In matematica, logica, informatica e linguistica, per linguaggio formale si intende un insieme di stringhe di lunghezza finita costruite sopra un alfabeto finito, cioè sopra un insieme finito di oggetti tendenzialmente semplici che vengono chiamati caratteri, simboli o lettere.
Di un linguaggio formale può far parte o meno la stringa muta o parola vuota, cioè la sequenza costituita da zero caratteri: questa spesso viene denotata come e, ε o λ: qui preferiamo usare μ.
Un linguaggio può essere finito o infinito in quanto non si pongono limiti alla lunghezza delle stringhe.
Un tipico alfabeto potrebbe essere A := {a, b} e tipiche stringhe su questo alfabeto
Esempi di linguaggi formali su A sono:
Un linguaggio formale può essere definito in una grande varietà di modi.
I linguaggi si possono comporre con molte operazioni e in tal modo si possono ottenere molti linguaggi a partire da un insieme di linguaggi dati. Con L1 ed L2 denotiamo due linguaggi sopra un dato alfabeto.
Una tipica questione che si pone sopra un linguaggio formale riguarda quanto sia oneroso decidere se una data parola appartiene o meno al linguaggio. Essa ricade sotto il dominio della teoria della computabilità e della teoria della complessità.
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"Linguaggio formale (matematica)".
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