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Il turco (nome nativo Türkçe o Türk dili) appartiene al gruppo linguistico delle lingue turche, con circa 75 milioni di madrelingua in Turchia, a Cipro e sparsi per il mondo.

Storia


Il turco era parlato nell'Impero Ottomano usando una versione modificata dell'alfabeto arabo. nel 1928 Mustafa Kemal Atatürk, nei suoi sforzi per modernizzare la Turchia, rese illegale l'alfabeto arabo e lo rimpiazzò con una versione modificata dell'alfabeto latino.

Classificazione


Il turco fa parte di un insieme di lingue tra loro strettamente correlate che include anche il Turco Balcanico, il Gagauz e il Turco Khorasani. Appartiene al sottogruppo delle Lingue turche meridionali, che a loro volta appartengono al gruppo delle Lingue turche, che alcuni linguisti considerano essere parte della disputata famiglia linguistica Altaica (che è considerata essere parte dell'ancora più disputata famiglia linguistica Uralo-Altaica.)

Distribuzione geografica


Il turco è parlato in Turchia e da minoranze di 35 altri paesi. È usato in stati come la Azerbaijan, la Bulgaria, la Grecia, la Repubblica Turca di Cipro Nord, la Macedonia, la Romania e l'Uzbekistan ed è anche chiamato Osmanli.

Lingua ufficiale

Il turco è la lingua ufficiale della Turchia e una delle lingue ufficiali di Cipro.

Dialetti

I dialetti del turco includono il danubiano, l'eskişehir (parlato nella provincia di Eskişehir), il razgrad, il dinler, il rumeliano, il karamanli (parlato nella provincia di Karaman), l'edirne (parlato a Edirne), il gaziantep (parlato nella provincia di Gaziantep), l'urfa (parlato in nella provincia di Şanlıurfa).

Suoni


Una delle caratteristiche del turco è l'armonia vocalica (se la prima vocale di una parola turca è una vocale palatale, la seconda e le altre vocali della parola o sono la stessa o sono altre vocali palatali; es.: Erdem). Si veda anche la Ğ (g dolce).

Sistema vocalico della lingua turca
Anteriore
(palatale)
Posteriore
(gutturale, velare)
Chiusa Non labializzato i ı
Labializzato ü u
Aperta Non labializzato e a
Labializzato ö o

Lettura delle vocali

A, e, i, o, u sono del tutto simili alle vocali italiane. La ü si legge come una u molto stretta, alla francese. Analogamente la ö è simile al suono francese ô (oppure come la pronuncia della parole "Eau", "acqua"). La ı (i senza puntino) ha un suono gutturale a metà strada fra una u e una o, che in italiano usiamo per esempio quando i bambini pronunciano le consonanti senza vocale. Si può averne un'idea se proviamo a pronunciare come due sillabe separate la t e la r della parola "tra". NB: in scrittura le lettere ı e i si distinguono dal puntino anche se maiuscole. Così la I maiuscola senza puntino si legge ı, mentre la i maiuscola uguale a quella italiana deve avere un piccolo puntino in alto (come nella grafia corretta di İstanbul). A volte sopra le vocali può trovarsi il segno ^, che fa sì che si leggano più lunghe. Questa grafia è usata solo per parole derivate dall'arabo.

Altre differenze di lettura con l'italiano

Le consonanti italiane sono del tutto simile a quelle turche con poche eccezioni:
  • la c ha una lettura completamente diversa, va letta infatti sempre come una g dolce: Istiklar Caddesi (Via Istiklar) si legge infatti "giaddesi".
  • la ç ha il suono della c dolce italiana (çocuk, bambino, si legge ciogiuk)
  • la g è sempre gutturale (gece, notte, si legge ghege)
  • la ğ non è una vera consonante: serve solo per allungare il suono della vocale che la precede (Dağ, montagna, si legge daa)
  • la h è sempre aspirata
  • la s è sempre sorda (come in sale)
  • la ş è uguale al suono sc italiano (Şişli, quartiere di İstanbul, si legge Scisc-li)
  • la y è considerata consonante vera e propria (si legge come una i semivocalica)
  • la z è uguale alla s sonora di rosa

Grammatica


Il turco, come il finlandese e l'ungherese, è una lingua agglutinante. È noto che possieda moltissimi suffissi e pochi prefissi. La sintassi della frase è Soggetto Oggetto Verbo come nel giapponese e nel latino. La grammatica turca è sistematica ed ha un unico sostantivo irregolare su (acqua) ed un unico verbo irregolare etmek (essere). La sua estrema logicità e razionalità ha fatto sì che fosse scelta come schema per l'esperanto.

Regola dell'eufonia

Come si è detto esistono due gruppi vocalici: "e i ö ü" e "a ı o u" (per ricordarli, il gruppo delle vocali con i puntini + la e ed il gruppo delle vocali senza puntini). Ogni suffisso e desinenza ha almeno due forme con una vocale scelta da ciascuno dei gruppi. Considerando l'ultima vocale della parola alla quale deve essere aggiunto il suffisso si sceglierà la forma dello stesso gruppo vocalico. Questa regola è chiamata anche armonia vocalica. Esempio: il suffisso del plurale può essere ler o lar
ev (casa) -> evler (case)
oda (stanza -> odalar (stanze)
iş (lavoro) -> işler (lavori)
kapı (porta) -> kapılar (porte)
göl (lago) -> göller (laghi)
yol (strada) -> yollar (strade)
gün (giorno) -> güunler (giorni)
grup (gruppo) -> gruplar (gruppi)

Sistema di scrittura


Il Turco è scritto con una versione modificata dell'alfabeto latino, introdotta nel 1928 da Kemal Atatürk insieme ad altre misure prese per modernizzare la Turchia. Sino al 1928 per scrivere il Turco si utilizzava una versione modificata dell'alfabeto arabo (vedi turco ottomano), che divenne illegale dopo quella data.

Esempi


Italiano Turco
evet
no hayır
ciao merhaba
grazie teşekkür ederim
prego bir şey değil
per favore lütfen
mi scusi affedersiniz
buonanotte iyi geceler
buongiorno günaydın
arrivederci hoşça kalın
ti amo seni seviyorum

Una famosa citazione e motto di Mustafa Kemal Atatürk è "Yurtta sulh, Cihanda sulh", che, tradotta, significa "pace in casa, pace nel mondo".

Collegamenti esterni


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