Maria Montessori (Chiaravalle, 31 agosto 1870 - Noordwijk aan Zee, 6 maggio 1952) è stata un'educatrice italiana, scienziata, medico, filosofa, femminista e volontaria.
Ottiene la nomina di assistente presso la clinica psichiatrica dell'università, dedicandosi al recupero dei bambini con problemi psichici, da lei chiamati anormali.
Partecipa a numerosi convegni su materie Pedagogiche, si reca in numerose città europee dove apprende il metodo sperimentale di rieducazione dei minorati mentali, applicato da J. Itard e E. Séguin.
Contribuisce con il suo impegno all'emancipazione femminile.
Diventa direttrice della scuola magistrale ortofrenica di Roma, dove vi istiutisce nel 1907 la prima casa dei bambini, in cui applica una nuova concezione di scuola d'infanzia. Nel 1913 il suo metodo riscosse un discreto interesse in Nord America, che in seguito si affievolì. Nancy McCormick Rambusch rimise in uso il metodo in America, fondando la Società Montessori Americana nel 1960
Dal successo del suo esperimento nasce il movimento montessoriano, dal quale avrà origine nel 1924 la scuola magistrale Montessori.
Nel 1924 fonda l'Opera Nazionale Montessori, eretta in Ente Morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, all'attuazione del Metodo e alla sua tutela, Maria Montessori ne fu la Presidente onoraria, ma nei primi anni '30 incontrò incomprensioni e crescenti difficoltà da parte del regime fascista che aveva tentato di farne uno strumento di propaganda politica e nazionalistica. Nel 1933 Maria e Mario Montessori decisero di dimettersi dall'Opera Nazionale che in pratica verrà definitivamente chiusa nel 1936 insieme alla "Scuola di metodo" operante a Roma dal 1928. Dopo la sua partenza dall'Italia e le note vicende del suo esilio prima e del suo internamento poi avvenuto in India a causa della guerra, Maria Montessori al suo rientro in Italia, nel 1947, si preoccupò anzitutto di ricostruire l'Opera Nazionale alla quale affidò in pratica gli stessi compiti previsti dallo Statuto del 1924, favorendone l'attuazione e lo sviluppo anche attraverso la presenza di "Vita dell'infanzia" di cui ispirò e determinò la nascita. Grazie all'impulso datole da Maria Jervolino e Salvatore Valitutti, l'Opera Montessori poté riprendere e sviluppare le proprie finalità valorizzando i principi pedagogici della Fondatrice e diffondendo la conoscenza e l'attuazione del Metodo. A causa di una grave crisi finanziaria ed organizzativa ne fu commissariata la gestione fino al 1986, quando, completamente risanata, riacquistò la propria fisionomia statutaria che anche oggi la caratterizza.
Nel 1929 venne fu fondata l'AMI (Associazione Nazionale Montessori) di cui attualmente la nipote Renilde Montessori è presidente.
A causa dei contrasti con il regime fascista è costretta ad abbandonare l'Italia nel 1934 e a viaggiare in vari paesi per diffondere la propria teoria educativa.
Si reca in India durante la seconda guerra mondiale dove continua a diffondere la sua opera pedagogica, per tornare poi in Europa nel 1946.Viene accolta con onoreficenze ovunque.
Muore il 6 maggio 1952 nella città di Noordwijk in Olanda.
La sua ideologia identifica il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l'amore), che l'adulto ha ormai compresso dentro di sè rendendole inattive. L'adulto ha la tendenza di reprimere la personalità del bambino e spesso lo costringe a vivere in un ambiente di altra misura con ritmi di vita innaturali.
Il principio fondamentale deve essere la libertà dell'allievo. Poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presenti nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina. Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita.
Il periodo infantile è un periodo di enorme creatività, è un fase della vita in cui la mente del bambino assorbe le caratteristiche dell'ambiente circostante facendole sue e crescendo per mezzo di esse, in modo naturale e spontaneo senza dover compiere alcun sforzo cognitivo.
Con la Montessori molte regole dell'educazione consolidata dei primi anni del secolo cambiarono. I bambini subnormali venivano trattati con rispetto, venivano organizzate per loro delle attività ditattiche. I bambini dovevano imparare a prendersi cura di sè stessi e venivano incoraggiati a prendere decisioni autonome.
La Montessori sviluppa tutto il suo pensiero pedagogico partendo da una costruttiva critica della pedagogia scientifica, corrente di pensiero affermatasi nei primi anni del secolo.
L'equivoco di fondo della psicologia scientifica era da ricercare nella sua illusione di fondo, secondo la quale erano sufficienti una ossevazione pura e semplice e una misurazione scientifica per creare una scuola nuova, rinnovata ed efficiente. Il pensiero pedagogico montessoriano riparte dalla pedagogia scientifica, infatti l'introduzione della scienza nel campo dell'educazione è il primo passo fondamentale per poter costruire una osservazione obbiettiva del oggetto.
L'oggetto dell'osservazione non è il bambino in sè, ma è costituito dalla scoperta del bambino nella sua spontaneità ed autenticità.
Infine della scuola tradizionale infantile critica il fatto che tutto l'ambiente sia a misura di adulto, per cui il bambino non si trova a suo agio e non trova le condizioni per poter agire spontaneamente.
Le fasi di sviluppo sono così delineate:
Si tratta di una casa speciale, non costruita per i bambini ma è una casa dei bambini. È ordinata in maniera tale che i bambini la sentano veramente come loro.
L'intero arredamento della casa è progettato e proporzionato alle possibilità del bambino. In questo ambiente il bambino interagisce attivamente con il materiale proposto, mostrandosi concentrato creativo e volenteroso. Il bambino trova un ambiente per potersi esprimere in maniera originale e allo stesso tempo apprende gli aspetti fondamentali della vita comunitaria.
Essenziale è la partecipazione dei genitori per la cura della salute e dell'igiene come pre-requisito per la scuola.
Il compito dell'insegnante è l'organizzazione dell'ambiente. Deve attendere che i bambini si concentrino su un determinato materiale, per poi dedicarsi all'osservazione dei comportamenti individuali.
L'insegnante aiuta il bambino, lo sviluppo del quale deve compiersi secondo i ritmi naturali e in base alla personalità che il bambino dimostra.
Il bambino è libero nella scelta del materiale. Tutto deve scaturire dall'interesse spontaneo del bambino, sviluppando così un processo di autoeducazione e di autocontrollo.
Sul piano didattico è stato criticato il carattere artificioso dei materiali e l'uso troppo rigido del loro impiego.
Nonostante le critiche il metodo montessoriano è tuttora diffuso ed utilizzato in modo particolare all'estero.
Il segreto dell'infanzia 1938
La mente del bambino 1949
Il segreto dell'infanzia
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