kruglov vinse due ori.
Fortunatamente vi furono anche tante imprese sportive. Il combinatista nordico Ulrich Wehling e la pattinatrice artistica Irina Rodnina, vinsero entrambi la loro terza medaglia consecutiva nella stessa specialità, mentre il biatleta Aleksander Tikhonov vinse la sua quarta con la staffetta. Il pattinatore Eric Heiden uguagliò il risultato ottenuto nel 1964 da Lidia Skoblikova, vincendo tutte le gare di velocità. Va però detto che Heiden vinse cinque ori; la Skoblikova quattro.
Nello sci alpino Hanni Wenzel, del Liechtenstein, vinse due medaglie d'oro, così come lo svedese Ingemar Stenmark. Per gli americani, comunque, il momento topico fu il torneo di hockey. In una partita in seguito battezzata come "Miracolo sul ghiaccio", la squadra di casa sconfisse la favorita Unione Sovietica e vinse il titolo.
La sciatrice finlandese Marja-Liisa Hämäläinen approfittò di questa nuova gara, che le permise di vincere tre medaglie d'oro, primeggiando in tutte le gare individuali. Altri atleti di successo furono i pattinatori Gaétan Boucher (Canada) e Karin Enke (Germania Est), che conquistarono due ori a testa. La Enke vinse anche due medaglie d'argento nelle restanti gare femminili di pattinaggio di velocità, che vennero dominate completamente dalla Germania Est, vincitrice di tutti gli ori e tutti gli argenti.
Nel pattinaggio di figura i danzatori britannici Jayne Torvill e Christopher Dean si rivelarono popolari al pubblico e alla giuria, che gli attribuì un punteggio perfetto per il loro programma libero. La pattinatrice tedesca orientale Katarina Witt vinse molti cuori assieme al suo oro olimpico.
Per la prima volta, le gare di pattinaggio di velocità si svolsero al coperto, nel Calgary Olympic Oval. La pattinatrice olandese Yvonne van Gennip sconfisse le favorite della Germania Est, vincendo tre medaglie d'oro e stabilendo due nuovi record del mondo. Il suo medagliere venne uguagliato dal saltatore finlandese Matti Nykänen, che vinse tutte le gare della sua disciplina.
Altre stelle di questi giochi furono il vulcanico sciatore italiano Alberto Tomba, la pattinatrice artistica della Germania Est Katarina Witt e il fondista svedese Gunde Svan. Non tutti gli atleti ottennero la prima pagina vincendo medaglie: il saltatore britannico Eddy "Eagle" Edwards, che si classificò ultimo, e la prima squadra Giamaicana di bob della storia, ricevettero un sacco di attenzioni.
I cambiamenti politici dell'epoca vennero riflessi nelle squadre olimpiche presenti in Francia. La Germania gareggiò con una squadra unica per la prima volta dagli anni '30, e le ex-repubbliche jugoslave di Croazia e Slovenia fecero la loro prima apparizione. L'Unione Sovietica gareggiò ancora come un unica squadra, sotto il nome di Squadra Unificata, ma gli Stati Baltici parteciparono in maniera indipendente per la prima volta dalla seconda guerra mondiale.
La Norvegia vinse tutte le gare del fondo maschile, con Bjørn Dæhlie e Vegard Ulvang vincitori di tre ori ciascuno. Diversi atleti vinsero due medaglie d'oro, come Petra Kronberger (sci alpino), Bonnie Blair, Gunda Niemann (pattinaggio di velocità) e Kim Ki-Hoon (short track). Il saltatore finlandese Toni Nieminen passò alla storia diventando il più giovane campione olimpico dei Giochi invernali tra gli uomini.
Johann Olav Koss emulo i risultati di Hjalmar Andersen nel 1952, vincendo sulle tre distanze più lunghe del pattinaggio di velocità, davanti al pubblico di casa - Koss stabilì il nuovo record del mondo in tutte e tre le gare. La fondista italiana Manuela di Centa vinse cinque medaglie in cinque gare, tra cui due ori; Lyubov Yegorova vinse tre ori, sempre nel fondo. Nello sci di fondo maschile invece, la sorpresa più grossa venne dalla squadra italiana di staffetta, che strappo il titolo ai favoriti norvegesi, con uno sprint finale in cui Silvio Fauner sopravanzò il norvegese Dæhlie. La pattinatrice Bonnie Blair vinse la quarta e la quinta medaglia della sua carriera, tra cui il terzo oro consecutivo nei 500 m, mentre la canadese Myriam Bédard vinse entrambe le gare individuali del biathlon.
