Il Madagascar, è una nazione-isola situata nell'Oceano Indiano, al largo della costa orientale dell'Africa, di fronte al Mozambico. L'isola principale, anch'essa chiamata Madagascar, è la quarta più grande isola del mondo. Ospita il 5% delle specie animali e vegetali del mondo, l'80% delle quali si trovano solo in Madagascar. Fra gli esempi più noti di questa eccezionale biodiversità ci sono la famiglia dei lemuri, tre famiglie endemiche di uccelli, le numerose specie di camaleonti e i tipici baobab. L'aggettivo associato al Madagascar (usato per indicarne la lingua nativa, le etnie e la cittadinanza) è malgascio. Il malgascio è le prima lingua del Madagascar, ma la popolazione parla correntemente anche il francese (a causa del passato coloniale dell'isola).
Come dimostrano l'appartenenza del malgascio alle lingue austronesiane, e alcuni elementi della cultura materiale come lo xilofono, l'isola fu popolata anche da emigranti provenienti dall'Arcipelago malese. Verosimilmente, questi gruppi raggiunsero il Madagascar nei primi secoli DC, ma la questione è tutt'ora molto dibattuta.
La storia scritta del Madagascar inizia nel XVII secolo, quando gli arabi fondarono insediamenti commerciali sulla costa nordoccidentale. Gli europei scoprirono sull'isola nel XVI secolo, quando il capitano portoghese Diogo Dias la avvistò a causa di una indesiderata deviazione di rotta mentre viaggiava verso l'India. Nel XVII secolo, i francesi costruirono avamposti commerciali sulla costa orientale. Verso la fine del secolo, il Madagascar iniziò a diventare un rifugio di pirati di varie nazionalità; la loro presenza è attestata fin dal 1691. La sua posizione cruciale nei traffici marittimi tra gli oceani Oceano Atlantico e Indiano, e la lontananza dall'Europa, la rendevano un luogo ideale dal quale dar luogo a scorrerie ai danni delle flotte mercantili. Furono i pirati americani a portare il riso malgascio in South Carolina.
Nel medioevo, i principali clan malgasci iniziarono ad arricchirsi attraverso il commercio con il Nordafrica, il Medio Oriente, l'India e l'Europa. Questo afflusso di ricchezza portò alla formazione di diversi regni. Il clan Sakalava, di origine africana, diede vita ai regni di Regno di Menabe (localizzato intorno a quella che oggi è la cittadina di Morondava) e quello di Boina (nell'area dell'attuale provincia di Mahajanga); i Merina, di origine indonesiana, fondarono il proprio regno nella zona degli altopiani centrali; e un terzo gruppo etnico, di origine mista indonesiano-europea, diede origine al regno di Zana-Malata sulla costa orientale. I Sakalava arrivarono a controllare quelle che oggi sono le province di Antsiranana, Mahajanga e Toliara. Ebbero un ruolo molto attivo nel commercio degli schiavi, e imposero il loro predominio su gran parte dell'isola. Persero gradualmente il loro potere con la successiva ascesa dei Merina (e poi con l'occupazione francese).
A partire dagli anni 1790, i Merina estesero la propria egemonia su quasi tutta l'isola, coste incluse. Nel 1817, il sovrano dei Merina stipulò un trattato con il governatore britannico di Mauritius, abolendo il commercio degli schiavi (che era un elemento importante dell'economia del Madagascar). In cambio, gli inglesi fornirono ai Merina supporto militare e finanziario. L'influenza britannica crebbe continuamente nei decenni successivi, e la stessa corte dei Merina fu alla fine convertita all'anglicanesimo.
Nel 1885, nel contesto di una trattativa per la separazione delle rispettive aree di influenza, gli inglesi lasciarono il Madagascar ai francesi, che ne fecero un loro protettorato (gli inglesi ebbero in cambio Zanzibar). Fra il 1895 e il 1896, i francesi imposero il proprio controllo assoluto sul Madagascar con le armi, destituendo la monarchia Merina.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le truppe malgasce combatterono in Francia, Marocco e Siria. Quando la Francia cadde in mano ai tedeschi, il Madagascar passò sotto il controllo del governo di Vichy. In seguito, gli inglesi occuparono l'isola per prevenire la sua conquista da parte dei Giapponesi, e la riconsegnarono agli alleati francesi nel 1943.
