Il Nagorno-Karabakh è una regione situata nel Caucaso meridionale, interamente circondata dallo stato dell'Azerbaigian. La regione è abitata da due etnie: gli armeni nei fondivalle e i curdi sulle montagne. Storicamente parte dell'Azerbaigian, dagli anni '90 l'area è sotto il controllo militare armeno, in seguito ad uno scontro con i vicini dell'Azerbaigian durante il quale, nel 1991 la popolazione locale aveva cercato di dichiarare la propria indipendenza.
Gli attuali confini del Nagorno-Karabakh, stabiliti in epoca sovietica, somigliano a quelli di un fagiolo, con la rientranza sul lato est. Lungo il lato settentrionale si trovano alte catene montuose, mentre a ovest e a sud, è montagnosa. la parte vicino alla rientranza è una vallata relativamente piatta, con i due angoli, le province di Martakert e Martuni (corrispondenti a parti dei rayon azeri di Kalbacar, Tartar e Xocavand), anch'essi pianeggianti. Altre vallate piatte esistono attorno al bacino idrico di Sarsang, ad Hadrut, e nel sud. Gran parte del Nagorno-Karabakh è coperto da foreste, in particolare le zone montuose.
| Marz armeni | Rayon azeri |
|---|---|
| Askeran Khankendi (città) | Khojali |
| Hadrut | parte del Khojavend |
| Martakert parts of Kalbajar | Tartar |
| Martuni | resto del Khojavend |
| Shahumian | parte del Naftalan |
| Shushi Shusha (città) | Shusha |
Sono stati ritrovati, nell'area che coincide con il Nagorno-Karabakh attuale, dei gioelli che riportano, inciso in caratteri cuneiformi il nome di Adad-Nirari, re dell'Assiria (circa 800 a.C.). Ciò significa che, a quel tempo, questo territorio era sotto l'influenza assira o, per lo meno, era attraversato da rotte commerciali che andavano da o per l'Assiria.
Inoltre, vicino al villaggio di Tsovk, è stata ritrovata un'iscrizione di Sardur II, re di Urartu (763-734 a.C.), che dimostra che il suo esercito penetrò fino a questa regione, che nell'iscrizione è nominata "Urtekhini".
Sembra che lo stato di Mannae, formatosi nella regione di Urmia, si espanse fino al Kura. A partire da circa l'800 a.C. rivendicò anche la regione di Urartu, ma poi fu distrutto dai Medi nel 616. Non è quindi certo che i Mannei siano effettivamente penetrati fino ai terrotori del Nagorno-Karabakh di oggi.
In seguito alla sconfitta di Tigranes II ad opera dei romani nel 66 a.C., Artsakh ritornò a far parte dell'Aghbania. Gli antichi albanesi e gli armeni si alternarono al dominio del territorio fino all'inizio del 4° secolo d.C., quando gli albanesi decisero di riprendersi definitivamente Artsakh, che nel 387 tornò a far parte dell'Aghbania.
Tra il VII e l'VIII secolo la regione fu invasa e saccheggiata dagli arabi, che convertirono parte della popolazione all'Islam. Fu durante il dominio arabo che la chiesa albana fu sottoposta all'autorità di quella armena, avvicinando così gli albanesi antichi agli armeni in termini di religione, cultura e lingua. Dopo l'VIII secolo, l'Aghbania vide ridursi notevolmente il suo territorio, ormai composto dal solo principato di Khachin.
Dopo la Rivoluzione Russa del 1917, il Karabakh fu inglobato nella Federazione Transcaucasica, che ben presto si divise tra Armenia, Azerbaigian e Georgia. L'Azerbaigian rivendicò la propria sovranità sulla provincia, ottenendo tra l'altro l'appoggio dell'Impero Ottomano. Malgrado la sconfitta turca durante la I guerra mondiale, il controllo azero del Karabakh venne riconosciuto nel 1919 dalle potenze alleate, che riconobbero Khosrov-bey Sultanov (nominato dal governo azero) come governatore generale della regione. In prima battuta gli Alleati non determinarono lo status del Karabakh fino all'apertura della Conferenza di Parigi. Mentre gli azeri interpretarono tale scelta come il riconoscimento delle loro rivendicazioni, gli armeni la criticarono aspramente, sostenendo come essa fosse stata dettata dall'interesse alleato verso i giacimenti di petrolio situati nei pressi della capitale azera di Baku.
Nel 1920, la Transcaucasia venne conquistata dai bolscevichi che, al fine di ottenere consensi, promisero di assegnare il Karabakh all'Armenia, insieme al Nakhchivan e alla provincia di Zangezur (una striscia di terra che separa il Nakhichevan dal resto dell'Azerbaigian). Tuttavia, le autorità di Mosca dimostrarono poi interesse verso la neonata Turchia, sperando che anche lì il comunismo potesse trionfare. Al fine di ottenere i favori turchi, Mosca decise di far passare il Zangezur all'Armenia e di lasciare Karabakh e Nakhchivan all'Azerbaigian filo-turco. Fu così che venne creata la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh, facente parte dell'Azerbaigian RSS (1923). Gran parte di queste decisioni vennero prese per volere dello stesso Stalin, che, ancor oggi, è molto odiato per questo sia dagli armeni che dagli azeri.
