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Si definisce malattia qualsiasi alterazione dello stato fisiologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali del corpo.

La scienza che studia le malattie è la patologia: ne studia le cause (eziologia), i meccanismi e l'evoluzione (patogenesi), i mezzi per combatterla (terapia).

La clinica è la disciplina che congiunge lo studio della patologia con la terapia, allo scopo di risolvere lo stato di malattia e ripristinare la funzionalità normale dell'organismo

Lo stato di malattia può essere dovuto a molte cause diverse: fondamentalmente esse possono essere interne od esterne all'organismo. Tra le cause esterne, tutte le forme di traumatismo, alcuni organismi viventi unicellulari o pluricellulari, virus, sostanze chimiche, fenomeni fisici.

A seconda della loro origine (eziologia), le malattie si possono dividere in grandi famiglie, che presentano tratti comuni in fase di diagnosi e/o terapia.

Suddivisione tipologica


Le malattie possono essere distinte:
  • in base all'estensione delle lesioni
    • locali
    • generali
  • in base alla durata
    • acute
    • croniche
  • in base alla gravità
    • lievi
    • benigne
    • gravi
    • maligne
    • perniciose.

Un criterio utilizzato per distinguere le malattie è quello eziologico, basato sul fattore scatenante:

  • malattie discrasiche
  • malattie dovute ad agenti fisici
  • malattie infettive
  • malattie parassitarie
  • malattie tossiche
  • malattie traumatiche.
Le malattie sono quasi sempre legate all'ambiente e ai fattori geografici.
Una malattia è endemica se è infettiva e l'infezione si verifica in una determinata area geografica con episodi sporadici, che si estendono periodicamente ad un numero maggiore di individui.
Le malattie epidemiche si diffondono ad un gran numero di persone, al contrario sono sporadiche se si verificano raramente.
Le malattie si acquisiscono, ma nel caso siano presenti già al momento della nascita vengono dette congenite, eriditarie se trasmesse geneticamente dai genitori.
Le malattie di natura infettiva e parassitaria, prevalenti nei paesi tropicali, sono dette malattie tropicali.

I sintomi


La malattia si mostra con la comparsa dei sintomi. Questi possono essere avvertiti soggettivamente o essere riscontrati oggettivamente dall'osservatore. Mediante l'anamnesi vengono analizzati.
I segni della malattia possono essere riscontrati tramite l'esame fisico del malato oppure riscontrati attraverso attrezzature fisiche, come l'ecografia, o metodologie chimiche, come nell'esame delle urine.

Il clima e le malattie


Il clima, i fattori geografici, atmosferici e pedologici, caratteristici di una zona, possono causare una malattia o predisporre ad essa.
In inverno si riscontra un aumento delle malattie a carico dell'apparato respiratorio, così come in estate aumentano le malattie a carico dell'apparato digerente, soprattutto dell'intestino. Molti individui reagiscono ai cambiamenti della condizioni climatiche (metereopatia), come nel caso dell'accentuarsi di certi dolori.

La temperatura

La sensazione di caldo e freddo, non dipende solo dalla temperatura esistente, ma anche dall'umidità, dalla velocità dell'aria e da altri fattori.
Missenard studiò a lungo il problema, rivelando come uno stesso soggetto potesse avere la stessa sensazione termica, a temperature notevolmente diverse fra loro. Ad esempio, un individuo sentirà lo stesso calore, con temperature di 25° C e con 33° C, se, rispettivamente, l'aria sarà satura di umidità o con una umidità del 20%.
Tutto dipende dalla capacità del nostro corpo di disperdere il calore, dalle superfici con cui la pelle viene in contatto, dalla quantità di acqua che riesce ad evaporare dal nostro corpo. Un ambiente fresco e ventilato permetterà una maggiore dispersione del calore; una cute più calda degli oggetti su cui poggia, permetterà al corpo di raffreddarsi; un'umidità dell'aria elevata, impedirà l'evaporazione.
Non sarà l'eccessivo caldo o freddo farà male all'organismo, ma l'insieme dei diversi fattori ambientali. L'organismo non sarà in grado di reagire e questo comporterà una sofferenza, che potrà dare origine ad una malattia.
Il colpo di calore non è dovuto semplicemente ad una temperatura elevata, ma ad una condizione ambientale che impedisce all'individuo di disperdere il calore, o per la scarsa ventilazione o per l'elevato tasso di umidità.
Un ambiente nebbioso, darà una sensazione di freddo maggiore di quanto effettivamente esistente. Le goccioline di acqua della nebbia, depositandosi sulla pelle ed evaporando, le sottrarranno calore, aumentando la sensazione di freddo.