Nel 1947, una rivolta insurrezionalista malgascia tenne impegnate le forze francesi per molti mesi. Durante questo rivolta i francesi uccisero 100.000 abitanti della isola. La rivolta fu sedata, ma la Francia diede inizio pochi anni dopo (nel 1956) a una serie di riforme che consentirono al Madagascar una graduale transizione verso l'indipendenza. Il 14 ottobre 1958, la Repubblica del Madagascar venne costituita stato indipendente della Comunità Francese. Dopo un periodo di governo provvisorio, e la stesura della costituzione nel 1959, il Madagascar ottenne la piena indipendenza il 26 giugno 1960.
Satellite image of Madagascar in September 2003.jpg
L'isola del Madagascar è la quarta isola più grande del mondo. Si trova al largo della costa orientale Africana, nell'Oceano Indiano, a 400km dalle coste del Mozambico. È attraversato dal Tropico del Capricorno. A causa della grande estensione, sia il paesaggio che il clima sono molto vari. madagascar-red-island.jpg Il tratto più distintivo dell'isola nel suo insieme è il colore rosso intenso del terreno, ricco di ferro. Proprio a causa della netta prevalenza di terreni ferrosi, il Madagascar viene anche chiamato l'Isola Rossa (o il Continente Rosso). L'altopiano centrale del paese, che comprende le regioni di Fianarantsoa e Antananarivo, presenta colline e montagne che proteggono valli fertili e fondamentali per l'agricoltura; numerosissime sono, in particolare, le risaie. Nel nord (regioni di Antsiranana, Sava, Mahajanga) predominano le colline coperte di foresta, e la terra è sempre umida. La costa orientale (dal nord: Fenoarivo Est, Toamasina, Mananjary, Farafangana) è ricca di vegetazione e di risorse naturali; vi si praticano la pesca, la caccia e l'agricoltura, e gran parte del territorio è coperto da foresta naturale come nel nord. Madagascar-isalo.jpg Tra l'altopiano centrale e la costa orientale si trovano le regioni di Bezanozano, Alaotra e Ambatondrazaka, anch'esse ricche di risaie; scendendo verso sud alle regioni di Zafimaniry e Tanala il paesaggio predominante torna a essere la foresta, che rappresenta la principale fonte di sostentamento delle popolazioni locali. Nelle regioni del sud-est (Vangaindrano e Taolagnaro) la terra è anche fertile ma l'acqua non sempre è sufficiente. Nel sud (Ambovombe, Androy, Ampanihy) la pianura è fertile ma secca, e si trovano aree coperte da savana e da steppa ricca di fichi d'India, detti raketa in malgascio; la popolazione coltiva il mais e la manioca. Il sudovest (Anakao, Betioky, Andranovory, Toliara, Manombo e Morombe) è anch'esso arido, e stepposo. La costa occidentale (da sud verso nord: Morondava o Menabe, Belo, Tsiribihina, Miandrivazo, Ankavandra, Antsalova e Maintirano, fino all'est di Mahajanga) è una vasta pianura adatta coltivata. Fra il centro e la costa ovest (Tsiroanomandidy, Manja, Ankazoabo, Sakaraha, Horombe) si alternano rilievi montuosi e pianure fertili, per lo meno a nord; man mano che si procede verso sud (Isalo, Ilakaka, Benenitra, Belamoty, Bezaha) si incontrano nuovamente savana e zone meno coltivate, pur con delle eccezioni (per esempio, la valle dell'Onilahy è il cuore della produzione di riso del sud del Madagascar, con 2 o 3 raccolti l'anno). Tutta la parte occidentale dell'isola, da Mahajanga ad Ambovombe ha il clima adatto all'allevamento di bovini e ovini; numerosissimi sono soprattutto gli zebù.
Ogni provincia prende il nome dal suo capoluogo:
Nel 2000, il Madagascar ha intrapreso la preparazione di una strategia di riduzione della povertà secondo quanto previsto dagli standard dell'iniziativa HIPC. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno approvato nel 2004 il lavoro svolto dal governo del paese, approvando la qualificazione del Madagascar.