Molta attenzione venne data dai media, specialmente negli Stati Uniti, alla gara femminile di pattinaggio artistico. La statunitense Nancy Kerrigan era stata aggredita alcuni mesi prima dei Giochi dall'ex marito della rivale Tonya Harding. Entrambe gareggiarono a Lillehammer, ma nessuna delle due vinse la medaglia d'oro, che andò a Oksana Baiul, portando così all'Ucraina il primo titolo Olimpico.
Il torneo maschile di hockey venne aperto per la prima volta a tutti i giocatori, rendendo le squadre di Canada e USA, zeppe di professionisti della NHL, le due favorite per l'oro. Ad ogni modo nessuna delle due ottenne una medaglia, e il titolo andò alla squadra della Repubblica Ceca. Il pattinaggio di velocità vide un'ondata di nuovi record del mondo, grazie all'uso dei rivoluzionari pattini a lama mobile; i pattinatori olandesi Gianni Romme e Marianne Timmer vinsero entrambi due ori. Bjørn Dæhlie conquistò tre medaglie d'oro, portando il suo totale in carriera a 12 (8 d'oro). Le donne russe fecero piazza pulita nel fondo, con Larisa Lazutina vincitrice di tre ori. Lo slittinista tedesco Georg Hackl vinse la sua quarta medaglia consecutiva (terza d'oro), mentre l'austriaco Hermann Maier si prese due medaglie d'oro nello sci alpino, dopo una spettacolare caduta nella discesa libera.
L'introduzione dello snowboard alle Olimpiadi non arrivò senza scandalo, il vincitore della medaglia d'oro Ross Rebagliati (Canada) venne inizialmente squalificato per uso di cannabis, squalifica che venne in seguito annullata.
Le Olimpiadi di Salt Lake ebbero molte stelle. Ole Einar Bjørndalen vinse tutte e quattro le gare del biathlon, mentre Samppa Lajunen prese tutte le medaglie della combinata nordica. La croata Janica Kostelic vinse quattro medaglie nello sci alpino, di cui tre d'oro. Simon Ammann vinse entrambe le gare individuali di salto, mentre Georg Hackl vinse la quinta medaglia consegutiva nella stessa specialità (slittino singolo), un impresa mai riuscita a nessun altro alteta. Nel pattinaggio di velocità, l'elevata altitudine della pista garantì diversi record del mondo. Jochem Uytdehaage ne infranse tre, vincendo due ori e un argento; Claudia Pechstein vinse i 5.000 m per la terza volta di fila, e vinse anche sui 3.000 m. A 10 anni da Albertville Stefania Belmondo riconquistò una medaglia d'oro nella prima gara del fondo (e dell'Olimpiade), poi conquisterà un bronzo.
Un grosso scandalo si sviluppò attorno alla gara di pattinaggio artistico a coppie. I canadesi Jamie Salé e David Pelletier si piazzarono inizialmente al secondo posto. Comunque, venne mostrato che il giurato francese aveva favorito la vittoria della coppia russa, e il CIO assieme all'Unione Internazionale Pattinaggio decise, dopo molte discussioni, di assegnare l'oro a pari merito. Questa, assieme a diverse altre decisioni arbitrali a loro sfavorevoli, causarono una minaccia da parte dei russi di ritirarsi dai Giochi.
Un secondo scandalo colpì lo sci di fondo, quando Johann Muehlegg (Spagna) e Olga Danilova e Larissa Lazutina (entrambe russe), che avevano già vinto medaglie nelle prime gare, risultarono positivi al doping. Attualmente sono stati ufficialmente privati di tutte le medaglie vinte ai Giochi del 2002.
L'atleta più medagliata di Torino 2006 fu la canadese Cindy Klassen, con 5 medaglie (1 oro, 2 argenti, 2 bronzi) nel pattinaggio di velocità. La Corea del Sud dominò nello short track, con i plurimedagliati Ahn Hyun-Soo (3 ori e 1 bronzo) in campo maschile e Jin Sun-Yu (3 ori) in campo femminile. Tre ori anche per il biatleta tedesco Michael Greis. Per l'Italia, nazione ospitante, l'atleta più medagliato fu Enrico Fabris, 2 ori e 1 bronzo nel pattinaggio di velocità, le prime medaglie olimpiche italiane nella storia di questo sport.
