La leggenda urbana o leggenda metropolitana è un genere di leggenda contemporanea che consiste in storie insolite e curiose raccontate dalla gente, che acquistano credibilità passando di bocca in bocca.
Si tratta di ipotetici fatti normalmente presentati come realmente accaduti, ma attribuiti quasi sempre a qualche altra persona; in Italia un incipit piuttosto comune è "mio cugino mi ha raccontato...", mentre nei paesi di lingua inglese addirittura è stato coniato un acronimo per riferirsi al soggetto o alla fonte di queste storie: FOAF, friend of a friend, "un amico di un mio amico". Non bisogna pensare che le persone che raccontano una leggenda urbana lo facciano in malafede. Talvolta certo la cosa può accadere, ma più spesso si tratta di "vittime" del fenomeno, di agenti passivi atti, involontariamente, alla diffusione della diceria di turno. Spesso le persone che raccontano le leggende sono davvero convinte della veridicità di quanto affermano e questo perché la natura stessa della leggenda urbana consente quasi sempre un margine di credibilità. Inoltre gli argomenti descritti all'interno di questi racconti popolari sono spesso divertenti e curiosi il che incentiva la voglia di diffonderli e raccontarli ai propri conoscenti. Si ricalca dunque in questo modo un meccanismo simile a quello che consente il diffondersi delle barzellette o degli indovinelli.
Le leggende metropolitane sono solitamente verosimili, ma non sono notizie di cronaca, anche se talvolta (specie nel periodo estivo) sono riferite dai giornali, sempre però in modo piuttosto generico, senza riportare - come fa una vera cronaca - il nome del protagonista e del testimone, il tempo e il luogo precisi in cui i fatti sono avvenuti.
Queste leggende moderne, nate o diffuse nelle città, dimostrerebbero che anche l'uomo d'oggi lavora con la fantasia su aspetti della realtà che lo circonda, che gli fa inventare e raccontare fatti che, spacciati per veri e creduti tali, anche se spesso privi degli elementi fantastici e meravigliosi presenti nelle leggende popolari, soddisfano il bisogno universale di storie e rafforzano l'appartenenza ad un certo ambiente.
Si tratta a volte di leggende più antiche adattate e modernizzate. Le leggende urbane possono anche diventare uno strumento di discriminazione, quando attribuiscono, a questo o quel gruppo etnico, religioso o d'altro tipo, dei fatti o dei comportamenti inesistenti. Tipico esempio di quest'ultimo modo di intendere la leggenda metropolitana è la diceria secondo la quale i Rom utilizzerebbero un particolare codice per stabilire quali case derubare e quali no.
Esempi
- Secondo un sondaggio effettuato negli Stati Uniti, la leggenda metropolitana più diffusa è quella del ragazzo che va in discoteca ed incontra una donna bellissima ma sconosciuta. Passa con lei una notte di sesso ma al mattino seguente non la vede a letto: prova a cercarla in bagno, ma sullo specchio campeggia la scritta "Benvenuto nel mondo dell'AIDS", tracciata col rossetto.
- Tra gli esempi classici di leggenda metropolitana, ripresi spesso nei media, vi sono il topo della Tasmania (un animaletto apparentemente innocuo trovato durante un viaggio all'estero, che una volta portato a casa divora l'animale domestico) o lautostoppista fantasma' (una misteriosa donna che, presa a bordo, scompare nel nulla dopo avere avvisato l'autista di un pericolo, proprio nel punto si scopre poi essere morta per un incidente), o ancora le numerose "bufale" (hoax) diffuse via e-mail.
- Agghiacciante in merito al contenuto è quella leggenda, diffusa soprattutto in Nord Italia, per la quale un pazzo si aggirerebbe d'estate per i parchi acquatici applicando, lungo gli scivoli delle piscine, alcune affilatissime lame da rasoio al fine di provocare dei tagli profondi e dolorosissimi alla schiena degli ignari natanti.
- Un'altra leggenda urbana piuttosto diffusa, con diverse varianti, è quella che narra di un'ipotetica mossa segreta, appartenente al repertorio di una non precisata arte marziale, la quale sarebbe in grado causare una morte "ritardata" (dopo alcuni passi o addirittura dopo alcuni giorni) a coloro che ne siano vittime.