Ratsiraka governò per 16 anni consecutivi, ispirandosi a un modello di stato socialista e fortemente centralizzato. Fu avviata una strategia di nazionalizzazione di imprese private e contemporaneamente una "malgascizzazione" del sistema scolastico. Nello stesso periodo, l'attività dell'opposizione fu soggetta a forti limitazioni, così come la libertà di stampa nel paese.
Verso la fine degli anni '80 il regime di Ratsiraka iniziò a indebolirsi ed essere soggetto a pressioni sempre più incalzanti. In risposta al degrado della situazione economica del paese, Ratsiraka introdusse alcune riforme liberali. Contemporaneamente fu abolita la censura sulla stampa e nacquero nuovi partiti politici all'opposizione. Tutte queste misure non furono sufficienti a placare il movimento antigovernativo noto come Hery Velona ("Forze Ettive"), particolarmente forte nella provincia di Antananarivo. Il movimento diede luogo fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 a numerose manifestazioni pacifiche di protesta e scioperi generali. Nel 1991, l'esercito governativo aprì il fuoco sui dimostranti a Iavoloha, uccidendo più di 30 persone.
Trovandosi in una posizione sempre più difficile, Ratsiraka accolse una negozazione per la formazione di un governo transitorio. Il 31 ottobre 1991 furono create una serie di istituzioni ad interim e il presidente perse la gran parte dei propri poteri. Nello stesso periodo ebbe inizio il processo di formazione di un nuovo governo costituzionale.
Nel marzo del 1992, una nuova costituzione fu proposta da un forum nazionale organizzato dallo FFKM (il Consiglio delle Chiese Cristiane Malgasce). Lo svolgersi del processo fu accompagnato da disordini e scontri armati nel paese. Il testo della nuova costituzione fu accettato nell'agosto 1992 con un referendum, che vide favorevoli una larga maggioranza dei cittadini.
Alle nuove elezioni presidenziali, nel 1993, Albert Zafy (leader del movimento Hery Velona ) sconfisse Ratsiraka. Lo stesso Zafy subì l'impeachment nel 1996 e nel 1997 Zafy e Ratsiraka si affrontarono nuovamente alle urne, questa volta con esito opposto. La costituzione del 1998, voluta dal partito di Ratsiraka (l'AREMA) rafforzò notevolmente i poteri del presidente.
Nelle elezioni del dicembre 2001 entrambi i candidati sostennero di aver vinto; il Ministro dell'Interno dichiarò Ratsiraka nuovamente vincitore, nonostante le proteste dello sfidante Marc Ravalomanana. Ne seguì una nuova crisi, azioni di sabotaggio dei trasporti e qualche scontro sporadico nel paese, in quella che all'estero fu spesso descritta, forse eccessivamente, come una "guerra civile", e che ebbe comunque anche elementi di scontro etnico (Ratsiraka appartiene a una tribù della costa, i Betsimisaraka, mentre Ravalomanana appartiene ai Merina degli altopiani).
Nel luglio 2002 Ratsiraka e molti dei suoi si ritirarono in esilio in Francia. Ravalomanana, preso il potere, iniziò una serie di grandi progetti di riforma e una battaglia contro la corruzione. Nelle elezioni legislative del 2002 il suo partito TIM ("Tiako-I-Madagasikara", letteralmente "amo il Madagascar") ebbe una larga maggioranza, e un risultato favorevole alla linea del nuovo presidente si ebbe anche nelle elezioni municipali del 2003.
Dal 1978 al 1991, sotto il governo di Ratsiraka, il Madagascar ha allacciato legami politici soprattutto con paesi socialisti e non-allineati come Corea del Nord, Cuba, Libia e Iran. Il successivo presidente Zafy ha cercato di ampliare la rosa dei contatti internazionali del paese.
Dal 1997 il Madagascar ha iniziato ad aprirsi ai mercati mondiali. I suoi rapporti commerciali sono comunque più orientati verso l'Oceano Indiano (Mauritius, Comore, Réunion) e l'Europa (soprattutto Francia, Germania, Svizzera) che verso l'Africa. Ci sono rapporti importanti anche fra Madagascar e Regno Unito, Russia, Giappone, India e Cina. Ravalomanana ha coltivato anche le relazioni con gli Stati Uniti, grazie alle quali il Madagascar fu una delle prime nazioni a beneficiare dell'iniziativa Millennium Challenge Account. Più in generale, Ravalomanana ha teso coscientemente a rafforzare i rapporti con i paesi anglofoni per controbilanciare il rapporto di sudditanza politica e culturale del Madagascar nei confronti della Francia.