Nel corso dei Giochi fu rilevato un unico caso di doping: al controllo dopo la 15 km femminile di biathlon, la russa Olga Pyleva fu trovata positiva al Carphedon, venendo quindi squalificata dai giochi e privata della medaglia d'argento. Destarono molto scalpore i controlli a sorpresa e le perquisizioni dei Carabinieri presso gli alloggi delle squadre austriache di sci di fondo e biathlon, dopo la segnalazione della presenza di un ex-allenatore, già bandito dai Giochi dopo un caso di manipolazione del sangue a Salt Lake City; i dieci atleti testati risultarono tutti negativi, ma nelle stanze venne trovato materiale vietato.
Fino alla XXI Olimpiade Invernale del 2010 compresa, solo tre città hanno ospitato per due volte i Giochi invernali: Lake Placid negli Stati Uniti d'America, St. Moritz in Svizzera e Innsbruck in Austria.
| Edizione | Anno | Sede | Paese | Periodo | Nazioni | Atleti | Competizioni Discipline | Note | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| I. | 1924 | Chamonix-Mont-Blanc | Francia | 25/1 - 5/2 | 16 | 258 | 14 | 5 | Si disputa come Settimana internazionale degli sport invernali sotto il patrocinio del CIO, che la riconosce a posteriori come I Olimpiade Invernale. |
| II. | 1928 | Sankt Moritz | Svizzera | 11/2 - 19/2 | 25 | 464 | 14 | 6 | |
| III. | 1932 | Lake Placid | USA | 4/2 - 15/2 | 17 | 252 | 14 | 5 | |
| IV. | 1936 | Garmisch-Partenkirchen | Germania | 6/2 - 16/2 | 28 | 646 | 17 | 6 | |
| 1940 | Garmisch-Partenkirchen Sankt Moritz Sapporo | Germania Svizzera Giappone | I Giochi furono assegnati prima al Giappone, che rinunciò nel 1938 a causa della Guerra sino-giapponese, poi alla Svizzera, che si ritirò per il divieto del CIO a far gareggiare i maestri di sci, ed infine alla Germania. Vennero poi cancellati a causa della II guerra mondiale. | ||||||
| 1944 | Cortina d'Ampezzo | Italia | Non disputata a causa della II guerra mondiale | ||||||
| V. | 1948 | Sankt Moritz | Svizzera | 30/1 - 8/2 | 28 | 669 | 22 | 7 | |
| VI. | 1952 | Oslo | Norvegia | 14/2 - 25/2 | 30 | 694 | 22 | 6 | |
| VII. | 1956 | Cortina d'Ampezzo | Italia | 26/1 - 5/2 | 32 | 821 | 24 | 6 | |
| VIII. | 1960 | Squaw Valley | USA | 18/2 - 28/2 | 30 | 665 | 27 | 6 | |
| IX. | 1964 | Innsbruck | Austria | 29/1 - 9/2 | 36 | 1.091 | 34 | 8 | |
| X. | 1968 | Grenoble | Francia | 6/2 - 18/2 | 37 | 1.158 | 35 | 8 | |
| XI. | 1972 | Sapporo | Giappone | 3/2 - 13/2 | 35 | 1.006 | 35 | 8 | |
| XII. | 1976 | Innsbruck | Austria | 4/2 - 15/2 | 37 | 1.123 | 37 | 8 | Denver, scelta dal CIO per ospitare i Giochi, rinunciò nel 1972 dopo l'esito negativo di un referendum popolare. Innsbruck si offrì come sede alternativa, e la sua candidatura venne accettata dal CIO nel 1973. |
| XIII. | 1980 | Lake Placid | USA | 13/2 - 24/2 | 37 | 1.072 | 38 | 8 | |
| XIV. | 1984 | Sarajevo | Jugoslavia | 8/2 - 19/2 | 49 | 1.272 | 39 | 8 | |
