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La Grande Jamahiriya Araba di Libia Popolare e Socialista o semplicemente Libia (in Arabo: ليبيا) è uno stato del Nordafrica confinante con il Mar Mediterraneo e compreso tra l'Egitto ad est, il Sudan a sudest, il Ciad e il Niger a sud e l'Algeria e la Tunisia ad ovest. La sua capitale è Tripoli.

Storia


Le prime tracce nella storia libica vengono lasciate da una serie di insediamenti Fenici, poi assorbiti da Cartagine nel VI secolo avanti Cristo insieme a tutta la fascia costiera: l'interno, desertico e praticamente privo di risorse, viene lasciato a sé stesso dai cartaginesi e un secolo dopo (V secolo A.C.) sorge nel Fezzan l'impero Garamanti. Dopo la definitiva conquista (e distruzione) romana di Cartagine nel 146 A.C., la Libia nord-occidentale entra a far parte del dominio romano, e poco più tardi viene costituita come provincia col nome di Tripolitania. Circa trent'anni dopo, nel 74 A.C., le legioni romane conquistano la Cirenaica ma la loro avanzata verso Sud viene fermata dai Garamanti.

Dopo la caduta dell'impero romano i Vandali provenienti dalla Spagna occupano la Libia nel 455, per venirne scacciati due secoli dopo dagli arabi del nascente impero musulmano. La dominazione musulmana dura fino al 1146 quando la Libia viene conquistata dai Normanni di Sicilia. La dominazione normanna dura fino al 1521, quando l'impero ottomano arriva a lambire la Libia nordorientale che vi si sottomette, sia pure solo nominalmente: ma trent'anni dopo la sottomissione formale è diventata annessione per tutta la Libia.

Nel 1711 sorge a Tripoli la dinastia dei Karamanli, plenipotenziari del Sultano, che prosperano proteggendo le attività dei pirati che facevano base nel porto di tripoli, e favorendo attivamente il commercio degli schiavi destinati alle colonie americane. Ma l'attività corsara nel Mediterraneo irrita sempre di più le potenze europee, ed alla fine le pressioni sull'impero ottomano perché abolisca il commercio di schiavi e combatta la pirateria hanno effetto: nel 1835 il Sultano della Sublime Porta rimuove i Karamanli dall'incarico di suoi rappresentanti.

Pochi anni dopo, nel 1843 Mohammed Ibn Ali s-Sanussiy, capo di un importante movimento religioso, si stabilisce in Cirenaica e fa proseliti in tutta la Libia. È contro questo movimento che nel 1911, dopo la vittoriosa Guerra Italo-Turca, si scontra la colonizzazione italiana della Libia, che per vent'anni deve combattere la resistenza organizzata dai Sanussi. Questo periodo di lotta tra Italiani e Libici per il possesso della Libia è passata alla storia come "Riconquista". Il regno italiano sulla Libia dura fino alla caduta del paese in mani alleate nel 1943.

Divenuta indipendente come monarchia parlamentare nel 1951, sotto re Idris, la Libia entra nella Lega Araba nel 1953 e nell'ONU nel 1955. Sei anni dopo (1961) inizia l'estrazione del petrolio libico.

Nel 1969 un colpo di stato contro il re Idris, ordito da giovani ufficiali, ha successo: il governo provvisorio è presieduto da Muammar Gheddafi che resterà a capo del paese da quel momento in poi fino ad oggi; il nuovo governo nazionalizza tutte le imprese di estrazione petrolifera, nonché tutti i possedimenti italiani in Libia.

Geografia


Circa il 90% del territorio libico è desertico o semidesertico: le uniche estensioni verdi sono lungo la fascia costiera, dove il clima è mediterraneo e dove è concentrato il 90% della popolazione. I rilievi della catena dell'Atlante separano la linea di territorio verde dall'interno desertico del paese, che altrimenti è essenzialmente pianeggiante, con dune di sabbia, depressioni e occasionali zone rocciose.

Demografia


Lingua

Parlata anche la lingua berbera, ma senza alcun riconoscimento ufficiale (soprattutto nel Gebel Nefusa, a Zuara sulla costa e in vari centri dell'interno come Ghat, Ghadames, Sokna e Augila). La lingua italiana e quella inglese sono utilizzate a livello economico per i commerci.

Religioni

Musulmani sunniti 97%, cristiani 3%.

Personaggi italiani nativi della Libia


Tripoli

Bengasi

Homs

Vedi anche


Libia

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