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Il morbillo è una malattia di caratteri infettivo e contagiosa. Nella maggior parte dei casi è a decorso rapido e favorevole.

La causa


Il morbillo è causato da un virus molto piccolo, il Paramixovirus, poco resistente fuori dall'organismo e sensibile agli agenti chimici e a quelli fisici. Il Paramixovirus è un virus ad RNA negativo e fa parte della famiglia dei Myxoviridiae.

Trasmissione


La trasmissione avviene per via rinofaringea, con starnuti o tosse e penetra attraverso le vie aeree superiori o la congiuntiva.
Il virus viene trasmesso dal soggetto malato a quello sano già 10-15 giorni prima del chiaro manifestarsi della sintomatologia, nel periodo cioè di incubazione.
Per questi motivi, facilità di trasmissione e trasmissione senza sintomatologia apparente, sono rari i casi isolati di morbillo, molto più frequenti le piccole epidemie.
Il maggior periodo di incidenza va dalla fine dell'inverno e all'inizio della primavera e, meno frequentemente, anche in autunno, con riaccensioni epidimiche ogni 2-4 anni.

Periodo di incubazione: 9-14 giorni

Chi colpisce


In una comunità colpita da morbillo, i primi e spesso gli unici ad ammalarsi sono i bambini, mentre la gran parte di adulti e lattanti nei primi tre mesi di vita passano indenni dal contagio.
Il fatto può sembrare strano, ma è facilmente spiegabile. L'individuo che contrae la malattia, acquisisce contemporaneamente l'immunità alla stessa, costituita da anticorpi particolari che rimangono nel corpo per tutta la vita, neutralizzando il virus in caso di nuovo contagio. La gran parte degli adulti non si ammala in quanto già immune, così come il lattante non si ammala, in quanto possiede ancora gli anticorpi della madre (se già immune e che perderà passati i tre mesi).

Contagiosità


Il morbillo è una delle malattie più contagiose che esistano tanto che è molto difficile raggiungere l’età adulta senza essersene ammalati. Il bambino è contagioso da 1-3 giorni prima dell’inizio dei sintomi (e quindi 3-5 giorni prima della comparsa delle manifestazioni cutanee) fino a 7 giorni dopo la comparsa dell'esantema.

Sintomi e segni


Periodo pre esantematico

Dopo il periodo di incubazione di 10–12 giorni durante il quale possono esserci segni vaghi di malessere, inappetenza, cefalea, disturbi gastroenterici inizia il periodo prodromico (Fase pre-esantematica) che dura in genere 3 giorni. In questa fase il bambino presenta una caratteristica mucosite caratterizzta da: Morbillo_sint.JPG
  • congiuntivite (con fotofobia e lacrimazione intensa)
  • raffreddore con starnuti e abbondante secrezione nasale
  • tosse secca abbaiante
  • malessere generale e febbre elevata, in genere sui 39°-40°C.

Due o tre giorni prima dell’esantema sono visibili sulla mucosa geniena a livello dei molari inferiori piccolissime macchie fugaci (scompaiono dopo 12-18 ore) bianche, simili a capocchie di spillo (a spruzzatura di calce), che prendono il nome di macchie di Köplik. Le macchie di Köplik sono patognomoniche (ovvero quando si repertano rappresentano un segno inequivocabile della malattia).

Periodo esantematico

Dopo 3-4 giorni dall’inizio del periodo pre esantematico appare il tipico esantema che interessa prima il viso, vicino all’attaccatura dei capelli e dietro alle orecchie, e poi, nell'arco di 2-3 giorni, il resto del corpo estendendosi alle braccia, al tronco e alle gambe con una progressione caratteristica a “nevicata” (ovvero dall’alto in basso). Le manifestazioni cutanee hanno l’aspetto di maculo-papule ovvero di macchioline di colore rosso vivo, lievemente rilevate al tatto, a margini frastagliati, che tendono a confluire tra loro assumendo l’aspetto di grosse macchie.

Quando, dopo circa 24 ore, l’esantema arriva ad interessare il dorso del piede, l’esantema precedentemente comparso sulla fronte ed il volto inizia ad impallidire così l’esantema procede ad attenuarsi con la stessa sequenza della sua apparizione. L’esantema si attenua in 3-4 giorni lasciando il posto ad una desquamazione cutanea. Il decorso completo del morbillo si esaurisce normalmente in 8-10 giorni anche se la tosse può persistere più a lungo.

Diagnosi


Koplik.JPG La diagnosi non è complessa, tenendo ben presenti i sintomi caratteristici: esentema, macchie di Koplik, febbre associata a congiuntivite e a raffreddore e malessere generale.
A volte la malattia può assumere forme diverse da quella tipica: le macchie possono essere molto piccole e pallide (forma abortiva), oppure grandi e coperte da piccole vescicole.
A volte i capillari in corrispondenza delle chiazze esentematiche, lasciano fuoriuscire piccole quantita di sangue: l'esentema assume un aspetto emorragico, la cui gravità è però solo apparente. L'aspetto dell'esentema, non ha alcun rapporto con il decorso più o meno grave della malattia.

Prognosi e complicazioni


Di norma il morbillo ha un decorso benigno ed una prognosi buona (favorevole alla guarigione).
Le complicanze più frequenti sono rappresentate da:

Terapia


Non esistono farmaci specifici per combattere il virus morbilloso; è possibile solo una terapia sintomatica, atta cioè ad attenuare i sintomi della malattia: riposo a letto, antipiretici. Gli antibiotici vengono utilizzati solo in caso di complicanze batteriche. .
Il lavaggio degli occhi con acqua borica tiepida e la pulizia delle palpebre renderanno meno fastidiosa la congiuntivite.
La dieta può essere libera, anche se prevalentemente liquida, per diminuire la perdita di liquidi indotta dall'effetto sulla sudorazione degli antipiretici. L'eventuale diarrea non richiede un particolare trattamento, la dieta liquida costituirà di per sé un trattamento.

Profilassi


Disposizioni legislative

Il morbillo è soggetto a denuncia obbligatoria da parte del medico con isolamento del paziente per 5 giorni dalla comparsa delle prime manifestazioni cutanee (esantema).

Immunizzazione attiva e passiva

Il morbillo è una malattia che può essere prevenuta tramite vaccinazione (immunizzazione attiva) oppure mediante somministrazione di immunoglobine (immunizzazione passiva). L'mmunizzazione passiva andrebbe effettuata entro 6 giorni dall'esposizione e trova indicazione quasi esclusiva nei bambini di età inferiore ai 6-12 mesi, nelle gestanti e negli immunodepressi.

Storia


Il nome italiano risale al medioevo, nell'italiano volgare significava "piccolo morbo".
La prima descrizione del morbillo spetta ai medici arabi che lo denomirano el hasbet e lo ritennero una varietà di vaiolo. Dall'oriente e dall'Africa arrivò in Europa intorno al VII secolo e da allora furono descritte numerose epidemie.
I primi studi sul morbillo si devono a Thomas Sydenham, medico inglese, che seguì le epidemie di Londra nel 1660 e nel 1664. Fu lui a differenziarlo dalla scarlattina e dal vaiolo (chiamato dagli antichi il "grande morbo").

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