| XV. | 1988 | Calgary | Canada | 13/2 - 28/2 | 57 | 1.423 | 46 | 8 | |
| XVI. | 1992 | Albertville | Francia | 8/2 - 23/2 | 64 | 1.801 | 57 | 10 | |
| XVII. | 1994 | Lillehammer | Norvegia | 12/2 - 27/2 | 67 | 1.739 | 61 | 10 | Per la prima volta i giochi invernali non si tengono più lo stesso anno di quelli estivi; d'ora in poi si alternano ogni due anni negli anni pari. |
| XVIII. | 1998 | Nagano | Giappone | 7/2 - 22/2 | 72 | 2.302 | 68 | 12 | |
| XIX. | 2002 | Salt Lake City | USA | 8/2 - 24/2 | 77 | 2.399 | 78 | 13 | |
| XX. | 2006 | Torino | Italia | 10/2 - 26/2 | 80 | 2.633 | 84 | 15 | |
| XXI. | 2010 | Vancouver | Canada | 12/2 - 28/2 | |||||
| Pos | Nazione | Oro | Argento | Bronzo | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 98 | 98 | 84 | 280 | |
| 2 | 78 | 80 | 58 | 216 | |
| 3 | 78 | 57 | 59 | 194 | |
| 4 | 65 | 63 | 44 | 172 | |
| 5 | 51 | 64 | 70 | 185 | |
| 6 | 43 | 30 | 45 | 118 | |
| 7 | 41 | 58 | 52 | 151 | |
| 8 | 39 | 36 | 35 | 110 | |
| 9 | 38 | 38 | 43 | 119 | |
| 10 | 37 | 34 | 42 | 116 | |
| 11 | 36 | 31 | 34 | 101 | |
| 12 | 33 | 24 | 19 | 76 | |
| 13 | 25 | 30 | 23 | 78 | |
| 14 | 25 | 24 | 32 | 80 | |
| 15 | 14 | 17 | 15 | 46 | |
| 16 | 11 | 5 | 4 | 20 | |
| 17 | 9 | 6 | 8 | 23 | |
| 18 | 8 | 10 | 13 | 31 | |
| 19 | 7 | 2 | 10 | 19 | |
| 20 | 3 | 1 | - | 4 | |
| 21 | 2 | 12 | 8 | 22 | |
| 22 | 2 | 8 | 15 | 25 | |
| 23 | 2 | 3 | 1 | 6 | |
| 24 | 2 | 2 | 5 | 9 | |
| 25 | 2 | - | 2 | 4 | |
| 26 | 1 | 2 | 3 | 6 | |
| 27 | 1 | 2 | 2 | 5 | |
| 28 | 1 | 1 | 3 | 5 | |
| = | 1 | 1 | 3 | 5 | |
| 30 | 1 | 1 | 1 | 3 | |
| = | 1 | 1 | 1 | 3 | |
| 32 | 1 | - | 1 | 2 | |
| 33 | 1 | - | - | 1 | |
| 34 | - | 3 | 1 | 4 | |
| 35 | - | 2 | 4 | 6 | |
| 36 | - | 2 | 3 | 5 | |
| 37 | - | 2 | - | 2 | |
| 38 | - | 1 | 1 | 2 | |
| 39 | - | 1 | - | 1 | |
| = | - | 1 | - | 1 | |
| 41 | - | - | 4 | 4 | |
| 42 | - | - | 1 | 1 | |
| Totale | 688 | 688 | 678 | 2054 | |
Dati aggiornati fino alla XX Olimpiade Invernale
| Nome | Sport | Anni | Oro | Argento | Bronzo | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Bjørn Dæhlie | Sci di fondo | 1992–1998 | 8 | 4 | 0 | 12 |
| Lyubov Yegorova | Sci di fondo | 1992–1994 | 6 | 3 | 0 | 9 |
| Lidia Skoblikova | Pattinaggio di velocità | 1960–1964 | 6 | 0 | 0 | 6 |
| Ole Einar Bjørndalen | Biathlon | 1998–2006 | 5 | 3 | 0 | 8 |
| Claudia Pechstein | Pattinaggio di velocità | 1992–2006 | 5 | 2 | 2 | 9 |
| Larissa Lazutina | Sci di fondo | 1992–1998 | 5 | 1 | 1 | 7 |
| Clas Thunberg | Pattinaggio di velocità | 1924–1928 | 5 | 1 | 1 | 7 |
| Thomas Alsgaard | Sci di fondo | 1994–2002 | 5 | 1 | 0 | 6 |
| Bonnie Blair | Pattinaggio di velocità | 1988–1994 | 5 | 0 | 1 | 6 |
| Eric Heiden | Pattinaggio di velocità | 1980 | 5 | 0 | 0 | 5 |
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"Olimpiadi invernali".
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