- In alcuni casi invece, come spesso avviene per la mitologia, vi sono leggende urbane che poggiano su fatti autentici. Un classico esempio, sempre in Italia, sono le voci che circondano il piccolo paese di Consonno, in provincia di Lecco, un borgo la cui popolazione è diminuita sempre più fino a trasformarlo in una vera e propria città fantasma. Le cause di questo abbandono non hanno nulla di terrificante: si è trattato di una semplice migrazione degli abitanti che hanno abbandonato di loro volontà la cittadina per diversi motivi. Purtuttavia le strutture deserte, ancora visibili e visitabili, continuano ad esercitare un autentico fascino tra i giovani i quali, per lo più di notte, si recano a esplorarle. Da questo fatto sono nate innumerevoli versioni sul tracollo demografico subito dal paese: alcune sostengono che la scarsa raggiungibilità del posto avrebbe spinto gli abitanti a scegliere luoghi più a contatto con il mondo, altri parlano del misterioso crollo di un ponte che univa il borgo alla strada principale della valle. A queste si sono aggiunte le immancabili dicerie di stampo metafisico e soprannaturale (fantasmi, demoni, anime dannate e così via).
Nella musica
La canzone di Elio e le storie tese Mio cuggino è un compendio delle leggende metropolitane più famose, riferite secondo il tipico incipit "mio cugino mi ha raccontato che..." (con la voce narrante di Aldo Baglio).
Una leggenda molto diffusa nel mondo della musica, conosciuta anche con la sigla PID (Paul Is Dead), riguarda Paul McCartney: il bassista dei Beatles sarebbe morto in un incidente stradale nel 1966 e sostituito da un sosia.
Leggende di questo tipo non sono l'esclusiva delle società urbane contemporanee. Il cantante berbero algerino Slimane Azem in una sua celebre canzone ricorda ironicamente diversi fatti che si tramandano di bocca in bocca, e spesso fanno la fortuna di chi approfitta dei creduloni:
- Akkagi i d yeffeɣ lexbar
- nnan-t-id di mkul mkan
- lukan d ṣṣeḥ, a t-nżar
- yibbwas labudd ad iban
- ma yella d lekdeb, nesteɣfar
- lḥaṣulin akka i d-nnan...
"Così è uscita la notizia / la raccontano per ogni dove / se sia vera, lo vedremo / un giorno forse sarà evidente. / Se salterà fuori che è falsa, chiedo scusa / sta di fatto che è così che la raccontano..."
Nel cinema
- Mosse di arti marziali che causano la morte "ritardata" di una persona sono uno dei temi centrali dell'anime Ken il guerriero, ma sono comuni anche alla tradizione dei B-movie di arti marziali (da cui probabilmente la leggenda urbana deriva). Quentin Tarantino ha ripreso questa idea nel suo film Kill Bill 2. Una delle più diffuse leggende fiorite sulla morte di Bruce Lee vuole proprio la più famosa star dei film di arti marziali vittima di uno di questi letali colpi leggendari.
- Il film Urban Legend (USA, 1998), diretto da Jamie Blanks e che vede la partecipazione di Joshua Jackson (uno dei protagonisti della serie tv statunitense Dawson's Creek), narra di leggende urbane famose in tutto il mondo. Anche se da un punto di vista cinematografico è generalmente considerata un'opera di scarsa qualità, questa pellicola ha il pregio di riassumere in un'ora e mezza le principali leggende urbane passate alla fama mondiale. Da "la banda dei fari" al "cagnolino nel forno a microonde", e citando anche la celeberrima "baby sitter assassinata", il film mette in rassegna i grandi classici della categoria "panzane" inserendoli all'interno della propria trama. Sono stati realizzati due seguiti, di pregio ancora inferiore al primo, nel 2001 e nel 2004.
- Il film The Ring (USA, 2003) di Gore Verbinski con Naomi Watts e Brian Cox è anch'esso ispirato a una leggenda urbana. In questo caso la bufala parla di una misteriosa videocassetta la quale circola, per cause ignote, nelle case private: chiunque la vede dovrebbe ricevere una telefonata che lo avvisa della propria morte nel giro di una settimana. Il lungometraggio in questione è peraltro il remake di un film giapponese, del 1998, che ebbe notevole successo in patria, ma scarsa diffusione nel resto del mondo.
Nello sport
Anche in ambito sportivo alcune leggende metropolitane hanno spesso catalizzato l'attenzione di stampa e opinione pubblica.
- Un esempio è quello di una non ben definita targa commemorativa della famosa semifinale Italia-Germania Ovest 4-3 d.t.s. giocata a Città del Messico durante il campionato mondiale di calcio del 1970. La leggenda metropolitana si basava sul fatto che questa targa doveva essere affissa da qualche parte nello Stadio Azteca, lo stadio in cui la partita si giocò, ma in realtà questa targa non esiste.