La prima costituzione del Madagascar (1960), equiparava malgascio e francese come lingue ufficiali della Repubblica. La costituzione attuale non fa menzione del concetto di "lingua ufficiale", ma precisa che il malgascio è la "lingua nazionale". In occasione di una protesta formale di un cittadino che aveva ritenuto incostituzionale la pubblicazione di documenti ufficili in solo francese, la Corte Costituzionale ha respinto la protesta, deliberando che in assenza di una indicazione precisa a livello legislativo, il francese poteva essere considerato ancora accettabile come lingua ufficiale.
Le chiese cristiane in Madagascar sono spesso influenti sulla vita politica del paese. Il Consiglio delle Chiese Malgasce (FFKM) riunisce le quattro dottrine più radicate nel paese (cattolicesimo romano, protestantesimo riformato, luteranesimo e anglicanesimo).
Il Madagascar e le Seychelles sono frammenti dell'antico supercontinente di Gondwana. Quando il Gondwana iniziò a frantumarsi (circa 160 milioni di anni fa) il Madagascar si separò prima dall'Africa e solo dopo dall'India (89 milioni di anni fa). Questo isolamento ha fatto del Madagascar quello che alcuni biogeografi chiamano l'"ottavo continente". Sull'isola mancano quasi completamente le specie animali tipiche dell'Africa continentale; molte sono le specie sia animali che vegetali endemiche; molte sono quelle che il Madagascar ha in comune con continenti diversi dall'Africa, e non sempre queste sono in comune (come risulterebbe naturale aspettarsi) con il subcontinente indiano (per esempio, la cosidetta palma del viaggiatore (Ravenala madagascariensis) si trova in Madagascar e in Sudamerica; in Africa non esiste più). La protezione dell'eccezionale biodiversità dell'isola è uno degli obiettivi di primaria importanza perseguiti dal WWF.
Fra le specie vegetali, otto famiglie di angiosperme sono endemiche del Madagascar: Asteropeiaceae, Didymelaceae, Didiereaceae, Kaliphoraceae, Melanophyllaceae, Physenaceae, Sarcolaenaceae e Sphaerosepalaceae. Si trovano sull'isola circa 170 specie di palme, tra cui la palma rafia (Raphia sudinaca); una delle specie più tipiche dell'isola, la cosidetta palma del viaggiatore (Ravenala madagascariensis) appartiene in realtà alla famiglia delle Strelitziaceae. Vi sono inoltre numerose specie di felci e bambù; un migliaio di specie di orchidea (tra cui quella da cui si ricava la vaniglia), molte piante carnivore, tra cui la Nephentes madascariensis, e le agavi da cui si ricava una fibra nota come sisal, usata per la realizzazione di imballaggi biodegradabili. Delle otto specie di baobab note ben sei sono endemiche del Madagascar. Infine sono talvolta chiamati "baobab bonsai" (pur non avendo alcun legame di parentela con i baobab) i curiosi Pachypodium, di poche decine di centimetri d'altezza e tronco e rami tozzi e di diametro relativamente largo.
Numerose specie endemiche si sono estinte in tempi relativamente recenti; molte di esse scomparvero in un periodo che corrisponde alla prima colonizzazione da parte dell'uomo, intorno a 2000 anni fa. Si trovavano sull'isola, tra l'altro, un ippopotamo pigmeo, un lemure gigante (delle dimensioni di un gorilla), un fossa delle dimensioni di un leone, un "uccello elefante" (Aepyornis maximus) simile allo struzzo e una tartaruga gigante.
Fra le altre specie animali presenti sull'isola si possono citare i coccodrilli e 60 specie di serpenti (nessuno dei quali pericoloso per l'uomo), tra cui 3 specie diverse di boa. Anche i fondali marini sono ricchi di pesci, coralli e piante marine, sia al sud (soprattutto nella barriera corallina a sudovest, fra Anakao e Morombe) che al nord (nella zona di Nosy Be). Al largo dell'isola di Saint Marie transitano stagionalmente le balene.
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