Beethoven.jpg Ludwig van Beethoven (battezzato a Bonn il 16 dicembre 1770 - Vienna 26 marzo 1827) è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.
I suoi primi studi furono strumentali, eseguiti su pianoforte, organo, violino, fatti con il padre e altri componenti della cappella. La morte della madre, quando Ludwig era solo diciassettenne, resero ancora più difficili questi anni giovanili ed egli, per parecchi anni, dovette essere l'unico responsabile dei due fratelli minori.
Comunque il talento di Beethoven venne notato molto presto ed egli poté iniziare gli studi con un vero maestro, Christian Gottlob Neefe. Grazie a Neefe conobbe la famiglia del consigliere di corte Stephan von Breuning che lo accolse come un figlio e a casa del quale approfondì la sua conoscenza della cultura tedesca contemporanea attraverso le letture che la signora Helene teneva su Kant, Goethe, Schiller e Klopstock.
La carriera di Beethoven come compositore è suddivisa convenzionalmente in tre parti: inizio, metà e ultimi periodi.
Beethoven si trasferì a Vienna nel 1792, dove fu studente di Franz Joseph Haydn e di altri maestri. Si fece subito notare come virtuoso del pianoforte prima che come compositore, e creò un modello di lavoro che avrebbe seguito per il resto della sua vita: anziché lavorare per la chiesa o per la corte di un nobile (come molti compositori avevano fatto prima di lui), lavorò come "libero professionista", mantenendosi con prestazioni pubbliche, vendendo i suoi lavori e ricevendo stipendi dai nobili che riconoscevano il suo talento.
Nel periodo iniziale cercò di emulare i suoi grandi predecessori: Haydn e Mozart, ma allo stesso tempo esplorò nuove direzioni e gradatamente espanse lo scopo e l'ambizione del suo lavoro. Alcuni dei pezzi importanti di questo periodo sono la prima e la seconda sinfonia, i primi sei quartetti per archi, i primi due concerti per pianoforte ed una dozzina di sonate, tra le quali la famosa "Patetica".
Il periodo intermedio ebbe inizio in breve tempo, subito dopo la crisi personale di Beethoven per la perdita progressiva dell'udito. È caratterizzato da lavori che esprimono su larga scala l'eroismo e la lotta in pieno ardore romantico; sono di questo periodo alcune tra le sue più famose opere: le sinfonie dalla terza alla quinta, gli ultimi tre concerti per piano e quello per violino, i quartetti d'archi 7-11, molte sonate per piano, come la n.14 "Quasi una Fantasia", ridenominata in seguito '"Al chiaro di luna" ("Mondschein Sonate", op. 27/2)(1801), la n.17 "La Tempesta", op. 31/2 (1802), la 21 l'"Aurora" ("Waldstein", op. 53)(1803-1804) e la n.23 l'"Appassionata" (op. 57) (1804-1805) e l'opera Fidelio.
L'ultimo periodo compositivo di Beethoven ha inizio subito dopo la Quinta, intorno al 1808, con le sinfonie Sesta, detta anche Pastorale, e Settima. Gli ultimi lavori sono grandemente ammirati per la loro profondità intellettuale e la loro espressione intensa e altamente personale. In questo periodo compone: la Nona sinfonia, la Missa solemnis, gli ultimi sei quartetti per archi e le ultime cinque sonate per piano.
La vita personale di Beethoven fu molto tribolata. Intorno all'età di 28 anni iniziò a diventare sordo, una calamità che lo portò per un certo periodo a pensare al suicidio, idea che egli rivela nel Testamento di Heiligenstadt, scritto nel 1802. Fu attratto da donne irraggiungibili (maritate o aristocratiche), che egli idealizzò, ma non si sposò mai. Tra il 1812 ed il 1816 passò un periodo di bassissima produzione artistica, causato da una forte depressione per la separazione definitiva da una donna, la cui identità non è ancora certa, che Beethoven amò profondamente. Beethoven litigò, spesso aspramente, con i suoi parenti e con le altre persone che gli stavano intorno e frequentemente si comportò malissimo con gli altri. Molte delle volte le cause erano da ricercarsi nella sua sordità che si accentuava sempre di più e che lui si ostinava sempre di più a tenere celata a tutti gli altri. Si spostò di frequente da un posto all'altro ed aveva strane abitudini come quella di indossare abiti sudici. Ebbe molto spesso dei problemi finanziari.
È molto comune per gli ascoltatori di percepire un'eco della vita di Beethoven ascoltando la sua musica, nella quale spesso descrive la lotta seguita dal trionfo; questa descrizione è spesso applicata nella creazione dei pezzi principali composti da Beethoven di fronte alle sue gravi difficoltà personali.
La salute di Beethoven è sempre stata pessima e la perse completamente nel 1826. La sua morte, avvenuta a Vienna nell'anno successivo, il 26 marzo, alle 17.45 circa è usualmente attribuita ad un'affezione epatica. I funerali si terranno il 29 marzo, e vennero accompagnati da decine di migliaia di viennesi, affetto e calore datogli sempre in tutta la sua vita. Franz Schubert, che fu un grande ammiratore del maestro, non ebbe mai il coraggio di avvicinarlo, e sarà uno dei portatori delle fiaccole funebri, assieme a numerosi altri musicisti.
Beethoven, cristiano per nascita, soprattutto nell'ultima fase della sua produzione accentuerà sempre più l'ispirazione religiosa, raggiungendo vette supreme anche nella musica sacra, come nella Missa solemnis.
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