Il 20 febbraio del 1988, i deputati armeni del Consiglio Nazionale del Nagorno-Karabakh votarono per riunire la regione all'Armenia. Il 24 dello stesso mese, un confronto tra azeri e armeni presso Askeran (sulla via che collega Stepanakert ad Agdam) degenerò in uno scontro vero e proprio. Durante i tafferugli si ebbero 50 feriti tra gli armeni, mentre un poliziotto, forse armeno, uccise due azeri (Bakhtiyar Guliyev e Ali Hajiyev). Il 27 febbraio, parlando alla TV nazionale, il deputato sovietico, generale A. Katusev, riferì la nazionalità delle due vittime. In poche ore si scatenò un vero e proprio pogrom contro gli armeni della città di Sumgait (25 km a nord di Baku). Il massacro si protrasse per tre giorni: stando alle fonti ufficiali vi furono 32 morti (6 azeri e 26 armeni), anche se stando alle informazioni possedute dal Congresso americano le vittime armene furono molte di più: circa un centinaio.
Epidosi simili si ebbero contro gli azeri nelle città armene di Spitak e Ghugark. Molte persone lasciarono l'Azerbaigian per l'Armenia (o viceversa) a causa dei pogrom che si scatenavano contro coloro le minoranze etniche. Nell'autunno 1989 le violenze aumentarono e fu così che Mosca decise di dare alle autorità azere maggiori poteri, al fine di riuscire a controllare la regione. Tale mossa si rivelò però un fallimento, dato che una sessione unita del Soviet Supremo armeno e del Consiglio Nazionale del Nagorno-Karabakh proclamò l'unificazione con l'Armenia. A metà gennaio del 1990, una protesta degli azeri a Baku degenerò in un altro episodio di violenza contro gli armeni rimasti. Mosca intervenne inviando le sue truppe che soppressero l'APF e insediarono Mutabilov come presidente. Durante le azioni per contenere la rivolta, le truppe sovietiche uccisero 122 rivoltosi azeri, mentre il segretario del Soviet Supremo Mikhail Gorbaciov accusò l'APF di voler creare una repubblica islamica in Azerbaigian. Tali eventi determinarono l'allontanamento del popolo azero da Mosca. Nel dicembre 1991, con un referendum tenuto nel Nagorno-Karabakh (e boicottato dalla minoranza armena della regione disputata), venne approvata la creazione di una repubblica indipendente. La proposta sovietica di concedere maggiore autonomia al Nagorno-Karabakh all'interno dell'Azerbaigian non soddisfaceva né la parte armena né quella azera e ciò pose le premesse per la guerra tra i due stati.
La contesa per la regione divampò quando sia l'Armenia che l'Azerbaigian si resero indipendenti da Mosca nel 1991. Nel vuoto lasciato dal crollo sovietico, lo scontro tra le due neonate repubbliche finì con l'essere fortemente influenzato dalla politica militare della Federazione Russa. Si ritiene infatti che la Russia tese a manipolare le rivalità tra le parti, rifornendole entrambe di armi e riuscendo così a tenere sotto controllo i due contendenti. Il massiccio contributo russo alla guerra fu denunciato dal capo della Commissione Permanente della Duma, generale Lev Rokhlin, poi ucciso dalla moglie in circostanze poco chiare. Secono Rokhlin, munizioni per un miliardo di dollari furono illegalmente trasferite all'Armenia tra il 1992 e il 1994. Da parte sua, l'Armenia denunciava il fatto che l'Azerbaigian stesse ricevendo molti aiuti dalla Turchia.
Alla fine del 1993 la guerra aveva provocato migliaia di vittime e centinaia di migliaia di rifugiati da entrambe le parti. Nel novembre 1993, Aliyev stimò che circa 16.000 militari azeri avevano perso la vita e 22.000 erano rimasti feriti durante sei anni di guerra. Le Nazioni Unite stimarono cira un milione di rifugiati in Azerbaigian nel 1993. A tentare una mediazione furono la Russia, il Kazakistan e l'Iran, a cui si aggiunsero altri paesi, l'ONU e la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa. Tutti i negoziati ebbero scarso successo e spesso i cessate il fuoco non vennero rispettati.
قرةباغ | Dağlıq Qarabağ | Alt Karabagh | Náhorní Karabach | Bergkarabach | Nagorno-Karabakh | Montara Karabaĥo | Alto Karabaj | Mägi-Karabahh | قرهباغ | Vuoristo-Karabah | Haut-Karabagh | Nagorno-Karabakh | נגורנו קרבאך | Gorski Karabah | Լեռնային Ղարաբաղ | Nagorno-Karabakh | ナゴルノ・カラバフ | მთიანი ყარაბაღი | 나고르노카라바흐 | Kalnų Karabachas | Nagorno-Karabach | Górski Karabach | Nagorno-Karabakh | Nagorno-Karabah | Нагорно-Карабахская Республика | Gorski Karabah | Нагорно-Карабах | Nagorno-Karabach | 納戈爾諾-卡拉巴赫
This article is licensed under the GNU Free Documentation License.
It uses material from the
"Nagorno-Karabakh".
Home Page • arts • business • computers • games • health • hospitals • home • kids & teens • news • physicians • recreation• reference • regional • science • shopping • society • sports • world