La generazione del calore nel corpo (termogenesi) deriva prevalentemente dai meccanismi di ossidazione delle cellule, che "bruciano" i materiali ingeriti. La dispersione del calore avviene fondamentalmente attraverso i vasi sanguigni situati alla periferia del corpo. Produzione e dispersione, sono regolate da fattori chimici, nervosi ed ormonici. Questi fattori sono collegati tra loro da un equilibrio delicato. Poiché la produzione di calore può variare di poco, il principale mezzo di termoregolazione è determinato dalla dispersione del calore. In considerazione che la dispersione è influenzata da fattori ambientali, saranno questi a provocare variazioni di temperatura nell'organismo. Questi sbalzi di temperatura potranno predisporre a malattie, se non addirittura a provocarle. Poiché i fattori ambientali sono molto complessi ed agiscono su quel sistema organico altrettanto complesso che è il nostro organismo, il peso e l'influenza su ogni individuo è estremamente variabile.

Malattie e stagioni fredde e umide

Le stagioni fredde e umide predispongono alle infezioni delle vie respiratorie (raffreddori, bronchiti, polmoniti).
Per definire le motivazioni occorre distinguere nel fattore "freddo-umido" un'azione locale e un'azione generale.

L'azione locale ha luogo principalmente sulle mucose delle vie respiratorie; il raffreddamento provoca una costrizione dei vasi sanguigni, con un conseguente minor apporto di sangue. Il freddo rallenta anche l'attività delle microscopiche ciglia delle cellule della mucosa, diminuendo la capacità di espellere le impurità che penetrano nelle vie respiratorie. Le basse temperature ostacolano anche la fagocitosi.
Tutte queste diminuzioni di capacità rappresentano un maggior rischio di attacco da parte di germi e quindi di malattie.

L'azione generale provoca anch'essa un'alterazione delle difese dell'organismo. Un freddo intenso e prolungato, provoca anche gravi alterazioni a carico dei tessuti, come nel caso del congelamento.

Malattie e stagioni calde e umide

Le stagioni calde e umide favoriscono le malattie dell'apparato digerente, in particolare del tratto intestinale. Una aumento di malattie quali le gastriti, le coliti e le enterocolite può essere dovuto ad una dieta meno igienica, con maggior consumo di alimenti crudi, che possono essere inquinati. Gli alimenti molto freddi, quali gelati o bibite ghiacciate, a lungo andare, possono provocare squilibri a livello della secrezione gastrica. Il caldo favorisce anche la proliferazione di bacilli e batteri, che quindi sono presenti nell'ambiente più frequentemente e facilmente ingeriti insieme ai cibi. La stagione calda permette la vita a molti insetti (pulci, zanzare, ecc.) che possono trasmettere malattie ed infezioni, come la febbre gialla, la malaria, il colera, ecc.

Storia


L'idea di malattia è presente fin dalle civiltà più remote. Poteva essere considerata come deficienza dell'organismo o come un elemento che si aggiungeva in eccesso.
Malattie diverse venivano identificate con demoni che penetravano nel corpo dell'individuo: la malattia diveniva un'entità dotata di una realtà autonoma, che si aggiungeva a quella del malato.
Con Ippocrate, l'interesse del medico è dedicato al paziente, il concetto di malattia non ha particolare attenzione. La malattia viene considerata come la rottura dell'equilibrio fisiologico preesistente dell'individuo. Il medico del tempo indica quattro umori, sangue, muco, bile gialla e bile nera, presenti nell'organismo. La loro mescolanza in piena armonia permette uno stato di salute buono, non appena questa armonia viene alterata, insorge la malattia.
In seguito nacque la concezione solidistica della malattia. Il corpo veniva indicato come costituito da atomi, che scorrevano attraverso aperture invisibili. La malattia era un'alterazione di questi flussi, che provocavano rallentamenti e accelerazioni dei corpuscoli che fluivano nel corpo.
Thomas Sydenham giunge alla concezione che la malattia era un'alterazione di un equilibrio (XVII secolo): il corpo reagisce ad una causa perturbatrice. Sydenham dice che «la malattia, per quanto le sue cause possano essere dannose per il corpo, non è altro che un vigoroso sforzo per scacciare la materia morbosa e con ciò ricondurre a salute il malato».
Si sviluppano gli studi dedicati alla conoscenza dei danni provocati agli organi dalle diverse malattie (anatomia patologica), di cui Giovanni Battista Morgagni fu l'iniziatore.
Con lo sviluppo della fisiologia e della microbiologia del XIX secolo si poterono scoprire elementi eziologici, fino ad allora incomprensibili.
Ogni malattia è prodotta da una o più cause, che rompono un equilibrio, l'introduzione sistematica dell'indagine medica portò alla patologia sperimentale, con l'introduzione del principio di causalità.

Locuzioni e proverbi


  • Fare una malattia per qualcosa o per qualcuno - Desiderare qualcosa o qualcuno con grande intensità.

Voci correlate


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