Ninjutsu (忍術) è la denominazione collettiva di un insieme di metodi di spionaggio e strategia utilizzati nel cosiddetto medioevo del Giappone (1185 - 1625 circa).
La parola ninjutsu consiste di due parti: nin (忍) significa "pazienza" o "persistenza", ma in Giappone ha acquisito l'accezione ulteriore di "muoversi non visti" o "agire di soppiatto". La parte jutsu (術) inquadra il termine come "tecnica" o "abilità". Una traduzione possibile del termine ninjutsu è: "tecnica delle operazioni furtive". Qualche volta si incontra la grafia latinizzata ninjitsu, ma si tratta di una forma aberrata dello stesso termine diffusa soprattutto nei paesi angolosassoni. Il ninjutsu è ormai noto in Giappone e soprattutto in Europa come una delle antiche Arti marziali giapponesi. L'esperto per definizione nelle tecniche di ninjutsu è rappresentato nell'immaginario moderno dal Ninja.
A partire dall'epoca Kamakura, dopo la graduale perdita di potere della casa imperiale incentrato attorno alla figura del Tennō i governatori provinciali, un tempo incaricati dall'imperatore stesso, divennero indipendenti e cominciarono una escalation militare che porterà a diverse guerre tra feudi (kuni, un tempo semplici giurisdizioni civili) e al succedersi di reggenti guerrieri (Shōgun) alla guida del paese, solo nominalmente investiti dall'imperatore. È nell'epoca degli scontri più accesi tra diversi signori della guerra (daimyō), il cosiddetto periodo dei Feudi Combattenti (Sengoku) che si renderanno sempre più necessarie mansioni spionistiche di militari addestrati e strategie sempre più sofisticate. Sembra che i maggiori esperti nella guerriglia fossero i signori di alcune aree geografiche remote e non politicamente forti, come Iga e Kōga, che dovettero proteggersi con sistemi di intelligence piuttosto che con il dispiegamento di grandi armate. Ne sarebbe una prova il fatto che dopo l'unificazione del paese da parte di Tokugawa Ieyasu nel 1601, che darà inizio ad un era relativamente pacifica fino alla restaurazione Meiji, egli stesso ed i suoi successori vollero avvalersi del servizio di alcuni discendenti dei militari regionali di delle famiglie di Iga e Kōga, impiegati come guardie e poliziotti. In realtà la dottrina militare (bujutsu) trasmessa in diverse scuole antiche, talune ancora esistenti, contiene spesso un repertorio di tecniche di guerriglia e spionaggio chiamato Ninjutsu. D'altra parte il sistema tipico di trasmissione delle conoscenze nei clan giapponesi, attraverso documenti più o meno esoterici e la tradizione orale, fa si che la comprensione attuale di queste tecniche sia dubbia o debba fare i conti con cospicue interpolazioni e leggende.
Con alcune eccezioni dovute al tentativo di maestri di dare vita a nuovi sistemi di Arti marziali giapponesi basati su queste tecniche, il Ninjutsu non è più praticato se non come complemento tecnico e soprattutto teorico nel contesto di discipline marziali tradizionali e definisce ormai esclusivamente le tecniche utilizzate nel passato feudale giapponese.
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