- Un altro caso di "frottola celebre" è quello del calciatore nordcoreano Pak Doo Ik, il quale segnò la rete contro l'Italia che ne sancì l'eliminazione dal campionato mondiale del 1966. Ancora oggi viene ricordato come "il dentista che eliminò l'Italia". In realtà la sua professione è sempre stata quella del professore di educazione fisica.
Nei videogiochi
Esistono molte leggende metropolitane che hanno come argomento i
videogiochi, che negli ultimi anni si diffondono tramite il
Web.
- Una delle più famose riguarda il videogioco Metal Gear Solid. Questa leggenda narra che dopo una serie di partite vinte terminando il gioco alternando i vari finali presenti nel gioco (chiamati Meryl e Otacon), all'inizio dell'ennesima partita, al posto del personaggio Solid Snake apparirà il Ninja. La molteplicità delle varianti della sequenza "corretta" di successione dei finali fa però credere che sia solo una leggenda.
Questa superstizione è stata alimentata dal fatto che completando il gioco, terminando con successo entrambi i finali, la terza partita inizierà con Snake in
smoking, in stile
James Bond. Altro fattore che fa parlare della leggenda è che nella versione PC del gioco, al termine dell'installazione, appare uno
screenshot del porto (nel gioco Dock) di Metal Gear Solid, dove iniziano le partite, con al posto di Snake il famoso Ninja. Alcuni sostengono che questa immagine (e addirittura la leggenda stessa) sia una manovra commerciale.
- Altra famosa leggenda parla di Tekken 3. Secondo la tesi, nel gioco Lei Wu Long, uno dei personaggi del picchiaduro, che di mestiere fa il poliziotto potrebbe usare una pistola durante gli scontri e sparare all'avversario, uccidendolo istantaneamente. Questa teoria però non è mai accompagnata da una particolare spiegazione delle modalità di esecuzione della mossa. In genere viene accennato il fatto che questa mossa comporta una serie di mosse, e quindi di una serie di pulsanti da premere al momento giusto, difficilmente eseguibili con una mano sola.
- Ulteriori dicerie riguardano i videogiochi dei Pokémon, soprattutto della prima generazione.
La più conosciuta è relativa a
Mew. Secondo una leggenda diffusa questo Pokémon raro (presente nel codice sorgente del gioco, poiché nei tornei nazionali e internazionali di Pokémon è stato messo in palio come premio per i vincitori, ed è ottenibile tramite
Action Replay modificando alcuni valori del salvataggio) si trova nella città di Aranciopoli (Vermilion City nella versione originale). Per catturarlo bisognerebbe recarsi in prossimità della nave Sant'Anna, ancorata al porto di quella città, e nuotare sopra un Pokémon alla destra del molo fino a scorgere un "camioncino". Arrivati a questo punto le teorie sono molto discordanti. Alcuni siti parlano di girare a torno al camion fino a quando apparirà Mew, altri sostengono di salire nel retro del camion e scontrarsi con lui. Una tesi molto fantasiosa sostiene che con tale camion si potrebbe giungere ad una città particolare, in cui il re è Mew e, dopo aver parlato con lui e accettato la sua sfida, sconfiggendolo lui accetta di seguirvi durante il corso dell'avventura. Naturalmente tutte le soluzione proposte sono false visto che non esiste nessun camion. Molti tentano di avvalorare la tesi affermando che ciò avviene solo nelle versioni americane o giapponesi di Pokémon (alcuni specificano che si tratta di
Pokémon Giallo, altri parlano di
Pokémon Verde, che è uscito solo in Giappone).
Le stesse tesi con varianti vengono applicate a
Celebi, altro Pokémon non catturabile, nelle versioni della seconda generazione. Tutte le tesi si accomunano per il fatto che presentano la Foresta dei Lecci e la presenza di un Pokémon a livello 100 (il massimo raggiungibile nel gioco). Una tesi anonima specifica che necessita la presenza di un
Meganium al livello 100 (per avere un Meganium bisogna quasi obbligatoriamente scegliere
Chikorita all'inizio del gioco). Altra tesi sostiene che appaia di
Martedì e solo quando si è in possesso della Masterball (un particolare tipo di
Pokéball). Queste leggende sono con molte probabilità false, soprattutto per la mancanza di screenshot o video correlati.
La variante più divertente è la presenza di Celebi nelle prime versioni dei Pokémon che, molto probabilmente, è una bufala che si prende beffa di tutte le leggende precedenti.
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